Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]
- Автор: Силверберг Роберт
- Год: 1968
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Beata Della Frattina
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]». Краткое содержание книги:
D’altra parte lui non era Seiano. Era Stanley Brogg, del Segretariato di Polizia. Che peccato!, pensò: ma bisognava contentarsi.
10
La notte si stava chiudendo come un pugno. Quellen si cambiò d’abito dopo una abbondantissima doccia nella quale aveva consumato quasi tutta la razione settimanale di acqua. Indossò abiti un po’ eccentrici, quasi in segno di sorda ribellione per la serata che Judith gli voleva infliggere. La gente che partecipava alle riunioni di rigurgito sociale aveva la tendenza all’austerità. Ma lui disprezzava quell’austerità puritana, e perciò si mise una tunica dalla trama iridescente, che, a seconda della rifrazione, mandava riflessi rossi, viola o azzurri.
Non mangiò, perché mangiare sarebbe stato un errore imperdonabile, in vista della cerimonia della serata. Però aveva bisogno di riequilibrare il livello di glucosio, che si era abbassato nel corso della giornata. Per riuscirvi, bastavano poche zollette. Quando fu pronto, Quellen chiuse la porta e si avviò. Avrebbe trovato Judith alla riunione, e dopo, forse l’avrebbe accompagnata a casa. Anche Judith viveva sola, dopo essere stata promossa alla Settima Classe. Quellen sapeva che avrebbe compiuto un gesto di dovere civico sposandola e andando a vivere con lei. Ma non era ancora disposto a dimostrarsi così patriottico.
Judith gli aveva detto che il rito avrebbe avuto luogo nella casa di un certo Brose Cashdam, di Quarta Classe, amministratore del complesso stat intercontinentale. Quellen trovava molto curioso il fatto che un magnate dei trasporti, come Cashdam, si dedicasse a un culto di quel genere. Naturalmente, il culto del rigurgito sociale non era proibito. Non si poteva negare che fosse disgustoso, dal punto di vista estetico, ma non era certo sovversivo come tanti altri. E tuttavia, nel corso della sua carriera, Quellen aveva imparato che i pezzi grossi erano sempre amanti dello status quo. Forse Cashdam era diverso. Ad ogni modo, Quellen era curioso di vedere la sua casa. Non era mai stato in una casa di Quarta Classe.
La villa di Cashdam era situata nella zona interna del raggio stat di Appalachia. Ciò significava che non poteva arrivarci mediante trasmissione istantanea via stat, ma doveva prendere un taxiespresso. Era un vero peccato: mezz’ora sprecata. Quellen programmò la corsa in direzione nord, e lo schermo installato all’interno gli offrì il finto panorama della zona sottostante: il fiume Hudson, argenteo e serpentino al chiaro di luna, le colline boscose della Riserva Forestale Adirondack, un migliaio di acri di zona vergine intatta, nel cuore della città immensa, e infine le luci di posizione della rampa di atterraggio. Servendosi di un mezzo di trasporto locale, Quellen raggiunse in pochi minuti la villa di Cashdam. Sapeva di essere leggermente in ritardo, ma non importava.
La villa non faceva torto al suo nome. Quellen non si era aspettato un simile sfoggio di opulenza. Naturalmente, Cashdam non poteva disporre che di una sola dimora, mentre gli appartenenti alla Seconda Classe avevano diritto di possederne quante ne volevano, sparse per il mondo; comunque, si trattava di un magnifico edificio, quasi completamente di vetro, coi poli assiali di una sostanza dura e fibrosa. Contava almeno sei stanze, c’erano perfino un giardinetto e una pista di atterraggio sul tetto. La casa aveva un’aria calda e invitante. Quellen entrò nel vestibolo guardandosi intorno nella speranza di vedere Judith.
Un uomo corpulento, sulla sessantina, con una tunica bianca inamidata, si fece avanti per dargli il benvenuto. Portava a tracolla la fusciacca dorata, emblema del potere.
«Sono Brose Cashdam» si presentò. Parlava con voce profonda e autoritaria.
«Joseph Quellen. Sono stato invitato da…»
«Judith da Silva. Sicuro. Judith è già qui. Benvenuto, signor Quellen. Siamo onorati che abbiate accettato di unirvi a noi. Entrate. Entrate.»
Cashdam riusciva ad essere contemporaneamente autoritario e gentile. Fece entrare Quellen in una stanza lunga sei metri e larga nove, il cui pavimento era interamente ricoperto di una sostanza spugnosa e grigia, pseudovivente. Non c’era proprio niente di austero o dimesso, in quel lussuoso palazzo.
Sul pavimento, in mezzo al locale, sedevano riunite otto o nove persone, fra cui Judith. Quellen notò, con sorpresa, che non si era vestita in modo sobrio e trascurato, come facevano quasi tutti gli adepti di quel culto. Indossava un abito molto audace, di sprayon azzurro, con sfumature verdi; per quanto la copriva il pigmento colorato, avrebbe potuto benissimo venire nuda alla riunione. Quellen sapeva che abbigliamenti così eccentrici erano concepibili solo nei circoli sofisticati, i cui frequentatori appartenevano a dir poco alla Sesta Classe. Era quindi un po’ azzardato, da parte della ragazza che apparteneva alla Settima Classe, esporsi a quel modo. Quellen aveva l’idea che in quella stanza loro due soli appartenessero alla Settima. Sorrise a Judith. Aveva dei seni piccoli, come voleva la moda di quegli anni, e li metteva in evidenza pigmentando i capezzoli. Accanto a lei sedeva un grassone pressoché privo di collo, con la barbetta a punta a chiazze azzurre, le labbra tumide e un’espressione placida. Di fianco a costui c’era un’altra donna, un po’ più anziana di Judith, con uno sprayon non meno audace del suo. A Judith, però, lo sprayon donava, mentre alla sconosciuta stava male, perché aveva dei seni enormi e dei fianchi troppo grassi. Sorrise con affettazione a Quellen, che fissava disgustato il suo corpo messo in mostra con un tale cattivo gusto.
Gli altri partecipanti alla riunione avevano l’aspetto di persone agiate, intellettuali. Per lo più uomini, alcuni dall’aria vagamente effeminata, altri effeminati senz’ombra di dubbio. Judith si alzò e fece le presentazioni. L’uomo senza collo e con la barba azzurra era il dottor Richard Galuber, il froidi di Judith. La polputa signora era sua moglie. Quellen non sapeva che il froidi fosse sposato. Aveva da tempo il sospetto che Judith fosse la sua amante, a causa di qualche vergognosa deviazione di transfert. Poteva darsi benissimo che lo fosse, ma in tal caso il dottor Galuber avrebbe portato moglie e amante alla stessa riunione? Quellen ne dubitava. Le azioni dei froidi erano spesso dettate da motivi tortuosi, e per quanto ne sapeva Quellen, il dottor Galuber poteva aver trascinato sua moglie alla riunione perché questo faceva parte di una cura.
Allontanandosi dal gruppo, Judith disse a Quellen: «Sono tanto contenta che tu sia venuto, Joe. Temevo che non ti facessi vedere.»
«Non ti avevo promesso che sarei venuto?»
«Sì, è vero. Però hai la tendenza a evitare le esperienze sociali potenzialmente ostili.»
«Mi stai di nuovo froidando?» fece Quellen, seccato. «Smettila, Judith. Sono venuto, non ti basta?»
«Ma sicuro!» Lo guardò con un sorriso caldo, sincero. «Sono felice che tu sia qui. Non volevo punzecchiarti. Vieni che ti presento il dottor Galuber.»
«È proprio necessario?»
Lei scoppiò a ridere. «Come ti dicevo, hai la tendenza a sottrarti alle…»
«Va bene, va bene. Portami dal dottor Galuber.»
Attraversarono la sala. L’abbigliamento di Judith turbava Quellen. Una striscia polimerizzata di pigmento non equivaleva a un vero abito. Sotto la colorazione azzurra si distinguevano nettamente i particolari del suo corpo. L’effetto era quanto mai conturbante. Il suo corpo, snello e angoloso, lo attraeva in modo irresistibile, e specialmente in quell’ambiente. Invece, avrebbe voluto gettare una coperta sulle spalle della signora Galuber, che pure era nuda come Judith. Il froidi lo guardò in modo professionale. «Sono felicissimo di fare la vostra conoscenza, signor Quellen. Ho sentito parlare molto di voi.»