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Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]

Электронная книга - «Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]». Краткое содержание книги:

Ai suoi colleghi che non hanno fatto carriera il poliziotto Quellen sembra un uomo molto fortunato. Non tanto per il prestigio del grado, o per lo stipendio più alto, quanto perchè dopo l’ultimo avanzamento Quellen ha diritto a una stanza tutta sua. Ma a lui questo lusso non basta ancora. Quellen trova che al mondo c’è troppa gente. E nel mondo dove vive Quellen sono in molti a pensarla come lui.
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Quellen staccò la bobina. Maiali, cani, la Principessa di Carabù, Kaspar Hauser… tutto molto avvincente! Si sarebbe potuto anche sostenere che in tutto il corso della storia umana c’erano tracce dell’esistenza dei viaggiatori nel tempo, e non solo nel periodo circoscritto fra il 1979 e il 2106. Ma tali fatti non servivano a risolvere gli immediati problemi di Quellen, anche se Brogg aveva dato prova di grande zelo e di erudizione nel raccoglierli. Quellen ripose la bobina e telefonò a Judith.

La faccia di lei, pallida, mesta, austera, comparve sullo schermo. Non la si poteva certo dire bella. L’arco del naso era troppo pronunciato, la fronte bassa, le labbra sottili, il mento allungato, gli occhi stranamente lontani, il destro leggermente più alto del sinistro. Tuttavia era attraente. Quellen aveva accarezzato la tentazione d’innamorarsi di lei. Però si sforzava di non cedere: non poteva permettere che Judith abbattesse le sue difese emotive, con il rischio di parlarle del rifugio in Africa; e invece lui non voleva condividere con lei quel segreto. Era molto rigida, in fatto di onestà, e avrebbe potuto denunciarlo.

«Volevi nasconderti, Joe?» gli domandò lei.

«Ho avuto molto da fare. Sono stato sommerso dal lavoro. Mi spiace, Judith.»

«Non sentirti troppo colpevole. Me la sono passata benissimo lo stesso.»

«Non ne dubito. Come va il tuo froidi?»

«Il dottor Galuber? Benissimo. Avrebbe tanto piacere di conoscerti, Joe.»

Quellen s’irritò. «Non ho intenzione di sottopormi a una cura, Judith. Mi spiace.»

«Hai detto due volte che ti spiace, in tre frasi.»

«Mi spia…» cominciò Quellen, e tutti e due scoppiarono a ridere.

«Non intendevo presentarti il dottor Galuber in veste professionale» disse poi Judith. «Parteciperà alla nostra prossima riunione.»

«Quando?»

«Proprio stasera, guarda caso. Verrai?»

«Sai bene che il rigurgito sociale non mi è mai piaciuto, Judith.»

Lei ebbe un sorrisetto forzato. «Lo so. Ma è ora che tu esca un po’ dal tuo guscio. Vivi troppo solo, Joe. Se vuoi restar scapolo, è affar tuo; ma non è necessario che tu sia anche un eremita.»

«Un consiglio come il tuo poteva darmelo anche una macchina froidi.»

«Può darsi. Dunque, verrai stasera?»

Quellen ripensò al caso che aveva esaminato poco più di un’ora prima, quello dell’individuo pieno di zelo, che aveva fatto scivolare dei cristalli di vetro pseudovivente nell’apparato digerente del suo confratello e poi l’aveva guardato morire. Si vide nei convulsi dell’agonia, mentre una Judith piangente si aggrappava a lui, cercando di lenire le sue estreme sofferenze, secondo i sistemi del culto di cui era seguace. Sospirò. Judith aveva ragione: da un po’ di tempo viveva troppo isolato. Aveva bisogno di uscire, di staccarsi dalle sue responsabilità ufficiali.

«Sì» disse. «Sì, Judith, verrò alla riunione. Sei contenta?»

9

Stanley Brogg aveva avuto da fare, quel giorno.

L’intendente sbrigava molte delle grane che sarebbero toccate a Quellen, ma non gliene importava, perché era un gran lavoratore. Dentro di sé, era sicuro che erano lui e Spanner a mandare avanti il reparto. Erano tutti e due della stessa razza: grossi, massicci e metodici, con una riserva di carne da cui trarre energia nei momenti critici. Benché Spanner fosse di Sesta Classe e lui di Nona, Brogg lo considerava come un collega.

Gli altri due, Koll e Quellen, erano le escrescenze del reparto. Koll, era gonfio di livore e di cattiveria, si pasceva d’odio solo perché era piccolo e brutto. Era abile, non si poteva negarlo, ma le sue tendenze nevrotiche lo rendevano inutile e pericoloso. Se c’era qualcuno che aveva bisogno di un froido, era proprio Koll. Brogg lo paragonava spesso a Tiberio; non lo considerava pazzo, ma squilibrato, e pericoloso; un tipo, insomma, che era meglio evitare.

Se Koll era Tiberio, Quellen era Claudio: simpatico, intelligente, ma di carattere debole. Brogg disprezzava il suo immediato superiore e lo riteneva troppo emotivo, inadatto alla carica che copriva. Capitava a volte che Quellen agisse con vigore e decisione, ma era un’eccezione. Brogg aveva lavorato per anni sobbarcandosi gli incarichi che avrebbe dovuto sbrigare Quellen. Se non l’avesse fatto, il reparto sarebbe andato a catafascio.

Una cosa che lo stupiva, in Quellen, era la sua capacità di essere disonesto. Brogg non avrebbe mai immaginato questo lato del carattere in lui. Riuscire a ottenere un appezzamento di terra in Africa falsificando documenti, chiedere e ottenere un impianto stat illegale per collegare il suo appartamento alla villa congolese, condurre una vita segreta di agi e di lusso, erano tutte cose che rivelavano un’audacia di cui Brogg non lo avrebbe mai ritenuto capace. Ma forse la spiegazione era semplice; Quellen era talmente nauseato dalla durezza della vita che lo circondava, da non badare ai rischi pur di evaderne. Perfino un codardo può diventare coraggioso pur di proteggere la propria vigliaccheria. Allo stesso modo, un uomo debole e molle come l’imperatore Nerone riusciva a trasformarsi in un demonio per salvaguardare la propria debolezza. Nerone, secondo Brogg, non era malvagio di natura, come Caligola; la sua mostruosa crudeltà si era sviluppata per gradi. In un certo senso, non si adattava al suo carattere, come non corrispondeva, all’immagine che Brogg si era fatto di Quellen, il suo sorprendente atto di audacia.

Ne aveva scoperto il segreto per un puro caso, benché avesse giocato anche d’astuzia. Sospettava da un po’ che Quellen stesse tramando qualcosa, ma non riusciva a indovinare cosa. Che si trattasse di pratiche religiose, di una di quelle sette messe al bando, un gruppo del caos, magari, o una di quelle bande di cui tanto si parlava e che si radunavano negli angoli bui per pregare la crudele assassina piromane Flaming Bess?

Ignorando i particolari, ma intuendo una cauta difesa nel comportamento di Quellen, Brogg aveva pensato di sfruttare la situazione a suo vantaggio. Spendeva molto perché era un uomo dotto; per coltivare i suoi studi sugli antichi romani, si era circondato di libri, di autentiche monete romane, di documenti storici. Per acquistare delle antichità autentiche occorreva molto denaro, e lo stipendio non gli bastava. Perciò gli venne l’idea che Quellen avrebbe potuto essere ricattato con buon profitto.

Per prima cosa, Brogg si era rivolto al compagno con cui allora il Sovrintendente divideva la stanza: Bruce Marok. Infatti, non essendo ancora stato promosso alla Settima Classe ed essendo scapolo, Quellen doveva coabitare con un altro scapolo della sua classe. Marok, pur confermando i suoi sospetti, non offrì tuttavia alcuna prova. Poi Quellen fu promosso, e Marok scomparve dalla circolazione.

Fu a questo punto che Brogg appiccicò un Orecchio al suo superiore, e si mise in ascolto.

Non ci volle molto a scoprire la verità. Quellen era riuscito a farsi assegnare sotto falso nome un appezzamento in Africa. La maggior parte di quel continente era stata lottizzata e costituiva un’enorme riserva per i membri dell’Alto Governo. Specialmente la fascia tropicale, che era rimasta spopolata un secolo e mezzo prima, durante la Guerra delle Spore. Quellen si era procurato la sua fettina di terra, aveva fatto in modo da costruirci sopra una casa, e si era procurato un servizio stat clandestino, grazie al quale poteva passare l’oceano in un batter d’occhio. Naturalmente, il suo piccolo imbroglio era destinato ad essere scoperto alla fine da una delle squadre di ispezione. Ma in quella parte del mondo il nuovo controllo sarebbe avvenuto solo fra cinquant’anni, e a quell’epoca Quellen sarebbe stato al sicuro.

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