L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Certe cose non contano molto alla Torre Bianca» le spiegò Elayne mestamente, pulendosi velocemente il mento dalle briciole di dolce. Era molto speziato, quasi piccante. «Se una regina si recasse lì per imparare, dovrebbe strofinare i pavimenti come qualunque altra novizia e scattare quando riceve un ordine.»
Egeanin annuì lentamente. «Allora quella è la regola. Governare i governanti. Molte del... regine... vengono addestrate a quel modo?»
«Nessuna, che io sappia» rise Elayne. «Ma è una nostra tradizione ad Andor inviare l’erede al trono a studiare alla Torre Bianca. Anche molte nobili vi si recano, benché di solito non vogliano che si sappia in giro, e la maggior parte va via senza nemmeno essere riuscita a percepire la Vera Fonte. Era solo un esempio.»
«Anche tu sei del... una nobile?» chiese Egeanin e Nynaeve sbuffò.
«Mia madre era una contadina e mio padre un pastore e coltivatore di tabacco. Pochi da dove vengo io possono farcela senza lana e tabacco da vendere. Cosa ci dici della tua famiglia, Egeanin?»
«Mio padre era un soldato, mia madre la... un ufficiale su una nave.» Sorseggiò per un momento il tè amaro, studiandole. «State cercando qualcuno» aggiunse alla fine. «Queste donne di cui ha parlato l’uomo scuro. Io commercio informazioni, fra le altre cose. Ho delle fonti che mi riferiscono le notizie più varie. Forse posso aiutarvi. Non vi chiederò denaro, solo di raccontarmi di più delle Aes Sedai.»
«Ci hai già aiutato molto» rispose velocemente Elayne ricordandosi che Nynaeve aveva raccontato quasi tutto a Bayle Domon. «Sono grata, ma non possiamo accettare altro.» Lasciare che questa donna venisse a sapere di più dell’Ajah Nera e coinvolgerla senza che sapesse erano soluzioni entrambe fuori discussione. «Davvero, non possiamo.»
Con la bocca mezza aperta Nynaeve la guardò furiosa. «Stavo per dire lo stesso» aggiunse con voce incolore e proseguì più leggera. «La nostra gratitudine si estende certamente a fornirti alcune risposte, Egeanin, per quanto ci sia possibile.» Certamente intendeva dire che c’erano molte domande a cui non potevano rispondere, ma Egeanin la intese diversamente.
«Ma certo. Non verrò a mettere il naso negli affari segreti della vostra Torre Bianca.»
«Sembri molto interessata alle Aes Sedai» osservò Elayne. «Non riesco a percepire l’abilità in te. Ma forse puoi imparare a incanalare.»
Egeanin fece quasi cadere la tazza di porcellana. «Può... essere ‘imparato’? Non sapevo... No. No, non voglio... imparare.»
La sua agitazione rattristò Elayne. Anche fra la gente che non temeva le Aes Sedai, troppi temevano tutto ciò che aveva a che fare con l’Unico Potere. «Cosa vuoi sapere, Egeanin?»
Prima che la donna potesse parlare qualcuno bussò alla porta e subito entrò Thom, con l’elegante mantello marrone che indossava ogni volta che usciva. Attirava meno attenzione di quello da menestrello coperto di pezze colorate. In realtà gli conferiva un aspetto dignitoso, con quel suo manto di capelli bianchi, anche se doveva pettinarli più spesso. Immaginandoselo più giovane, Elayne pensò di poter vedere cosa aveva attratto la madre. Questo naturalmente non lo assolveva per essere andato via. Cambiò espressione prima che Thom potesse accorgersi del cipiglio.
«Mi è stato detto che non eravate sole» disse rivolgendo a Egeanin uno sguardo circospetto quasi identico a quello di Juilin, gli uomini erano sempre sospettosi di chiunque non conoscessero. «Ma ho pensato che vi sarebbe piaciuto sapere che i Figli della Luce hanno circondato il Palazzo del Panarca questa mattina. Nelle strade incominciano a parlarne. Sembra che lady Amathera sarà investita Panarca domattina.»
«Thom,» osservò stancamente Nynaeve «a meno che questa Amathera non sia Liandrin, non mi importa se diventa Panarca, re e Sapiente di tutti i Fiumi Gemelli in una volta.»
«La cosa interessante» aggiunse Thom zoppicando verso il tavolo «è che le voci sostengono che l’Adunanza ha rifiutato di scegliere Amathera. Rifiutato. Allora perché viene investita? Cose così strane meritano di essere prese in considerazione, Nynaeve.»
Mentre si stava sedendo, la donna spiegò con calma: «Stiamo avendo una conversazione privata, Thom. Sono certa che troverai la sala comune più congeniale.» Bevve un sorso di tè, guardandolo da sopra la tazza e aspettandosi che se ne sarebbe andato.
Arrossendo, l’uomo si alzò senza nemmeno essersi seduto del tutto, ma non se ne andò subito. «Che l’Adunanza abbia cambiato idea o no, questa cosa probabilmente provocherà una rivolta. Nelle strade ancora si crede che Amathera sia stata respinta. Se dovete continuare a uscire, non potete andare da sole.» Stava guardando Nynaeve, ma Elayne ebbe l’impressione che le avesse quasi messo una mano sulla spalla. «Bayle Domon si trova in quella piccola stanza nei pressi dei moli, a sistemare i suoi affari in caso dovesse andar via di corsa, ma ha fatto in modo di procurarvi cinquanta uomini scelti, tipi duri abituati alle zuffe e abili con i pugnali o la spada.»
Nynaeve aprì la bocca, ma Elayne la interruppe. «Siamo grate, Thom, a te e a mastro Domon. Ti prego di dirgli che accettiamo questa gentile e generosa offerta.» Incontrando lo sguardo inespressivo di Nynaeve aggiunse significativamente: «Non vorrei essere sequestrata nelle strade in piena luce del giorno.»
«No» concordò Thom. «Non è questo che vogliamo.» A Elayne sembrò di sentire un ‘bambina’ pronunciato a mezza bocca alla fine di quella frase, e stavolta le toccò la spalla, velocemente e con la punta delle dita. «In realtà» proseguì «gli uomini sono già in attesa qua fuori. Sto cercando di trovare una carrozza, quelle portantine sono troppo vulnerabili.» Sembrava sapere che si era spinto troppo in là, portando con sé gli uomini di Domon prima che le ragazze accettassero, per non parlare di questo fatto di cercare una carrozza senza nemmeno fare il gesto di chiederglielo prima, ma le affrontò come un vecchio lupo, con le sopracciglia cespugliose abbassate. «Rimpiangerei... personalmente se vi accadesse qualcosa. La carrozza sarà qui non appena troverò una pariglia, se è possibile trovarne una.»
Con gli occhi sgranati Nynaeve era chiaramente a un passo dal ricambiarlo con un rimprovero che non avrebbe dimenticato e a Elayne non sarebbe dispiaciuto aggiungere qualcosa di suo. Qualcosa di più gentile, da vera ‘bambina’!
Thom approfittò della loro esitazione per fare un inchino che sarebbe andato bene per qualsiasi palazzo e se ne andò quando ancora ne aveva la possibilità.
Egeanin aveva posato la tazza e le fissava costernata. Elayne immaginava che non avevano fatto una bella impressione come Aes Sedai, lasciando che Thom facesse il gradasso a quel modo. «Devo andare» annunciò la donna, alzandosi e prendendo il bastone appoggiato al muro.
«Ma non ci hai rivolto le tue domande» protestò Elayne. «Quantomeno ti dobbiamo qualche risposta.»
«Un’altra volta» rispose Egeanin dopo un po’. «Se mi è permesso, tornerò. Ho bisogno di sapere di più su di voi. Non siete ciò che mi aspettavo.» Le assicurarono che poteva tornare in qualsiasi momento loro fossero presenti e cercarono di convincerla a restare abbastanza per finire il suo tè e la torta, ma la donna fu irremovibile sul fatto che doveva andare via adesso.
Voltandosi dopo averla accompagnata alla porta, Nynaeve mise le mani sui fianchi. «Sequestrarti? Se te ne sei dimenticata, Elayne, è me che quegli uomini stavano cercando di afferrare.»
«Per toglierti di mezzo al fine di potermi prendere» specificò Elayne. «Se te ne sei dimenticata, sono io l’erede al trono di Andor. Mia madre li avrebbe resi ricchi per riavermi indietro.»
«Forse» mormorò dubbiosa Nynaeve. «Be’, almeno non avevano nulla a che fare con Liandrin. Quelle non avrebbero mandato un gruppo di zoticoni a cercare di infilarci in un sacco. Perché gli uomini fanno sempre le cose senza chiedere? La crescita dei peli sul petto toglie loro la linfa dal cervello?»