L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Elayne stava ancora recuperando il fiato per gridare quando un secondo uomo, altrettanto grosso e con un paio di folti baffi, la spinse di lato per raggiungere Nynaeve. Elayne dimenticò di essere spaventata. Strinse furiosamente la mascella e proprio mente l’uomo sfiorava l’altra donna, fece discendere la doga proprio in mezzo alla testa del bruto con tutta la forza che era riuscita a raccogliere. Le gambe del tizio si piegarono e ricadde in avanti con soddisfazione di Elayne.
La folla si fece da parte, nessuno voleva essere coinvolto nei problemi di qualcun altro. Di certo nessuno offrì aiuto. Ed Elayne si accorse che ne avevano bisogno. L’uomo che Nynaeve aveva colpito era ancora in piedi, la bocca deformata in un ringhio mentre leccava il sangue che gli colava dal naso, piegando le spesse dita come se volesse stringerle la gola. Peggio, non era da solo. Altri sette uomini si stavano facendo avanti assieme a lui per escludere ogni possibilità di fuga, tutti tranne uno grosso come il primo, i volti sfregiati e le mani che parevano aver preso a martellate le pietre per anni. Un tizio dal viso magro che sorrideva come una volpe nervosa continuava ad ansimare suggerimenti. «Non lasciatela scappare. Ha dell’oro, ve lo dico io. Oro!»
Sapevano chi era. Non era un tentativo di rubarle il denaro, intendevano eliminare Nynaeve e rapire l’erede al trono di Andor. Sentì che Nynaeve abbracciava saldar — se questo non l’aveva fatta arrabbiare abbastanza da incanalare, nulla ci sarebbe riuscito — e si aprì anche lei alla Vera Fonte. L’Unico Potere fluì dentro di lei, un dolce flusso che la colmò dalla punta dei piedi a quella dei capelli. Alcuni flussi di Aria da ognuna di loro sarebbero bastati a vedersela con questi ruffiani.
Ma Elayne non incanalò e non lo fece nemmeno Nynaeve. Assieme potevano bastonare questi tipi come avrebbero dovuto fare le loro madri. Eppure non osavano, a meno che non avessero avuto altra scelta.
Se una dell’Ajah Nera era abbastanza vicina da vedere si erano già tradite con il bagliore di saidar. Incanalare a sufficienza per creare quei flussi di Aria avrebbe potuto rivelare la loro presenza a una Sorella Nera in un’altra strada a cento passi di distanza o più, a seconda della sensibilità e della forza che aveva. Era quello che avevano fatto loro per gli ultimi cinque giorni, camminare per la città cercando di captare una donna che incanalava, sperando che la sensazione le avrebbe guidate da Liandrin e le altre.
Dovevano prendere in considerazione anche la folla. Alcuni ancora passavano loro vicino, sfiorando le mura. Il resto girava al largo, cominciando a cercare altri punti di passaggio. Solo pochi si accorsero che le due donne erano in pericolo distogliendo vergognosi gli occhi. Ma se avessero visto questi grossi uomini scagliati in aria da una forza invisibile...?
Le Aes Sedai e l’Unico Potere non erano particolarmente ben visti a Tanchico in questo momento, accompagnati da vecchie voci di Falme che ancora circolavano e delle nuove riguardanti un presunto sostegno della Torre Bianca ai fautori del Drago nelle campagne. Questa gente avrebbe potuto scappare se avesse notato che veniva usato il Potere. O forse avrebbe potuto assaltarle. Anche se lei e Nynaeve fossero riuscite a evitare di essere fatte a pezzi sul posto — e non ne era certa — non c’era modo di nascondersi in seguito. L’Ajah Nera avrebbe sentito parlare di Aes Sedai a Tanchico prima che il sole fosse tramontato.
Mettendosi spalla a spalla con Nynaeve, Elayne impugnò saldamente la doga. Aveva voglia di ridere istericamente. Se Nynaeve avesse soltanto proposto di nuovo di uscire da sole — a piedi — avrebbe scoperto a chi delle due piaceva di più avere la testa sprofondata in un secchio d’acqua. Almeno nessuno di questi bruti sembrava impaziente di essere il primo ad avere la testa spaccata come quella del tipo sdraiato sul lastricato.
«Forza» faceva pressione il tizio dal viso sottile, agitando le mani in avanti. «Forza! Sono solo due donne!» Però lui non accennò a farsi avanti. «Ce ne serve solo una. Vi dico che ha dell’oro!»
Di colpo si sentì un rumore sordo, e uno dei ruffiani barcollò e cadde in ginocchio, stringendosi goffamente lo scalpo spaccato; una donna dai capelli scuri e il viso severo con un abito blu da cavallo lo oltrepassò, si voltò di scatto per tirare un manrovescio sulla bocca di un altro tipo, gli scalzò le gambe da sotto usando il bastone e quindi gli diede un calcio in testa mentre cadeva.
Che stessero ricevendo aiuto era stupefacente, molto più della sua provenienza, ma Elayne non se la sentiva di fare la difficile in quella circostanza. Nynaeve si scostò dalla schiena dell’amica con un ruggito e si scagliò in avanti gridando: «Avanti il Leone Bianco!» per poi mettersi a bastonare il villano più vicino con grande impegno. Con le braccia alzate per difendersi, l’uomo sembrava esterrefatto oltre ogni misura. «Avanti il Leone Bianco!» gridò ancora Nynaeve, il grido di battaglia di Andor, e questi si girò e fuggì.
Ridendo anche se non voleva, girò su se stessa per cercare un’altra vittima da bastonare. Solo altri due non erano ancora fuggiti o caduti. Il primo tizio con il naso rotto si voltò per correre e Nynaeve gli diede un colpo finale con il massimo della forza proprio in mezzo alla schiena. La donna dal viso serio aveva incastrato le braccia dell’altro con il bastone, l’uomo era più alto e molto più pesante, ma lei lo colpì freddamente sul mento con il palmo della mano, tre volte in rapida successione. Gli occhi dell’uomo rotearono e mentre barcollava Elayne vide il tizio dal viso sottile che si alzava, con il naso grondante sangue e gli occhi parzialmente vitrei, eppure estrasse un pugnale da dietro la cintura e affondò verso la schiena della donna.
Senza pensare, Elayne incanalò un pugno d’Aria e lo scagliò indietro con tutto il pugnale. La donna con il viso serio si girò di scatto, ma quello stava già strisciando via carponi finché non riuscì ad alzarsi in piedi e a infilarsi nella folla più avanti per la strada. La gente si era fermata per guardare l’insolita battaglia, anche se nessuno aveva alzato una mano per aiutarle, a parte questa donna con i capelli scuri. Anche lei guardava incerta Elayne e Nynaeve. Elayne si chiese se avesse notato il tizio magro che veniva abbattuto apparentemente da nulla.
«Ti ringrazio» disse Nynaeve leggermente senza fiato mentre si avvicinava alla donna, sistemandosi il velo. «Penso che dovremmo andare via. La Vigilanza Civile non viene spesso in queste strade, ma non ho voglia di spiegare tutto questo se dovessero apparire. La nostra locanda non è lontana. Vuoi unirti a noi? Una tazza di tè è il meno che possiamo offrire a qualcuno che ha alzato una mano per aiutare qualcun altro in questa città dimenticata dalla Luce. Mi chiamo Nynaeve al’Meara, e lei è Elayne Trakand.»
La donna esitò visibilmente. Aveva notato. «Mi... mi piacerebbe. Sì, vorrei.» Aveva un modo di parlare strascicato, difficile da capire, ma in qualche modo vagamente familiare. Era una donna abbastanza graziosa, sembrava anche più pallida di quel che era per via dei capelli scuri, che le arrivavano quasi alle spalle. Un po’ troppo dura per definirla bella. Gli occhi azzurri avevano un’espressione forte, come se fosse abituata a dare ordini. Forse una mercante, con quel vestito. «Mi chiamo Egeanin.»
Egeanin adesso non mostrò alcuna esitazione nell’allontanarsi con loro per la strada più vicina. La folla si stava già riunendo attorno agli uomini atterrati. Elayne si aspettava che quei tipi si sarebbero svegliati per ritrovarsi defraudati di qualsiasi cosa di valore, anche abiti e stivali. Desiderava sapere come aveva fatto a scoprire la sua identità, ma non c’era modo di portarsene uno appresso per scoprirlo. Dovevano definitivamente trovarsi delle guardie del corpo, non importa cosa sostenesse Nynaeve.
Egeanin forse non era esitante, ma di sicuro a disagio. Elayne glielo vedeva negli occhi mentre avanzavano fra la folla.
«Hai visto, vero?» chiese. La donna mancò un passo. Era la conferma di cui aveva bisogno Elayne, che aggiunse velocemente: «Non ti faremo del male. Certo non dopo che sei venuta in nostro soccorso.» Dovette di nuovo sputare il velo. Nynaeve non sembrava avere questo problema. «Non devi guardarmi male, Nynaeve. Ha visto quello che ho fatto.»