L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Questo potrebbe non essere abbastanza, Raen.»
Il Mahdi si strinse nelle spalle. «La tua preoccupazione mi agita, ma saremo al sicuro, se la Luce ci assiste.»
«La Via della Foglia non significa solo non praticare violenza,» aggiunse Ila «ma accettare quello che viene. La foglia cade quando giunge il momento, senza opporsi. La Luce ci manterrà al sicuro per il tempo che ci è dato.»
Perrin voleva discutere con loro, ma oltre a tutto il calore e la compassione sui loro volti era nascosta una fermezza ferrea. Perrin pensò che sarebbe riuscito a far indossare quegli abiti a Bain e Chiad e rinunciare alla lancia — O Gaul! — prima di riuscire a spostare questa gente di un centimetro.
Raen strinse la mano di Perrin e con quello le donne dei Calderai incominciarono ad abbracciare i ragazzi dei Fiumi Gemelli e anche Ihvon, mentre gli uomini dei Calderai stringevano le mani, ridendo e salutandosi augurando a tutti un viaggio sereno e sicuro, sperando che sarebbero tornati ancora. Lo fecero quasi tutti gli uomini. Aram stava in piedi da una parte, con le mani in tasca alla giacca. L’ultima volta aveva avuto un odore inasprito, strano per un Calderaio. Gli uomini non si accontentarono di stringere la mano di Faile, ma l’abbracciarono. Perrin mantenne il viso inespressivo quando qualcuno dei ragazzi divenne eccessivamente entusiasta limitandosi a digrignare i denti, e riuscì anche a sorridere. Nessuna donna più giovane di Ila lo abbracciò. In qualche modo, anche mentre Faile veniva abbracciata da uno di quei magri e vistosi Calderai fino a toglierle il respiro, lo controllava come un mastino. Le donne che non avevano del grigio fra i capelli le lanciavano un’occhiata e sceglievano qualcun altro. Nel frattempo sembrava che Wil baciasse ogni donna presente nel campo. Come anche Ban con tutto il naso raffreddato. Anche Ihvon stava divertendosi, per dirla tutta. A Faile sarebbe servito di lezione se uno di quei tizi le avesse spezzato una costola con quegli abbracci.
Alla fine i Calderai si fecero indietro, tranne Raen e Ila, aprendo un varco attorno ai ragazzi dei Fiumi Gemelli. L’uomo magro dai capelli grigi si inchinò formalmente, con le mani sul petto. «Siete venuti in pace. Adesso partite in pace. I nostri fuochi vi accoglieranno sempre volentieri. La Via della Foglia è pace.»
«Che la pace sia sempre con te» rispose Perrin «e con tutti i Girovaghi.» Luce, fa che sia così, aggiunse mentalmente. «Troverò la canzone, o forse lo farà un altro, ma verrà cantata, quest’anno o il prossimo.» Perrin si chiese se ci fosse mai stata una canzone, o se i Tuatha’an avessero iniziato il loro viaggio infinito alla ricerca di qualcos’altro. Elyas gli aveva raccontato che non sapevano quale canzone stessero cercando, ma che la avrebbero riconosciuta una volta trovata. Che la trovino senza correre pericoli, pensò, almeno quello. Almeno quello. «Come era una volta così sarà ancora, un mondo senza fine.»
«Un mondo senza fine» fu il coro solenne dei Tuatha’an che seguì. «Mondo e tempo senza fine.»
Furono scambiati gli ultimi abbracci e strette di mano mentre Ihvon e Faile aiutavano Perrin a montare su Stepper. Gli ultimi baci furono per Wil. E Ban. Ban! Con quel naso! Altri, quelli malamente feriti, vennero parzialmente sollevati sui loro cavalli, con i Calderai che li salutavano come se fossero vecchi amici che partivano per un lungo viaggio.
Raen andò a stringere la mano a Perrin. «Non vuoi ripensarci?» chiese Perrin. «Ricordo che una volta hai detto che c’era della malvagità libera nel mondo. Adesso è peggiorata, e si trova qui, Raen.»
«Che la pace sia con te, Perrin» intonò Raen sorridendo.
«E con te» rispose tristemente Perrin.
Gli Aiel non apparvero fino a quando il gruppo non si fu allontanato per quasi due chilometri dal campo dei Calderai; Bain e Chiad cercarono Faile prima di correre avanti al loro passo usuale. Perrin non sapeva cosa pensavano potesse accadere trovandosi con i Tuatha’an.
Gaul affiancò Stepper a lunghi passi. Il gruppo non procedeva molto velocemente, con quasi la metà degli uomini appiedata. Guardò Ihvon soppesandolo come sempre prima di rivolgersi a Perrin: «La tua ferita sta bene?»
Gli faceva incredibilmente male, ogni passo del cavallo muoveva la freccia. «Mi sento bene» rispose senza digrignare i denti. «Forse stanotte ci sarà un ballo a Emond’s Field. E tu? Hai trascorso una notte piacevole giocando al ‘bacio della Fanciulla’?» Gaul inciampò e cadde quasi in avanti. «Che succede?»
«Chi hai sentito suggerire quel gioco?» chiese l’Aiel guardando tranquillo avanti a sé.
«Chiad, perché?»
«Chiad» mormorò. «La donna è Goshien. Goshien! Dovrei riporla indietro a Fonte Calda come gai’shain!» Le parole sembravano arrabbiate, ma non il tono di voce strane. «Chiad.»
«Vuoi dirmi di che si tratta?»
«Un Myrddraal è meno astuto di quella donna» continuò atono Gaul «e un Trolloc combatte con più onore.» Dopo un momento aggiunse in tono sommesso: «E una capra è più sensata.» Allungando il passo corse avanti per unirsi alle due Fanciulle. Non parlò con le ragazze per quanto poteva vedere Perrin, ma si limitò a rallentare il passo e a camminare accanto a loro.
«Hai capito nulla di tutto questo?» chiese Perrin a Ihvon. Il Custode scosse il capo.
Faile tirò su con il naso. «Se pensa di crear loro problemi, lo appenderanno a un ramo per le caviglie per farlo calmare.»
«Tu hai capito?» le chiese Perrin. Faile proseguì a camminare, senza guardarlo o rispondergli, cosa che lui interpretò come risposta negativa. Nemmeno lei sapeva. «Penso che dovrò trovare nuovamente il campo di Raen. È passato molto tempo da quando ho visto la tiganza. Era... interessante.»
Faile borbottò qualcosa ma lui la sentì.
«Non ti farebbe male essere appeso anche te per i talloni!»
Perrin sorrise sopra la testa della donna. «Ma non dovrò farlo. Mi hai promesso di ballare la sa’sara per me.» Il viso di Faile divenne cremisi. «Somiglia alla tiganza? Altrimenti non ha senso.»
«Brutto cervello di bue!» scattò Faile, guardandolo furiosa. «Gli uomini hanno deposto i loro cuori e le loro fortune ai piedi di donne che hanno danzato la sa’sara. Se mia madre sospettasse che la conosco...» Chiuse di scatto la bocca quasi avesse detto troppo e voltò la testa per guardare avanti. Era rossa dall’umiliazione dalla punta dei capelli fino al collo del vestito.
«Allora per te non vi è alcun motivo di danzarla» osservò Perrin con calma. «Il mio cuore e la mia fortuna, così come sono, sono già deposti ai tuoi piedi.»
Faile perse il passo, quindi rise piano e premette la guancia contro la caviglia di Perrin. «Sei troppo furbo per me» mormorò. «Un giorno danzerò per te e ti farò bollire il sangue nelle vene.»
«Lo fai già» rispose Perrin, e Faile rise nuovamente. Infilando il braccio dietro la staffa gli strinse la gamba mentre camminavano.
Dopo un po’ anche il pensiero di Faile che danzava — se lo era immaginato dalla danza delle Calderaie, doveva essere qualcosa che la superava — non poté competere con il dolore nel fianco. Ogni passo di Stepper era un’agonia. Si mantenne in posizione eretta. In quel modo sembrava dolere leggermente meno. Inoltre non voleva rovinare la spinta emotiva positiva che la sosta ai carri dei Tuatha’an aveva dato a tutti. Anche gli altri uomini stavano seduti in posizione eretta, inclusi quelli che il giorno prima avevano le spalle incurvate. Ban, Dannil e gli altri camminavano a testa alta. Non sarebbe stato il primo a crollare.
Wil incominciò a fischiare Ritornando a casa dalla breccia di Tarwin, e altri tre o quattro si unirono a lui. Dopo un po’ Ban iniziò a cantare con voce forte e chiara.