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I fuochi del cielo

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I fuochi del cielo
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Thom e Juilin attiravano alcuni sguardi, ma fortunatamente nessuno riteneva necessario andare a chiedergli come stavano. Forse era per il modo in cui sedevano, con l’aspetto di cani bastonati, le spalle abbassate, gli occhi rivolti a terra. Senza dubbio sapevano che li aspettava una ramanzina che gli avrebbe bruciato la pelle. Nynaeve senza dubbio ne aveva tutta l’intenzione.

Elayne però sussultò alla vista dei due uomini e corse a inginocchiarsi di fianco a Thom, tutta la rabbia di un momento prima svanita. «Cosa è successo? Oh, Thom, la tua povera testa. Deve dolerti molto. Questo va oltre le mie capacità. Nynaeve ti porterà dentro e vedrà cosa può fare. Thom, tu sei anziano per infilarti in pasticci del genere.»

Indignato la scansò meglio che poteva mentre si teneva il panno sulla testa. «Lasciami stare, bambina. Mi sono fatto di peggio cadendo dal letto. La vuoi smettere?»

Nynaeve non avrebbe eseguito nessuna guarigione, anche se era abbastanza arrabbiata. Si mise di fronte a Juilin con le mani sui fianchi e uno sguardo del tipo ‘non voglio sentire cose insensate e rispondimi subito’ sul viso. «Cosa significa essere sgattaiolati a questo modo senza dirmelo?» Era meglio far capire subito a Elayne che non era lei a comandare. «Se ti avessero tagliato la gola invece del sopracciglio, come avremmo saputo cosa vi era successo? Non avevate alcun motivo di andare. Nessuno! Abbiamo già provveduto a trovare un’imbarcazione.»

Juilin la guardò furioso, portando il cappello in avanti per coprirsi la fronte. «Provveduto, eh? Questa è la ragione per cui voi tre avete cominciato a muovervi come...?» Si interruppe a un lamento di Thom che stava ondeggiando.

Dopo che il menestrello calmò Elayne spiegando che si era trattato solo di uno spasmo momentaneo, che avrebbe potuto anche andare a un ballo, e dopo aver lanciato un’occhiata significativa a Juilin che sperava le donne non avessero notato, Nynaeve rivolse uno sguardo pericoloso al Tarenese, per scoprire cosa pensava del loro andarsene in giro.

«È stato un bene che siamo andati» le rispose invece con la voce tesa. «Samara è un branco di lucci attorno a un pezzo di carne sanguinolenta. In ogni strada ci sono delle combriccole a caccia di Amici delle Tenebre e chiunque non sia pronto ad acclamare il Profeta come la vera voce del Drago Rinato.»

«È iniziato tre ore fa, vicino al fiume» intervenne Thom, arrendendosi con un sospiro alle cure di Elayne che gli stava tamponando il viso con un panno umido. Thom sembrava ignorare le lamentele della donna, il che aveva dovuto richiedergli uno sforzo, visto che Nynaeve aveva sentito bene ‘vecchio sciocco’ e ‘hai bisogno di qualcuno che si occupi di te prima che ti faccia ammazzare’, assieme ad altre cose dette in un tono di voce esasperato e affezionato. «Come è cominciata non lo so. Ho sentito che le Aes Sedai incolpavano i Manti Bianchi, i Trolloc, tutti tranne i Seanchan e, se ne avessero conosciuto il nome, avrebbero incolpato anche loro.» Fece una smorfia alla pressione di Elayne. «Durante l’ultima ora siamo stati coinvolti troppo personalmente per scoprire altro.»

«Ci sono dei fuochi» disse Birgitte. Petra e la moglie si accorsero che stava indicando in un punto e si alzarono preoccupati. Due scuri pennacchi di fumo salivano oltre il tendone in direzione della città.

Juilin si alzò e guardò Nynaeve negli occhi con uno sguardo duro.

«È ora di andare via. Forse ci faremo notare al punto tale che Moghedien ci troverà, ma ne dubito. La gente fugge in ogni direzione possibile. Fra altre due ore non ci saranno solo due fuochi, ma cinquanta, ed evitarla non servirà a molto se verremo fatti a pezzi dalla folla scatenata. Attaccheranno gli spettacoli una volta che avranno distrutto tutto ciò che possono in città.»

«Non usare quel nome» disse Nynaeve secca, guardando cupa Elayne anche se l’altra non se ne rese conto. Rivelare troppo agli uomini era sempre un errore. «Prenderò in considerazione il suggerimento, Juilin. Sarebbe odioso fuggire senza motivo per poi scoprire che una nave era giunta subito dopo che siamo andati via.» L’uomo la fissò come se fosse impazzita e Thom scosse il capo anche se Elayne lo teneva immobile per lavarlo, ma una figura che avanzava fra i carri rese Nynaeve raggiante. «Forse è già arrivata.»

Uno, con la toppa dipinta, la cicatrice, il codino e la spada dietro le spalle aveva provocato qualche cenno del capo da Petra e i vari Chavanas, Muelin invece rabbrividì. Aveva fatto le visite serali di persona, anche se non aveva nulla da riferire. La sua presenza in quel momento doveva significare qualcosa.

Come al solito rivolse un ampio sorriso a Birgitte non appena la vide, e alzò l’unico occhio in uno sguardo avido al seno in bella mostra della donna. Anche Birgitte ricambiò il sorriso e lo osservò pigramente dall’alto in basso. Per una volta, però, a Nynaeve non importava in che in maniera riprovevole si comportasse. «È arrivata l’imbarcazione?»

Il sorriso di Uno scomparve. «C’è una malede... un’imbarcazione,» disse torvo «se riesco a farvi arrivare fin lì sani.»

«Sappiamo della rivolta. Certamente quindici Shienaresi possono portarci in salvo.»

«Sapete della rivolta» mormorò, guardando Thom e Juilin. «Sapete che la gente di Masema sta combattendo i Manti Bianchi nelle strade, malediz...? Sapete che ha dann... ha ordinato ai suoi di prendere l’Amadicia a ferro e fuoco? Ci sono migliaia di persone che hanno già attraversato il male... aagh! Il fiume.»

«Sarà pure,» rispose con fermezza Nynaeve «ma mi aspetto che tu faccia quello che avevi detto. Hai promesso di obbedirmi, se ricordo bene.» Nynaeve sottolineò solo leggermente la parola ‘obbedirmi’, e rivolse a Elayne un’occhiata significativa.

Fingendo di non vedere la donna si alzò, con il panno umido e insanguinato in mano, dirigendo la sua attenzione su Uno. «Mi è sempre stato detto che i soldati shienaresi sono i più coraggiosi del mondo.» Quel tono tagliente che aveva avuto usato a un minuto prima aveva immediatamente ceduto il passo a una voce regale e di seta. «Ho sentito molte storie sul coraggio degli Shienaresi quando ero piccola.» Appoggiò una mano sulla spalla di Thom, ma rimase con lo sguardo su Uno. «Ancora me le ricordo. Spero che le ricorderò sempre.»

Birgitte si avvicinò e iniziò a massaggiare il collo di Uno mentre lo guardava dritto nell’occhio. L’altro occhio rosso e furioso dipinto sulla toppa non sembrava darle noia. «Tremila anni a fare la guardia alla Macchia» disse gentilmente. Gentilmente. Erano passati due giorni da quando si era rivolta a Nynaeve a quel modo! «Tremila anni e mai un passo indietro che non fosse stato ripagato dieci volte tanto con il sangue. Forse questo non è Enkara o il passo di Soralle, ma so come agirai.»

«Che cosa hai fatto? Hai letto tutte le maledette storie delle maledette Marche di Confine?» gridò. Immediatamente sobbalzò e guardò Nynaeve. Era stato necessario dirgli che si aspettava un linguaggio pulito da lui. Non la stava prendendo bene, ma non c’era altro modo di prevenire le ricadute e Birgitte non doveva guardarla di traverso. «Puoi parlare con loro?» si rivolse a Thom e Juilin. «Sono malede... sono sciocche a voler fare questo tentativo.»

Juilin alzò le mani al cielo e Thom rise sonoramente. «Hai mai conosciuto una donna che ascolta qualcosa di sensato quando non ne ha voglia?» rispose il menestrello. Sbuffò quando Elayne gli tolse il panno di mano e iniziò a tamponarlo con forse più energia di quanta ne fosse strettamente necessaria.

Uno scosse il capo. «Be’, se devo essere raggirato, suppongo che lo sarò. Ma prestate bene attenzione. La gente di Masema ha trovato la barca, il Serpe di fiume o una cosa simile, nemmeno un’ora dopo che era attraccata, ma i Manti Bianchi l’hanno presa. È questa che ha scatenato le sommosse. La cattiva notizia è che i Manti Bianchi sono ancora in possesso del molo. Quella peggiore è che Masema forse ha dimenticato il vascello, sono andato a trovarlo e non voleva sentirne parlare; tutto ciò che gli interessava era impiccare i Manti Bianchi e far inginocchiare l’Amadicia davanti al lord Drago anche se avesse dovuto incendiare l’intero territorio, ma non si è preso la briga di dirlo ai suoi. Ci sono stati alcuni scontri vicino al fiume e forse ci sono ancora. Farvi attraversare la rivolta sarà difficile, ma se c’è una battaglia ai moli non vi garantisco nulla. E come riuscirò a mettervi su una nave nelle mani dei Manti Bianchi, davvero non lo so.» Esalando un lungo sospiro si deterse il sudore dalla fronte con il dorso della mano sfigurata. Lo sforzo di questo lungo discorso senza imprecare era palese.

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