I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
L’altra si imbronciò, ma mise i piedi in terra e alzò il mento in quel modo altezzoso che aveva. «Credo che farò una passeggiata in città stamattina.» Disse freddamente, sempre lavorando alla treccia, «Questo carro è... angusto.»
Alzando il capo Nynaeve sputò nel lavabo. Forte. Il carro certamente sembrava più piccolo con il passare del tempo. Forse era vero che dovevano tenersi lontane dagli sguardi il più possibile, era stata una sua idea, della quale peraltro cominciava a pentirsi, ma quella situazione stava diventando ridicola. Tre giorni chiusa dentro con Elayne tranne quando si esibivano adesso pesavano come tre settimane. O tre mesi. Non si era mai resa conto prima d’ora di che lingua velenosa poteva avere Elayne. Un’imbarcazione doveva arrivare. Di qualsiasi tipo. Avrebbe dato ogni moneta nascosta nella stufa, ogni gioiello, tutto, per avere una barca quel giorno. «Be’, non attirerebbe molta attenzione, vero? Forse potresti fare esercizio. O forse è solo il modo in cui le brache aderiscono ai fianchi.»
Gli occhi azzurri la fulminarono, ma il mento di Elayne rimase alto e il tono di voce freddo. «La scorsa notte ho sognato Egwene e a metà del viaggio di Rand verso Cairhien — mi chiedo cosa stia accadendo laggiù, anche se tu non lo fai — ha detto che ti stavi trasformando in una vecchiaccia urlante. Non che io lo creda necessariamente. Avrei detto una pescivendola.»
«Adesso Stammi a sentire, ragazzina dal brutto carattere! Se tu non...» sempre fissandola furiosa, Nynaeve chiuse la bocca di scatto, quindi ispirò lentamente. Con uno sforzo rese la voce modulata. «Hai sognato di Egwene?» Elayne annuì bruscamente. «E ti ha parlato di Rand e Cairhien?» La giovane donna alzò gli occhi al cielo con esasperazione esagerata e proseguì a lavorare la treccia. Nynaeve si costrinse a lasciare la manciata di capelli rossi che aveva fra le mani e cercò di smettere di pensare di impartire delle lezioni di semplice creanza all’erede al trono della maledetta Andor. Se non avessero trovato presto un’imbarcazione... «Se non riesci a occuparti d’altro se non di come mostrare le gambe più di quanto non fai già, potrebbe interessarti sapere che ha visitato anche i miei sogni. Mi ha detto che Rand ha ottenuto una grandissima vittoria ieri.»
«Forse mostro le gambe,» rispose Elayne con le guance che arrossivano «ma almeno non sventolo il mio... anche tu l’hai sognata?»
Non ci misero molto a confrontare i sogni, anche se Elayne continuava ad avere la lingua di una vipera. Nynaeve aveva avuto ottimi motivi per sgridare Egwene ed Elayne probabilmente aveva sognato una parata davanti a Rand con il costume tempestato di lustrini, se non meno. Dirlo era una semplice questione di onestà. Anche stando così le cose, divenne subito chiaro che Egwene aveva dato le stesse notizie a entrambe e questo lasciava poco spazio al dubbio.
«Continuava a dire che lei c’era sul serio,» mormorò Nynaeve «ma credo che fosse solo parte del sogno.» Egwene aveva spiegato loro molto spesso che era possibile parlare a qualcuno nei sogni, ma non che fosse in grado di farlo. «Perché dovevo crederci? Sosteneva che finalmente aveva riconosciuto una qualche lancia che Rand si porta appresso come appartenente ai Seanchan. Era privo di senso.»
«Ma certo.» Elayne inarcò un sopracciglio in maniera irritante. «Assurdo come trovare Cerandin e gli s’redit. Devono esserci altri rifugiati seanchan, Nynaeve, e le lance credo siano l’ultima cosa che si sono lasciati alle spalle.»
Perché la donna non riusciva a dire nulla con garbo? «Ho notato quanto ci credi.»
Elayne terminò la treccia e se la lanciò dietro le spalle, quindi scosse di nuovo il capo sospettosa. «Spero che Rand stia bene.» Nynaeve tirò su con il naso. Egwene aveva riferito che avrebbe avuto bisogno di giorni di riposo prima di potersi alzare di nuovo, ma era stato guarito. L’altra continuò: «Nessuno gli ha mai insegnato che non deve sforzarsi troppo. Non lo sa che il Potere può uccidere se ne attinge troppo, o se intesse dei flussi quando è stanco? Vale lo stesso per noi.»
Quindi voleva cambiare argomento, vero? «Forse lo ignora,» le rispose Nynaeve con dolcezza «visto che non esiste una Torre Bianca per uomini.» Questo le suggerì qualcos’altro. «Credi che fosse davvero Sammael?»
Quasi strozzandosi con la risposta sulla punta della lingua, Elayne la fissò torva, quindi sospirò stizzita. «Importa poco a noi, vero? Ciò a cui dovremmo pensare è usare di nuovo l’anello. Per un altro scopo che incontrare Egwene. C’è così tanto da imparare. Più apprendo, più capisco quanto poco ne so.»
«No.» Nynaeve non si aspettava che la donna avrebbe preso l’anello ter’angreal in quel momento, ma fece un passo verso la stufa. «Basta con le escursioni nel tel’aran’rhiod, per entrambe, tranne che per incontrarla.»
Elayne proseguì apparentemente senza notarla. Nynaeve avrebbe potuto parlare a se stessa. «Non abbiamo bisogno di incanalare. Non ci lasceremo scoprire a quel modo.» Non guardò l’altra, ma la voce era leggermente pungente. Lei sosteneva che potevano usare il Potere se fossero state prudenti. Per quanto ne sapeva Nynaeve Elayne sarebbe riuscita a farlo alle sue spalle. «Scommetto che se una di noi visita il Cuore della Pietra stanotte, Egwene sarà presente. Pensa se potessimo parlarle nei suoi sogni, non dovremmo preoccuparci di imbattersi in Moghedien nel tel’aran’rhiod.»
«Credi che sia facile imparare?» chiese secca Nynaeve. «Se è così, perché non ce l’ha insegnato? Perché non ci ha pensato prima?» Questo non lo aveva detto con il cuore. Lei era preoccupata per Moghedien. Elayne sapeva che quella donna era pericolosa, ma era come sapere che una vipera è pericolosa. Elayne ne era consapevole, ma era stata Nynaeve a essere morsa. Riuscire a comunicare senza entrare nel Mondo dei Sogni sarebbe stato utile oltre a consentir loro di evitare Moghedien.
In ogni caso Elayne ancora non le prestava attenzione. «Mi chiedo perché ha insistito tanto che non lo dicessimo a nessuno. Non ha senso.» Per un momento si addentò il labbro inferiore preoccupata. «Abbiamo un altro motivo per comunicare con lei al più presto. All’epoca per me non aveva alcun significato, ma l’ultima volta che mi ha parlato è scomparsa a metà frase. Quello che ricordo ora è che prima che ciò avvenisse era sembrata improvvisamente sorpresa e spaventata.»
Nynaeve inspirò profondamente premendosi entrambe le mani sullo stomaco nel vano sforzo di calmare l’agitazione improvvisa. Riuscì però a mantenere la voce atona. «Moghedien?»
«Luce, che pensieri lievi che hai! No. Se Moghedien potesse entrare nei nostri sogni, credo che ormai lo sapremmo.» Elayne fu scossa dai brividi, aveva idea di quanto poteva essere pericolosa quella donna. «In ogni caso non era quel tipo di sguardo. Era spaventata, ma non abbastanza per quello.»
«Allora forse non è in pericolo. Forse...» Costringendosi a spostare le mani, Nynaeve serrò le labbra furiosa. Solo che non sapeva con chi ce l’aveva.
Mettere via l’anello, al riparo dagli sguardi, tranne per gli incontri con Egwene, era stata una buona idea. In qualsiasi avventura nel Mondo dei Sogni avrebbero potuto imbattersi in Moghedien e rimanere alla larga dalla donna era stata anche un’idea migliore. Di molto. Quel pensiero bruciava, peggio delle altre volte, ma era la pura verità.
Adesso però era probabile che Egwene avesse bisogno di aiuto. Anche minimo. Solo perché era consapevole di Moghedien non significava che stesse sottovalutando la possibilità. Forse Rand aveva uno dei Reietti che lo inseguiva con lo stesso odio personale con cui Moghedien inseguiva lei ed Elayne. Quello che aveva riferito Egwene di Cairhien e delle montagne, sfidavano un uomo contro l’altro a togliere loro una scheggia dalla spalla. Non che secondo lei qualcuno volesse farlo. Ma Egwene...