I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Nynaeve in quel momento forse si era addolcita riguardo a questo punto, se non fosse stata troppo stordita per parlare.
Doveva trattarsi di una coincidenza. Luce. Ho detto qualsiasi cosa per un vascello, ma non intendevo questo, si disse. Non questo! Non sapeva perché Elayne e Birgitte la stavano fissando del tutto inespressive. Sapevano le stesse cose che sapeva lei e nessuna aveva accennato a questa eventualità. I tre uomini si scambiarono delle occhiate, consapevoli che stava succedendo qualcosa ed evidentemente altrettanto inconsapevoli di cosa si trattasse, grazie alla Luce. Era molto meglio così.
Da una parte fu più che contenta di concentrarsi su un altro uomo che stava avanzando fra i carri, le diede il pretesto per distogliere gli occhi da Elayne e Birgitte. Dall’altra la vista di Galad le fece sprofondare lo stomaco nei piedi.
Indossava una semplice giubba marrone e un berretto piatto di velluto invece del manto bianco e la cotta di maglia lucida, ma aveva ancora la spada al fianco. Prima di allora non si era avvicinato ai carri e l’effetto sul suo viso fu drammatico. Muelin fece inconsapevolmente un passo verso di lui e le due snelle acrobate si sporsero in avanti a bocca spalancata. Anche Clarine si lisciò l’abito mentre lo guardava, finché Petra si tolse la pipa dalla bocca per dire qualcosa. A quel punto Clarine si diresse verso di lui ridendo e affondò il viso dell’uomo fra i suoi seni floridi. Con gli occhi però ancora seguiva Galad sopra la testa del marito.
Nynaeve non era dell’umore adatto per lasciarsi condizionare dalla bellezza di un uomo e il suo respiro rimase quasi invariato. «Eri tu, vero?» chiese anche prima che la raggiungesse. «Tu hai preso il Serpe di fiume, vero? Perché?»
«Serpente di fiume» la corresse, guardandola incredulo. «Mi hai chiesto di assicurarti un passaggio.»
«Non ti ho chiesto di dare il via a una sommossa!»
«Una sommossa?» intervenne Elayne. «Una guerra. Un’invasione. Tutto è iniziato a causa di questo veliero.»
Galad le rispose con calma. «Ho dato la mia parola a Nynaeve, sorella. Il mio primo dovere è assicurarmi che ti diriga al sicuro verso Caemlyn. E anche Nynaeve naturalmente. I Figli avrebbero dovuto combattere questo Profeta prima o poi.»
«Non potevi limitarti a farci sapere che la nave era arrivata?» domandò stancamente Nynaeve. Gli uomini e la loro parola. Era tutto ammirevole a volte, ma avrebbe dovuto ascoltare quando Elayne le aveva detto che Galad faceva sempre quello che credeva giusto, senza curarsi del male che poteva causare agli altri.
«Non so per quale motivo il Profeta voleva la nave, ma dubito che fosse per permettervi di scendere a fondovalle.» Nynaeve batté le palpebre. «Inoltre ho pagato il capitano per il vostro passaggio mentre stava ancora depositando il carico. Un’ora dopo uno dei due uomini che avevo lasciato per assicurarsi che non partissero senza di voi mi ha raggiunto per dirmi che l’altro uomo era morto e che il Profeta aveva preso la nave. Non capisco per cosa sei tanto sconvolta. Volevi un’imbarcazione, ne avevi bisogno e io ne ho trovata una.» Aggrottando le sopracciglia Galad si rivolse a Thom e Juilin. «Cos’hanno le donne? Perché continuano a fissarvi l’un l’altra?»
«Donne» fu la semplice risposta di Juilin, che subito ricevette un colpo dietro la nuca da Birgitte. La guardò torvo.
«Le mosche cavalline pungono in maniera antipatica» disse sorridendo, mentre lo sguardo furioso dell’uomo diveniva incerto la donna sistemava di nuovo il cappello.
«Possiamo restarcene qui tutto il tempo a discutere di cosa sia giusto e cosa sbagliato,» disse Thom secco «o possiamo prendere il vascello. Il passaggio è stato pagato e adesso non puoi riprenderli indietro.»
Nynaeve batté di nuovo le palpebre. Qualsiasi cosa l’uomo intendesse, lei sapeva come interpretare le parole.
«Potrebbero esserci problemi per raggiungere il fiume» commentò Galad. «Ho indossato questi abiti perché i Figli non sono popolari a Samara adesso, ma la folla potrebbe prendersela con chiunque.» Guardò dubbioso Thom, con i capelli bianchi e i lunghi baffi, Juilin con un aspetto simile, anche in disordine un Tarenese sembrava un tipo duro, quindi si rivolse a Uno. «Dov’è il tuo amico? Un’altra spada sarebbe utile fino a quando non raggiungiamo i miei uomini.»
Il sorriso di Uno era malvagio. Chiaramente non c’era più simpatia fra loro dopo quel primo incontro. «Sta per venire. Forse altri due con lui. Farò in modo che giungano alla nave se i tuoi Manti Bianchi riescono a trattenerla. Anche se non ci riescono.»
Elayne aprì la bocca, ma Nynaeve parlò velocemente. «Adesso basta!» Elayne avrebbe provato a usare la voce mielosa un’altra volta. Forse avrebbe funzionato, ma Nynaeve voleva dare una sferzata. «Bisogna muoversi in fretta.» Avrebbe dovuto pensare quando aveva spronato due pazzi contro lo stesso bersaglio a cosa sarebbe potuto accadere se vi fossero giunti allo stesso tempo. «Uno, riunisci il resto dei tuoi uomini, il più rapidamente possibile.» Questi cercò di dirle che stavano già aspettando dall’altro lato del serraglio, ma la donna andò avanti. Erano dei folli, entrambi. Tutti gli uomini lo erano! «Galad, tu...»
«Sveglia e alzatevi!» gridò Luca mentre correva fra i carri, zoppicando e con un livido che stava scurendosi da un lato del volto. La cappa rossa era piena di macchie e strappata. Sembrava che Thom e Juilin non fossero stati i soli ad avventurarsi in città. «Brugh, vai a dire ai guardacavalli di attaccare i gioghi! Dobbiamo abbandonare la tenda.» Fece una smorfia nel pronunciare quelle parole. «Ma intendo essere per strada entro un’ora! Andava, Kuan, tirate fuori le vostre sorelle! Svegliate tutti quelli che ancora dormono e se si stanno lavando dite loro di vestirsi sporchi o di venire nudi! Sbrigatevi, a meno che non siate pronti a proclamare il Profeta e marciare sull’Amadicia! Chin A kin ha già perso la testa, con la metà dei suoi artisti, e Silvia Cerano con una dozzina dei suoi sono stati frustati per essere troppo lenti! Muovetevi!» A quel punto tutti tranne quelli intorno al carro di Nynaeve correvano.
L’andatura claudicante di Luca rallentò mentre si avvicinava, guardando sospettoso Galad. E Uno, allo stesso tempo, anche se aveva visto quell’uomo con un occhio solo in tutto un paio di volte. «Nana, voglio parlarti» le si rivolse con calma. «Da sola.»
«Non verremo con te, mastro Luca» rispose la donna.
«Da sola» ripeté afferrandola per un braccio e trascinandola via.
Nynaeve si voltò indietro per dire agli altri di non interferire, scoprendo che non era necessario. Elayne e Birgitte stavano correndo verso il tendone che circondava il serraglio e, a parte alcune occhiate a lei e Luca, i quattro uomini erano impegnati nella loro conversazione. Tirò su con il naso. Un bel comportamento, lasciare che una donna venisse maltrattata senza intervenire.
Liberandosi il braccio camminò di fianco a Luca, la gonna di seta sibilava il suo disappunto. «Immagino tu pretenda il tuo denaro, adesso che stiamo andando via. Be’, lo avrai. Cento marchi d’oro. Anche se penso che dovresti concederci qualcosa per il carro e i cavalli che stiamo abbandonando. È per quello che ti abbiamo fatto guadagnare. Abbiamo certamente aumentato il numero dei tuoi patrocinatori. Morelin e Juilin con il funambolismo, me con le frecce, Thom con...»