Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La lama dei sogni
La lama dei sogni - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
1 ... 195 196 197 198 199 200 201 202 203 ... 251
Перейти на страницу:

Alcune assi vennero via facilmente e furono impilate in fondo al sotterraneo, ma poi tutto dovette essere scelto con cura, esaminato per vedere se, togliendolo, qualcos’altro sarebbe caduto, con le mani che tastavano il più possibile in profondità in quel caos, brancolando in cerca di chiodi in cui potevano impigliarsi, cercando di non pensare che quell’intero cumulo potesse spostarsi e intrappolare un braccio, schiacciandolo. Solo allora potevano cominciare a tirare, a volte due di loro assieme, strattonando sempre più forte finché il pezzo non cedeva all’improvviso. Quel lavoro procedette lento, con la grossa pila che ogni tanto gemeva o si muoveva di poco. Tutte schizzavano all’indietro, trattenendo il fiato, quando ciò accadeva. Nessuna si muoveva finché erano certe che il cumulo di legno non sarebbe crollato. Il lavoro divenne il centro del loro mondo. Una volta Faile pensò di sentir ululare dei lupi. Di solito la facevano pensare a Perrin, ma non stavolta. Il lavoro era tutto.

Poi Alliandre liberò un’asse bruciata con uno strattone e, con un enorme gemito, quella massa iniziò a muoversi. Verso di loro. Tutte corsero verso il fondo del sotterraneo mentre la pila crollava con un rombo assordante, sollevando altri sbuffi di polvere.

Quando smisero di tossire e riuscirono a vedere di nuovo, quasi al buio e con la polvere ancora sospesa nell’aria, forse un quarto del sotterraneo era pieno. Tutto il loro lavoro andato e, peggio, il cumulo stava pendendo in modo precario verso di loro. Con uno scricchiolio si afflosciò un poco nella loro direzione e si fermò. Tutto in esso diceva che la prima asse che avessero liberato avrebbe fatto crollare l’intero ammasso sulle loro teste. Varchi che per loro erano come un tormento lasciavano filtrare la luce del sole e permettevano di vedere la strada, il cielo, ma niente attraverso cui qualcuna di loro potesse strisciare, nemmeno Lacile. Faile riusciva a vedere la sciarpa rossa che Galina aveva usato per contrassegnare l’edificio. Sventolò per un istante nella brezza.

Fissando la sciarpa, Faile afferrò la spalla di Maighdin. «Voglio che tu provi a costringere quella sciarpa a fare qualcosa che il vento non le farebbe fare.»

«Vuoi attirare l’attenzione?» disse Alliandre con voce roca. «È molto più probabile che se ne accorgeranno gli Shaido piuttosto che chiunque altro.»

«Meglio che morire qui dentro di sete» replicò Faile, la sua voce più severa di quanto volesse. Non avrebbe mai più rivisto Perrin, allora. Se Sevanna l’avesse incatenata, perlomeno sarebbe stata viva perché lui la liberasse. Lui l’avrebbe liberata: ne era certa. Adesso il suo compito era mantenere in vita le donne sue seguaci. E se questo voleva dire prigionia, che fosse. «Maighdin?»

«Potrei spendere tutta la giornata cercando di abbracciare la Fonte e non riuscirci mai» disse la donna dai capelli color del sole spento. Rimase ingobbita a fissare il nulla. Il suo volto lasciava intendere che vedeva un abisso sotto i suoi piedi. «E se anche riesco ad abbracciarla, non posso intessere quasi nulla.»

Faile allentò la sua stretta su Maighdin e si lisciò invece i capelli. «So che è difficile» disse con voce tranquillizzante. «Be’, in realtà non lo so. Non l’ho mai fatto. Ma tu sì. E puoi farlo di nuovo. Le nostre vite dipendono da te, Maighdin. Conosco la forza che c’è in te. L’ho vista in più di un’occasione. Tu non ti arrendi mai. So che puoi farcela, e anche tu.»

Lentamente la schiena di Maighdin si raddrizzò e la disperazione scivolò via dal suo volto. Poteva ancora vedere l’abisso, ma se fosse caduta l’avrebbe fatto senza scomporsi. «Tenterò» disse lei.

Per un lungo istante fissò la sciarpa lassù, poi scosse il capo abbattuta. «La Fonte è lì, come il sole oltre il margine della mia visuale,» sussurrò «ma ogni volta che provo ad abbracciarla è come se cercassi di afferrare il fumo con le dita.»

Faile si affrettò a tirar fuori le vesti da gai’shain dal suo canestro e da un altro, incurante delle cinture e dei collari d’oro che cadevano sul pavimento di pietra. «Siediti» disse, disponendo le vesti in una pila. «Mettiti a tuo agio. So che puoi farcela, Maighdin.» Facendo mettere a sedere l’altra donna, incrociò le gambe e si accomodò accanto a lei.

«Puoi farcela» disse Alliandre piano, sedendosi dall’altro lato di Maighdin.

«Sì, puoi» mormorò Lacile, unendosi a loro.

«So che puoi» disse Arrela, mettendosi seduta sul pavimento.

Passò il tempo, con Maighdin che fissava la sciarpa. Faile le sussurrava incoraggiamenti e si aggrappava forte alla speranza. All’improvviso la sciarpa si fece rigida, come se qualcosa l’avesse tesa. Un sorriso stupendo comparve sul volto di Maighdin mentre la sciarpa cominciava a dondolare avanti e indietro come un pendolo. Oscillò sei, sette, otto volte. Poi svolazzò nella brezza e ricadde floscia.

«È stato meraviglioso» disse Faile.

«Meraviglioso» si unì Alliandre. «Tu ci salverai, Maighdin.»

«Sì,» mormorò Arrela «ci salverai, Maighdin.»

Cerano molti tipi di battaglia. Sedute sul tappeto, sussurrando incoraggiamenti, con Maighdin che combatteva per trovare quello che riusciva a trovare di rado, loro lottavano per le proprie vite mentre la sciarpa dondolava, poi cadeva preda della brezza, dondolava e ricadeva floscia. Ma continuarono a lottare.

Galina tenne la testa bassa e cercò di non affrettarsi mentre si allontanava da Malden, oltre flussi di uomini e donne biancovestiti che portavano canestri vuoti in città e ne uscivano con canestri pieni.

Non voleva attirare l’attenzione, non senza quella maledetta cintura e quella maledetta collana. Aveva indossato quelle cose quando si era vestita durante la notte, mentre Therava dormiva ancora, ma era stato un tale piacere togliersele e metterle insieme ai vestiti e alle altre cose che aveva nascosto per la sua fuga che non aveva saputo resistere. Inoltre Therava sarebbe stata adirata di svegliandosi e non trovandola. Avrebbe ordinato una perlustrazione per cercare la sua ‘piccola Lina’, e chiunque la riconosceva da quei gioielli. Bene, ora sarebbero serviti per pagare il suo ritorno alla Torre, al suo legittimo posto. Quell’arrogante di Faile e le altre sciocche erano morte o era come se lo fossero e lei era libera. Accarezzò la verga, nascosta nella sua mano, e rabbrividì di piacere. Libera!

Odiava lasciare in vita Therava, ma se qualcuno fosse entrato nella tenda e l’avesse trovata con un coltello conficcato nel cuore, Galina sarebbe stata la prima sospettata. Inoltre... Delle immagini sorsero nella sua testa, di lei che si chinava furtiva sopra Therava addormentata, col suo stesso coltello da cintura in mano, degli occhi di Therava che si aprivano di scatto e incontravano i suoi nell’oscurità, di lei che urlava, della sua mano che si apriva priva di nerbo per lasciar cadere il coltello, di lei che urlava, di Therava... No. No! Non sarebbe andata così. Certo che no! Aveva lasciato viva Therava per necessità, non perché era... Per nessun’altra ragione.

Tutta un tratto i lupi ulularono, lupi in ogni direzione, una dozzina o più. I suoi piedi si fermarono di loro spontanea volontà. Un disparato insieme di tende la circondava, tende quadrangolari, tende a punta, basse tende aiel. Aveva camminato attraverso la parte gai’shain del campo senza rendersene conto. I suoi occhi si sollevarono verso la sporgenza a ovest di Malden e lei trasalì. Una densa nebbia si avvolgeva tutt’attorno a essa, nascondendo gli alberi fin dove lei poteva vedere in ogni direzione. Le mura della città nascondevano la sporgenza verso est, tuttavia lei era certa che anche lì ci sarebbe stata una nebbia densa. Quell’uomo era arrivato! Che il Signore Supremo la preservasse, aveva fatto appena in tempo. Be’, lui non avrebbe trovato la sua sciocca moglie perfino se fosse riuscito a sopravvivere a qualunque cosa stava tentando di fare, né avrebbe trovato Galina Casban. Ringraziando il Signore Supremo che Therava non le avesse proibito di cavalcare — quella donna aveva preferito farle ciondolare davanti la possibilità che le fosse consentito, se avesse implorato a sufficienza — Galina si affrettò verso le sue scorte segrete. Che gli sciocchi che volevano morire lì perissero. Lei era libera. Libera!

1 ... 195 196 197 198 199 200 201 202 203 ... 251
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)