La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
«Mi sono dimenticata di rimettere il libro al suo posto» disse con una voce come campanelli di cristallo, voltandosi verso il lembo della tenda. «Sevanna mi farà picchiare se lo vede fuori posto quando si sveglia.»
«Sta mentendo» borbottò Maighdin, e Dairaine fece per schizzare fuori. Quello fu sufficiente per convincere Faile. Afferrò la donna per la collottola e la strattonò di nuovo nella tenda. Dairaine aprì la bocca per urlare, ma Alliandre gliela coprì con una mano e loro tre costrinsero la donna sul telo per terra disseminato di coperte. Ci vollero gli sforzi di tutt’e tre. Dairaine era minuta, ma si contorceva come un serpente e cercava di morderle e graffiarle. Mentre le altre due tenevano giù la donna, Faile tirò fuori il secondo coltello che aveva messo al sicuro, un pugnale piuttosto pratico con un’impugnatura d’acciaio e una lama più lunga della sua mano, e iniziò a tagliare delle strisce da una delle coperte.
«Come hai fatto a capirlo?» domandò Alliandre, affannandosi per trattenere una delle braccia di Dairaine mentre le teneva la bocca coperta senza essere morsa. Maighdin si era occupata delle gambe della donna sedendosi sopra e le teneva l’altro braccio torto fra le scapole. Dairaine riusciva ancora a dibattersi, per quanto fosse inutile.
«Era accigliata, ma quando ha parlato il suo viso è diventato inespressivo. Allora l’ho capito. Se fosse stata davvero preoccupata di poter essere picchiata, si sarebbe accigliata di più, non avrebbe smesso.» La donna dai capelli dorati non era molto abile come cameriera di una nobildonna, eppure era un’attenta osservatrice.
«Ma cosa l’ha resa sospettosa?»
Maighdin scrollò le spalle. «Forse una di noi aveva un’espressione sorpresa oppure colpevole. Anche se non so dire come l’abbia notato senza alcuna luce.»
Molto presto ebbero legato per bene Dairaine con le caviglie e i polsi assieme dietro la schiena. Non si sarebbe potuta dimenare granché così. Un pezzo della sua sottoveste appallottolato e tenuto al suo posto da un altro pezzo di coperta serviva da bavaglio che le permetteva di emettere solo grugniti. Lei torse la testa per scoccare loro delle occhiatacce. Faile non poteva vedere molto bene il suo volto, ma l’espressione della donna doveva essere torva o supplicante, e Dairaine supplicava solo con gli Shaido. Usava la sua posizione come una dei gai’shain di Sevanna per angariare gai’shain che non lo erano e le storie che riportava per quelli che lo erano. Il problema era che non potevano lasciarla lì. Qualcuno poteva giungere in ogni momento per convocare una di loro a servire Sevanna.
«Possiamo ucciderla e nascondere il corpo» propose Alliandre, lisciandosi i lunghi capelli. Si erano scompigliati nella colluttazione.
«Dove?» disse Maighdin, pettinandosi i propri capelli dorati con le dita. Non suonava come la cameriera di una nobildonna che parlasse con una regina. I prigionieri erano uguali nella loro schiavitù, altrimenti erano d’aiuto ai loro carcerieri. Per Alliandre c’era voluto del tempo per capirlo.
«Dev’essere qualche posto in cui non sarà trovata per almeno un giorno. Sevanna potrebbe mandare degli uomini a inseguire Galina per riportarci indietro se siamo sospettate di aver ucciso una delle sue proprietà.» Attribuì a quella parola tutto il disprezzo che poteva. «E non confido che Galina impedirebbe loro di farlo.» Dairaine iniziò a dibattersi di nuovo contro i suoi legacci e a grugnire più forte che mai. Forse aveva deciso di supplicare, dopotutto.
«Noi non la uccideremo» disse loro Faile. Il suo non era un atteggiamento schizzinoso né clemente. Semplicemente non c’era un posto in cui potessero essere certe che un cadavere sarebbe rimasto nascosto abbastanza a lungo, né uno che avessero modo di raggiungere senza essere viste. «Temo che i nostri piani siano cambiati un poco. Aspettate qui.»
Facendo capolino di fuori, dove il cielo stava iniziando a schiarirsi, scoprì cosa aveva reso sospettosa Dairaine. Bain e Chiad erano nelle loro semplici vesti bianche come previsto, per scortarle fino al luogo d’incontro. Rolan e i suoi amici potevano non aver ancora terminato di fare colazione — lei sperava che fosse così: avrebbero potuto fare qualcosa di stupido e rovinare tutto — e Bain e Chiad si erano offerte volontarie per sviare qualunque uomo avesse cercato di interferire con loro. Faile non era riuscita a indursi a chiedere loro come intendevano farlo. Alcuni sacrifici meritavano un velo di segretezza, e la più sentita gratitudine. Due gai’shain con in mano dei canestri di vimini non erano abbastanza per destare dei sospetti nella Cairhienese, ma trenta o quaranta sì, assiepati lungo il viottolo fangoso tra le tende dei gai’shain. Il volto grassoccio di Aravine la osservò da un cappuccio bianco, così come quello stupendo di Lusara. Alvon era lì con suo figlio Theril, nelle loro vesti infangate fatte di tela di tende, e Alainia, una paffuta argentiera amadiciana in lino bianco ruvido e sporco, e Dormin, un corpulento fabbricante di stivali cairhienese, e Corvila, una snella tessitrice proveniente proprio dall’Altara, e... Non rappresentavano una decima parte di quelli che si erano votati a lei, ma un raduno così grosso di gai’shain avrebbe destato sospetti in una pietra. Perlomeno aggiunto al fatto che loro tre erano vestite. Era probabile che Dairaine avesse sentito chi era stato convocato da Sevanna quella mattina. Come avevano fatto tutti loro a sapere che Faile se ne sarebbe andata quel giorno? Era troppo tardi per preoccuparsene. Se qualunque Shaido l’avesse saputo, tutte loro sarebbero state già trascinate via dalla tenda.
«Cosa state facendo qui?» domandò Faile.
«Volevamo vederti andare, mia signora» disse Theril in quel suo marcato accento appena comprensibile. «Siamo stati attenti a venire a gruppi di uno o due.» Lusara annuì allegramente, e non fu la sola.
«Be’, possiamo dirci addio ora» ribatte Faile con fermezza. Non c’era bisogno di dire loro quanto erano andati vicini a rovinare la fuga. «Finché non tornerò per voi.» Se suo padre non le avesse dato un esercito, l’avrebbe fatto Perrin. La sua amicizia con Rand al’Thor gliel’avrebbe fornito. Per la Luce, dov’era? No! Doveva essere lieta che non l’avesse ancora raggiunta, che non si fosse fatto ammazzare nel tentativo di intrufolarsi nell’accampamento per liberarla. Doveva esserne lieta, e non pensare a cosa lo stesse trattenendo. «Ora andate prima che qualcun altro vi veda qui e corra a raccontarlo. E non parlate a nessuno di questo.» I suoi seguaci erano abbastanza fidati, altrimenti lei sarebbe stata già in catene, ma c’erano troppi come Dairaine fra i gai’shain, e non solo tra i Cairhienesi prigionieri da lungo tempo. Alcune persone avevano la tendenza naturale a leccare i polsi ovunque fossero.
Quelli si inchinarono, fecero riverenze o si portarono le nocche alla fronte, proprio come se nessuno potesse far capolino per vedere, e si sparpagliarono in ogni direzione con espressioni deluse. Si erano davvero aspettati di guardarla partire! Faile non aveva tempo da perdere a esasperarsi. Precipitandosi da Bain e Chiad, si affrettò a spiegare la situazione dentro la tenda.
Quando ebbe terminato, loro si scambiarono occhiate e posarono per terra i canestri per poter parlare liberamente col linguaggio delle mani delle Fanciulle. Faile evitò di guardare quelle mani, dal momento che era chiaro che volevano segretezza. Non che avrebbe potuto capire molto in ogni caso. Le loro mani si muovevano molto rapide. Bain, con i suoi capelli rosso fuoco e quegli scuri occhi blu, era di un palmo più alta di lei, mentre Chiad dagli occhi grigi solo un dito in più. Erano sue amiche intime, ma si erano adottate a vicenda come sorelle prime, e questo creava legami più profondi di qualunque amicizia.
«Ci prenderemo cura noi di Dairaine Saighan» disse infine Chiad. «Ma questo significa che dovrete andare in città da sole.»
Faile sospirò, ma non c’era altro da fare. Forse Rolan era già sveglio. Forse la stava osservando in quello stesso momento. Pareva sempre comparire dal nulla quando Faile aveva bisogno di lui. Di certo non avrebbe interferito con la sua partenza, non quando aveva promesso di portarla con sé quando lui stesso se ne fosse andato. Tuttavia Rolan aveva ancora delle speranze, finché lei indossava il bianco. Fui e i suoi giochi di baci! E se avesse voluto tenerla nelle vesti da gai’shain ancora un po’? Quando gli uomini volevano aiutare, pensavano sempre che il loro modo fosse l’unico.