Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La corona di spade
La corona di spade - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La corona di spade

Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:

La corona di spade
1 ... 192 193 194 195 196 197 198 199 200 ... 236
Перейти на страницу:

«Che cosa ci fai qui?» esclamò Mat.

L’altro ripose l’arma nella custodia e sorrise apertamente. «Vengo con te nel Rahad. Ho la sensazione che farai divertire ancora.»

«Sarà meglio troviamo il modo di svagarci» sbadigliò Nalesean. «Non ho dormito molto la scorsa notte e adesso mi hai trascinato fuori dal letto quando ci sono in giro queste donne del Popolo del Mare.» Vanin si raddrizzò sul suo barile, si guardò intorno, non vide nulla che si muovesse e si accasciò di nuovo, con gli occhi chiusi.

«Non ci sarà alcun divertimento, se dipenderà da me» mormorò Mat. Nalesean non aveva dormito molto? Ah! Tutti loro erano andati a godersi la festa. Non che lui non avesse passato dei momenti piacevoli, di tanto in tanto, ma solo quando riusciva a dimenticare di trovarsi con una donna che lo considerava una specie di bambolotto.

«Quali donne del Popolo del Mare?»

«Quando Nynaeve Sedai è rientrata, la scorsa notte, c’era almeno una dozzina di loro ad accompagnarla.» Beslan esalò un respiro e fece un cenno ondeggiante con le marti. «Il modo in cui si muovono, Mat...»

Lui scosse il capo. Non riusciva a pensare con chiarezza. Tylin gli confondeva i pensieri. Nynaeve ed Elayne gli avevano parlato delle Cercavento, con riluttanza e facendogli giurare di mantenere il segreto, dopo aver cercato di nascondere anche dove stesse recandosi Nynaeve, e ancor di più il motivo. E non erano nemmeno arrossite tentando di farlo. ‘Le donne mantengono le promesse a modo loro’, recitava un proverbio. A pensarci bene, Lawtin e Belvyn non si trovavano con le altre Braccia Rosse. Forse Nynaeve aveva pensato di dissimulare l’assenza dell’altra tenendole con sé. «...A modo loro.» Ma se aveva già portato le Cercavento a palazzo, di sicuro non ci sarebbe voluto molto tempo per poter usare la Scodella. Luce, ti prego, fa’ che non ci voglia tanto!

Come se il pensarla l’avesse evocata, Nynaeve apparve nel cortile, superando la cortina di piante. Mat rimase a bocca aperta. L’uomo alto che indossava la giubba verde scuro e la teneva a braccetto era Lan! O meglio, lei si teneva stretta al suo braccio con entrambe le mani e gli sorrideva. Se fosse stata un’altra donna, Mat avrebbe detto che stava facendo gli occhi dolci, ma si trattava di Nynaeve.

Nynaeve sussultò quando si accorse di dove si trovava e scartò di lato in fretta per allontanarsi da Lan, anche se per un momento continuò a tenergli la mano. L’abbigliamento che aveva scelto non era migliore di quello di Elayne, un abito di seta blu ricamato in verde, con una scollatura abbastanza profonda da mostrare un grosso anello d’oro, che le sarebbe stato largo anche su un dito grande quanto tutti e due i pollici messi assieme, appeso a una catena sottile anch’essa d’oro. L’ampio cappello che indossava era decorato con delle piume blu, il mantello era verde con ricami blu. Lei ed Elayne facevano sembrare insignificanti tutte le altre donne che indossavano vestiti di lana.

Qualunque fosse stato il suo atteggiamento di un momento prima, ora era di nuovo sé stessa, e si sistemava la treccia con movimenti bruschi. «Va’ con gli altri uomini, Lan,» ordinò decisa, «così potremo partire. Le ultime quattro carrozze sono per gli uomini.»

«Ai tuoi ordini» rispose lui, mentre si inchinava tenendo una mano sull’elsa della spada.

Nynaeve rimase a guardarlo mentre si dirigeva verso Mat con espressione meravigliata, forse incapace di credere che le stesse obbedendo con tanta docilità, poi si riscosse e ancora una volta tornò in sé. Raggiunse Elayne e le altre, quindi le indirizzò verso le prime due carrozze, come se stesse incalzando un branco di oche. Da come aveva gridato perché i cancelli delle stalle venissero aperti, nessuno avrebbe pensato che era stata proprio lei a far ritardare la partenza. Ebbe ordini anche per i conducenti, che incitò a usare la frusta e le redini. Fu una meraviglia che tutti avessero il tempo di salire nelle vetture.

Issandosi goffamente sulla terza carrozza insieme a Lan, Nalesean e Beslan, Mat appoggiò la lancia contro lo sportello e ricadde a sedere con il cestino sulle gambe mentre la carrozza partiva. «Da dove sei saltato fuori, Lan?» chiese non appena le presentazioni furono concluse. «Sei l’ultima persona che mi sarei aspettato di vedere. Dove sei stato? Luce, credevo che fossi morto. So che Rand teme che tu lo sia. E poi Nynaeve che ti comanda a quel modo... Per la Luce, perché le permetti una cosa del genere?»

Il Custode dal volto di pietra sembrò decidere a quale domanda rispondere. «Nynaeve e io siamo stati sposati la scorsa notte dalla Maestra della Nave» spiegò infine. «Gli Atha’an Miere hanno diverse usanze nuziali piuttosto insolite. Sono state una sorpresa sia per me che per Nynaeve.» L’accenno di un sorriso increspò le labbra di Lan, ma nulla di più. Si strinse nelle spalle; era evidente che quella sarebbe stata la sola risposta che avrebbe fornito.

«Che la benedizione della Luce ricada su te e tua moglie» mormorò Beslan educatamente con un accenno di inchino, non potendo fare di più in uno spazio così angusto, e Nalesean bisbigliò qualcosa, anche se dalla sua espressione era chiaro che pensava che Lan fosse impazzito. Nalesean aveva avuto una certa esperienza della compagnia di Nynaeve.

Mat si limitò a restare seduto, ondeggiando ai movimenti della carrozza. Nynaeve sposata? Lan sposato con lei? Quell’uomo era pazzo. Non c’era da meravigliarsi che i suoi occhi sembrassero tanto freddi. Mat avrebbe preferito infilarsi una volpe rabbiosa dentro la camicia. Solo un sciocco si sarebbe sposato, e solo un folle l’avrebbe fatto con Nynaeve.

Se Lan aveva notato che non tutti erano contenti, non lo diede a vedere. A parte l’espressione dei suoi occhi, Mat notò che non era molto diverso da come se lo ricordava. Forse un poco indurito, se era possibile. «C’è qualcosa di più importante» riprese Lan. «Nynaeve non vuole che tu lo sappia, ma è necessario. I tuoi due uomini sono morti, uccisi da Moghedien. Mi dispiace, ma se può esserti di qualche consolazione, è successo prima che potessero rendersene conto. Nynaeve pensa che Moghedien non ci sia più, perché altrimenti avrebbe provato ancora, ma io non ne sono tanto certo. Sembra che lei abbia un’inimicizia personale con Nynaeve, anche se mia moglie ha fatto in modo di non dirmi nulla.» Di nuovo quel sorrisetto di cui Lan sembrava essere inconsapevole. «O almeno non mi ha detto tutto, ma non ha molta importanza. E comunque bene che tu sappia cosa potrebbe aspettarci sull’altra riva del fiume.»

«Moghedien» mormorò Beslan, con gli occhi che gli brillavano. L’uomo con ogni probabilità prevedeva del ‘divertimento’.

«Moghedien» sospirò Nalesean, ma nel suo caso pronunciò quel nome come un lamento, tirandosi la barba.

«Queste maledette donne» mormorò Mat.

«Spero che tu non includa mia moglie» rispose Lan con freddezza, con una mano sull’elsa della spada, e Mat si affrettò a sollevare le mani.

«Certo che no. Solo Elayne e... la Famiglia.»

Dopo un momento Lan annuì e Mat sospirò di sollievo. Sarebbe stato tipico di Nynaeve farlo uccidere da suo marito — suo marito! — quando, e se ne poteva star certi, avrebbe nascosto il fatto che una delle Reiette forse si trovava in città. Nemmeno Moghedien lo spaventava davvero, non finché lui portava il medaglione con la testa di volpe attorno al collo, ma quell’oggetto non poteva difendere anche Nalesean e tutti gli altri. Senza dubbio Nynaeve pensava che l’avrebbero fatto lei ed Elayne. Gli avevano lasciato portare le Braccia Rosse, ridendo tutto il tempo di lui mentre...

«Non leggi la lettera di mia madre, Mat?» Fino a quando Beslan non ne fece parola, Mat non si era accorto che vi fosse un pezzo di carta ripiegato, infilato fra il cestino e il panno a strisce. Se ne vedeva solo quel poco che bastava a rivelare il sigillo verde con l’Ancora e la Spada.

Mat ruppe la cera con il pollice e distese la pagina, tenendola in modo che Beslan non potesse vedere cosa vi fosse scritto. E fu un bene; o forse, considerando la mentalità del ragazzo, non aveva comunque importanza. In ogni caso, Mat fu contento che nessun altro oltre a lui vedesse quelle parole. Il cuore gli affondava di riga in riga.

1 ... 192 193 194 195 196 197 198 199 200 ... 236
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)