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Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
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Una sorgente di Potere

«Be’, legami un fazzoletto sulla faccia e chiamami Aiel» disse uno dei soldati di Bryne, inginocchiato accanto al generale a prua della loro stretta barca. «È davvero lì.»

Gawyn si acquattò a prua della sua imbarcazione, mentre le acque scure si increspavano e lambivano i lati del vascello. Avevano avuto bisogno di tredici barche per portarli tutti, e avevano preso il fiume in silenzio e con facilità … Almeno, l’avevano fatto una volta che Siuan Sanche aveva terminato la sua ispezione delle barche e aveva deciso che potevano navigare sul fiume. A malapena.

Ogni vascello portava un’unica lanterna schermata. Gawyn riusciva a stento a distinguere le altre barche che scivolavano sull’acqua nera, con i soldati che remavano quasi in silenzio mentre accostavano alla banchina di pietra del lato sudorientale di Tar Valon. I lampi di luce nel cielo distraevano l’attenzione, e Gawyn continuava a ritrovarsi a guardare in alto, a vedere bestie serpentine illuminate brevemente da freddi fulmini bianchi o vampe di fuoco cremisi. La Torre Bianca stessa pareva bruciare. Il suo profilo intimidatorio era illuminato nel cielo, tutta bianca e rossa, delineata dalle fiamme.

Il fumo si levava verso le nuvole scure sovrastanti, i fuochi ardevano dentro molte finestre della Torre e un bagliore alla base indicava che gli edifici e gli alberi circostanti erano anch’essi in fiamme.

I soldati imbarcarono i remi mentre la barca di Gawyn scivolava con grazia accanto a quella di Bryne, passando sotto l’orlo di un antico lavoro in muratura dove la roccia pendeva sopra il fiume. Quello bloccò la visuale di Gawyn dalla furiosa battaglia, anche se poteva ancora udire i rimbombi e gli schiocchi, così come pietra spezzata che ogni tanto cadeva a terra, col suono simile a pioggia lontana.

Gawyn sollevò la lanterna, arrischiando una lama di luce dallo schermo. Con quell’illuminazione, poteva distinguere quello che il soldato di Bryne aveva visto. L’isola di Tar Valon era costeggiata da bastioni di fattura ogier, parte del progetto originario della città : impedivano all’isola di venire erosa. Come molte opere ogier, quei bastioni erano stupendi. Qui la pietra si arcuava con delicatezza dall’isola verso l’esterno per cinque o sei piedi sopra l’acqua, formando un ciglio che sembrava la punta bianca di un’onda che si infrange. Nella luce tenue della lanterna di Gawyn, la parte inferiore di quelle pietre era così realistica, così delicata, che era difficile dire dove finiva la roccia e dove iniziava il fiume.

Una di quelle increspature di pietra nascondeva una fenditura, quasi impossibile da notare perfino da una distanza così ravvicinata. I soldati di Bryne stavano facendo virare la sua barca in quel la stretta fessura, che era racchiusa da pietra su entrambi i lati e in cima. Poi fu la volta dell’imbarcazione di Siuan, e Gawyn fece cenno ai suoi rematori di andarle dietro. La fessura si trasformò in un cunicolo molto stretto, e Gawyn aprì gli scuri della sua lanterna ancora di piu’, come Bryne e Siuan avevano fatto più avanti. Le pietre ricoperte di licheni erano contrassegnate sui lati dai livelli della marea. In molti anni, questo passaggio sarebbe stato completamente sottacqua.

«Probabilmente era stato progettato per gli operai» disse Bryne da più avanti; la sua voce sommessa riecheggiava nel cunicolo umido. Perfino i movimenti dei remi nell’acqua erano amplificati, così come i suoni del fiume che sgocciolava e lambiva. «Per uscire a effettuare la manutenzione dei lavori in muratura.»

«Non m’interessa perché l’hanno costruito» disse Siuan.

«Sono solo lieta che esista. E mortificata di non averlo saputo prima. Uno dei punti di forza di Tar Valon è sempre stato che i ponti la rendevano sicura. Si può tenere sotto controllo chi entra e chi esce.»

Bryne sbuffò piano, e il suono riecheggiò nel cunicolo. «Non puoi mai controllare tutto quanto in una città di queste dimensioni, Siuan. Quei ponti, per certi versi, ti danno un falso senso di controllo. Certo, per un esercito invasore questa città è impenetrabile… ma un posto come questo, pur così ristretto, può comunque avere una dozzina di buchi tanto grandi da farci passare delle pulci.»

Siuan tacque. Gawyn si calmò, respirando in modo regolare. Almeno stava finalmente facendo qualcosa per aiutare Egwene. Gli era occorso molto più tempo di quanto aveva voluto. Volesse la Luce che non fosse troppo tardi!

Il cunicolo tremò per un’esplosione distante. Gawyn lanciò un’occhiata sopra la spalla verso le altre dieci barche, affollate di soldati ansiosi. Stavano scivolando diretti in una zona di guerra dove entrambe le fazioni erano più forti di loro, avevano pochi motivi per essere amichevoli nei loro confronti, e maneggiavano l’Unico Potere. Serviva un tipo speciale di uomo per fissare negli occhi quelle circostanze.

«Qui» disse Bryne, stagliandosi contro la luce. Sollevò una mano e arrestò la fila di barche. Il cunicolo si era aperto sulla destra, dove una sporgenza di pietra — un pianerottolo con una rampa di scale — attendeva. Il passaggio pieno d’acqua proseguiva.

Bryne si alzò in piedi, piegandosi in avanti e scendendo sul crinale, ormeggiando la sua barca a un gancio. I soldati nella sua imbarcazione lo seguirono, portando con se un pacchetto marrone a testa. Cos’erano? Gawyn non li aveva notati caricare quei pacchetti sulle barche. Quando l’ultimo soldato fu sceso, spinse il vascello in avanti e porse la sua cima d’ormeggio a un altro nella barca di Siuan. Mentre la fila proseguiva avanti, legarono ciascuna imbarcazione a quella di testa. L’ultimo uomo avrebbe assicurato la sua barca al palo di ormeggio, e questo le avrebbe tenute tutte al loro posto.

Gawyn scese sul crinale di pietra quando venne il suo turno e trotterellò su per le scale, che si aprirono sul pavimento di uno stretto vicolo. Questo accesso era stato probabilmente dimenticato da molto tempo da tutti tranne i pochi mendicanti che lo usavano come riparo. Diversi soldati stavano legando un gruppo di questi sul fondo del vicolo. Gawyn fece una smorfia, ma non disse nulla. Molto spesso, i mendicanti vendevano segreti a chiunque si curasse di ascoltare, e notizie di un centinaio di soldati che si intrufolavano nella città avrebbero fruttato loro parecchi soldi da parte della guardia della Torre.

Bryne era fermo con Siuan all’imboccatura del vicolo, controllando la strada al di fuori. Gawyn si unì a loro, tenendo una mano sulla spada. Le strade erano vuote. Senza dubbio la gente si nascondeva nelle proprie case, probabilmente pregando che quella scorreria passasse presto. I soldati si radunarono nel vicolo. Bryne ordinò piano a una squadra di dieci uomini di sorvegliare le barche. Poi gli altri aprirono i pacchetti marroni dall’aspetto morbido che Gawyn aveva notato prima ed estrassero dei tabarri bianchi ripiegati. Se li infilarono dalla testa, legandoli in vita. Ciascuno recava il marchio della fiamma di Tar Valon.

Gawyn emise un basso fischio, anche se Siuan rimase con le mani sui fianchi e un’espressione indignata in volto. «Dove hai preso quelli?»

«Li ho fatti cucire alle donne nell’accampamento esterno» disse Bryne. «E sempre una buona idea avere qualche copia delle uniformi del tuo nemico.»

«Non è appropriato» ribatte Siuan incrociando le braccia. «Servire la Torre Bianca è un impegno sacro. Loro…»

«Loro sono il tuo nemico, Siuan» disse Bryne in tono severo. «Per adesso, almeno. Tu non sei più Amyrlin.»

Lei lo fissò, ma tenne a freno la lingua. Bryne passò in rassegna i soldati, poi annuì. «Questo non ingannerà nessuno da vicino, ma da lontano servirà allo scopo. In strada e in fila. Affrettatevi verso la Torre come se vi steste precipitando ad aiutare con la battaglia. Siuan, un globo di luce o due aiuterebbero col travestimento: se quelli che ci vedono notano che siamo guidati da una Aes Sedai, sarà più probabile che credano quello che vogliamo fargli credere.»

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