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Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
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«Sì, Aes Sedai» rispose la novizia con una nervosa riverenza. I soldati di Bryne formarono una scorta attorno a Siuan, e Gawyn si accostò a Bryne. Gli occhi del giovane continuavano a sbirciare verso il cielo mortale.

«L’Amyrlin Egwene al’Vere» esordì la novizia con voce tremante. «Lei è stata liberata dalle celle oggi e le è stato permesso di tornare agli alloggi delle novizie. Io ero giù nelle cucine inferiori quando è giunto l’attacco, perciò non so cosa le sia successo. Ma probabilmente è su al ventunesimo o al ventiduesimo piano da qualche parte. È li che si trovano ora gli alloggi delle novizie.» Fece una smorfia. «L’interno della Torre è tutto confuso, questi giorni. Nulla è dove dovrebbe essere.»

Siuan incontrò gli occhi di Bryne. «A Egwene è stata somministrata radice biforcuta in forti dosi. Sarà a malapena in grado di incanalare.»

«Dobbiamo raggiungerla!» esclamò Gawyn.

«Ovvio» disse Bryne, sfregandosi il mento. «È il motivo per cui siamo qui. Suppongo che andremo su invece che giu’, allora.»

«Siete qui per liberarla, vero?» La novizia suonava entusiasta.

Bryne squadrò la ragazza. Bambina, vorrei che non lo avessi capito. Odiava il pensiero di lasciare una semplice novizia legata nel mezzo di questa confusione. Ma non potevano permettere che corresse ad avvisare le Aes Sedai della Torre.

«Voglio venire con voi» disse la novizia con fervore. «Io sono leale all’Amyrlin. La vera Amyrlin. Molte di noi lo sono.»

Bryne sollevò un sopracciglio, scoccando un’occhiata a Siuan.

«Lasciala venire» disse l’Aes Sedai. «E comunque la soluzione più semplice.» Si avvicinò alla ragazza per iniziare a farle qualche altra domanda.

Bryne guardò da un lato quando uno dei suoi capitani, un uomo di nome Vestas, si avvicinò.

«Mio signore,» esordì Vestas in tono urgente, la sua voce un roco sussurro. «Abbiamo smistato i feriti. Le perdite ammontano a dodici uomini. Altri quindici sono feriti ma possono camminare e sono diretti alle barche. Sei sono feriti troppo gravemente per andare con loro.» Vestas esitò. «Tre uomini non vivranno più di un’ora, mio signore.»

Bryne digrignò i denti. «Procediamo.»

«Sento quel dolore, Bryne» disse Siuan, voltandosi e fissandolo. «Cos’è?»

«Non abbiamo tempo. L’Amyrlin…»

«Può attendere un altro momento. Di che si tratta?»

«Tre uomini» disse lui. «Devo lasciare tre dei miei uomini a morire.»

«Non se io li Guarisco» disse Siuan. «Mostrameli.»

Bryne non fece ulteriori obiezioni, anche se lanciò un’occhiata al cielo. Diversi raken erano atterrati altrove sui terreni della Torre, vaghe sagome nere, illuminate dai fuochi di un arancione tremolante. I Seanchan in fuga si stavano radunando attorno a essi.

Quelle erano le truppe d’assalto di terra, pensò lui. Si stanno davvero ritirando. L’incursione sta per terminare.

Il che voleva dire che rimaneva poco tempo. Non appena i Seanchan se ne fossero andati, la Torre Bianca avrebbe iniziato a riorganizzarsi. Dovevano raggiungere Egwene! Volesse la Luce che non l’avessero catturata.

Tuttavia, se Siuan voleva Guarire i soldati, quella era una sua decisione. Bryne sperava solo che quelle tre vite non finissero per costar loro quella dell’Amyrlin.

Vestas aveva messo i tre soldati da soli da un lato del prato, sotto i rami di un ampio albero. Bryne portò una squadra di soldati, lasciando Gawyn a organizzare il resto degli uomini, e seguì Siuan dai feriti. Lei si inginocchiò accanto al primo uomo. La sua capacità nella Guarigione non era delle migliori: aveva avvisato Bryne di questo in anticipo. Ma forse poteva fare in modo che sopravvivessero finche non fossero stati trovati e presi dalla Torre Bianca. Siuan lavorò rapidamente, e Bryne notò che non si era resa giustizia. Pareva fare un lavoro encomiabile con la Guarigione. Tuttavia ci voleva tempo. Ispezionò il cortile, sentendo la sua ansia crescere. Anche se ai piani superiori c’era ancora uno scambio di esplosioni, quelli inferiori e i terreni erano silenziosi. Gli unici suoni percepibili erano i gemiti dei feriti e il crepitio delle fiamme.

Luce!, pensò lui, passando in rassegna le macerie e facendo scorrere gli occhi alla base della Torre. Il tetto dell’ala orientale e il muro in fondo erano stati abbattuti e le fiamme guizzavano all’interno della struttura. Il cortile era una confusione di macerie e voragini. Il fumo aleggiava nell’aria, denso e acre. Gli Ogier sarebbero stati disposti a tornare e ricostruire questa magnifica struttura? Sarebbe più stata la stessa oppure un monumento apparentemente eterno stanotte sarebbe caduto? Era orgoglioso o rattristato di avervi assistito?

Un’ombra si mosse nell’oscurità accanto all’albero.

Bryne agì senza pensare. Tre cose si fusero in lui: anni di addestramento con la spada, una vita di riflessi addestrati sul campo di battaglia e una nuova consapevolezza aumentata dal legame. Tutte e tre si riunirono in un unico movimento. Estrasse la spada in un istante ed eseguì ‘L’ultimo colpo della lancianera’, conficcando la sua lama dritto nella gola della sagoma scura.

Tutto si immobilizzò. Siuan, sbigottita, alzò lo sguardo dall’uomo che stava Guarendo. La spada di Bryne si estendeva proprio sopra la sua spalla e nel collo di un soldato Seanchan dall’armatura completamente nera. L’uomo fece cadere silenziosamente una spada corta dotata di spunzoni maligni e intrisa di un liquido viscoso. Con uno spasmo, allungò la mano verso la spada di Bryne, come per staccarla da se. Le sue dita si serrarono attorno al braccio di Bryne per un momento.

Poi l’uomo scivolò all’indietro lontano dalla lama di Bryne e a terra. Fu percorso da un unico tremito, sussurrando qualcosa di distinto nonostante il gorgoglio della sua gola insanguinata.

«Marath… damane…»

«Che la Luce mi folgori!» mormorò Siuan, sollevando una mano al petto. «Cos’era quello?»

«Non era vestito come gli altri» disse Bryne scuotendo il capo. «L’armatura è diversa. Qualche genere di assassino.»

«Luce» disse Siuan. «Non l’avevo nemmeno visto! Sembrava far parte dell’oscurità stessa!»

Assassini. Avevano sempre lo stesso aspetto, a prescindere dalla cultura. Bryne rinfoderò la sua spada. Quella era la prima volta che usava ‘L’ultimo colpo della lancianera’ in combattimento. Era una forma semplice, che aveva un unico scopo: la velocità. Sguainare la spada e colpire al collo in un movimento fluido. Se mancavi, di solito eri morto.

«Mi hai salvato la vita» disse Siuan, alzando lo sguardo su Bryne. Il suo volto era perlopiù in ombra. «Per i mari a mezzanotte,» disse lei «quella dannata ragazza aveva ragione.»

«Chi?» chiese Bryne, esaminando con cautela l’oscurità in cerca di altri assassini. Fece un ,brusco gesto con la mano e i suoi uomini, imbarazzati, aprirono di più le loro lanterne. L’attacco dell’assassino era giunto così rapido che si erano a malapena mossi. Se Bryne non avesse avuto la velocità del legame da Custode…

«Min» disse Siuan con voce stanca. Quelle Guarigioni parevano averle richiesto molte energie. «Ha detto che dovevo starti vicino.» Fece una pausa. «Se tu non fossi venuto stanotte, sarei morta.»

«Be’,» disse Bryne «io sono il tuo Custode. Sospetto che non sarà l’unica volta in cui ti salverò.» Perche così all’improvviso faceva così caldo?

«Sì» disse Siuan alzandosi. «Ma questo è diverso. Min ha detto che sarei morta e… No, aspetta. Non è questo che Min ha detto esattamente. Ha detto che se non ti fossi stata vicino, saremmo morti entrambi.»

«Cosa stai…» disse Bryne, voltandosi verso di lei.

«Zitto!» disse Siuan, prendendogli la testa fra le mani. Lui sentì uno strano formicolio. Stava forse usando il Potere su di lui? Cosa stava succedendo? Riconobbe quella sensazione, come ghiaccio nelle vene! Lo stava Guarendo! Ma perché? Non era ferito.

Siuan gli tolse le mani dalla faccia, poi vacillò con un’improvvisa espressione spossata. Lui la afferrò per aiutarla a reggersi in piedi, ma lei scosse il capo e si raddrizzò. «Ecco» disse, afferrandogli il braccio della spada, ruotandolo in modo che il polso fosse visibile. Lì, premuto nella sua pelle, c’era un minuscolo spillo nero. Lei lo strattonò via. Bryne provò un brivido che non riguardava la Guarigione.

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