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Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
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Sorrise per l’eccitazione. Poteva percepire Nicola, avvertire la sua paura, le sue emozioni che ribollivano. Egwene aveva fatto parte di abbastanza circoli da sapere come separare se stessa da Nicola, ma si ricordò quella prima volta, come si era sentita trascinata in qualcosa di molto più grande di lei.

Esisteva una capacità speciale per aprirsi a un circolo. Non era terribilmente difficile da imparare, ma non avevano molto tempo. Per fortuna, alcune delle ragazze la appresero in fretta. Yeteri, una bionda minuta ancora nella sua camicia da notte, fu la prima. Inala, una Domanese allampanata e dal colorito ramato, venne subito dopo. Egwene, impaziente, formò un circolo con Nicola e le altre due novizie. Il Potere la inondò.

Poi fece in modo di far esercitare le altre. Aveva qualche vaga idea, da conversazioni con le novizie durante la sua permanenza nella Torre, di quali fra loro fossero le più esperte con i flussi e le più equilibrate. Quelle non erano sempre le più potenti, ma non avrebbe avuto importanza se avessero avuto un circolo a spalleggiarle. Egwene si affrettò a organizzarle in gruppi, spiegando come accettare la Fonte attraverso un collegamento. Sperava che almeno alcune di loro lo avrebbero capito.

La cosa importante era che adesso Egwene aveva il Potere. Una discreta quantità , quasi quanto quello a cui era abituata senza la radice biforcuta. Sorrise al solo pensiero, poi iniziò un flusso, la complessità del quale meravigliò diverse delle novizie. «Quello che state vedendo,» le avvertì Egwene «è qualcosa che non dovete provare, nemmeno quelle di voi che stanno guidando i circoli. E fin troppo difficile e pericoloso.»

Una linea di luce separò l’aria al termine del corridoio, ruotando su se stessa. Sperò che il passaggio si sarebbe aperto nel luogo giusto; si stava basando sulle istruzioni di Siuan, che erano state piuttosto vaghe, anche se aveva pure la descrizione originaria che Elayne aveva fatto di quel posto.

«Inoltre,» disse Egwene alle novizie con voce severa «non dovete ripetere questo flusso davanti a nessuno senza il mio esplicito permesso, nemmeno di fronte ad altre Aes Sedai.» Dubitava che sarebbe stato un problema: il flusso era complesso e poche novizie avrebbero già avuto la capacità di replicarlo.

«Madre?» squittì una ragazza dal naso aquilino di nome Tamala. «Stai fuggendo?» La sua voce era tinta di paura e di non poca speranza, come se Egwene potesse portare con se anche lei.

«No» disse Egwene con fermezza. «Ritornerò solo fra un momento. E per allora voglio almeno cinque circoli attivi formati!»

E con Nicola e le altre due attendenti a seguirla a ruota, Egwene attraversò il passaggio ed entrò in una stanza buia. Intesse un globo di luce e il bagliore rivelò un magazzino con scaffali che fiancheggiavano le pareti. Fece un sospiro di sollievo. Il luogo era quello giusto.

Quegli scaffali, assieme ad altre due corte file sul pavimento, erano pieni di oggetti dalla foggia curiosa. Globi di cristallo, statuette esotiche, qui un pendaglio di vetro dai riflessi azzurri alla luce, lì un grosso assortimento di guanti metallici coi polsi bordati di gocce di fuoco. Egwene entrò nella stanza, lasciando le tre novizie con lo sguardo fisso dalla meraviglia. Probabilmente potevano percepire quello che Egwene sapeva: questi erano oggetti dell’Unico Potere. Ter’angreal, angreal, sa’angreal. Reliquie dell’Epoca Leggendaria.

Egwene passò in rassegna gli scaffali. Gli oggetti del Potere erano famigerati per la pericolosità del loro utilizzo se non si sapeva con esattezza cosa facevano. Qualunque di questi avrebbe potuto ucciderla. Se solo…

Esibì un ampio sorriso, avvicinandosi a uno scaffale e facendo scivolare una bacchetta bianca scanalata lunga quanto il suo avambraccio giù dal ripiano più alto. L’aveva trovata! La tenne in mano con riverenza per un momento, poi si protese e tirò a se l’Unico Potere attraverso di essa. Un torrente di Potere incredibile, quasi schiacciante, si riversò dentro di lei.

Yeteri emise un sonoro rantolo quando lo percepì. Poche donne avevano mai trattenuto un tale Potere. Crebbe d’intensità dentro Egwene, come un respiro inalato profondamente. Le metteva voglia di ruggire. Guardò le tre novizie con un largo sorriso. «Ora siamo pronte» annunciò.

Che le sul’dam provassero a schermarla mentre stava maneggiando uno dei più potenti sa’angreal posseduto dalle Aes Sedai. La Torre Bianca non sarebbe caduta mentre lei era Amyrlin! Non senza uno scontro che avrebbe rivaleggiato con l’Ultima Battaglia stessa.

Siuan trovò la tenda di Gawyn illuminata, con le ombre che giocavano sulle pareti mentre l’uomo si muoveva in giro all’interno. La sua tenda era vicina in modo sospetto al posto di guardia; gli era consentito stare dentro la palizzata, forse in modo che Bryne — e le sentinelle — potessero tenerlo d’occhio.

Bryne, essendo il testardo pesce diavolo che era, non era andato al suo posto di guardia come lei gli aveva ordinato. L’aveva seguita, imprecando e dicendo ai suoi attendenti di venire a cercarlo, anziche incontrarlo al posto di guardia. Proprio mentre lei si fermava presso la tenda del giovane Gawyn, Bryne le si accostò, con una mano appoggiata sull’elsa della spada. La squadrò con disappunto. Bene. Siuan non avrebbe lasciato che fosse lui a giudicare il suo onore! Avrebbe fatto quello che le pareva.

Sebbene fosse probabile che Egwene si sarebbe irritata davvero con lei per questo. Mi sarà grata alla fine, pensò Siuan. «Gawyn!» sbraitò.

L’affascinante giovane uscì rapido dalla tenda, saltellando mentre si infilava lo stivale sinistro. Aveva la spada inguainata in mano, con la cintura ancora per metà attorno alla vita. «Cosa c’è?» chiese, passando in rassegna il campo. «Ho sentito delle grida. Siamo sotto attacco?»

«No» rispose Siuan, lanciando un’occhiata a Bryne. «Ma Tar Valon potrebbe esserlo.»

«Egwene!» gridò Gawyn, affrettandosi a infilare la cintura negli ultimi passanti. Luce, quanto era caparbio quel ragazzo.

«Giovanotto» disse Siuan, incrociando le braccia. «Sono debitrice con te per avermi fatto uscire da Tar Valori. Accetterai come pagamento che io ti aiuti a entrarci?»

«Ne sarò lieto!» disse Gawyn con impazienza, infilando la spada al suo posto. «Ne sarò più che ripagato!»

Lei annuì. «Và a prendere dei cavalli, allora. Potremmo essere solo noi due.»

«Rischierò» disse Gawyn. «Finalmente!»

«Non prenderete i miei cavalli per questa impresa senza senso» disse Bryne in tono severo.

«Nelle sue stalle ci sono cavalcature di proprietà delle Aes Sedai, Gawyn» disse Siuan, ignorando Bryne. «Prendine una per me. Una docile, bada. Molto, molto docile.»

Gawyn annuì e corse via nella notte. Siuan lo seguì a un passo più misurato, elaborando un piano. Tutto questo sarebbe stato molto più semplice se lei fosse stata in grado di intessere un passaggio, ma non era abbastanza forte nel Potere per farlo. Lo era stata prima di venire quietata, ma desiderare che le cose fossero diverse era utile quanto desiderare che il luccio argenteo che avevi preso fosse invece un pesce zannuto. Vendevi quello che avevi ed eri felice per ogni tipo di pescato.

«Siuan» disse Bryne piano, accostandosi a lei. Non riusciva proprio a lasciarla in pace!

«Ascoltami. Questa è follia! Come hai intenzione di entrare là dentro?» Siuan gli lanciò un’occhiata. «Shemerin è uscita.»

«Quello era prima che ci fosse un assedio, Siuan.» Bryne suonava esasperato. «Quel posto è molto più sorvegliato ora.»

Siuan scosse il capo. «Shemerin veniva tenuta d’occhio attentamente. È uscita attraverso una chiusa; scommetto che non è sorvegliata, nemmeno ora. lo non ne avevo mai sentito parlare, ed ero Amyrlin. Ho una mappa della sua ubicazione.»

Bryne esitò. Poi il suo volto si indurì. «Non ha importanza. Voi due da soli non avete comunque alcuna possibilità.»

«Allora vieni con noi» disse Siuan.

«Non ti aiuterò un’altra volta a infrangere il tuo giuramento.»

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