Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La lama dei sogni
La lama dei sogni - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
1 ... 174 175 176 177 178 179 180 181 182 ... 251
Перейти на страницу:

«Questo cambierà, Talmanes» borbottò Giocattolo. «L’ho lasciato passare troppo a lungo così com’è. Se Reimon e gli altri ora comandano delle compagnie, questo li rende dei generali di stendardo. E rende te un generale luogotenente. Daerid comanda cinque compagnie, e questo rende anche lui un generale luogotenente. Reimon e gli altri obbediranno ai suoi ordini oppure possono andarsene a casa. Quando arriverà Tarmon Gai’don, non ho intenzione di farmi fracassare la testa perché si rifiutano dannatamente di ascoltare qualcuno che non possiede delle maledette tenute.» Talmanes fece svoltare il suo cavallo per aggirare una macchia di rovi e tutti lo seguirono. Quei viticci aggrovigliati parevano avere spine particolarmente lunghe, e uncinate perfino. «Non gli piacerà, Mat, ma non se ne andranno nemmeno a casa. Lo sai. Ti è venuta un’idea su come fare per uscire dall’Altara?»

«Ci sto pensando» mugugnò Giocattolo. «Ci sto pensando. Quei balestrieri...» Emise un pesante sospiro. «Non è stato saggio, Talmanes. Innanzitutto sono abituali a marciare sui loro stessi piedi. Metà di loro useranno tutte le loro energie per rimanere in sella, se ci muoveremo veloci, e dovremo farlo. Possono essere utili in boschi come questi o dovunque ci siano ripari in abbondanza, ma se ci trovassimo su un terreno aperto e senza picche, verrebbero travolti prima di poter scagliare una seconda salva.»

In lontananza un leone ruggì. In lontananza, ma fu comunque sufficiente per far nitrire i cavalli nervosamente e farli sobbalzare per alcuni passi. Giocattolo si sporse in avanti sul collo del suo castrone e parve sussurrargli all’orecchio. L’animale si calmò all’istante. Allora nemmeno quella era stata una sua invenzione, dopotutto. Notevole.

«Ho scelto uomini in grado di cavalcare, Mat» disse Talmanes una volta che il suo baio ebbe smesso di saltellare. «E hanno tutti la nuova manovella.» Una punta di eccitazione si fece strada nella sua voce ora. Perfino uomini misurati avevano la tendenza ad accalorarsi per le armi. «Tre giri della manovella» la sua mano si mosse in un rapido cerchio per simularlo «e la corda è tesa. Con un po’ di allenamento, un uomo può scagliare sette o otto quadrelli in un minuto. Con una balestra pesante.»

Selucia fece un piccolo suono nella gola. Aveva ragione a essere sbigottita. Se Talmanes stava dicendo la verità, e a quanto Tuon poteva vedere non aveva motivo di mentire, allora lei doveva ottenere in qualche modo una di quelle prodigiose manovelle. Con una come modello, gli artigiani potevano farne altre, gli arcieri potevano tirare più veloci dei balestrieri, ma richiedevano anche più tempo per essere addestrati. C’erano sempre più balestrieri che arcieri.

«Sette?» esclamò Giocattolo in tono incredulo. «Questo sarebbe molto più che utile, ma non ho mai sentito di una cosa del genere. Mai.» Borbottò come se avesse qualche significato speciale, poi scosse il capo. «Come hai fatto a trovarla?»

«Sette o otto. C’era un meccanico nel Murandy che voleva portare un intero carro di cose che aveva inventato fino a Caemlyn. Lì c’è» un qualche genere di scuola per studiosi e inventori. Gli serviva denaro per il viaggio ed è stato disposto a insegnare agli armaioli della Banda a costruire certe cose. Ricopri di frecce il tuo avversario a ogni opportunità, è sempre meglio uccidere i tuoi nemici da lontano che corpo a corpo.»

Selucia sollevò le mani in modo che Tuon potesse vederle, le dita esili che si muovevano rapide. Cos’è questa banda di cui parlano? Utilizzò la forma appropriata, da inferiore a superiore, tuttavia la sua impazienza era quasi palpabile. Impazienza per tutto quello che stava accadendo. Tuon aveva pochi segreti con lei, ma alcuni parevano consigliabili per ora. Non avrebbe escluso che Selucia potesse riportarla a Ebou Dar a forza in modo da non venir meno alla sua parola. I doveri di un’ombra erano molti e a volte richiedevano di pagare il sacrificio ultimo. Lei non voleva dover ordinare l’esecuzione di Selucia.

Replicò con la forma imperativa. L’esercito personale di Giocattolo, ovviamente. Ascolta e potremmo apprendere di pili.

Il fatto che Giocattolo comandasse un esercito pareva molto strano. Era affascinante a volte, perfino spassoso e divertente, ma spesso anche un buffone e un furfante. Era sembrato proprio nel suo elemento come favorito di Tylin. Eppure era sembrato nel suo elemento anche fra gli artisti dello spettacolo, e con la marath’damane e le due damane fuggite, e nella bettola. Quella era stata una tale delusione. Nemmeno una zuffa! Gli eventi successivi erano stati una parziale compensazione. Rimanere coinvolti in un’aggressione in strada non era proprio la stessa cosa di vedere delle zuffe in una bettola. Che decisamente era stata molto più noiosa di quanto le avevano fatto supporre le voci udite a Ebou Dar. Giocattolo aveva dato mostra di un lato inatteso di sé nel corso di quell’aggressione. Un uomo formidabile, seppure con una debolezza peculiare, per qualche ragione, lei trovava ciò stranamente accattivante.

«Buon consiglio» disse lui in tono assente, strattonando la sciarpa nera legata attorno al collo. Tuon si interrogava sulla cicatrice che lui si sforzava così tanto di nascondere. Che lo facesse era comprensibile. Perché era stato impiccato e come era sopravvissuto? Non poteva chiederlo. Non le importava fargli abbassare un poco gli occhi — in effetti era piacevole vederlo contorcersi: richiedeva così poco sforzo da parte sua — ma non voleva distruggerlo. Almeno non per il momento.

«Lo riconosci?» chiese Talmanes. «Viene dal tuo libro. Re Roedran ne ha due copie nella sua biblioteca. Lo ha imparato a memoria. Quell’uomo pensa che lo renderà un grande capitano. È stato così soddisfatto di com’è andato il nostro accordo che ne ha fatto stampare e rilegare una copia per me.»

Giocattolo rivolse all’uomo un’occhiata perplessa. «Il mio libro?»

«Quello di cui ci hai parlato, Mat. Nebbia e Acciaio, di Madoc Comadrin.»

«Oh, quel libro.» Giocattolo scrollò le spalle. «L’ho letto molto tempo fa.»

Tuon digrignò i denti. Le sue dita guizzarono. Quando la smetteranno di parlare di libri e torneranno alle cose interessanti?

Ascolta e potremmo apprendere di più, replicò Selucia. Tuon le scoccò un’occhiataccia, ma la donna aveva un’espressione talmente innocente che lei non riuscì a mantenere il suo cipiglio. Rise — piano, per fare in modo che Giocattolo non si rendesse conto di quanto gli stava vicino — e Selucia si unì a lei. Piano.

Giocattolo aveva smesso di parlare, però, e Talmanes pareva contento così. Cavalcarono in silenzio tranne per i suoni della foresta, gli uccelli che cantavano, strani scoiattoli dalla coda nera che squittivano sui rami. Tuon si mise a cercare dei presagi, ma nulla catturò il suo occhio. Uccelli dal piumaggio vivace guizzavano tra gli alberi. Una volta scorsero una mandria di forse cinquanta animali, bovini snelli con corna molto lunghe che si protendevano quasi dritte da ambo i lati. Gli animali li avevano sentiti arrivare e si erano raggruppati, fronteggiandoli. Un toro gettò all’indietro la testa e raschiò il terreno con una zampa. Giocattolo e Talmanes aggirarono con cautela la mandria, mantenendosi a distanza. Lei si guardò sopra la spalla. Le Braccia Rosse — perché erano chiamate così? Avrebbe dovuto chiederlo a Giocattolo — le Braccia Rosse sta vano conducendo i cavalli da soma, ma Gorderan aveva sollevato la sua balestra egli altri avevano le frecce incoccale ai loro archi. Dunque questi bovini erano pericolosi. C’erano pochi segni riguardanti dei bovini, e lei fu sollevata quando la mandria scomparve alle loro spalle. Non era arrivata fin lì per essere uccisa da una mucca. O per vedere Giocattolo ucciso da una di esse.

Dopo un po’, Thom e Aludra la raggiunsero per cavalcarle a fianco. La donna le lanciò una sola occhiata, poi fissò lo sguardo davanti a sé. Il volto della Tarabonese, incorniciato da quelle vivaci trecce ornate di perline, era sempre inespressivo quando guardava lei o Selucia, perciò era chiaramente una di quelli che si rifiutavano di accettare il Ritorno. Stava osservando Giocattolo e sembrava... soddisfatta. Come se qualcosa fosse stato confermato per lei, forse. Perché Giocattolo l’aveva portata con sé? Di certo non per i suoi fuochi d’artificio. Quelli erano piuttosto graziosi, ma non si potevano paragonare con le Luci del Cielo eseguite perfino da una Damane semiaddestrata. Thom Merrilin era molto più interessante. L’anziano canuto era palesemente una spia esperta. Chi l’aveva mandato a Ebou Dar? La Torre Bianca sembrava il candidato più ovvio. Passava poco tempo con quelle che si definivano Aes Sedai, ma una spia ben addestrata non si sarebbe fatta scoprire in quella maniera. La sua presenza la turbava. Finché l’ultima Aes Sedai non fosse stata messa al guinzaglio, la Torre Bianca era qualcosa di cui essere cauti. Malgrado tutto, a volte lei aveva ancora dei pensieri sconcertanti sul fatto che Giocattolo fosse in qualche modo parte di un piano della Torre Bianca. Quello era impossibile, a meno che alcune delle Aes Sedai non fossero onniscienti, tuttavia ogni tanto quell’idea le veniva in mente.

1 ... 174 175 176 177 178 179 180 181 182 ... 251
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)