L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Dopo» rispose Rhuarc. «Ci fermeremo a Imre Stand per la notte, allora potrai mostrarci la tua mercanzia.» Couladin stava già allontanandosi a grandi passi, avendo sentito nominare Imre Stand, qualunque cosa fosse. Kadere si rimise il cappello.
«Un cappello» esclamò Mat, conducendo Pips vicino all’ambulante. Se doveva rimanere ancora nel deserto, almeno poteva tenere quel maledetto sole lontano dagli occhi. «Darei un marco d’oro per un cappello come quello.»
«Fatto!» Fu la risposta rauca e melodiosa di una donna.
Mat si guardò intorno e sobbalzò. La sola donna in vista oltre Aviendha e le Fanciulle stava scendendo dal secondo carro, ma di certo non combaciava con quella voce, una delle più amabili che avesse mai sentito. Rand la guardò cupo e scosse il capo, per un buon motivo. Trenta centimetri più bassa di Kadere, doveva pesare come lui o forse di più. Rotoli di grasso le coprivano quasi gli occhi, impedendo di capire se fossero a mandorla o no, ma il naso era aquilino a un punto tale che sminuiva quello dell’ambulante. Indossava un aderente abito di seta color crema e uno scialle di merletto bianco sulla testa; degli elaborati pettinini di avorio sostenevano i capelli neri. Si muoveva con incongrua leggerezza, quasi come una delle Fanciulle.
«Una buona offerta» proseguì con quel tono musicale. «Mi chiamo Keille Shaogi, ambulante.» Tolse il cappello a Kadere e lo passò a Mat. «Robusto, buon signore, e quasi nuovo. Ne avrai bisogno per sopravvivere nella terra delle Tre Piegature. Qui. Un uomo potrebbe morire...» Le dita grasse emisero uno schiocco «... così.» La risata improvvisa della donna aveva la stessa caratteristica gutturale e carezzevole della voce. «O una donna. Hai detto un marco d’oro.» Quando Mat esitò, gli occhi parzialmente seppelliti nel grasso brillarono neri corvini. «Raramente offro due volte un affare a un uomo.»
Una donna insolita, senza meno. Kadere non protestò, fece solo una lieve smorfia. Se Keille era la sua compagna, non c’era dubbio su chi comandasse. E se il cappello avrebbe evitato che la testa di Mat andasse in ebollizione, valeva davvero il prezzo per quanto lo riguardava. La donna morse il marco di Tairen prima di lasciare il cappello. Stranamente gli andava bene. E se non era più fresco sotto a quelle falde larghe, almeno era ombreggiato. Si mise il fazzoletto in tasca.
«Qualcosa per voialtri?» La donna robusta fece scorrere gli occhi sugli Aiel, mormorando: «Che ragazza graziosa» ad Aviendha, che stava snudando i denti in qualcosa che avrebbe potuto essere un sorriso. A Rand disse dolcemente: «E per te, buon signore?» La voce che proveniva da quel viso era davvero vibrante, soprattutto quando toccava questi toni mielosi. «Qualcosa per proteggerti da questa terra desolata?» Voltando Jeade’en per poter guardare i conducenti dei carri, Rand scosse il capo. Con quello shoufa attorno al volto, somigliava davvero a un Aiel.
«Stanotte, Keille» la invitò Kadere. «Inizieremo il commercio stanotte, in un posto chiamato Imre Stand.»
«Questo faremo?» Per un lungo momento guardò la colonna degli Shaido e il gruppo delle Sapienti anche più a lungo. Di colpo si girò verso il suo carro, dicendo da sopra le spalle all’altro ambulante: «Allora perché fai restare questi buoni signori qua in piedi? Muoviti, Kadere. Muoviti.» Rand la fissò scuotendo nuovamente il capo.
C’era un menestrello vicino al carro della donna. Mat batté le palpebre pensando che il caldo doveva aver preso il sopravvento, ma il tizio non svanì; un uomo dai capelli scuri di mezza età, che indossava un mantello coperto di pezze colorate. Guardò quella riunione con apprensione, fino a quando Keille non lo spinse nel carro davanti a lei. Kadere guardò il carro bianco della donna con meno espressione in volto che uno degli Aiel prima di andarsene via. Davvero uno strano gruppo.
«Hai visto il menestrello?» Mat chiese a Rand, che annuì vagamente, lanciando occhiate alle file di carri come se non ne avesse mai visto uno prima di quel momento. Rhuarc e Heirn erano già in cammino verso i Jindo. I cento intorno a Rand attendevano pazientemente, dividendo gli sguardi fra lui e tutto ciò che avrebbe potuto nascondere un topolino. I conducenti raccolsero le briglie, ma Rand non si mosse. «Strana gente, questi ambulanti, non lo diresti, Rand? Ma immagino che devi essere strano per venire nel deserto. Guarda noi.» Questa frase portò una smorfia sul viso di Aviendha, ma Rand non sembrava aver sentito. Mat voleva che dicesse qualcosa. Qualsiasi cosa. Quel silenzio era snervante. «Avresti pensato che scortare un ambulante fosse un onore per Rhuarc e Couladin, tanto da discutere? Capisci nulla di questo ji’e’toh?»
«Sei proprio uno sciocco» mormorò Aviendha. «Non ha nulla a che fare con il ji’e’toh. Couladin cerca di comportarsi come un capoclan. Rhuarc non può permetterglielo fino a che — a meno che — non sia andato nel Rhuidean. Gli Shaido ruberebbero ossa ai cani — ruberebbero le ossa e i cani — eppure anche loro meritano un vero capo. E per via di Rand al’Thor dobbiamo permettere a un migliaio di loro di montare le tende nelle nostre terre.»
«I suoi occhi» disse Rand senza distogliere lo sguardo dai carri. «Un uomo pericoloso.»
Mat lo guardò accigliato. «Gli occhi di chi? Couladin?»
«Gli occhi di Kadere. Tutto quel sudore, il biancore. Eppure gli occhi non sono mai cambiati. Devi sempre guardare gli occhi. Non l’apparenza di una persona.»
«Certo, Rand.» Mat cambiò posizione sulla sella, sollevando parzialmente le redini per cavalcare. Forse il silenzio non era così male. «Devi guardare gli occhi.»
Rand spostò l’attenzione sulle guglie e le montagnole, girando la testa da un lato e dall’altro. «Il tempo è il rischio» mormorò. «Il tempo piazza delle trappole. Devo evitare le loro mentre sistemo le mie.»
Non c’era nulla là sopra che Mat potesse scorgere se non qualche macchia sparsa e di tanto in tanto un albero nano. Aviendha guardò le alture, quindi Rand, sistemandosi lo scialle.
«Trappole?» ripeté Mat. Luce, fa’ che mi dia una risposta che non sia folle, pensò. «Chi sta piazzando trappole?»
Per un momento Rand lo guardò come se non avesse capito la domanda. I carri degli ambulanti stavano partendo con una scorta di Fanciulle che li affiancavano, voltandosi per seguire i Jindo mentre gli passavano davanti, imitati dagli Shaido. Altre Fanciulle scattarono avanti come esploratrici. Solo gli Aiel attorno a Rand erano immobili, anche se il gruppo delle Sapienti si muoveva, e osservava. Dai gesti di Egwene, Mat pensò che volesse andare da loro a controllare.
«Puoi vederle, o percepirle» rispose alla fine Rand. Inchinandosi verso Mat bisbigliò forte, per farsi sentire. «Cavalchiamo con il male, Mat. Stai attento.» Aveva di nuovo quel sorriso contorto mentre guardava i carri in movimento.
«Credi che questo Kadere sia malvagio?»
«Un uomo pericoloso, Mat — gli occhi ti tradiscono sempre — eppure, chi può dirlo? Ma perché dovrei preoccuparmi, con Moiraine e le Sapienti che mi controllano? E non dobbiamo dimenticarci di Lanfear. Un uomo si è mai trovato sotto così tanti occhi attenti?» Di colpo Rand si raddrizzò in sella. «È iniziato» osservò con calma. «Vorrei avere la tua fortuna, Mat. È iniziato e non c’è modo di voltarsi indietro adesso, comunque scenda la lama.» Annuendo da solo, spronò il pezzato appresso a Rhuarc, con Aviendha che gli correva a fianco e cento Jindo appresso.
Anche Mat era abbastanza contento di seguirli. Certamente meglio che essere lasciato lì. Il sole splendeva alto in un cielo completamente azzurro. C’era ancora molto da viaggiare prima del tramonto. Era iniziato? Cosa voleva dire, ‘era iniziato’? Era iniziato nel Rhuidean, o meglio, a Emond’s Field durante la Notte d’Inverno, un anno fa. ‘Cavalcare con il male’ e ‘non c’è modo di voltarsi indietro’? E Lanfear? Adesso Rand camminava su una lama di rasoio. Su questo non aveva dubbi. Doveva pur esserci un modo di lasciare il deserto prima che fosse troppo tardi. Di tanto in tanto Mat studiava i carri degli ambulanti. Prima che fosse troppo tardi. Se già non lo era.