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L'ascesa dell'Ombra

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L'ascesa dell'Ombra
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Rhuidean. Ancora non sapeva perché la ragazza vi si fosse recata; Rhuarc aveva borbottato qualcosa circa degli ‘affari di donne’, chiaramente riluttante a discuterne con la giovane nelle vicinanze. Considerando il modo in cui stava attaccata a Rand, significava non parlarne affatto. Il capoclan stava certamente ascoltando adesso, come Heirn e ogni Jindo a portata d’orecchio. Era difficile a volte dirlo con gli Aiel, ma pensò che sembrassero divertiti. Mat fischiava sommessamente, guardando ostentatamente ovunque, tranne che verso loro due. Anche così, era la prima volta in tutto il giorno che aveva parlato con lui.

«Cosa vuoi dire?» chiese Rand.

La gonna ingombrante non le impacciava i movimenti, mentre camminava accanto a Jeade’en. No, non camminava. Avanzava sinistra. Se fosse stata un gatto, avrebbe scodinzolato nervosamente. «Elayne è un’abitante delle terre bagnate, una della tua razza.» Buttò indietro la testa con fare arrogante. Il codino che i guerrieri aiel portavano alla nuca era scomparso. La sciarpa attorno al capo le copriva quasi tutti i capelli. «Esattamente la donna per te. Non è bellissima? Schiena dritta, arti flessibili e forti, labbra carnose come susine. I capelli sono un filato d’oro, gli occhi zaffiri azzurri. La pelle è più liscia della seta più fine, il petto bello e rotondo. Le sue labbra sono...»

La interruppe in preda al panico, con le guance infuocate. «Lo so che è bella. Cosa stai facendo?»

«La sto descrivendo.» Aviendha lo guardò cupa. «L’hai vista mentre si faceva il bagno? Non c’è bisogno di descriverla se hai visto...»

«Non ho visto!» Desiderava non avere la voce soffocata. Rhuarc e gli altri stavano ascoltando, con i visi troppo inespressivi per essere altro che divertiti. Mat roteò in alto gli occhi con un aperto sorriso malizioso.

La donna si strinse nelle spalle e si sistemò lo scialle. «Avrebbe dovuto organizzare una cosa simile. Ma io l’ho vista e mi comporterò come ‘sua’ sorella prossima.» L’enfasi sulla parola ‘sua’ poteva anche voler dire che agiva come sorella prossima di Rand; le usanze aiel erano strane, ma questa era follia! «Le sue labbra...»

«Smettila!»

Aviendha lo guardò di traverso. «È la donna per te. Elayne ha deposto il suo cuore ai tuoi piedi come una ghirlanda nuziale. Credi che ci fosse qualcuno nella Pietra di Tear che non lo sapesse?»

«Non voglio parlare di Elayne» le rispose con fermezza. Certamente non se la ragazza aveva intenzione di proseguire come aveva iniziato. Il pensiero gli infuocò nuovamente il viso. Alla donna non sembrava importasse di cosa parlava, o di chi ascoltava!

«Fai bene ad arrossire, invece di metterla da parte quando lei ha scoperto il cuore per te.» La voce di Aviendha era dura e sprezzante.

«Ti ha scritto due lettere, mettendo tutto a nudo come se si fosse spogliata sotto il tetto di tua madre. L’hai attirata negli angoli per baciarla, poi l’hai respinta. Lei credeva a ogni parola che ha scritto in quelle lettere, Rand al’Thor! Me lo ha detto Egwene. Ogni parola. Cosa intendi fare nei suoi confronti, abitante delle terre bagnate?»

Rand si passò una mano fra i capelli e dovette sistemare nuovamente lo shoufa. Elayne credeva a ogni parola? Di entrambe le lettere? Era chiaramente impossibile. Una contraddiceva l’altra quasi punto per punto! Di colpo Rand sobbalzò. Egwene le aveva parlato? Delle lettere di Elayne? Le donne discutevano queste cose fra loro? Pianificavano fra loro quale fosse il sistema migliore per confondere un uomo?

Scoprì che gli mancava Min. Non lo aveva mai fatto sembrare uno sciocco. Be’, non più di una volta o due. E non lo aveva mai insultato. Be’, lo aveva chiamato ‘pastore’ alcune volte. Ma vicino a lei si sentiva a suo agio, in un certo modo, caldo. Non lo faceva mai sentire un idiota assoluto, come Elayne e Aviendha.

Il suo silenzio sembrava irritare maggiormente la donna aiel, se possibile. Borbottando fra sé e camminando a grandi passi al suo fianco come se volesse calpestare qualcosa, si sistemava e risistemava lo scialle costantemente. Alla fine smise di brontolare. E cominciò a fissarlo. Come un avvoltoio. Non riusciva a capire come facesse a non inciampare e cadere a terra di faccia.

«Perché mi stai guardando a quel modo?» chiese.

«Sto ascoltando, Rand al’Thor, dal momento che desideri che resti in silenzio.»

Sorrise a denti serrati. «Non ti fa piacere che io sia qui per ascoltarti?»

Rand guardò Mat, che scosse il capo. Non c’era modo di capire le donne. Rand cercò di concentrarsi su quello che lo aspettava, ma era difficile con gli occhi della donna fissi su di lui. Begli occhi, se non fossero stati pieni di risentimento, ma desiderava che guardassero altrove.

Proteggendosi gli occhi dal riverbero, Mat faceva del suo meglio per non fissare Rand e la donna aiel che camminava a lunghi passi fra i loro cavalli. Non riusciva a capire perché Rand la tollerasse. Certamente Aviendha era molto carina — più che carina, specialmente adesso che indossava qualcosa di simile a degli indumenti adatti a lei — ma con una vipera al posto della lingua e un carattere che faceva sembrare mite Nynaeve. Era contento che fosse Rand a essere incastrato con la donna e non lui.

Si tolse il fazzoletto dal capo e si asciugò il sudore dal viso, quindi se lo legò nuovamente. Il caldo e il sole eternamente negli occhi cominciavano a prendere il sopravvento. Non c’era una cosa che assomigliasse all’ombra in tutta questa terra? Il sudore gli bruciava nelle ferite. La notte precedente aveva rifiutato la guarigione, quando Moiraine lo aveva svegliato dopo che finalmente si era addormentato. I tagli erano un piccolo prezzo per evitare che il Potere venisse usato su di lui. E il disgustoso infuso delle Sapienti gli aveva tolto il mal di testa. Be’, in un certo senso. Qualsiasi altra cosa lo affliggesse, non credeva che Moiraine potesse farci nulla e non aveva intenzione di dirglielo fino a quando non avrebbe capito lui per primo. Non voleva nemmeno pensarci.

Moiraine e le Sapienti lo guardavano. Sorprendentemente quella con i capelli dorati, Melaine, era salita in groppa ad Aldieb con l’Aes Sedai, cavalcando goffamente, e stringeva Moiraine attorno alla vita mentre parlavano. Non credeva che gli Aiel cavalcassero. Una donna molto carina, Melaine, con quei fieri occhi verdi. Tranne naturalmente il fatto che poteva incanalare. Un uomo doveva essere un completo idiota per invischiarsi con una di quelle. Cambiando posizione in groppa a Pips, si ripeté che a lui non importava cosa facevano gli Aiel.

Sono stato nel Rhuidean. Ho fatto ciò che la gente rettile mi aveva detto di fare, pensò. E per cosa? Per questa maledetta lancia, un medaglione d’argento e... adesso potrei andare via. Se fossi un tipo sensato, lo farei, si disse.

Poteva andarsene. Cercare di trovare una via nel deserto... prima di morire di sete o per un’insolazione. Avrebbe potuto se Rand non lo avesse attratto, trattenendolo. La maniera più semplice di scoprirlo era tentare di andare via. Guardando il paesaggio brullo, fece una smorfia. Si era alzato il vento — sembrava soffiasse da un forno surriscaldato — e dei piccoli turbini conici di sabbia gialla si sollevarono sul terreno spaccato. La foschia del calore faceva tremare le montagne distanti. Forse era meglio restare un altro po’ con loro.

Una delle Fanciulle che era andata in avanscoperta stava tornando indietro di corsa e andò accanto a Rhuarc, parlando solo con lui. Quando ebbe finito lanciò un sorriso a Mat, impegnato a rimuovere un parassita dal manto di Pips. Se la ricordava fin troppo bene, una donna dai capelli rossi di nome Dorindha, circa della stessa età di Egwene. Dorindha era una di quelle che lo aveva convinto a provare il ‘bacio della Fanciulla’. Aveva preso la prima rata. Non che non volesse guardarla negli occhi, o che non potesse; ma tenere il cavallo libero dai parassiti era importante.

«Ambulanti» annunciò Rhuarc quando Dorindha andò via di corsa. «Carri di ambulanti che vengono in questa direzione.» Non sembrava compiaciuto.

Mat però si rasserenò molto. Un ambulante poteva giusto fare al caso suo. Se il tizio conosceva il modo per entrare, di certo conosceva anche quello per uscire. Si chiese se Rand sospettasse le sue intenzioni; l’uomo aveva assunto un’espressione illeggibile come gli altri Aiel.

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