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L'ascesa dell'Ombra

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L'ascesa dell'Ombra
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Moiraine era già lì con le altre Sapienti e Aviendha, tutte nude e sudate, sedute attorno a un grosso bollitore di ferro pieno fino all’orlo di pietre fuligginose. Il bollitore e le pietre irradiavano calore. L’Aes Sedai sembrava si fosse ripresa dalla dura prova, anche se adesso aveva una tensione attorno agli occhi che prima non c’era.

Mentre Egwene cercava con cautela un posto dove sedersi — non c’erano tappeti qui, solo roccia — Aviendha versò un po’ d’acqua da un recipiente più piccolo accanto a lei in quello più grande. L’acqua sibilò ed evaporò, senza lasciare nemmeno un punto bagnato sulle rocce. Aviendha aveva un’espressione acida in volto. Egwene sapeva come si sentiva. Anche alle novizie alla Torre venivano assegnati dei compiti; non era certa se odiava di più strofinare i pavimenti o le pentole. Questo incarico non sembrava così oneroso.

«Dobbiamo discutere cosa fare con Rand al’Thor» iniziò Bair quando anche Amys si sedette.

«Fare con Rand?» chiese Egwene allarmata. «Ha i marchi. È lui quello che stavate cercando.»

«È lui» confermò torva Melaine, scansandosi lunghe ciocche di capelli rossi dal viso umido. «Dobbiamo fare in modo che la maggior parte della nostra gente sopravviva alla sua venuta.»

«Altrettanto importante,» intervenne Seana «dobbiamo assicurarci che lui sopravviva per portare a termine il resto della profezia.» Melaine le lanciò un’occhiata furiosa e Seana aggiunse con tono paziente: «Altrimenti nessuno di noi sopravviverà.»

«Rhuarc aveva detto che avrebbe piazzato alcuni dei Jindo come guardie del corpo» rispose lentamente Egwene. «Ha cambiato idea?»

Amys scosse il capo. «Non ha cambiato idea. Rand al’Thor dorme nelle tende dei Jindo, con centinaia di uomini all’erta per fare in modo che si svegli. Ma gli uomini spesso vedono le cose in modo differente da noi. Rhuarc lo seguirà, forse opponendosi alle decisioni che ritiene sbagliate, ma non cercherà di guidarlo.»

«Credi che ne abbia bisogno?» Moiraine inarcò un sopracciglio a quella domanda, ma Egwene la ignorò. «Fino a ora ha fatto quel che doveva senza guida.»

«Rand al’Thor non conosce le nostre usanze» rispose Amys. «Ci sono centinaia di errori che potrebbe commettere per far rivoltale un capo o un clan contro di lui, per far vedere loro un abitante delle terre bagnate invece di Colui che viene con l’Alba. Mio marito è un buon uomo e un bravo capo, ma non è uno che parla di pace, addestrato a indurre uomini arrabbiati a deporre le lance. Dobbiamo avere qualcuno vicino a Rand al’Thor che possa bisbigliargli nell’orecchio quando sembra pronto a fare il passo sbagliato.» Fece cenno ad Aviendha di lanciare altra acqua sulle rocce calde; la giovane ragazza eseguì con grazia astiosa.

«E dobbiamo tenerlo d’occhio» aggiunse dura Melaine. «Dobbiamo avere qualche idea di cosa intende fare prima che la faccia. Il compimento delle Profezie del Rhuidean è iniziato — non può essere fermato prima della fine, in un modo o nell’altro — ma intendo fare in modo che sopravviva il maggior numero possibile della nostra gente. Come questo può essere fatto, dipende dalle intenzioni di Rand al’Thor.»

Bair si inchinò verso Egwene. Sembrava essere tutta ossa e tendini. «Lo conosci fin dall’infanzia. Si fiderà di te?»

«Ne dubito» rispose Egwene. «Non si fida più come faceva una volta.» Evitò di guardare Moiraine.

«Ce lo direbbe la ragazza se Rand si confidasse?» chiese Melaine. «Non voglio far arrabbiare nessuno qui, ma Egwene e Moiraine sono Aes Sedai. Quello che loro cercano potrebbe non essere lo stesso che cerchiamo noi.»

«Una volta servivamo le Aes Sedai» rispose semplicemente Bair. «All’epoca le deludemmo. Forse dobbiamo servirle nuovamente.» Melaine arrossì chiaramente imbarazzata.

Moiraine non diede segno di aver visto, o di avere sentito le parole dell’altra donna. Tranne per quella tensione attorno agli occhi, sembrava calma e fredda come il ghiaccio. «Aiuterò come posso» rispose freddamente «ma ho poca influenza su Rand. Al momento, sta intessendo il Disegno secondo i suoi piani.»

«Allora dobbiamo guardarlo da vicino e sperare.» sospirò Bair. «Aviendha, incontrerai Rand al’Thor quando si sveglia, ogni giorno, e non lo lascerai fino a quando non se ne ritorna sotto le coperte la notte. Gli starai vicina quanto i capelli che ha in testa’. Temo che il tuo addestramento dovrà essere fatto come possiamo; sarà un peso per te fare entrambe le cose, ma non può essere evitato. Se gli parli — e in particolar modo ascolti — non dovresti avere problemi a rimanergli vicina. Pochi uomini manderebbero via una giovane donna graziosa che li ascolta. Forse si lascerà sfuggire qualcosa.»

Aviendha diveniva sempre più rigida. Quando Bair finì rispose dura: «Non lo farò!» Scese un silenzio mortale e tutti gli occhi puntarono su di lei, ma li sostenne con aria di sfida.

«Non lo farai?» osservò Bair a bassa voce. «Non lo farai.» Sembrava che stesse assaporando delle parole inconsuete nella bocca.

«Aviendha» intervenne gentilmente Egwene «nessuno ti sta chiedendo di tradire Elayne, devi solo di parlare con lui.» Se valeva qualcosa, la ex Fanciulla sembrava anche più impaziente di trovare un’arma. «È questa la disciplina che imparano adesso le Fanciulle?» chiese dura Amys. «Se lo è, troverai che i nostri insegnamenti sono anche più duri. Se c’è qualche ragione per cui non puoi stare vicina a Rand al’Thor, dillo ora.» La provocazione di Aviendha avvizzì leggermente e la ragazza bofonchiò qualcosa. La voce di Amys divenne tagliente. «Ho detto di parlare!»

«Non mi piace!» esplose Aviendha. «Lo odio! Lo odio!» Se Egwene non l’avesse conosciuta bene, avrebbe pensato che era prossima alle lacrime. Quelle parole però la scossero: di certo Aviendha non parlava sul serio.

«Non ti stiamo chiedendo di amarlo, o di giacere con lui» rispose acida Seana. «Ti stiamo dicendo di ascoltarlo, e obbedirai!»

«Bambinate!» sbuffò Amys. «Che tipo di giovani donne produce adesso il mondo? Nessuna di voi cresce?»

Bair e Melaine furono anche più dure, con la donna più anziana che minacciava di legare Aviendha al cavallo di Rand al posto della sella — sembrava che volesse farlo sul serio — e Melaine che suggeriva che invece di dormire Aviendha avrebbe dovuto trascorrere la notte scavando e poi riempiendo le buche per schiarirsi le idee. Egwene si accorse che le minacce non servivano a costringerla; queste donne si aspettavano di essere obbedite e volevano che così fosse. Qualsiasi lavoro inutile che Aviendha avesse guadagnato sarebbe stato solo per la sua ostinazione. Ora sembrava si stesse calmando, con quattro paia di occhi delle Sapienti che la trapassavano, e si sistemò in una posizione difensiva sulle ginocchia. Eppure resisteva.

Egwene si sporse in avanti per appoggiare una mano sulla spalla di Aviendha. «Mi hai detto che siamo sorelle prossime e io credo sia vero. Lo farai per me? Vedila come se stessi vegliando su di lui per Elayne. Ti piace anche lei, lo so. Puoi riferirgli che lei mi ha detto che le cose che ha scritto nelle lettere le pensava davvero. Gli farà piacere saperlo.»

Il viso di Aviendha si contrasse. «Lo farò» rispose accasciandosi. «Lo guarderò per Elayne. Per Elayne.»

Amys si scosse. «Stupidaggini. Lo guarderai perché ti abbiamo detto di farlo, ragazza. Se credi di avere un’altra ragione, scoprirai con dolore che ti stai sbagliando. Altra acqua. Il vapore sta svanendo.»

Aviendha versò un altro po’ d’acqua sulle rocce come se stesse scagliando una lancia. Egwene era felice di vedere che le stava ritornando lo spirito, ma pensò che l’avrebbe invitata a essere cauta, una volta da sole. Avere spirito era bello, ma c’erano alcune donne — per esempio queste quattro Sapienti e Siuan Sanche — con le quali era comune buon senso tenere a freno lo spirito. Potevi gridare contro la Cerchia delle Donne per tutto il giorno e alla fine avresti comunque fatto quello che volevano, desiderando di essere rimasta zitta.

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