Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » L'ascesa dell'Ombra
L'ascesa dell'Ombra - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'ascesa dell'Ombra

Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:

L'ascesa dell'Ombra
1 ... 162 163 164 165 166 167 168 169 170 ... 298
Перейти на страницу:

«Quasi ogni ragazza sogna di diventare Fanciulla e imparare almeno le cose basilari dell’arco e della lancia, del combattimento con mani e piedi. Anche così, quelle che compiono il passo finale e sposano la lancia scoprono di non sapere nulla. Per Shaiel fu anche più duro. L’arco lo conosceva bene, ma non aveva mai corso per più di un chilometro, o vissuto di ciò che riusciva a procurarsi. Una bambina di dieci anni avrebbe potuto batterla e non sapeva nemmeno quali piante indicassero l’acqua. Eppure perseverò. Dopo un anno prestò giuramento alla lancia, una Fanciulla, adottata nella setta Chumai degli Aiel Taardad.»

Alla fine si recò a Tar Valon con le Fanciulle, per morire su una pendice di Monte Drago. Mezza risposta, che lasciava nuove domande. Se solo Rand avesse potuto vederne il viso.

«C’è qualcosa di lei nei tuoi lineamenti» osservò Seana come se gli stesse leggendo nei pensieri. Si era seduta a gambe incrociate con un piccolo calice d’argento di vino. «Meno di Janduin.»

«Janduin? Mio padre?»

«Sì» rispose Seana. «Era capoclan dei Taardad allora, il più giovane che possiamo ricordarci. Eppure ci sapeva fare, aveva potere. La gente lo ascoltava, e lo avrebbe seguito, anche quelli che non appartenevano al suo clan. Pose termine all’antagonismo di sangue fra i Taardad e i Nakai dopo duecento anni e non solo si alleò con essi, ma anche con i Reyn, che non erano lontani da un antagonismo di sangue. Pose anche quasi fine all’antagonismo fra Shaarad e Goshien, e ci sarebbe riuscito se Laman non avesse abbattuto l’Albero. Giovane com’era, fu lui a guidare i Taardad e i Nakai, i Reyn e gli Shaarad alla ricerca del prezzo di sangue di Laman.»

Era. Per cui era morto anche lui. Egwene ebbe compassione di Rand, che la ignorò. Non voleva compassione. Come poteva sentire la perdita di persone che non aveva mai conosciuto? Eppure la sentiva. «Com’è morto Janduin?»

Le Sapienti si scambiarono occhiate esitanti. Alla fine Amys raccontò: «Era l’inizio del terzo anno di ricerche di Laman quando Shaiel scoprì di essere incinta. Per legge sarebbe dovuta tornare alla terra delle Tre Piegature. A una Fanciulla è vietato prendere la lancia quando ha in grembo un bambino. Ma Janduin non poteva vietarle nulla; se lei avesse chiesto la luna appesa a una collana, avrebbe cercato di dargliela. Per cui la ragazza rimase, e durante l’ultima battaglia davanti a Tar Valon fu uccisa, e con lei il bambino. Janduin non poteva perdonarsi di non averla fatta obbedire alla legge.»

«Rinunciò al posto di capoclan» intervenne Bair. «Nessuno lo aveva mai fatto prima. Gli era stato detto che non poteva essere fatto, ma si limitò ad andarsene. Si recò a nord con un gruppo di giovani, a caccia di Trolloc e Myrddraal nella Macchia. È una cosa che fanno i giovani uomini selvatici e le Fanciulle che hanno meno senno delle capre. Quelli che tornarono però dissero che era stato ucciso da un uomo. Raccontarono che Janduin sosteneva che quest’uomo somigliasse a Shaiel, e non volle alzare la lancia quando questi lo attaccò.»

Quindi era morto. Entrambi lo erano. Non avrebbe mai perso il suo amore per Tam, non avrebbe mai smesso di pensare a lui come a un padre, ma desiderava aver visto almeno una volta Janduin e Shaiel, solo una volta.

Egwene naturalmente cercò di consolarlo, alla maniera delle donne. Non serviva a nulla cercare di farle capire che ciò che aveva perso era qualcosa che non aveva mai avuto. Come ricordo dei genitori aveva la risata serena di Tam al’Thor e un ricordo più vago del tocco gentile di Kari al’Thor. Quello era tutto ciò che un uomo poteva volere o di cui aveva bisogno. Egwene sembrava delusa, anche un po’ arrabbiata con lui, e le Sapienti sembravano condividere il sentimento a un livello o a un altro, dallo sguardo di aperta disapprovazione di Bair a Melaine che tirava su con il naso e sistemava ostentatamente lo scialle. Le donne non capivano mai. Rhuarc, Lan e Mat al contrario avevano capito; lo lasciarono da solo, come voleva.

Per un motivo imprecisato non aveva voglia di mangiare quando Melaine gli aveva fatto portare del cibo, per cui si sdraiò al margine della tenda, con uno dei cuscini sotto al gomito, in un punto da dove poteva guardare il pendio e la città avvolta nella nebbia. Il sole inaridiva la valle e le montagne circostanti, bruciando le ombre. L’aria che entrava nella tenda sembrava provenire da un forno aperto.

Dopo un po’ Mat si avvicinò a Rand, con indosso una camicia pulita. Si sedette accanto all’amico senza parlare, osservando la valle sottostante e con la strana lancia appoggiata alle ginocchia. Di tanto in tanto con un dito toccava la scritta intagliata nell’asta nera.

«Come va la testa?» chiese Rand e Mat sobbalzò.

«Non... non fa più male.» Tolse di scatto le dita dall’incisione, ripiegando deliberatamente le mani in grembo. «Non molto comunque. Qualunque cosa fosse che hanno mischiato, ha funzionato.»

Cadde nuovamente in silenzio e Rand lo lasciò in pace. Neanche lui voleva parlare. Poteva quasi sentire il trascorrere del tempo, grani di sabbia in una clessidra che scendevano uno dopo l’altro, lentamente. Tutto sembrava tremare e la sabbia era pronta a esplodere in un torrente. Sciocco. Stava solo subendo l’influsso del calore che tremava risalendo dalle rocce spoglie della montagna. I capiclan non avrebbero potuto raggiungere Alcair Dal con un giorno di anticipo anche se Moiraine fosse apparsa davanti a lui in quell’istante. Questi erano comunque solamente una parte del piano e forse quella meno importante. Dopo un po’ Rand notò Lan accovacciato sulla stessa sporgenza di granito che aveva usato Couladin, senza prestare attenzione al sole. Anche il Custode scrutava la valle. Un altro uomo che non voleva parlare.

Rand rifiutò anche il pasto di mezzogiorno, benché Egwene e le Sapienti cercassero a turno di farlo mangiare. Sembrava che accettassero i suoi rifiuti con discreta calma, ma quando suggerì di tornare nel Rhuidean alla ricerca di Moiraine — e anche di Aviendha — Melaine esplose.

«Sciocco di un uomo! Nessuno può recarsi due volte nel Rhuidean. Anche tu non ritorneresti vivo! Oh, muori di fame se vuoi!» Gli lanciò il pezzo di pane in testa. Mat lo prese al volo e incominciò a mangiare con calma.

«Perché vuoi che viva?» le chiese Rand. «Sai cosa ha detto l’Aes Sedai davanti al Rhuidean. Vi distruggerò. Perché non stai complottando con Couladin per uccidermi?» Mat quasi si strozzò con il pane ed Egwene mise le mani sui fianchi, pronta a impartirgli una lezione, ma Rand mantenne l’attenzione su Melaine. Invece di rispondere, lo guardò furiosa e lasciò la tenda.

Fu Bair a rispondere. «Tutti pensano di conoscere le Profezie del Rhuidean, ma ciò che conoscono è quanto le Sapienti e i capiclan hanno riferito loro per generazioni. Non menzogne, ma nemmeno tutta la verità. Questa potrebbe spezzare l’uomo più forte.»

«Qual è la verità completa?» insisté Rand.

Bair lanciò un’occhiata a Mat e rispose: «In questo caso, tutta la verità, quella nota solo alle Sapienti e ai capiclan prima di questo fatto, è che sei la nostra distruzione. Distruzione e salvezza. Senza di te, nessuno dei nostri sopravviverà oltre l’Ultima Battaglia. Questa è la profezia e la verità. Con te... ‘Verserà il sangue di coloro che si fanno chiamare Aiel come acqua sulla sabbia e li spezzerà come rami secchi, eppure i superstiti dei superstiti verranno salvati, e vivranno’. Una profezia dura, ma questa non è mai stata una terra gentile.» La donna sostenne lo sguardo di Rand senza vacillare. Una terra dura e una donna dura.

Rand si voltò e riprese a guardare la valle. Gli altri se ne andarono, eccetto Mat.

A metà pomeriggio finalmente vide una sagoma che si arrampicava sulla montagna, arrancando a fatica. Aviendha. Mat aveva ragione; era nuda come il giorno in cui era nata. E mostrava anche qualche conseguenza del sole, Aiel o no; soltanto le mani e il viso erano abbronzati, il resto appariva decisamente rosso. Era contento di vederla. La donna lo disprezzava, ma solo perché credeva che avesse maltrattato Elayne. Il motivo più semplice. Non per la profezia o il destino che li attendeva, non per i Draghi sulle braccia o perché era il Drago Rinato. Per un semplice motivo umano. Rand era quasi impaziente di incontrare quegli sguardi freddi di sfida.

1 ... 162 163 164 165 166 167 168 169 170 ... 298
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)