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L'ascesa dell'Ombra

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L'ascesa dell'Ombra
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Quando Aviendha lo vide, si bloccò, e non c’era nulla di freddo in quegli occhi azzurro verdi. Lo sguardo della ragazza faceva sembrare freddo il sole; Rand avrebbe dovuto ridursi in cenere sul posto.

«... Rand?» osservò con calma Mat. «Non credo che le volterei le spalle, se fossi in te.»

Gli sfuggì un sospiro stanco. Naturale. Se era entrata fra quelle colonne di vetro, sapeva. Bair, Melaine, le altre, avevano tutte avuto anni per abituarsi all’idea. Per Aviendha era una ferita fresca senza crosta. Non c’è da meravigliarsi che adesso mi odi.

Le Sapienti corsero incontro ad Aviendha, portandola subito in un’altra tenda. La volta successiva che Rand la vide indossava la gonna ingombrante e una soffice blusa bianca, con uno scialle avvolto attorno alle braccia. Non sembrava molto felice di quegli indumenti. Rand vide che lo osservava, e la furia sul viso della donna — pura rabbia animale — fu abbastanza per farlo voltare.

Le ombre si stavano allungando sulle montagne in lontananza quando Moiraine apparve, cadendo e rialzandosi mentre si arrampicava, bruciata come Aviendha. Rand fu stupito nel vedere che anche lei era nuda. Le donne erano pazze, ecco tutto.

Lan balzò dalla sporgenza di granito e le corse incontro. Raccogliendola fra le braccia, salì lungo il pendio, forse più velocemente di come era sceso, imprecando e gridando contro le Sapienti, a turno. La testa di Moiraine ciondolava sulla spalla di Lan. Le Sapienti uscirono per prenderla e Melaine si frappose fisicamente davanti a Lan quando cercò di seguirle nella tenda. Fu lasciato a camminare avanti e indietro, battendosi il pugno nel palmo della mano.

Rand si sdraiò supino e osservò la copertura bassa della tenda. Aveva risparmiato tre giorni. Avrebbe dovuto essere felice per Moiraine e Aviendha ritornate sane e salve, ma il sollievo era tutto per i giorni risparmiati. Il tempo era tutto. Doveva avere l’occasione di scegliere il territorio. Forse poteva ancora riuscirci.

«Cosa farai adesso?» chiese Mat.

«Qualcosa che dovrebbe piacerti. Violerò qualche regola.»

«Voglio dire, mangerai qualcosa? Io personalmente sono affamato.»

Malgrado tutto, Rand rise. Qualcosa da mangiare? Non gli importava se non avrebbe mangiato mai più. Mat lo fissava come se fosse pazzo, e la cosa lo fece solamente ridere più forte. Non pazzo. Per la prima volta qualcuno avrebbe imparato cosa significava che lui fosse il Drago Rinato. Avrebbe infranto le regole in un modo che nessuno si aspettava.

35

Lezioni severe

Il Cuore della Pietra in Tel’aran’rhiod era come Egwene se lo ricordava nel mondo reale, enormi colonne lucide di granito che salivano verso un soffitto lontano e, sotto alla grande cupola centrale, Callandor conficcata nel chiaro pavimento di pietra. Mancavano solo le persone. Le lampade dorate non erano accese, c’era ancora una luce soffusa e forte allo stesso tempo, che sembrava provenire contemporaneamente da ovunque e da nessun luogo. Spesso era così, nel Tel’aran’rhiod.

Ciò che non si aspettava era la donna in piedi oltre la spada splendente di cristallo, che scrutava fra le ombre chiare in mezzo alle colonne. Il modo in cui era vestita stupì Egwene. Piedi nudi e ampi pantaloni di broccato di seta gialla. Al di sopra di una fusciacca giallo scuro era nuda, tranne per delle catene d’oro che le scendevano dal collo. Alle orecchie aveva file di piccoli orecchini d’oro, e la cosa più stupefacente di tutte era un altro anello che le traforava il naso, con un sottile medaglione appeso a una catenella che andava dal naso a uno degli anelli all’orecchio sinistro.

«Elayne?» sussultò Egwene, stringendosi lo scialle attorno alle spalle come se fosse lei quella senza la blusa. Stavolta lei era vestita come una Sapiente, per nessun particolare motivo.

L’erede al trono sobbalzò, e quando si fece avanti per andare da Egwene indossava un modesto abito di seta verde chiara, con il collo alto ricamato e maniche lunghe con delle punte che scendevano sulle mani. Niente orecchini. Niente anello sulla narice. «È così che le donne del Popolo del Mare si vestono in mare aperto» spiegò velocemente arrossendo. «Volevo vedere come ci si sentiva e questo mi sembrava il posto migliore. In fondo non potevo farlo sulla nave.»

«Come ci si sente?» chiese curiosa Egwene.

«Be’, al momento freddo.» Elayne guardò le colonne circostanti. «E ti fa sentire come se la gente ti fissasse, anche se qui non c’è nessuno.» Rise di colpo. «Poveri Thom e Juilin. La maggior parte del tempo non sanno dove guardare. Metà dell’equipaggio è femminile.»

Studiando a sua volta le colonne, Egwene sì strinse a disagio fra le spalle. Anche lei aveva la sensazione di essere osservata. Senza dubbio era solo perché erano le uniche presenze nella Pietra. Nessuno che avesse accesso al Tel’aran’rhiod poteva aspettarsi qualcuno a guardare qui. «Thom? Thom Merrilin? E Juilin Sandar? Sono con voi?»

«Oh, Egwene, li ha mandati Rand. Rand e Lan. Be’, per la verità Moiraine ha inviato Thom, ma Rand si è occupato di mastro Sandar. Per aiutarci. Nynaeve è parecchio soddisfatta per questo fatto di Lan, ma naturalmente non lo confessa.»

Egwene le rivolse un piccolo sorriso. Nynaeve soddisfatta? Il volto di Elayne era raggiante e l’abito cambiò nuovamente, uno con una scollatura molto più bassa, apparentemente non se ne era accorta. Il ter’angreal, l’anello di pietra ritorta, aveva aiutato l’erede al trono a raggiungere il Mondo dei Sogni con la stessa facilità di Egwene, ma non le conferiva controllo. Quella era una cosa che andava imparata. Pensieri vaganti — per esempio come le sarebbe piaciuto apparire davanti a Rand — potevano ancora alterare le cose per Elayne.

«Come sta?» La voce di Elayne era uno strano miscuglio di forzata indifferenza e apprensione.

«Bene» rispose Egwene. «Credo che stia bene.» Fece all’amica un rapporto completo. Le Pietre Portali e il Rhuidean — quanto sapeva da ciò che aveva sentito; le sue deduzioni su quel parlare di aver visto attraverso gli occhi degli antenati — le strane creature della bandiera del Drago marchiate sugli avambracci di Rand, la rivelazione di Bair che Rand rappresentava la distruzione degli Aiel, la convocazione dei capiclan ad Alcair Dal. Era proprio quello che Amys e le alte Sapienti stavano probabilmente facendo adesso; lo sperava ardentemente. Raccontò anche la strana storia dei veri genitori di Rand, anche se brevemente. «Però non so. Da allora si è comportato anche più stranamente e Mat poco meno di lui. Non voglio dire che è pazzo, ma... È duro quanto Rhuarc o Lan, almeno parzialmente; forse anche più duro. Sta progettando qualcosa, credo — qualcosa che non vuole far sapere a nessuno — e ha fretta di portarla a termine. È preoccupante. A volte ho l’impressione che non veda più la gente, solo delle pedine su una scacchiera.»

Elayne non sembrava preoccupata, comunque non per quella parte. «È quel che è, Egwene. Un re, o un generale, non possono sempre permettersi di vedere la gente. Quando un governante deve fare quello che è giusto per una nazione, ci sono tempi in cui qualcuno soffrirà per il bene di tutti gli altri. Rand è un re, Egwene, anche se senza una nazione a meno che non consideri Tear, e se non farà nulla che faccia del male a qualcuno, finirà con il fare del male a tutti.»

Egwene tirò su con il naso. Forse era una cosa sensata, ma non doveva piacerle. Le persone erano persone, e come tali dovevano essere viste. «C’è dell’altro. Alcune delle Sapienti potevano incanalare. Non so quante, ma sospetto più di qualcuna, a diversi livelli. Da quello che mi ha detto Amys, trovano ogni donna che abbia la scintilla innata.» Nessuna donna aiel era morta nel tentativo di imparare da sola a incanalare senza nemmeno sospettare cosa stesse facendo; non ci sono persone come le selvatiche fra le Aiel. Gli uomini che scoprono di poter incanalare affrontano un fato più tetro; si recano a nord, alla Grande Macchia e forse anche oltre, alle Terre Inaridite e Shayol Ghul. Lo chiamano ‘Andare a uccidere il Tenebroso’. Nessuno sopravvive abbastanza a lungo per affrontare la pazzia. «Aviendha è una con la scintilla. Penso che sarà molto forte. Anche Amys è dello stesso parere.»

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