La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
«Non siamo affatto scontente» la rassicurò Elayne, facendo dei gesti per farla calmare. Scontente? Stava quasi per ridere dalla gioia. Le componenti della Famiglia erano il doppio delle Aes Sedai! Egwene non avrebbe mai potuto accusarla di non aver fatto la sua parte nel portare alla Torre tutte le donne capaci di incanalare. Ma se la Famiglia rifiutava l’accesso alle selvatiche... Doveva rimanere concentrata. Arruolare la Famiglia era stato solo un evento casuale. «Reatine,» disse gentilmente «pensi di riuscire a ricordare dove si trova la Scodella dei Venti?»
La donna arrossì come un tramonto. «Non li abbiamo mai toccati, Elayne Sedai. Non so perché siano stati messi tutti insieme. Non ho mai sentito parlare di questa Scodella dei Venti, ma c’è un magazzino come quello che tu hai descritto nel...»
Al piano di sotto una donna incanalò brevemente. Qualcuno gridò in preda al terrore più puro.
Elayne balzò in piedi in un lampo, come tutte le altre. Da sotto quel costume di piume, Birgitte estrasse un pugnale.
«Dev’essere stata Derys» disse Reatine. «È la sola a trovarsi qui, oltre a noi.» Poi la donna si incamminò verso la porta.
Elayne scattò in avanti e la afferrò per un braccio. «Ancora non sei una Verde» mormorò, e fu ricompensata con un grazioso sorriso, sorpreso, compiaciuto e diffidente. «Ce ne occuperemo noi, Reatine.»
Merilille e le altre si disposero ai lati, pronte a seguire Elayne fuori dalla stanza, ma Birgitte le anticipò, sorridendo mentre poggiava una mano sulla maniglia. Elayne deglutì senza dire nulla. Era un onore riservato al Custode, i Gaidin lo dicevano sempre; i primi a entrare, gli ultimi a uscire. Ma lei si colmò comunque di saidar, pronta a schiacciare qualsiasi cosa avesse minacciato la sua Custode.
La porta si aprì prima che Birgitte potesse abbassare la maniglia.
Mat entrò nella stanza, spingendo la snella cameriera che Elayne ricordava dalla visita precedente. «Supponevo che fossi qui» sorrise con fare insolente, ignorando le occhiate torve di Derys. Poi prosegui: «L’ho capito quando ho trovato un maledetto gruppo di Custodi che bevevano nella mia taverna preferita. Sono appena tornato dopo aver seguito una donna nel Rahad. All’ultimo piano di una casa dove non abita nessuno, per essere preciso. Quando è andata via, il pavimento era talmente impolverato che ho potuto vedere subito in quale stanza si era diretta. C’è un enorme lucchetto arrugginito sulla porta, ma scommetto mille corone contro un calcio nel didietro che la vostra Scodella si trova lì dentro.» Derys accennò a prenderlo davvero a calci e Mat la spinse via, estraendo un pugnaletto da dietro la cintura per giocarci davanti a lei. «Una di voi vuole dire a questa gatta selvatica con chi sto? Le donne con i pugnali in questi giorni mi rendono nervoso.»
«Sappiamo già tutto, Mat» rispose Elayne. Be’, stavano quasi per scoprirlo, e poi lo sguardo stupito sul suo volto fu impagabile. Elayne colse qualcosa in Birgitte. L’altra donna la stava guardando senza una particolare espressione, ma quel piccolo nodo di emozioni in fondo al cervello di Elayne adesso esprimeva disapprovazione. Anche Aviendha sarebbe stata dello stesso parere. Aprire di nuovo bocca fu una delle cose più difficili che Elayne avesse fatto mai. «Devo comunque ringraziarti, Mat. È solamente grazie a te che abbiamo trovato ciò che stavamo cercando.» La bocca di lui spalancata per lo stupore valse quasi quell’agonia.
Mat la richiuse velocemente, solo per aprirla di nuovo e dire: «Allora noleggiamo un’imbarcazione e andiamo a prendere questa maledetta Scodella. Se siamo fortunati riusciamo ad andare via da Ebou Dar entro stanotte.»
«È ridicolo, Mat, e non dirmi che ti sto umiliando. Non ce ne andremo nel Rahad di la notte e non andremo via da Ebou Dar fino a quando non avremo usato la Scodella.»
Naturalmente lui cercò di obiettare, ma Derys colse l’occasione per spostarsi e cercare di nuovo di prenderlo a calci. Mat girò intorno a Birgitte, chiedendo che qualcuno lo aiutasse mentre la donna snella continuava a corrergli dietro.
«È il tuo Custode, Elayne Sedai?» chiese Reanne dubbiosa.
«Luce, no! Birgitte è la mia Custode.» Reanne rimase a bocca aperta. Dopo aver risposto a una domanda, Elayne ne rivolse una a sua volta, una domanda che non avrebbe potuto fare a un’altra Sorella. «Reanne, se non ti secca che te lo chieda, quanti anni hai?»
La donna esitò, guardò Mat che ancora cercava di sfuggire a Derys nascondendosi dietro una Birgitte divertita. «Il giorno del mio prossimo compleanno» rispose poi come se fosse la cosa più normale del mondo «compirò quattrocentododici anni.»
Merilille svenne.
32
Sigillato per la Fiamma
Elaida do Avriny a’Roihan sedeva regalmente sullo scranno dell’Amyrlin, l’alta sedia con i viticci intagliati adesso dipinta con sei colori invece che sette, come la stola che lei aveva sulle spalle, e si guardava intorno nella sala circolare del Consiglio della Torre. Le sedie colorate delle Adunanti erano state ridisposte sui palchetti con le scale che giravano intorno alla sala sotto la grande cupola, in modo da rappresentare solo sei Ajah invece che sette, e le diciotto Adunanti aspettavano in piedi obbedienti. IL giovane al’Thor era inginocchiato tranquillo accanto all’Amyrlin Seat. Parlava solo quando riceveva il permesso, cosa che quel giorno non sarebbe successa. Quel giorno lui rappresentava solamente un altro simbolo del suo potere, e le sue dodici Adunanti favorite risplendevano del legame che controllava proprio lei per tenerlo al sicuro.
«Abbiamo raggiunto il consenso, Madre» disse Alviarin remissiva dietro di lei, inchinandosi umile, con la staffa della Fiamma in mano.
Sul pavimento, sotto al palco, Sheriam gridava furiosa e doveva essere trattenuta da una delle guardie della Torre che le stava di fianco. La Sorella Rossa che manteneva il suo schermo la derideva disgustata. Romanda e Lelaine si erano aggrappate a una calma dignità esteriore, ma la maggior parte delle altre donne schermate e sotto sorveglianza, tutte sul pavimento, piangevano, forse per il sollievo — solo quattro di loro erano state condannate alla massima pena — o forse per paura di ciò che doveva ancora venire. I volti più cinerei erano quelli delle tre donne che avevano osato presenziare al Consiglio delle ribelli in rappresentanza dell’Ajah Azzurra ormai disciolta. Tutte le ribelli erano state cacciate dalle rispettive Ajah fino a quando Elaida non avesse dato loro il permesso di fare richiesta per essere riammesse, ma le ex Azzurre sapevano che le aspettavano anni difficili prima di poter rientrare nelle grazie dell’Amyrlin, anni prima che fosse permesso loro di fare richiesta di appartenenza a una qualsiasi Ajah. Fino a quel momento, sarebbero state in suo pugno.
Elaida si alzò e sembrò che il flusso di Unico Potere che arrivava a lei attraverso il circolo fosse una manifestazione del suo potere. «Il Consiglio è d’accordo con la volontà dell’Amyrlin Seat. Che Romanda sia la prima a essere sferzata.» La testa di Romanda scattò; adesso Elaida avrebbe visto quanta dignità sarebbe riuscita a mostrare prima di essere quietata. L’Amyrlin fece un gesto rigido. «Portate via le prigioniere e fate entrare la prima delle povere Sorelle illuse che le hanno seguite. Accetterò la loro sottomissione.»
Una delle prigioniere urlò e un’altra si liberò dalla presa della guardia. Egwene al’Vere si lanciò sugli scalini ai piedi di Elaida con le mani protese e le lacrime che le rigavano le guance.
«Perdonami, Madre.» La ragazza piangeva. «Mi pento! Mi sottometterò. Mi sottometto. Ti prego, non quietarmi!» Si accasciò a terra con il volto sul pavimento e le spalle scosse dai singhiozzi. «Ti prego, Madre! Mi pento! Mi pento!»
«L’Amyrlin Seat sa mostrare la sua pietà» rispose Elaida esultante. La Torre Bianca doveva perdere Lelaine, Romanda e Sheriam, che sarebbero servite da esempio, ma la forza di quella giovane le faceva comodo. Elaida era la Torre Bianca. «Egwene al’Vere, ti sei ribellata contro la tua Amyrlin, ma io ti mostrerò pietà. Indosserai di nuovo il bianco delle novizie, fino a quando io non ti reputerò pronta a essere promossa, ma in questo giorno tu sarai la prima a prestare il quarto giuramento sul Bastone dei Giuramenti, un giuramento di fedeltà e obbedienza all’Amyrlin Seat.»