La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
«Ho chiesto che ci portassero a riva non appena ti avessi tirata fuori dall’acqua» le rispose Lan. «Lasciare il fiume il più velocemente possibile mi sembrava la cosa migliore.»
«Tu...» Nynaeve chiuse la bocca di scatto. Lan non sapeva dove lei fosse diretta, o perché; aveva fatto del suo meglio con quello che sapeva. E le aveva salvato la vita. «Non posso ancora ritornare in città, Lan.» Nynaeve si schiarì la voce e cambiò tono. Per quanto sapeva di dover essere gentile con lui, tutte quelle buone maniere l’avrebbero fatta sentire male: «Devo andare sul veliero del Popolo del Mare, il Corridore dei venti.»Molto meglio, spensierata ma non troppo, e ferma.
«Nynaeve, io ero proprio dietro la tua imbarcazione. Ho visto cos’è accaduto. Ti trovavi cinquanta passi davanti a me, poi cinquanta passi indietro, e stavi affondando. Deve essersi trattato di fuoco malefico.»
Lan non ebbe bisogno di aggiungere altro, fu Nynaeve a farlo per lui e con maggiore cognizione di causa. «Moghedien» sussurrò. Oh, poteva essere stato un altro dei Reietti, o forse qualcuna dell’Ajah Nera. Ma lei ne era sicura. Be’, aveva già battuto Moghedien, e non una volta ma due. Poteva farlo una terza, se necessario. La sua espressione però non doveva sembrare sicura come i suoi pensieri.
«Non avere paura» le disse infatti Lan toccandole una guancia. «Non finché io sono con te. Se devi affrontare Moghedien, mi assicurerò che tu sia abbastanza arrabbiata da incanalare. A quanto pare ho un discreto talento in questo.»
«Non mi farai arrabbiare di nuovo» iniziò a rispondere Nynaeve, quindi si fermò, fissandolo a occhi sgranati. «Non sono arrabbiata» disse lentamente.
«No, non ora, ma quando ne avrai bisogno...»
«Non sono arrabbiata» rise Nynaeve. Scalciò deliziata e batté i pugni sul petto di Lan, ridendo. Saidar la colmava, non solo di vita e gioia, ma stavolta anche di riverenza. Lo carezzò sulle guance con dei sottilissimi flussi d’Aria. «Non sono arrabbiata, Lan» sussurrò Nynaeve.
«Il blocco è svanito.» Lan sorrise condividendo la sua gioia, ma quel sorriso non gli raggiunse gli occhi.
Mi prenderò cura di te, Lan Mandragoran, si promise Nynaeve in silenzio. Non ti lascerò morire. Si appoggiò sul suo petto e pensò di baciarlo e anche... Non sei Calle Coplin, si disse con fermezza.
Fu colpita da un improvviso, orribile pensiero. Orribile perché non le era venuto in mente prima. «I barcaioli?» domandò sottovoce. «E le mie guardie del corpo?»
Lan scosse il capo senza parlare, e Nynaeve sospirò.
Guardie del corpo. Quegli uomini avrebbero avuto bisogno della sua protezione, e non il contrario. Altre quattro morti da imputare a Moghedien. Quattro, oltre le migliaia che le avevano precedute. Ma questo era un fatto personale, per Nynaeve. Be’, non avrebbe risolto le sue questioni con Moghedien in quel momento.
Si alzò e cercò di capire cosa poteva fare riguardo al proprio vestito. «Lan, potresti chiedere ai marinai di riportarmi indietro? Che remino con tutta la forza possibile.» Anche così, non sarebbe ritornata a palazzo prima dell’imbrunire. «Cerca anche di scoprire se uno di loro ha un pettine.» Non poteva affrontare Nesta in quelle condizioni.
Lan raccolse spada e giubba e le fece l’inchino. «Ai tuoi ordini, Aes Sedai.»
Nynaeve si inumidì le labbra e guardò la porta chiudersi alle spalle di Lan. Rideva di lei, eh? Di sicuro qualcuno sul Corridore dei venti poteva celebrare un matrimonio, e da quello che aveva visto del Popolo del Mare, avrebbe scommesso che Lan Mandragoran si sarebbe ritrovato a promettere di fare tutto ciò che gli veniva chiesto. Allora chi avrebbe riso?
L’imbarcazione iniziò a sobbalzare e rollare, quindi lentamente virò e lo stomaco di Nynaeve sussultò con essa.
«Oh, Luce» si lamentò la donna, accasciandosi sulla panca. Perché non aveva perso anche questo insieme al suo blocco? Mantenere la presa su saidar, che la rendeva maggiormente consapevole di tutte le proprie sensazioni, rendeva solo la situazione peggiore, ma quando lo rilasciò non si sentì meglio. Non avrebbe dato di stomaco ancora una volta. Lan sarebbe stato suo una volta per tutte. E quello si sarebbe trasformato in un giorno meraviglioso. Se solo avesse smesso di sentire quell’uragano in arrivo.
Il sole era alto sopra i tetti quando Elayne bussò alla porta. In strada tutti danzavano e piroettavano, colmando l’aria di risate, canti e profumi. Lei pensò oziosamente che le sarebbe piaciuto avere la possibilità di godersi i festeggiamenti. Un costume come quello di Birgitte sarebbe stato divertente. O anche uno come quello che quella mattina aveva visto indossare a lady Riselle, una delle dame di compagnia di Tylin. Purché avesse potuto tenere sempre la maschera. Elayne bussò ancora, con maggior forza stavolta.
La cameriera con i capelli grigi e la mascella squadrata che aprì la porta assunse un’espressione furiosa non appena Elayne abbassò la maschera verde.
«Tu! Che cosa ci fai di nuovo...» La furia si trasformò in pallore spettrale quando anche Merilille si tolse la maschera e Adeleas e le altre fecero lo stesso. La dorma sobbalzò alla vista di quei volti dall’età indefinibile, e anche alla vista di quello di Sareitha. Forse a quel punto capì.
Urlò, cercando di chiudere la porta, ma Birgitte superò velocemente Elayne, riaprendo la porta con una spallata. La cameriera arretrò di alcuni passi, quindi si riprese. Forse voleva correre o forse urlare, ma Birgitte la precedette, afferrandola per un braccio, proprio sotto la spalla.
«Calma» le disse con fermezza. «Non abbiamo bisogno di disordini o strilli, vero?» Sembrava che la stesse solo trattenendo per un braccio, quasi sostenendola, ma la cameriera era dritta, rigida e immobile. Fissava a occhi sgranati la maschera piumata della sua catturatrice e scosse lentamente il capo.
«Come ti chiami?» le chiese Elayne, mentre tutte le altre si accalcavano sulla soglia dietro di lei. Una volta chiusa la porta, il rumore della strada si spense. Gli occhi della cameriera andavano da un volto all’altro, ma non si fissavano su nessuno.
«C... C... Cedora.»
«Adesso ci porterai da Reanne, Cedora.» Stavolta la donna annuì; sembrava sul punto di scoppiare in lacrime.
Le condusse irrigidita al piano superiore, con Birgitte che ancora la teneva per un braccio. Elayne aveva pensato di ordinarle di lasciarla andare, ma l’ultima cosa di cui avevano bisogno era un grido di allarme, e le donne della casa che fuggivano in ogni direzione. Per questo stavano usando i muscoli di Birgitte e non il Potere di Elayne. Supponeva che Cedora fosse più spaventata che indolenzita, e lei voleva proprio che quella sera tutte fossero leggermente spaventate.
«Qui de... dentro» disse Cedora bussando a una porta rossa. La porta della stanza dove Elayne e Nynaeve avevano subito quello sfortunato interrogatorio. Elayne la aprì ed entrò.
Vide Reanne seduta davanti al camino con gli intagli dei tredici peccati, e un’altra dozzina di donne che non aveva mai visto prima. Occupavano tutte le sedie contro le pareti verde chiaro. Sudavano, poiché le finestre erano chiuse, e anche le tende. Erano quasi tutte vestite secondo la moda locale, anche se solo una di loro aveva la carnagione olivastra; la maggior parte di quelle donne aveva delle rughe sul volto e almeno un tocco di grigio fra i capelli. Ognuna di loro poteva incanalare, con più o meno forza. Sette avevano la cintura rossa. Elayne sospirò, pur non volendo. Quando Nynaeve aveva ragione faceva in modo di ribadirlo fino alla nausea.
Reatine balzò in piedi con in volto il medesimo rossore infuriato di Cedora, e anche le sue prime parole furono quasi identiche. «Tu! Come osi mostrare la tua faccia...» Parole e furia svanirono per lo stesso motivo, quando Merilille e le altre entrarono al seguito di Elayne. Una donna bionda con la cintura rossa e la scollatura profonda emise un verso soffocato, ruotò gli occhi verso l’alto e cadde a terra come un sacco vuoto. Nessuna si mosse per aiutarla. Nessuna rivolse nemmeno una sola occhiata a Birgitte, che scortò Cedora in un angolo della stanza. Sembrava che nessuna di quelle donne respirasse. Elayne sentì il forte desiderio di gridare «Buuu!» solo per vedere cosa sarebbe accaduto.