L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Mat non esitò prima di deglutire il miscuglio, rabbrividendo subito dopo, la faccia schifata. «Ha il sapore dell’interno dei miei stivali.» Ma le rivolse comunque un inchino da seduto abbastanza formale anche per un Tarenese, se non fosse stato senza camicia e solo leggermente rovinato dall’improvviso sorriso malizioso. «Ti ringrazio, Sapiente, e non chiederò se hai aggiunto qualcosa solamente per dargli quel... sapore... memorabile.» Le risate sommesse di Bair e Seana potevano essere dovute al fatto che l’altra aveva, o non aveva, aggiunto qualcosa, ma sembrava che Mat avesse trovato il modo di toccare la giusta corda delle donne. Anche Melanine gli rivolse un rapido sorriso.
«Rhuarc» chiese Rand «se Couladin sta progettando di causare problemi, devo assolutamente precederlo. Come faccio a comunicare con tutti gli altri capoclan? Per spiegare di me, di questi.» Mosse le braccia con i Draghi avvolti su di esse. La donna vestita di bianco accanto a lui, che adesso stava pulendo il lungo taglio che aveva fra i capelli, evitò deliberatamente di guardarli.
«Non c’è una precisa formalità» rispose Rhuarc. «Come potrebbe essercene una per una cosa che accade una volta sola? Quando deve essere indetta una riunione dei capiclan, ci sono dei posti dove vale qualcosa di simile alla pace del Rhuidean. Il più vicino a Rocce Fredde, al Rhuidean, è Alcair Dal. Potresti mostrare le prove ai clan e ai capiclan in quel luogo.»
«Al’cair Dal?» chiese Mat, dando alla parola un suono leggermente differente. «La Conca Dorata?»
Rhuarc annuì. «Una valle rotonda, anche se non c’è nulla di dorato da quelle parti. C’è una sporgenza a un lato, e un uomo che vi si ponga sopra può essere sentito da chiunque nella valle senza che alzi la voce.»
Rand guardò cupo i Draghi sulle braccia. Non era il solo a essere stato marchiato in qualche modo nel Rhuidean. Mat non pronunciava più parole occasionali della lingua antica senza sapere ciò che stava dicendo. La capiva, fin dal Rhuidean, anche se non sembrava rendersene conto. Egwene guardò Mat pensierosa. Aveva trascorso troppo tempo con le Aes Sedai.
«Rhuarc, puoi inviare messaggi ai capiclan?» chiese Rand. «Quanto tempo ci vorrà per chiedere a tutti di venire ad Alcair Dal? Cosa bisogna fare per accertarsi che vengano?»
«I messaggeri ci impiegherebbero settimane e altre ancora ne passerebbero prima che tutti si riuniscano.» Il gesto che fece Rhuarc incluse tutte le Sapienti. «Loro possono parlare a ogni capoclan in sogno in una sola notte, al capo di ogni setta. E con ogni Sapiente, per essere sicure che qualche uomo non lo scambi per un semplice sogno.»
«Apprezzo la tua sicurezza sul fatto che siamo in grado di spostare le montagne, ombra del mio cuore,» rispose Amys sarcasticamente, sistemandosi vicino a Rand con l’unguento, «ma non è così. Ci vorrebbero diverse notti per eseguire quello che hai esposto, con poco riposo in esse.»
Rand le prese la mano mentre la donna aveva incominciato a spalmare l’unguento dall’odore pungente sulla guancia. «Lo farete?»
«Sei così impaziente di distruggerci?» chiese la Sapiente, quindi si morse il labbro contrariata mentre la donna in bianco dall’altro lato di Rand sobbalzò.
Melaine batté due volte le mani. «Lasciateci» ordinò con durezza, e le donne in bianco si inchinarono abbandonando la tenda con le bacinelle e gli asciugamani.
«Mi stai pungolando come un ago» si rivolse dura Amys a Rand. «Qualsiasi cosa è stata ordinata loro, quelle donne adesso parleranno di qualcosa che non dovrebbero sapere.» Liberò la mano con uno strattone, iniziando a strofinare l’unguento con forse maggiore energia del necessario. Bruciava più di quanto puzzasse.
«Non intendo pungolarti,» rispose Rand «ma non c’è tempo. I Reietti sono liberi, Amys, e se scoprono dove mi trovo, o cosa ho in mente...» Le donne aiel non sembravano sorprese. Lo sapevano già? «Nove sono ancora in vita. Troppi, e quelli che non vogliono uccidermi pensano di potermi usare. Non ho tempo. Se conoscessi un modo per far arrivare i capiclan qui adesso e fare in modo che mi accettassero, lo userei.»
«Qual è il tuo piano?» La voce di Amys era dura come il viso. «Chiederai — dirai — ai capiclan di venire ad Alcair Dal?»
Per un lungo momento la donna sostenne lo sguardo di Rand. Quando finalmente annuì, lo fece a malincuore.
Riluttante o no, parte della tensione lo lasciò. Non c’era modo di recuperare i sette giorni perduti, ma forse poteva evitare di perderne altri. Moiraine però, ancora nel Rhuidean con Aviendha, lo tratteneva lì. Non poteva semplicemente abbandonarla.
«Conoscevi mia madre» osservò Rand. Egwene si protese in avanti, attenta come lui, e Mat scosse il capo.
Le mani di Amys si soffermarono sul viso di Rand. «La conoscevo.»
«Parlami di lei, per favore.»
La donna spostò l’attenzione sul taglio sopra l’orecchio; se uno sguardo torvo poteva guarire, non avrebbe avuto bisogno di alcun unguento. Alla fine disse: «La storia di Shaiel, come la conosco io, inizia quando ancora ero Far Dareis Mai, più di un anno prima che rinunciassi alla lancia. Un numero di noi aveva visitato il Muro del Drago quasi insieme. Un giorno abbiamo visto una donna, una giovane abitante delle terre bagnate dai capelli dorati, vestita di seta, con dei cavalli da soma e a dorso di una bella giumenta. Un uomo naturalmente lo avremmo ucciso, ma lei non aveva alcuna arma oltre a un semplice coltello alla cintura. Alcune volevano farla correre via dal Muro del Drago nuda...» Egwene batté le palpebre; sembrava continuasse a sorprendersi di quanto potevano essere duri gli Aiel. Amys continuò senza pausa. «... Eppure sembrava che cercasse qualcosa con determinazione. Curiose, la seguimmo, giorno dopo giorno, senza farci vedere. Il cavallo morì, finì il cibo e l’acqua, ma la donna non tornò indietro. Proseguì a piedi a stento, fino a quando cadde senza riuscire ad alzarsi. Allora decidemmo di darle dell’acqua e di chiederle di raccontarci la sua storia. Era prossima alla morte, e trascorse un giorno intero prima che riuscisse a parlare.»
«Si chiamava Shaiel?» chiese Rand quando Amys esitò. «Di dov’era? Perché è venuta qui?»
«Shaiel» intervenne Bair «è il nome che scelse per sé. Non ne diede mai un altro per tutto il tempo che la conobbi. Nella lingua antica significa ‘la donna che è dedicata’.» Mat annuì in accordo, apparentemente senza notare cosa aveva fatto; Lan lo guardò pensieroso da sopra un calice d’acqua. «Shaiel all’inizio era amareggiata» concluse la donna.
Accovacciata sui talloni accanto a Rand, Amys annuì. «Parlava di un figlio abbandonato, un bambino che amava e di un marito che non amava. Dove, non voleva dirlo. Non credo che si sia mai perdonata per aver lasciato quel bambino. Non volle dire più di quello che doveva. Stava cercando noi, le Fanciulle della Lancia. Un’Aes Sedai di nome Gitara Moroso, che aveva il dono della Preveggenza, le aveva detto che il disastro sarebbe caduto sulla sua terra e la sua gente, forse il mondo intero, se non fosse andata a vivere con le Fanciulle della Lancia, senza rivelare a nessuno la sua destinazione. Doveva diventare una Fanciulla, e non sarebbe potuta tornare nella sua terra fino a quando le Fanciulle non sarebbero andate a Tar Valon.»
Scosse il capo pensierosa. «Devi capire come sembrò questa cosa all’epoca. Le Fanciulle che andavano a Tar Valon? Nessun Aiel aveva oltrepassato il Muro del Drago fin dal primo giorno che avevamo raggiunto la terra delle Tre Piegature. Mancavano ancora quattro anni al crimine di Laman che ci avrebbe portati nelle terre bagnate. E certamente nessuna che non fosse un’Aiel era mai diventata Fanciulla della Lancia. Alcune di noi pensarono che fosse impazzita a causa del sole. Ma aveva una volontà ostinata e in qualche modo alla fine concordammo di lasciarla provare.»
Gitara Moroso, un’Aes Sedai con il talento della Preveggenza. Rand aveva sentito quel nome da qualche parte, ma dove? E aveva un fratello. Un mezzo fratello. Crescendo si era chiesto come sarebbe stato avere un fratello o una sorella. Chi e dove? Ma Amys stava proseguendo.