L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Neanche a me» aggiunse rauco Mat. Ondeggiò, appoggiandosi alla lancia, e premette il palmo della mano sulla fronte. «Il cervello mi turbina.»
Egwene fece una smorfia. «Si trova ancora nel Rhuidean, immagino. Ma se alla fine voi ne siete usciti, forse lo farà anche lei. Se ne è andata subito dopo di voi. Anche Aviendha. Siete stati via molto a lungo.»
«Moiraine nel Rhuidean?» chiese Rand incredulo. «E Aviendha? Perché...?» di colpo riesaminò quanto aveva detto Egwene. «Che vuoi dire con molto a lungo?»
«Questo è il settimo giorno» rispose Egwene. «Il settimo giorno da quando tutti voi siete scesi nella valle.»
La sacca dell’acqua gli cadde di mano. Seana la raccolse prima che una piccola parte del contenuto, così prezioso nel deserto, potesse uscire e scivolare sul terreno roccioso. Rand la notò appena. Sette giorni. Poteva essere accaduta qualsiasi cosa in sette giorni. Forse mi stanno raggiungendo, magari hanno già scoperto cosa sto progettando. Devo muovermi. Veloce. Devo mantenere il vantaggio. Non mi sono recato così lontano per fallire, pensò.
Tutti lo fissavano preoccupati, anche Rhuarc e Mat. E cauti. Non c’era da meravigliarsi. Chi poteva dire cosa avrebbe fatto, o quanto ancora era sano di mente? Solamente Lan non modificò lo sguardo duro.
«Ti ho detto che era Aviendha, Rand. Nuda come il giorno in cui è nata.» Nella voce di Mat c’era una punta rauca di dolore e le sue gambe non sembravano affatto stabili.
«Quanto tempo passerà prima che Moiraine faccia ritorno?» chiese Rand. Se era andata via con loro, doveva tornare presto.
«Se non ritorna per il decimo giorno» rispose Bair «non tornerà. Nessuna è mai tornata dopo il decimo giorno.»
Forse altri tre giorni. Altri tre giorni quando ne aveva già persi sette. Lascia che vengano allora. Non fallirò! Trattenne a malapena un ringhio. «Potete incanalare. Almeno una di voi. Ho visto come avete fatto volare Couladin. Guarirete Mat?»
Amys e Melaine si scambiarono delle occhiate che poté solamente chiamare meste. «Le nostre strade sono andate in altre direzioni» rispose con rimpianto Amys. «Ci sono delle Sapienti che in qualche modo riescono a fare quello che hai chiesto, ma noi non siamo fra quelle.»
«Cosa vuoi dire?» scattò rabbioso. «Potete incanalare come le Aes Sedai. Perché non potete guarire come loro? Non volevate nemmeno che si recasse nel Rhuidean. Credete di poterlo lasciare morire adesso?»
«Sopravviverò» rispose Mat, ma aveva gli occhi tesi per la sofferenza.
Egwene appoggiò una mano sul braccio di Rand. «Non tutte le Aes Sedai possono guarire» spiegò con tono inteso a calmarlo. «Le migliori guaritrici appartengono all’Ajah Gialla. Sheriam, la Maestra delle Novizie, non può guarire nulla di più serio di un livido o un piccolo taglio. Non ci sono due donne che abbiano gli stessi talenti o capacità.»
Il tono di voce di Egwene lo irritava. Non era un bambino stizzoso che aveva bisogno di essere calmato. Guardò torvo le Sapienti. Che non potessero o non volessero, Mat e lui avrebbero dovuto aspettare Moiraine. Se non era stata uccisa da una di quelle bolle di male, da quelle creature di polvere. Ormai dovevano essersi dissolte; a quelle in Tear c’era stata una fine. Non l’avrebbero fermata. Poteva incanalare una via d’uscita attraverso di loro. Sa cosa sta facendo, non deve scoprirlo passo dopo passo come me, pensò Rand. Ma allora perché non era tornata? E perché, in primo luogo, era andata nel Rhuidean, perché non l’aveva vista? Domanda stupida. Centinaia di persone potevano trovarsi nel Rhuidean senza essere viste. Troppe domande e nessuna risposta fino al ritorno di Moiraine, sospettava, e forse nemmeno allora.
«Abbiamo erbe e unguenti» spiegò Seana. «Venite via dal sole e ci prenderemo cura delle vostre ferite.»
«Via dal sole» Rand mormorò. «Sì.» Si stava comportando da maleducato, ma non gli importava. Perché Moiraine si era recata nel Rhuidean? Non credeva che la donna avrebbe smesso di spingerlo nella direzione che riteneva migliore, e il Tenebroso aveva le sue opinioni. Se si trovava là dentro, poteva aver influito sulle visioni che aveva avuto? Poteva averle in qualche modo cambiate? Se solo sospettava i piani di Rand...
Si avviò verso le tende dei Jindo — era improbabile che la gente di Couladin gli avrebbe offerto un posto dove riposare — ma Amys lo fece voltare verso le tende piatte oltre quelle delle Sapienti. «Potrebbero ancora non essere a loro agio ad averti fra loro» spiegò. Rhuarc, che l’aveva affiancata, annuì in accordo. Melaine lanciò un’occhiata a Lan. «Questo non è un affare che ti riguarda, Aan’allein. Tu e Rhuarc prendete Matrim e...»
«No» intervenne Rand. «Li voglio con me.» In parte perché voleva risposte dal capoclan, e in parte per pura ostinazione. Queste Sapienti erano determinate a portarlo in giro attaccato a un guinzaglio, proprio come Moiraine. Non avrebbe acconsentito a una cosa simile. Le donne si guardarono, quindi annuirono quasi avessero accettato una richiesta. Se credevano che sarebbe stato un bravo ragazzo perché gli avevano dato una caramella, si sbagliavano. «Pensavo che saresti stato con Moiraine» si rivolse a Lan, ignorando le Sapienti e i loro cenni del capo.
Un lampo di imbarazzo attraversò il viso del Custode. «Le Sapienti sono riuscite a nascondermi la sua partenza quasi fino al tramonto» ammise rigido. «Loro mi... hanno convinto che seguirla non sarebbe servito a nulla. Mi hanno spiegato che anche se lo avessi fatto, non l’avrei trovata fino a quando non fosse stata già sulla via del ritorno e allora non avrebbe avuto bisogno di me. Non sono più certo di aver fatto bene a prestar loro ascolto.»
«Ascolto!» sbuffò Melaine. I braccialetti d’oro e d’avorio sbatterono fra loro mentre si aggiustava irritata lo scialle. «Fidati di un uomo che cerca di dire cose sensate. Saresti quasi certamente morto e probabilmente avresti anche ucciso Moiraine.»
«Melaine e io abbiamo dovuto trattenerlo quasi per metà della notte, prima che ci desse ascolto» aggiunse Amys. Il lieve sorriso era parzialmente divertito e vagamente sarcastico.
Il viso di Lan sembrava essere scolpito in nuvole temporalesche. C’era poco da meravigliarsi se le Sapienti avevano usato il Potere su di lui. Cosa stava facendo Moiraine là dentro?
«Rhuarc,» chiese Rand «come devo fare a unire gli Aiel? Non vogliono nemmeno guardarmi.» Sollevò le braccia scoperte per un momento; le scaglie dei Draghi brillarono alla forte luce solare. «Questi segni dicono che io sono Colui che viene con l’Alba, ma tutti si sono dissolti non appena li ho mostrati.»
«Un conto è sapere che le Profezie si compiranno,» rispose lentamente il capoclan «altro è vedere che si compiono proprio davanti ai tuoi occhi. Si dice che riunirai nuovamente tutti i clan, come tanto tempo fa, ma ci siamo combattuti a vicenda quasi quanto abbiamo combattuto contro il resto del mondo. E, per alcuni di noi, c’è dell’altro.»
Vi legherà e vi distruggerà, pensò Rand. Anche Rhuarc probabilmente lo aveva sentito. E gli altri capiclan con le Sapienti, se anche loro si erano addentrati nella foresta di splendenti colonne di vetro. Se Moiraine non aveva organizzato una visione speciale per lui. «Vedono tutti le stesse cose all’interno delle colonne, Rhuarc?»
«No!» esclamò Melaine, con gli occhi come acciaio verde. «Resta in silenzio, oppure manda via Aan’allein e Matrim. Anche tu devi allontanarti, Egwene.»
«Non è permesso» spiegò Amys con una voce leggermente più delicata «parlare di quanto è accaduto nel Rhuidean, se non con quelli che ci sono stati.» Appena più delicata, non più. «Anche in quel caso, pochi ne parlano e raramente.»
«Ho intenzione di cambiare cosa è permesso e cosa no» rispose Rand con tono informe. «Abituatevi.» Sentì Egwene che borbottava qualcosa sul fatto che aveva bisogno di essere tirato per le orecchie e le sorrise malizioso. «Egwene può rimanere, visto che lo ha chiesto così gentilmente.» La ragazza gli fece la linguaccia, quindi arrossì quando si accorse di cosa aveva fatto.