I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Il numero non cambiava nulla. Se due Shienaresi erano un bene, quindici erano una meraviglia. Il suo esercito privato. Non doveva preoccuparsi di nessuno, o se aveva commesso un errore con Galad. Quanti prosciutti si mangiavano quindici uomini al giorno? Doveva avere la voce ferma. «Va bene allora. Ogni sera appena fa buio uno di voi, uno solo, verrà qui a chiedere di Nana. È il nome con cui mi conoscono.» Non c’era motivo per quell’ordine, se non per farli abituare a fare quello che chiedeva. «Elayne usa quello di Morelin, ma dovrete domandare di Nana. Se avete bisogno di soldi, venite da me, non da Masema.» Dovette reprimere un sussulto mentre pronunciava quelle parole. Avevano ancora del denaro, ma Luca non aveva preteso le sue cento corone d’oro e non avrebbero tardato. C’erano sempre i gioielli, se fosse stato necessario. Era meglio accertarsi che si allontanassero da Masema. «A parte questo, nessuno di voi deve avvicinarmi, o presentarsi allo spettacolo.» Altrimenti forse avrebbero organizzato dei turni di guardia, o qualche idiozia simile. «A meno che non giunga un battello fluviale. In quel caso, verrete subito e di corsa. Mi avete capita?»
«No» borbottò Uno. «Perché dobbiamo stare lontani, maled...?» Voltò il capo quando il dito ammonitore di Nynaeve quasi gli toccò il naso.
«Non ricordi cosa ho detto del tuo linguaggio?»
Si sforzò di guardarlo severa. Quella benda sull’occhio gli dava il voltastomaco. «Se non riesci a ricordartelo, scoprirai perché gli uomini dei Fiumi Gemelli hanno le lingue pulite.»
Lo vide mentre elaborava mentalmente il concetto. Non sapeva quale fosse la sua connessione con la Torre Bianca, solo che esisteva. Forse era un’agente della Torre, o una ragazza addestrata lì. Magari anche Aes Sedai, una che non teneva particolarmente allo scialle. La minaccia inoltre era abbastanza vaga per interpretarla a modo suo. Nynaeve conosceva quella tecnica da prima di sentire Juilin che ne parlava con Elayne. Quando le sembrò che l’idea avesse attecchito e, prevenendo una sua possibile domanda, Nynaeve abbassò la mano. «Starai alla larga per lo stesso motivo di Galad. Per non attirare l’attenzione. Il resto lo farai perché lo dico io. Se devo spiegarti ogni decisione che prendo, non avrò tempo per occuparmi d’altro, per cui è meglio che accetti le cose come sono.» Era un commento che si addiceva a un’Aes Sedai. E poi non avevano scelta se volevano aiutarla a raggiungere Rand come credevano. Tutto sommato era abbastanza soddisfatta di se stessa mentre li spingeva verso Samara e oltrepassava la folla a fatica nei pressi dell’insegna di Valan Luca.
Con sua sorpresa vide che vi era stata un’aggiunta allo spettacolo. Su una nuova piattaforma non lontano dall’entrata, una donna con indosso dei pantaloni gialli trasparenti stava in bilico sulla testa, le braccia distese di lato con delle colombe bianche sulle mani. No, non era in bilico sulla testa. In realtà aveva una specie di cornice di legno fra i denti e si teneva in equilibrio su quella. Mentre Nynaeve guardava sbalordita, l’insolita acrobata abbassò le mani appoggiandosi sulla piattaforma mentre si piegava in due, fino a quando parve sedersi sulla propria testa. E non bastava. Incurvò le gambe davanti al viso, quindi le piegò innaturalmente verso le braccia e trasferì le colombe sulle piante dei piedi, ora il punto più alto di quella contorta palla in cui si era annodata. Gli spettatori osservavano e applaudivano, ma lei rabbrividì, era tutto un ricordo troppo vivido di quanto le aveva fatto Moghedien.
Non è per questo che intendo passare tutto alle Azzurre, si disse. È solo che non voglio causare un altro danno. Era vero, ma aveva anche paura che la prossima volta non se la sarebbe cavata così facilmente. Non lo avrebbe riconosciuto con nessuno. Non le piaceva nemmeno ammetterlo con se stessa.
Regalando alla contorsionista un ultimo sguardo sconcertato — ormai non era molto stupita della posizione intricata che la donna aveva assunto — si voltò. Avanzò quando Elayne e Birgitte le apparvero accanto d’improvviso fra la folla ammassata.
Elayne adesso era decentemente coperta da un mantello, Birgitte ostentava l’abito rosso dalla profonda scollatura. No, non c’erano scusanti. Rimase in piedi dritta come un fuso, più del solito, e gettò indietro la treccia per allontanare ogni possibilità di nascondere la scollatura. Nynaeve si toccò il nodo dello scialle di lana grigia che aveva in vita, sperando a ogni occhiata che lanciava a Birgitte di non immaginarsi come sarebbe apparsa lei senza quella stola. Una faretra era appesa alla cintura di Birgitte, che portava l’arco trovatole da Luca. Certamente ormai era troppo tardi perché proseguissero con lo spettacolo.
Un’occhiata al cielo disse a Nynaeve che si sbagliava. Malgrado tutto quello che era accaduto, il sole era ancora ben alto sopra l’orizzonte. Le ombre erano lunghe, ma sospettava non abbastanza da dissuadere Birgitte.
Nel tentativo di nascondere che stava osservando il sole, indicò con il capo la donna dai pantaloni trasparenti, che adesso aveva iniziato a contorcersi in una posizione che Nynaeve sapeva essere impossibile. Era sempre in bilico sui denti. «Da dove sbuca?»
«L’ha assunta Luca» rispose Birgitte con calma. «Ha anche comperato dei leopardi. La ragazza si chiama Muelin.»
Se Birgitte era fredda, Elayne tremava quasi dall’emozione. «Da dove viene?» balbettò. «Da uno spettacolo che la folla ha semidistrutto!»
«Ne ho sentito parlare,» rispose Nynaeve «ma non è importante. Io...»
«Non è importante!» Elayne rivolse gli occhi al cielo come se invocasse aiuto. «Hai sentito anche il motivo della sommossa? Non so se si trattasse dei Manti Bianchi o del Profeta, ma qualcuno ha scatenato quella rivolta perché pensavano...» si guardò attorno senza rallentare, e abbassò la voce. Nessuno fra la gente si era fermato, ma ogni passante fissava le due artiste in piedi, «...che quella donna nello spettacolo forse indossava lo scialle.» Mise una significativa enfasi sull’ultima parola. «Solo uno sciocco potrebbe credere che si trova con un serraglio ambulante, ma in fondo tu e io lo stiamo facendo. E tu te ne vai in città senza una parola. Abbiamo sentito dire che un uomo calvo ti ha portata via in spalla, poi che avevi baciato uno Shienarese e te ne eri andata con lui a braccetto.»
Nynaeve era ancora costernata quando Birgitte aggiunse, «Luca era seccato, quale che fosse la storia. Ha detto...» si schiarì la gola e rese la voce profonda. «Allora le piacciono gli uomini rozzi, eh? Be’, posso esserlo quanto una pannocchia d’inverno! Poi si è allontanato, con due tizi dalle spalle grandi come quelle dei Gaidin, per riportarti indietro. Thom Merrilin e Juilin Sandar sono andati con loro, con un umore non molto diverso. Non è servito a far sentire meglio Luca, ma erano così arrabbiati con te che non avevano tempo di litigare fra loro.»
Per un po’ Nynaeve le fissò confusa. Le piacevano gli uomini rozzi? Che cosa voleva dire con...? Lentamente comprese e gemette. «Oh, era proprio quello di cui avevo bisogno.» E Thom e Juilin che se ne andavano in giro a Samara. Solo la Luce sapeva in che guai potevano cacciarsi.
«Sono ancora ansiosa di sapere cosa credevi di fare» disse Elayne. «Ma stiamo sprecando tempo.»
Nynaeve lasciò che la guidassero fra la folla, una da ogni lato, ma, nonostante la notizia di Luca e gli altri, era ancora soddisfatta del proprio lavoro. «Dovremmo essere fuori di qui in un giorno o due, se siamo fortunate. Se Galad non ci trova una barca, ci penserà Masema. È lui il Profeta. Ti ricordi Masema, Elayne? Quello Shienarese dall’aspetto scontroso che abbiamo visto...» Rendendosi conto che Elayne si era fermata, Nynaeve aspettò che la raggiungesse.
«Galad?» ripeté incredula Elayne, dimenticando di tenere chiuso il mantello. «Hai detto di aver parlato con Galad? E il Profeta? Devi averlo fatto, altrimenti non starebbero cercando un’imbarcazione. Hai preso il tè con loro, o li hai solo incontrati in una sala comune? Senza dubbio dove ti ha portata l’uomo calvo. Forse c’era anche il re del Ghealdan? Vuoi per favore convincermi che sto sognando così posso svegliarmi?»