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I fuochi del cielo

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I fuochi del cielo
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Fu uno sforzo per lei tenere la bocca chiusa. Usare quello che gli aveva detto, e come ingiunzione contro di lei! La sua prossima mossa sarebbe stata impacchettare lei ed Elayne nella lana e metterle su uno scaffale! Ma non sarebbe preferibile se qualcuno lo facesse? le chiese una vocina. Non hai già provocato abbastanza problemi agendo di testa tua? Nynaeve disse alla vocina di tacere. Non le diede ascolto, ma incominciò a elencare disastri e mezzi disastri scaturiti dalla sua caparbietà.

Scambiando il silenzio della donna per un assenso, Galad le voltò le spalle e si fermò. Ragan e Uno si erano affrettati a bloccargli l’accesso alla strada, e lo guardavano con quella strana calma ingannevole che gli uomini adottano spesso se colti da improvvisa violenza. L’aria sembrava crepitare, fino a quando Nynaeve si mosse rapida. Gli Shienaresi abbassarono le lame e si fecero di lato, Galad tolse la mano dall’elsa della spada, li oltrepassò e si confuse fra la folla senza voltarsi indietro.

Nynaeve rivolse a Uno e Ragan un’occhiataccia prima di incamminarsi a larghi passi in direzione opposta. Era quasi riuscita a sistemare ogni cosa nel modo migliore e quei due per poco non rovinavano tutto. Gli uomini pensavano che la violenza risolvesse ogni problema. Se avesse avuto un bastone robusto li avrebbe presi tutti e tre a randellate fino a quando non avessero capito.

Adesso gli Shienaresi sembravano aver capito in parte la situazione; la raggiunsero, con le spade di nuovo riposte dietro la schiena, e la seguirono senza dire una parola, anche quando lei sbagliò due volte la strada e dovette tornare indietro. Era un bene che fossero rimasti in silenzio. Nynaeve ne aveva abbastanza di tenere a freno la lingua. Prima Masema, poi Galad. Tutto quello che voleva era un esile pretesto per dire a qualcuno esattamente come la pensava. Specie a quella vocina che aveva nella testa, ridotta al ronzio di un insetto per il momento, ma che si rifiutava di tacere del tutto. Quando lasciarono Samara e furono di nuovo sulla strada, di tanto in tanto percorsa da qualche carro, la voce continuò a farsi sentire. Si preoccupava dell’arroganza di Rand, ma la sua aveva portato lei stessi e altri a sfiorare la tragedia. Birgitte forse era ben oltre il limite, anche se era viva. La cosa più saggia era non affrontarli di nuovo, l’Ajah Nera e Moghedien, almeno finché qualcuno non l’avesse consigliata al meglio. Vi furono delle proteste, ma Nynaeve fu inamovibile e ferma come non lo era mai stata, nemmeno con Thom e Juilin. Sarebbe andata a Salidar e avrebbe sottoposto il problema alle Azzurre. Ecco come sarebbero andate le cose. Ormai era decisa.

«Hai mangiato qualcosa che ti ha dato fastidio?» disse Ragan. «Hai la smorfia di una che si è cibata di bacche troppo mature.»

La donna gli rivolse uno sguardo che gli chiuse la bocca di scatto e si allontanò a grandi passi. I due Shienaresi le rimasero di fianco.

Cosa avrebbe fatto con loro? Doveva escogitare qualcosa, la loro presenza era troppo provvidenziale per non approfittarne.

Intanto erano altre due paia di occhi, be’, tre occhi. Avrebbe imparato a guardare quella benda anche se l’avesse ammazzata. Più occhi alla ricerca di un’imbarcazione potevano significare trovarne una prima. Meglio ancora che se Masema o Galad l’avessero trovata per lei, ma non voleva che nessuno dei due sapesse più del necessario. Non aveva idea di come impiegarli.

«Mi state seguendo perché Masema ve lo ha ordinato? O è stato per via di quanto ha detto Galad?» chiese.

«Che maledetta differenza c’è?» mormorò Uno. «Se il lord Drago ti ha convocata, fai maledettamente bene a...» si interruppe corrucciato mentre la donna agitava un dito. Ragan lo guardò come se fosse un’arma.

«Intendete aiutare me ed Elayne a raggiungere Rand?»

«Non abbiamo nulla di meglio da fare» rispose asciutto Ragan. «Per come stanno le cose ora, non vedremo lo Shienar fino a quando non saremo vecchi e senza denti. Tanto vale che veniamo con te a Tear o in qualsiasi altro posto si trovi Rand.»

Questo Nynaeve non lo aveva considerato, ma era sensato. Altri due che avrebbero aiutato Thom e Juilin con i diversi incarichi e la guardia. Non c’era bisogno che sapessero quanto sarebbe durato, o quante fermate e deviazioni avrebbero incontrato lungo la via. Le Azzurre a Salidar avrebbero potuto impedire a ciascuna di loro di andare. Una volta raggiunte le Aes Sedai sarebbero state solo Ammesse. Smettila di pensare a questo modo! Devi farlo! si disse.

La gente in attesa davanti all’insegna abbagliante di Luca non sembrava meno numerosa di prima. Un fiume di persone si snodava in un prato per riunirsi alla folla mentre un’altra fila che serpeggiava dall’uscita raccontava eccitata cosa aveva visto. Di tanto in tanto i cinghiali-cavalli comparivano, da sopra la parete di tela, raccogliendo esclamazioni di stupore fra chi ancora aspettava di entrare. Cerandin li stava facendo di nuovo camminare su due zampe. La donna seanchan si accertava sempre che gli s’redit riposassero molto. Su questo era irremovibile, qualsiasi cosa volesse Luca. Gli uomini cedevano quando ti mostravi decisa. Di solito, almeno.

Poco lontana dall’erba marrone tutta calpestata, Nynaeve si fermò e si voltò verso gli Shienaresi. Mantenne il viso calmo, ma i due sembravano molto sospettosi, anche se nel caso di Uno questo si traduceva nel fatto che giocasse in un modo disgustoso con la benda sull’occhio. La gente che andava o veniva dallo spettacolo non prestava loro alcuna attenzione.

«Allora non sarà per ordine di Masema o Galad» disse Nynaeve con fermezza. «Se viaggerete con me, farete quello che dico io, altrimenti potete andarvene per la vostra strada, perché in quel caso non vi voglio intorno.»

I due naturalmente non mancarono di scambiarsi delle occhiate prima di accettare annuendo. «Se è come deve essere, maledizione» gridò Uno, «allora va bene. Se non hai nessuno che ti protegga, dannazione, non raggiungerai mai il maledetto lord Drago. Qualche contadino interiora di pecora ti mangerà a colazione per via della tua lingua.» L’espressione cauta di Ragan diceva che concordava su tutto ma non era convinto che fosse stata una mossa saggia rivelare quei pensieri. Ragan sembrava avere i requisiti per diventare un uomo saggio.

Se accettavano i termini di Nynaeve, non importava molto il motivo per cui lo facevano. Almeno per ora. Avrebbe avuto abbastanza tempo in futuro per sistemare tutto.

«Non dubito che gli altri saranno d’accordo» disse Ragan.

«Altri?» rispose Nynaeve battendo le palpebre. «Intendi dire che non siete solo voi due? Quanti allora?» «Adesso siamo solo quindici. Non credo che Bartu o Nengar verranno.»

«Vanno appresso al maledetto Profeta.» Uno voltò il capo e sputò copiosamente. «Solo quindici. Sar è caduto da quella maledetta rupe nelle montagne. Mendao si è cacciato in un maledetto duello con tre Cercatori del Corno e...» Nynaeve era troppo impegnata a non rimanere a bocca aperta per ascoltare. Quindici! Non riusciva a fare a meno di calcolare quanto sarebbe costato nutrire quindici uomini. Anche quando non erano particolarmente affamati, Thom e Juilin da soli mangiavano più di Elayne e lei assieme!

Ma in fondo con quindici soldati shienaresi non aveva bisogno di attendere un’imbarcazione. Un battello fluviale era certamente il modo più veloce di muoversi: Salidar era vicina a un fiume, e una barca poteva portarle subito lì; eppure una scorta di Shienaresi avrebbe reso il loro carro altrettanto sicuro, dai Manti Bianchi, i banditi o i seguaci del Profeta. Però sarebbe stato un viaggio molto lento. E un carro solitario che si allontanava da Samara con quel corteo avrebbe certamente dato nell’occhio. Un’indicazione per Moghedien, o l’Ajah Nera. Lascerò che se ne occupino le Azzurre, e questo è tutto! si disse.

«Cosa c’è che non va?» chiese Ragan, e Uno aggiunse in tono di scusa, «Non avrei dovuto riferirti come è morto Sakaru.» Sakaru? Probabilmente lo avevano nominato dopo che aveva smesso di ascoltare. «Non passo molto tempo attorno alle male... alle dame. Mi dimentico che avete uno stomaco come... voglio dire, delicato.» Se non la piantava di tirare quella toppa avrebbe scoperto quanto era delicato lo stomaco di Nynaeve.

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