I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Galad scosse il capo irritato. O forse era offeso. «Quante volte devo dirtelo? Non lascerei mai che accadesse qualcosa a mia sorella. O a te.»
Non era piacevole rendersi conto che le aveva dato fastidio quella pausa, che denotava quanto lei fosse un pensiero secondano. Non era una stupida ragazzina che capitolava davanti a un paio d’occhi ammalianti e acuti. «Se lo dici tu» rispose Nynaeve, e l’uomo fece di nuovo ricadere la testa. «Ditemi dove vi trovate e vi farò sapere, o manderò un messaggio, non appena trovo un veliero che fa al caso vostro.»
Se Elayne aveva ragione non poteva mentire come non potevano farlo le Aes Sedai che avevano prestato i tre giuramenti, ma ancora esitava. Un errore forse sarebbe stato l’ultimo. Aveva il diritto di rischiare su cose che la riguardavano, ma questo coinvolgeva anche Elayne. Come Thom e Juilin. Erano tutti sotto la sua responsabilità, qualsiasi cosa piacesse loro pensare. Ma lei era lì e la decisione doveva essere sua. Non che potesse essere diverso.
«Luce donna, cos’altro vuoi da me?» gridò Galad, la mano nell’atto di afferrarla per la spalla. La lama di Uno si interpose fra loro in un baleno, ma il fratello di Elayne la spostò come un ramoscello e non vi prestò attenzione. «Non voglio farti del male, né ora né mai, lo giuro sul nome di mia madre. Hai detto che siete quello che siete? So cosa siete. E cosa non siete. Forse in parte il motivo per cui indosso questo» toccò l’orlo del mantello bianco «è perché la Torre vi ha mandate via, te, Elayne ed Egwene, la Luce sa per quale motivo, anche se tu sei quello che sei. È stato come spedire in battaglia un ragazzino che ha appena imparato a tenere in mano un’arma, e per questo non le perdonerò mai. Avete ancora tempo entrambe per cambiare idea, non dovete portare quella spada. La Torre è troppo pericolosa per te e mia sorella, specialmente adesso. Metà del mondo è diventata troppo rischiosa per voi! Lasciate che vi aiuti a mettervi in salvo.» La voce di Galad era meno tesa anche se aspra. «Ti prego, Nynaeve. Se dovesse accadere qualcosa a Elayne... desidererei quasi che Egwene fosse con voi, così potrei...» Passandosi una mano fra i capelli guardò a destra e sinistra, cercando il modo di convincerla. Le armi di Uno e Ragan erano pronte a trafiggere il corpo di Galad, ma il ragazzo non sembrava notarlo. «Ti scongiuro, Nynaeve, nel nome della Luce, lasciami fare quello che posso.»
Fu una semplice constatazione che alla fine la portò a decidere. Si trovavano nel Ghealdan. L’Amadicia era la sola terra dove essere una donna in grado di incanalare era un crimine e adesso si trovavano sulla riva opposta del fiume. Rimaneva solo il giuramento di Galad come Figlio della Luce a contrastare contro il suo dovere verso Elayne. Nynaeve si fidò del sangue. E poi era davvero troppo bello per lasciare che Uno e Ragan lo uccidessero. Naturalmente quest’ultimo pensiero non aveva nulla a che vedere con la sua scelta.
«Viaggiamo con lo spettacolo di Vaiati Luca» disse alla fine.
Galad guardò la ragazza e batté le palpebre. «Valan Luca? Intendi dire uno dei serragli?» Incredulità e disgusto si alternavano nella voce del Manto Bianco. «Cosa ci fate, per la Luce, con una compagnia come quella? Chi offre quel tipo di intrattenimenti non è meglio di... Non importa. Se avete bisogno di denaro, posso darvene un po’. Abbastanza perché cerchiate alloggio in una locanda decente.»
Il tono di Galad tradiva la certezza che lei avrebbe acconsentito a ciò che voleva. Non un ‘posso aiutarvi con del denaro?’ oppure ‘ti piacerebbe se vi trovassi una stanza?’ Riteneva che dovessero risiedere in una locanda, per cui era lì che sarebbero andate. L’uomo aveva previsto che Nynaeve si sarebbe nascosta in un vicolo, ma non la conosceva affatto. E poi c’erano altri motivi per restare con Luca.
«Credi che ci siano una stanza o un fienile ancora liberi in tutta Samara?» chiese un po’ più aspramente di quanto avrebbe desiderato.
«Sono certo di poter trovare...»
Nynaeve lo interruppe. «L’ultimo posto dove qualcuno verrebbe a cercarci è nello spettacolo.» Nessuno tranne Moghedien. «Siete tutti d’accordo che dovremmo nasconderci il più possibile, giusto? Se riesci a trovare una stanza, probabilmente qualcuno ne verrà sbattuto fuori. Un Figlio della Luce che vuole una stanza per due donne? Metterebbe in movimento tutte le lingue e attirerebbe gli occhi come mosche fra i rifiuti.»
A Galad il discorso non piaceva, sul suo viso era comparsa una smorfia, e guardava furioso Uno e Ragan, come se fosse colpa loro. Tuttavia, era abbastanza giudizioso da capire le loro ragioni. «Non è un posto adatto a voi, ma probabilmente è più sicuro di qualsiasi altro luogo in città. Visto che hai almeno acconsentito di andare a Caemlyn, non aggiungerò altro.»
Nynaeve mantenne il viso impassibile e gli lasciò credere quello che voleva. Se era convinto che avesse promesso ciò che non aveva nessuna intenzione di promettere, era un suo problema. Doveva tenerlo il più possibile lontano dallo spettacolo. Un’occhiata alla sorella abbigliata con quei pantaloni bianchi pieni di lustrini, e la sua furia avrebbe messo in ombra un tumulto di Masema. «È meglio che tu rimanga lontano dal serraglio. Fino a quando non troverai una nave. A quel punto vieni di notte ai carri degli artisti e chiedi di Nana.» Questo a Galad piacque anche di meno, se possibile, ma Nynaeve lo prevenne. «Non ho visto un solo Figlio della Luce vicino ai tendoni degli spettacoli. Se ne visiti uno, non credi che la gente lo noterebbe e se ne chiederebbe il motivo?»
Il suo sorriso era ancora bellissimo, ma mostrava troppi denti. «Sembra che tu abbia una risposta a tutto. Hai nessuna obiezione al fatto che ti scorti indietro?»
«Certo che sì! Gireranno già delle voci su quanto è accaduto, almeno cento persone devono averci notato parlare qui» non riusciva più a controllare le strade dietro i tre uomini, eppure non aveva dubbi che i passanti stessero ancora guardando nel vicolo e Uno e Ragan non avevano riposto le spade. «Ma se mi accompagni ci vedranno molte più persone.»
Il sussulto dell’uomo suonò per metà mesto e per metà divertito. «Una risposta a tutto,» mormorò «ma hai ragione.» Ovviamente desiderava che così non fosse. «Ascoltatemi, Shienaresi» disse voltandosi, con la voce che di colpo parve d’acciaio. «Io mi chiamo Galadedrid Damodred e questa donna è sotto la mia protezione. Per quanto riguarda la sua amica, considererei una piccola rinuncia la perdita della mia vita pur di preservarla dal minimo rischio. Se le permettete di incorrervi, vi troverò entrambi e vi ucciderò.» Ignorando l’improvviso sbiancare dei volti degli uomini come aveva fatto con le loro spade, tornò a guardare Nynaeve. «Suppongo che tu non voglia ancora dirmi dove si trova Egwene?»
«Tutto quello che devi sapere è che si trova molto lontano da qui.» Incrociando le braccia sotto al petto avvertiva il cuore che le batteva forte. Stava commettendo un errore pericoloso solo per un bel viso? «E più al sicuro di quanto potresti portarle tu con una qualsiasi delle tue azioni.»
Galad la guardò come se non le credesse, ma non proseguì con le rimostranze. «Se ho fortuna, troverò un’imbarcazione in un giorno o due. Fino ad allora, rimani vicina a questo Valan Luca. Resta nascosta ed evita di farti notare. Per quanto sarà possibile con quel colore di capelli. E di’ a Elayne di non fuggire di nuovo da me. La Luce splende su di te e mi ha consentito di ritrovarti tutta intera, ma dovrà brillare ancora di più per evitare che ti succeda qualcosa se cerchi di attraversare il Ghealdan. I seguaci blasfemi e ruffiani di questo Profeta sono ovunque, senza alcun rispetto per la legge o le persone, e questo non conta per i briganti che approfittano dei disordini. Samara stessa è un nido di vespe, ma se te ne stai seduta tranquilla, e riesci a convincere quella testarda di mia sorella a fare lo stesso, troverò il modo di tirarvi fuori di qui prima che vi pungano.»