I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
«Quella» rispose Uno «era Alliandre, benedetta dalla Luce, regina del maledetto Ghealdan, e una dozzina di altri titoli, come piace ammucchiarli uno sull’altro a voi meridionali.» Nynaeve inciampò sul lastricato, rischiando di cadere. «Allora è così che funziona» esclamò, rifiutando le mani degli uomini che si offrivano di aiutarla. «Se la regina è abbastanza stupida da stare ad ascoltarlo, non mi meraviglia che possa agire come vuole.»
«Non una sciocca» rispose duramente Uno, lanciandole un’ occhiataccia prima di ritornare a guardare la strada. «Una donna saggia. Quando ti ritrovi in groppa a un cavallo selvatico, fai bene a dirigersi nella maledetta direzione in cui sta andando la maledetta bestia, se sei abbastanza furba da versare l’acqua fuori da un maledetto stivale. Credi che sia una sciocca perché Masema le ha preso gli anelli? Quella è abbastanza furba da sapere che le chiederebbe di più se smettesse di indossare i gioielli durante le sue visite. La prima volta che Masema si recò da lei — da allora è sempre stato l’inverso — le tolse gli anelli dalle mani. Aveva dei fili di perle fra i capelli, e Masema li ha rotti per prendere le perle. Tutte le dame di corte erano in ginocchio a raccogliere le maledette cose da terra. La stessa Alliandre ne raccolse qualcuna.»
«A me non sembra molto saggio» replicò ostinatamente. «Più simile alla codardia.» A chi tremavano le gambe solo per uno sguardo dell’uomo? si disse. Chi stava sudando a morte? Ma almeno gli aveva tenuto testa. L’ho fatto. Piegandomi come un salice. Non è lo stesso che tremare come una foglia, continuava a seguire il filo dei suoi pensieri. «È lei la regina, o no?»
I due uomini si scambiarono occhiate irritate e Ragan le rispose con calma, «Non capisci. Nynaeve. Alliandre è la quarta che siede sul trono benedetto dalla Luce da quando siamo arrivati nel Ghealdan, ovvero circa sei mesi. Johanin cingeva la corona quando Masema ha iniziato ad attirare le masse, ma lo credeva innocuo, un pazzo, e non ha preso provvedimenti nemmeno quando la folla è cresciuta e i suoi nobili gli hanno chiesto di porvi rimedio. Johanin è morto in un incidente di caccia...»
«Incidente di caccia!» intervenne Uno ghignando. Un ambulante che lo stava guardando lasciò cadere un vassoio con spilli e aghi. «A meno che non fosse stato in grado di riconoscere la maledetta estremità di una lancia per la caccia al cinghiale dall’altra! Maledetti meridionali e maledetto il loro Gioco delle Casate!»
«A lui è succeduta Ellizelle» proseguì Ragan. «Fece disperdere la folla dall’esercito, fino a quando non vi fu una battaglia con il catrame e fu l’esercito a essere cacciato.»
«Una maledetta scusa per dei militari» borbottò Uno. Doveva di nuovo ricordargli di moderare il linguaggio.
Ragan annuì in segno di consenso, ma continuò a raccontare. «Si dice che Ellizelle abbia bevuto del veleno dopo quell’episodio, ma qualunque sia stata la causa della morte, fu rimpiazzata da Teresia, che ha regnato ben dieci giorni dopo l’incoronazione, finché non inviò le sue truppe contro le migliaia di persone riunite ad ascoltare Masema fuori Jehannah. Dopo la sconfitta dei suoi soldati, ha abdicato per sposare un ricco mercante.» Nynaeve lo fissava incredula e Uno sbuffò. «Questo è ciò che dicono» sostenne il giovane. «Naturalmente in questa terra sposare un uomo comune significa rinunciare per sempre a qualsiasi pretesa al trono e se pure Beron Goraed avesse voluto una fanciulla graziosa di sangue reale, ho sentito dire che fu trascinato da un gruppo di servitori di Alliandre alle prime ore del mattino e portato di peso al palazzo di Jheda per il matrimonio. Teresia è andata a vivere nella nuova residenza estiva di campagna del marito mentre Alliandre veniva incoronata, tutto prima dell’alba, e la nuova regina ha convocato Masema al palazzo per assicurargli che non avrebbe avuto altri problemi. In due settimane ha incominciato a convocarlo. Non posso dire se crede veramente a quanto Masema predica, ma so che ha preso il trono di un paese sull’orlo della guerra civile, con i Manti Bianchi pronti a entrare, e l’ha fermata nel solo modo che conosceva. Questa è ciò che si chiama essere saggi, e un uomo dovrebbe essere fiero di servire una tale regina, anche se è una meridionale.»
Nynaeve aprì la bocca e dimenticò cosa stava per dire, quando Uno aggiunse in tono casuale, «Un maledetto Manto Bianco ci sta seguendo. Non voltarti indietro, donna. Mostra un po’ di maledetto buon senso.»
Il collo di Nynaeve si irrigidì per lo sforzo di guardare avanti e la sua schiena fu percorsa dai brividi. «Prendi la prossima svolta, Uno.»
«Quella ci porta lontani dalla strada principale e i maledetti cancelli. Potremmo perderlo fra la folla, dannazione!»
«Prendila!» Nynaeve inspirò lentamente, rendendo la voce meno stridula. «Ho bisogno di vederlo.» Uno aveva l’aspetto così selvatico che la gente si faceva da parte fino a dieci passi di distanza; comunque svoltarono alla strada successiva. Nynaeve girò leggermente il capo, abbastanza da osservare con la coda dell’occhio puma di voltare all’angolo di una piccola taverna in pietra che le tolse la visuale. Il mantello candido con il sole raggiato spiccava fra la folla. Era impossibile non riconoscere quel viso bellissimo, era sicura che fosse lui. Nessun altro Manto Bianco tranne Galad avrebbe avuto motivo di seguire lei, e tanto meno Uno e Ragan.
40
La Ruota tesse
Non appena Galad sparì dietro l’edificio, gli occhi di Nynaeve si indirizzarono sulla strada davanti a loro. Ribolliva di furia, verso se stessa e Galadedrid Damodred. Tu, sciocca di una zuccona! si disse. Era un vialetto, come gli altri, pavimentato con pietre rotonde, affiancato da negozi grigi, case e taverne, popolato da una sparuta folla pomeridiana. Se non fossi venuta in città non ti avrebbe trovata! La gente era poca per consentire a chiunque di nascondersi. Dovevi andare a vedere il Profeta! Pensavi davvero che lui ti avrebbe mandata via prima che ti raggiungesse Moghedien? Quando imparerai che non puoi dipendere da nessuno se non da te stessa? si rimproverava. In un istante fece la sua scelta. Una volta girato l’angolo senza vederli, Galad avrebbe cominciato a cercare nei negozi e forse anche nelle taverne.
«Da questa parte.» Tirandosi su la gonna si infilò nel vicolo più vicino e si schiacciò contro il muro. Nessuno si fermò a guardarla, anche se si comportava furtivamente: questo la diceva lunga su come andavano certe cose in Samara. Uno e Ragan le furono di fianco prima che finisse di sistemarsi, e la spinsero verso il fondo della stradina polverosa, dove c’erano un secchio scheggiato e un barile per la raccolta dell’acqua piovana, secco fino al punto di spaccarsi dentro i propri cerchi. Almeno si stavano comportando come voleva lei. Per modo di dire. Le mani tese sull’elsa delle spade che spuntavano da dietro la schiena, erano pronti a proteggerla, che fosse d’accordo o meno. Lasciali fare, sciocca! Credi di poterti proteggere da sola? si chiese.
Certamente era abbastanza adirata. Galad, fra tutti! Non avrebbe mai dovuto lasciare il serraglio! Una stupida fantasia, che potrebbe rovinare tutto. Non poteva incanalare lì come non aveva potuto con Masema. Solo l’eventualità che Moghedien o le Sorelle Nere si trovassero a Samara facevano sì che dipendesse dai due uomini per la propria salvezza. Bastava questo a farla infuriare ancora di più. Avrebbe potuto spaccare la roccia alle sue spalle con i denti. Sapeva perché le Aes Sedai avevano i Custodi, tutte tranne naturalmente le Rosse. Razionalmente, lo sapeva. In cuor suo, aveva solo voglia di ringhiare.
Apparve Galad, che avanzava lentamente fra le persone in strada, intento a scrutare ogni dettaglio. Secondo la logica avrebbe dovuto proseguire, eppure quasi immediatamente il suo sguardo cadde sul vicolo. Su di loro. Non si degnò nemmeno di apparire compiaciuto o sorpreso.
Uno e Ragan si mossero all’unisono mentre Galad si girava verso la stradina. L’uomo con un solo occhio estrasse la spada in un istante e Ragan fu di poco più lento, perché si fermò per spingere Nynaeve nel vicolo. Si misero uno dietro l’altro: se Galad riusciva a superare Uno, avrebbe ancora dovuto affrontare Ragan.