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La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
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«Comportati bene, Jahar» mormorò Merise, e il ragazzo arrossì.

«La Madre non è disponibile al momento» disse Romanda con calma. «Puoi dirlo a noi, e noi glielo riferiremo non appena possibile. Questa offerta viene dal Drago Rinato?» E da Cadsuane. Ma apprendere cosa stava facendo quella donna in compagnia del Drago Rinato era secondario.

Invece di rispondere, lui ringhiò e si voltò per fronteggiare Merise. «Un uomo ha appena tentato di origliare» disse. «O forse è stato quel Reietto che ha ucciso Eben.»

«Ha ragione.» La voce di Aledrin era traballante. «Perlomeno, qualcuno ha toccato il mio schermo, e non era saidar.»

«Lui sta incanalando?» dissero alcune di loro incredule. Molte delle Adunanti si agitarono nervosamente sulle panche e la luce del Potere avvolse diverse di loro.

All’improvviso Delana si alzò in piedi. «Pio bisogno di una boccata d’aria fresca» disse, guardando in cagnesco Jahar come se volesse squarciargli la gola.

«Non c’è bisogno di agitarsi» disse Romanda, anche se lei stessa non ne era sicura, ma Delana, avvolta nel suo scialle, si precipitò fuori dal padiglione.

Malind la superò nell’entrare, così come Nacelle, una Malkierana alta e snella, una delle poche che rimanevano nella Torre. Parecchie erano morte negli anni successivi alla caduta di Malkier all’Ombra, lasciandosi trascinare in piani per vendicare la loro terra nativa, e i rimpiazzi erano stati pochissimi da allora. Nacelle non era particolarmente intelligente, ma d’altro canto alle Verdi non serviva intelligenza, solo coraggio.

«Questa sessione è stata Sigillata nel Consiglio, Malind» disse Romanda bruscamente.

«A Nacelle serve solo qualche momento» replicò Malind, sfregandosi assieme le mani. Non si curò nemmeno di guardare Romanda, cosa irritante, ma mantenne i suoi occhi sull’altra Verde. «Questa è la sua prima occasione di provare un nuovo flusso. Avanti, Nacelle. Provalo.»

Il bagliore di saidar comparve attorno alla magra Verde. Sconcertante! La donna non aveva chiesto il permesso né aveva detto loro che flusso aveva intenzione di tessere, anche se esistevano severe limitazioni a quali usi del Potere erano permessi nel Consiglio. Incanalando tutti quanti i Cinque Poteri, in tessé attorno all’Asha’man qualcosa che pareva simile al flusso per individuare residui, qualcosa in cui Romanda aveva poca predisposizione. Gli occhi azzurri di Nacelle si sgranarono.

«Sta incanalando» sussurrò. «O almeno sta trattenendo saidin.»

Le sopracciglia di Romanda si sollevarono. Perfino Lelaine rimase senza fiato. Trovare un uomo in grado di incanalare era sempre una questione di interpretare i residui di quello che aveva fatto, poi restringere faticosamente i sospetti fino ad arrivare al vero responsabile. O meglio, così era stato. Quello era davvero stupefacente. O lo sarebbe stato prima che uomini in grado di incanalare cominciassero a indossare giubbe nere e ad andarsene apertamente in giro impettiti. Tuttavia negava un vantaggio che quegli uomini avevano sempre avuto sulle Aes Sedai. All’Asha’man parve non importare. Il suo labbro si arricciò in quello che poteva essere stato un ghigno.

«Riesci a capire cosa sta incanalando?» chiese lei, e, con sua delusione, Nacelle scosse il capo.

«Pensavo che sarei stata capace di farlo, ma no. D’altro canto. Tu, Asha’man. Estendi un flusso verso una delle Adunanti. Nulla di pericoloso, bada, e non toccarla.» Merise le scoccò un’occhiataccia, i suoi pugni piantati sui fianchi. Forse Nacelle non si rendeva conto che quello era uno dei suoi Custodi. Di certo gli fece un gesto con atteggiamento perentorio.

Con un’espressione caparbia negli occhi, Jahar aprì la bocca.

«Fallo, Jahar» disse Merise. «Fui è mio, Nacelle, ma ti permetterò di dargli un ordine. Solo stavolta.» Nacelle parve sconcertata. A quanto pareva non se n’era proprio resa conto.

Per quanto riguardava l’Asha’man, quello sguardo ostinato rimase, tuttavia dovette aver obbedito, poiché Nacelle batte le mani deliziala e rise.

«Saroiya» esclamò in tono eccitato. «Hai esteso un flusso verso Saroiya. Fa Bianca domanese. Ho ragione?»

Fa pelle ramata di Saroiya impallidì e, raccogliendo attorno a sé il suo scialle frangiato di bianco, si affrettò a scivolare di nuovo sulla sua panca il più lontano possibile. Se era per quello, anche Aledrin strisciò più distante sulla propria panca.

«Diglielo» disse Merise. «Jahar, lui può essere testardo, ma è davvero un bravo ragazzo.»

«La Bianca domanese» confermò Jahar con riluttanza. Saroiya barcollò come se stesse per cadere a terra e lui le lanciò un’occhiata carica di disprezzo. «Era solo Spirito e ora non c’è più.» Il volto di Saroiya si rabbuiò, ma non c’era modo di capire se fosse per rabbia o per imbarazzo.

«Una scoperta notevole» disse Lelaine «e sono certa che Merise ti permetterà di effettuare ulteriori prove, Nacelle, ma il Consiglio ha delle faccende da concludere. Sono certa che sarai d’accordo, Romanda.»

Romanda riuscì a stento a smettere di guardarla torvo. Lelaine oltrepassava il limite fin troppo spesso. «Se la tua dimostrazione è terminata» disse «puoi ritirarti, Nacelle.» La Verde malkierana era restia ad andare, forse perché riusciva a intuire dall’espressione di Merise che non ci sarebbe stata nessuna ulteriore prova — in effetti si poteva pensare che proprio una Verde sarebbe stata molto attenta con qualunque uomo poteva essere il Custode di un’altra Sorella — eppure non aveva scelta, ovviamente. «Che proposta ha il Drago Rinato per noi, ragazzo?» chiese Romanda non appena Nacelle fu dall’altra parte dello schermo.

«Questo» disse lui, voltandosi orgoglioso nella sua direzione. «Ogni Sorella fedele a Egwene al’Vere può vincolare un Asha’man, fino a un totale di quarantasette. Non potete chiedere il Drago Rinato, né alcun uomo che porta il drago, ma qualunque Soldato o Dedicato a cui lo proporrete non potrà rifiutarsi.» Romanda si sentì come se le fosse stato spremuto il fiato fuori dai polmoni.

«Siete d’accordo che questo viene incontro alle nostre esigenze?» disse Lelaine con calma. Quella donna doveva aver saputo il nocciolo della questione fin dall’inizio, che fosse folgorata.

«Io lo sono» replicò Romanda. Con quarantasette uomini in grado di incanalare, di certo avrebbero potuto espandere i loro circoli il più possibile. Forse perfino un circolo che li includesse tutti quanti. Se c’erano dei limiti, li avrebbero dovuti scoprire.

Faiselle scattò in piedi, come se quella fosse una seduta formale. «Questo dev’essere dibattuto. Richiedo una sessione formale.»

«Non ne vedo la necessità» disse Romanda senza alzarsi. «Questo è molto meglio di... quello su cui abbiamo precedentemente convenuto.» Non c’era motivo di dire troppo di fronte al ragazzo. O a Merise. Qual era la sua connessione col Drago Rinato? Poteva essere una delle Sorelle che si erano votate a lui?

Saroiya fu in piedi prima che l’ultima parola lasciasse la bocca di Romanda. «C’è ancora la questione delle convenzioni per essere sicure di avere noi il controllo. Non ci siamo ancora accordate al riguardo.»

«Per come la vedo io, il legame da Custode renderà irrilevante qualunque altra convenzione» ribatte Lyrelle in tono asciutto.

Faiselle si affrettò ad alzarsi; lei e Saroiya parlarono l’una sopra l’altra. «La corruzione...» Si arrestarono, fissandosi a vicenda con sospetto.

«Saidin è pulito» disse Jahar, anche se nessuna lo aveva interpellato. Merise avrebbe dovuto davvero insegnare al ragazzo come comportarsi se aveva intenzione di portarlo davanti al Consiglio.

«Pulito?» chiese Saroiya in tono beffardo. È stato contaminato per più di tremila anni» si intromise bruscamente Faiselle. «Come può essere pulito?»

«Ordine!» sbottò Romanda, cercando di riguadagnare il controllo. «Ordine!» Fissò Saroiya e Faiselle finché non si rimisero a sedere, poi rivolse la sua attenzione verso Merise. «Posso supporre che ti sei collegata con lui.» La Verde si limitò ad annuire una volta. Non le piaceva proprio la sua attuale compagnia e non voleva dire una parola più del necessario. «Puoi dire che saidin è libero dalla corruzione?»

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