La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
Voltando le spalle a Siuan, Romanda si avviò verso il padiglione che fungeva da temporaneo Consiglio della Torre. Per quanto fosse piacevole incontrarsi nel vero Consiglio, addirittura sotto il naso di Elaida, poche Sorelle riuscivano a costringersi a mettersi a dormire a una determinata ora, perciò il padiglione doveva continuare a servire. Procedette lungo la passerella senza fretta. Non si sarebbe fatta vedere ad accorrere alla convocazione di Lelaine. Cosa poteva volere quella donna ora?
Suonò un gong, amplificato col Potere in modo da poter essere udito chiaramente in tutto l’accampamento — un altro dei suggerimenti di Sharina — e all’improvviso le passerelle vennero affollate da novizie che si precipitavano alle loro lezioni successive o per i loro incarichi, tutte raggruppate per famiglie. Quelle famiglie di sei o sette frequentavano sempre assieme le lezioni, eseguivano i lavori assieme... in effetti facevano tutto quanto assieme. Fra un modo efficace per gestire così tante novizie — quasi altre cinquanta si erano presentate al campo solo nelle ultime due settimane, spingendo il totale di nuovo a quasi un migliaio nonostante le fuggitive, e quasi un quarto di quelle erano abbastanza giovani da essere novizie vere e proprie, più di quante la Torre ne avesse ospitate da secoli! — eppure desiderò che quello non fosse opera di Sharina. Quella donna non l’aveva nemmeno proposto alla Maestra delle novizie. Aveva organizzato tutto da sé e l’aveva presentato a Tiana bello che completo! Le novizie, alcune di loro con del grigio fra i capelli o rughe sul volto cosicché era difficile pensare a loro come bambine malgrado le loro vesti bianche, si pigiarono al bordo della passerella per lasciare passare le Sorelle mentre offrivano le loro riverenze, ma nessuna metteva un piede nella strada fangosa per fare più spazio. Di nuovo Sharina. Era stata Sharina a far sapere in giro che non voleva che le ragazze si sporcassero senza motivo i loro begli abiti di lana bianca. Era sufficiente a far digrignare i denti a Romanda. Le novizie che rivolgevano le riverenze a lei si affrettarono a raddrizzarsi e praticamente corsero via.
Davanti a lei notò Sharina in persona, che parlava con Tiana, la quale era avvolta nel bagliore di saidar. Era lei a condurre tutta la conversazione, con Tiana che si limitava ad annuire ogni tanto. Non c’era nulla di irrispettoso nell’atteggiamento di Sharina, ma malgrado il bianco da novizia, con il suo volto solcato da rughe e i capelli grigi raccolti in una stretta crocchia dietro la sua testa, pareva esattamente quello che era: una nonna. E sventuratamente Tiana aveva un aspetto giovanile. Qualcosa nella sua struttura ossea e nei grandi occhi castani vinceva l’apparenza senza età da Aes Sedai. Mancanza di rispetto o no, la scena era troppo simile a quella di una donna che stesse educando sua nipote per i gusti di Romanda. Mentre si avvicinava a loro, Sharina le rivolse una riverenza appropriata — davvero molto appropriata, Romanda dovette ammetterlo — e si affrettò dall’altra parte per riunirsi alla sua famiglia che la stava aspettando. Sul suo volto c’erano forse meno rughe di prima? Be’, chi sapeva dire cosa poteva accadere quando una donna iniziava a usare il Potere alla sua età. Sessantanove anni e una novizia!
«Ti sta dando difficoltà?» chiese, e Tiana fece un balzo come se le fosse scivolato un ghiacciolo nella schiena. A quella donna mancavano la dignità e la serietà necessario in una Maestra delle novizie. A volte pareva anche soffocata dal numero delle sue sottoposte. E inoltre era fin troppo indulgente, accettando scuse dove non ce ne potevano essere.
Si riprese in fretta, però, accostandosi a Romanda, anche se si lisciò le sue gonne grigio scuro senza necessità. «Difficoltà? Certo che no. Sharina è la novizia nel libro che si comporta meglio di tutte. A dire la verità, molte di loro si comportano bene. Quelle che più vengono mandate nel mio studio sono madri preoccupate perché le loro figlio apprendono più velocemente di loro o hanno un potenziale superiore, oppure zie con la stessa lamentela verso le nipoti. Pare che credano che questa faccenda possa essere corretta in qualche modo. Sanno essere sorprendentemente risolute su questo finché non le redarguisco sull’essere risolute con qualunque Sorella. Anche se parecchie sono state mandate da me più di una volta, temo. Alcune sembrano ancora sorprese di poter essere fustigate.»
«Ma davvero» disse Romanda in tono distratto. Il suo occhio colse Delana dai capelli chiari che si affrettava nella stessa direzione, con lo scialle frangiato di grigio avvolto sopra le braccia e la sua cosiddetta segretaria che procedeva ad ampie falcate al suo fianco. Delana indossava un abito grigio quasi deprimente, ma quella sgualdrina della Saranov portava un abito di seta verde sferzato di azzurro che lasciava in mostra metà del suo seno e le aderiva in modo troppo attillato ai fianchi che lei ruotava in modo sfacciato. Di recente quelle due parevano aver abbandonato la storia che Halima era semplicemente la servitrice di Delana. In effetti la donna stava gesticolando con enfasi mentre Delana si limitava ad annuire nel modo più remissivo immaginabile! Remissivo! Era sempre un errore scegliere un’amica di letto che non indossava lo scialle. In particolare se si era tanto sciocchi da lasciare che fosse lei a prendere il controllo.
«Sharina non è soltanto beneducata» continuò Tiana allegramente «mostra anche una grande abilità col nuovo modo di Guarire di Nynaeve. Come un buon numero delle novizie più anziane. Molte di loro erano Sapienti di villaggi di un tipo o di un altro, anche se non capisco come questo possa avere qualche influenza. Una era una nobildonna nel Murandy.»
Romanda inciampò sul suo stesso tacco e barcollò per due passi, con le braccia che si dibattevano per riacquistare l’equilibrio prima di riuscire a riprenderlo e a raccogliere il suo scialle. Tiana le mise una mano sul braccio per reggerla, mormorando che le assi delle passerelle erano sconnesse, ma lei la scrollò via. Sharina aveva un dono per la nuova Guarigione? E un buon numero delle donne più anziane? Lei stessa aveva appreso il nuovo modo, ma per quanto fosse differente dal vecchio abbastanza da non essere soggetto alla limitazione del flusso imparato per secondo, lei non aveva un grande dono per esso. Non quanto quello che aveva per il vecchio metodo.
«E perché alle novizie viene permesso di esercitare quello, Tiana?» Tiana arrossì, e ne aveva motivo. Tali flussi erano fin troppo complessi per delle novizie, per non parlare del fatto che erano pericolosi, se applicati male. Fatta in maniera impropria, la Guarigione poteva uccidere invece che curare. La donna che incanalava così come il paziente. «Non è che possa impedire che vedano compiere Guarigioni, Romanda» disse in tono difensivo, muovendo le braccia come per aggiustarsi uno scialle che non stava indossando. «Ci sono sempre ossa rotte o qualche sciocco che riesce a procurarsi un brutto taglio, per non parlare di tutte le malattie con cui dobbiamo fare i conti di recente. A molte delle donne più anziane occorre vedere un flusso solo una volta per capirlo.» Tutta un tratto, per un mero istante, il rossore tornei a colorarle le guance. Calmando il suo volto, lei si mise diritta e quel tono difensivo scomparve dalla sua voce. «In ogni caso, Romanda, non c’è bisogno che ti rammenti che le novizie e le Ammesse sono mie. Come Maestra delle novizie, sono io a decidere cosa possono imparare e quando. Alcune di quelle donne potrebbero essere sottoposte alla prova per le Ammesse oggi, solo dopo pochi mesi. Quando si tratta del Potere, perlomeno. Se scelgo di non lasciare che si girino oziosamente i pollici, questa è una mia decisione.»