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La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
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«Per quanto riguarda dove si trova, non. so dirlo.» L’uomo sorrise lievemente, come se avesse fatto una battuta. Sorrise!

«Io esigo...» esordì Zaida, ma lui la interruppe, causando borbottii adirati e occhiatacce ardenti dalle altre donne. Quello sciocco pareva credere di essere pari alla Maestra delle Navi! «Lui vuole che la sua posizione sia mantenuta segreta per adesso, Maestra delle Navi. I Reietti hanno compiuto dei tentativi per ucciderlo. Sono disposto a prendere con me Harine din Togara, comunque. Da quello che ho sentito, penso che lui la trovasse accettabile.»

Harine sussultò così forte che versò vino sopra il dorso della sua mano, poi prese un’altra lunga sorsata. Ma no, Zaida avrebbe divorziato da Amel e avrebbe sposato una pietra da zavorra prima di mandare Harine din Togara come sua ambasciatrice. Tuttavia perfino il solo pensiero era sufficiente a farle appiccicare la lingua al palato. Perfino diventare Maestra delle Navi poteva non essere una ricompensa sufficiente per essere costretta a sopportare ancora Cadsuane.

Esaminando Logain con volto impassibile, Zaida disse ad Amylia di versare del vino per lui. La Aes Sedai trasalì e per quando ebbe raggiunto il tavolo stava tremando così forte che il becco della caraffa sbatacchiò contro l’orlo del calice, dentro al quale andò quasi tanto vino quanto quello caduto sul ponte. Stranamente, Logain si diresse verso di lei e le mise le mani sulle sue per tranquillizzarla. Era forse uno di quelli che non lasciava che gli altri facessero il loro lavoro?

«Non hai nulla da temere da me, Amylia Sedai» le disse. «E passato molto tempo da quando ho mangiato qualcuno per colazione.» Lei alzò gli occhi verso di lui con la bocca spalancata come incerta se quella fosse una battuta.

«E il servigio che richiede?» domandò Zaida.

«Non una richiesta, Maestra delle Navi.» Dovette raddrizzare la caraffa per impedire che il calice traboccasse. Prendendo la coppa, si allontanò da Amylia, ma lei continuò a fissare le sue spalle. Per la Luce!, quella donna non smetteva mai di trovare modi per cacciarsi nei guai. «Un richiamo alla tua parte dell’Accordo con il Coramoor. Fra le altre cose, gli hai promesso delle navi, e a lui servono per portare cibo e altre provviste a Bandar Eban da Illian e Tear.»

«Questo può essere fatto» disse Zaida, mascherando a stento il proprio sollievo, anche se scoccò un’occhiataccia ad Harine. Anche Pelanna la guardò torvo, naturalmente, ma così fecero Lacine, Niolle e diverse altre. Harine represse un sospiro. Alcuni dettagli dell’Accordo erano piuttosto onerosi, doveva ammettere, come il requisito che la Maestra delle Navi fosse pronta a presenziare davanti a lui fino a tre volte ogni due anni. La profezia Jendai diceva che gli Atha’an Miere avrebbero servito il Coramoor, eppure poche opinioni di come avrebbero dovuto servire includevano il fatto che la Maestra delle Navi si presentasse di corsa quando lui chiamava. Ma le altre non erano state lì a trattare con delle Aes Sedai con la convinzione di non avere alternativa tranne stipulare qualunque Accordo potevano. Com’era vera la Luce, era un miracolo che avesse ottenuto quello che aveva ottenuto!

«Provviste per più di un milione di persone, Maestra delle Navi» aggiunse Logain in tono noncurante come se stesse chiedendo un altro calice di vino. «Non so dire quante di più, ma Bandar Eban stessa sta morendo di fame. Le navi devono arrivare il più presto possibile.»

Per la cabina si diffuse lo sbigottimento. Harine non fu sola nel prendere una sorsata di vino. Perfino Zaida sgranò gli occhi dallo stupore. «Questo potrebbe richiedere più perlustratori di quanti ne possediamo» disse infine, incapace di trattenere l’incredulità dalla sua voce.

Logain scrollò le spalle come se quello non avesse importanza. «Ciononostante, è questo ciò che lui esige da te. Usa altre navi, se necessario.»

Zaida si irrigidì sulla sua sedia. Esigere. Accordo o non Accordo, era un linguaggio impudente da usare con lei.

Turane scivolò di nuovo nella cabina e, in violazione di qualunque protocollo, corse da Zaida, con i piedi scalzi che schioccavano sul ponte. Piegandosi vicino a lei, sussurrò all’orecchio della Maestra delle Navi. Il volto di Zaida assunse lentamente un’espressione di terrore. Fece per alzare la sua scatoletta dei sali, poi rabbrividì e la lasciò cadere contro il petto.

«Falla entrare» disse. «Falla entrare immediatamente. Queste sono notizie che farebbero piangere un’ancora» proseguì mentre Turane si precipitava fuori dalla cabina. «Lascerò che le udiate da colei che le ha portate. Devi aspettare» aggiunse quando Logain aprì bocca, «Devi aspettare.» Lui ebbe sufficiente buonsenso da rimanere in silenzio, ma non abbastanza da nascondere la propria impazienza, dirigendosi verso il lato della cabina e restando lì in piedi con la bocca tesa e le sopracciglia contratte all’ingiù.

La giovane donna che entrò e si profuse in un profondo inchino per Zaida era alta e snella, e sarebbe potuta essere graziosa se il suo volto non fosse stato smunto. La sua blusa di lino azzurro e i pantaloni verdi sembravano essere stati indossati per giorni e lei dondolava sui piedi con cautela. La sua catena onorifica recava solo una manciata di medaglioni, come si confaceva alla sua età, tuttavia Harine poté vedere che non meno di tre encomiavano atti di coraggio.

«Sono Cemeille din Selaan Lunghi Occhi, Maestra delle Navi,» disse con voce roca «Maestra delle Vele della perca Cavalcavento. Ho navigato il più velocemente possibile, ma temo che sia troppo tardi perché si possa fare qualcosa. Mi sono fermata a ogni isola fra Tremalking e qui, ma sono giunta sempre troppo tardi.» Alcune lacrime iniziarono a colarle lungo le guance, tuttavia lei parve non accorgersene.

«Riferisci alle Prime Dodici le tue tristi notizie a tuo modo, a tuo ritmo» disse Zaida con gentilezza.

« Amylia, dalle del vino!» Senza alcuna gentilezza. La Aes Sedai balzò a obbedire.

«Quasi tre settimane fa» disse Cemeille «gli Amayar su Tremalking hanno iniziato a chiedere il dono del passaggio per ogni isola. Sempre un uomo e una donna per ogni isola. Quelli che hanno chiesto di essere portati all’Aile Somera hanno richiesto di essere messi in barche fuori vista della terra quando gli è stato detto che i Seanchan controllano tutta Somera.» Prese un calice pieno da Amylia, rivolgendole un cenno di gratitudine col capo, poi lo bevve a fondo.

Harine scambiò occhiate interrogative con Marcii, che scosse il capo lievemente. Nessun Amayar aveva mai richiesto il dono del passaggio a quanto ricordava Harine, anche se per loro era davvero un dono, senza che ci si aspettasse un altro dono in cambio, ed evitavano il sale, tenendo i loro piccoli pescherecci vicino alla costa, perciò chiedere di essere sbarcati senza che la terra fosse in vista era strano quanto chiedere un passaggio. Ma cosa ci poteva essere di così terribile in questo?

«Tutti gli Amayar nei porti se ne sono andati, perfino quelli che dovevano riscuotere denaro dai cantieri navali o dalle corderie, ma nessuno ci ha fatto caso per due o tre giorni.» Il vino non aveva bagnato la gola di Cemeille abbastanza per mitigare la sua voce roca. Si sfregò via le lacrime dalle guance col dorso della mano. «Non finché non ci siamo resi conto che nessuno era tornato. Il governatore ha mandato delle persone ai villaggi degli Amayar e hanno trovato...» Chiuse forte gli occhi. «Gli Amayar erano tutti morti o morenti. Uomini, donne...» la sua voce si ruppe...

«bambini.»

Un lamento funebre si levò nella cabina e Harine fu sorpresa nell’accorgersi che quel suono acuto proveniva anche dalla sua bocca. Tanto tristi da far piangere un’ancora? Questo avrebbe dovuto far singhiozzare i cieli. Non c’era da meravigliarsi che la voce della Maestra delle Vele fosse roca. Per quante ore, per quanti giorni aveva pianto dopo aver appreso questa catastrofe?

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