La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
«Una sorpresa davvero gradita» disse un uomo anziano in giacca con maniche a strisce rosse e blu mentre si alzava per inchinarsi, accarezzandosi la barba oliata, modellata a punta. Il volto del Sommo Signore Astoril Damara era rugoso e i capelli che gli pendevano fino alle spalle candidi come neve e sempre più radi, ma aveva la schiena dritta e gli occhi vispi. «Aspetto con ansia questo giorno da qualche tempo.» Si inchinò di nuovo, a Cadsuane, e dopo un momento verso Nynaeve.
«Aes Sedai» disse. Molto cortese per Tear, dove incanalare — se non le Aes Sedai stesse — era stato bandito prima che Rand modificasse la legge.
Darlin Sisnera, Sommo Signore e Sovrintendente a Tear per il Drago Rinato, in una giacca di seta verde con maniche a strisce gialle e stivali lavorati d’oro, era alto una testa meno di Rand, con i capelli tagliati corti e una barba a punta, un naso audace e occhi azzurri che a Tear erano rari. Quegli occhi si sgranarono quando si voltò da una conversazione con Caraline Damodred vicino al caminetto. La nobildonna cairhienese suscitò un sussulto in Rand, anche se si era aspettato di vederla lì. La litania che usava per forgiare la sua anima nel fuoco quasi iniziò nella sua testa prima che potesse fermarla. Bassa, magra e pallida, con grandi occhi scuri e un piccolo rubino che le pendeva sulla fronte da una catenella dorata intrecciata fra i capelli neri che le ricadevano in onde sulle spalle, era il ritratto di sua cugina Moiraine. Indossava addirittura una lunga giacca azzurra, ricamata con motivi a volute dorati tranne per le strisce orizzontali rosse, verdi e bianche che correvano dal collo all’orlo, sopra brache verdi attillate e stivali blu a lacco alto. Pareva che la moda avesse viaggiato, dopotutto. Nondimeno fece un inchino, anche se parve strano con quell’abbigliamento. Lews Therin canticchiò ancora più forte, facendo desiderare a Rand che quell’uomo avesse una faccia in modo da poterlo colpire. Moiraine era un ricordo per indurire la sua anima, non per canticchiarci sopra.
«Mio lord Drago» disse Darlin con un rigido inchino. Non era un uomo abituato a offrire la prima cortesia. Non rivolse nessun inchino a Cadsuane, solo un’occhiata penetrante prima di dimenticarsi apparentemente della sua presenza. Cadsuane aveva tenuto lui e Caraline come ‘ospiti’ per qualche tempo a Cairhien. Era improbabile che se ne sarebbe dimenticato o che l’avrebbe perdonato. Al suo gesto le due servitrici si mossero rapide per offrire del vino. Come ci si poteva aspettare, Cadsuane con il suo volto senza età ricevette il primo calice, ma sorprendentemente fu Nynaeve ad avere il secondo. Il Drago Rinato era una cosa, una donna che indossava l’anello del Gran Serpente era tutt’altra, perfino a Tear. Gettando all’indietro il suo mantello, Cadsuane arretrò fino alla parete. Non era da lei indietreggiare. D’altro canto da quella posizione poteva osservare tutti allo stesso tempo. Alivia prese posto presso la porta, senza dubbio per la stessa ragione. «Sono lieto di vederti meglio dell’ultima volta» proseguì Darlin. «Mi hai reso un grande onore. Anche se potrei ancora perdere la testa per questo, se le tue Aes Sedai non fanno più progressi di quanti ne abbiano fatti finora.»
«Non essere scontroso, Darlin» mormorò Caraline, e la sua voce gutturale suonò divertita. «Gli uomini non si imbronciano, vero, Min?» Per qualche ragione, Min proruppe in una risata.
«Cosa state facendo qui?» domandò Rand alle due persone che non si era aspettato di vedere. Prese un calice da una delle servitrici mentre l’altra esitava tra Min e Alivia. Min ebbe la meglio, forse perché l’abito blu di Alivia era disadorno. Sorseggiando il proprio vino, Min si diresse verso Caraline — a un’occhiata dalla donna cairhienese, Darlin si allontanò sogghignando — e le due donne stettero con le teste vicine a sussurrare. Pieno del Potere, Rand riusciva ad afferrare qualche parola ogni tanto. Il suo nome, quello di Darlin.
Weiramon Saniago, anch’egli un Sommo Signore di Tear, non era basso e stava dritto come una spada, eppure qualcosa in lui ricordava un gallo impettito. La sua barba striata di grigio, oliata e modellata a punta, praticamente fremeva di orgoglio. «Salute al signore del mattino» disse inchinandosi. O meglio lo intonò. Weiramon aveva la propensione a intonare e declamare. «Perché sono qui, mio lord Drago?» Sembrava perplesso per quella domanda. «Be’, quando ho udito che Darlin era assediato nella Pietra, cosa potevo fare se non accorrere in suo aiuto? Che la mia anima sia folgorata, ho cercato di convincere alcuni degli altri ad accompagnarmi. Avremmo posto una rapida fine a Estanda e a quella marmaglia, lo giuro!» Serrò un pugno per dimostrare come avrebbe schiacciato i ribelli. «Ma solo Anaiyella ha avuto il coraggio. I Cairhienesi sono stati proprio una schiera di cuori dolci!» Caraline interruppe la sua conversazione con Min per scoccargli un’occhiata che lo avrebbe costretto a cercare la ferita di coltello, se lui l’avesse notata. Astoril increspò le labbra e iniziò a rimirare il proprio vino.
Anche la Somma Signora Anaiyella Narencelona indossava una giacca e brache attillate con stivali a tacco alto, anche se aveva aggiunto una gorgiera di merletto e nel tessuto erano cucite delle perle. Una cuffietta sempre di perle era poggiata in cima ai suoi capelli scuri. Una donna magra e graziosa offrì una riverenza con un sorriso affettato e in qualche modo fece sembrare come se volesse baciare la mano di Rand. ‘Coraggio’ non era una parola che avrebbe attribuito a lei. Impudenza, d’altro canto... «Mio lord Drago» tubò lei. «Vorrei che potessimo riferire un completo successo, ma il mio Maestro dei Cavalli è morto combattendo i Seanchan e tu hai lasciato la maggior parte dei miei armigeri a Illian. Tuttavia siamo riusciti a infliggere un colpo nel tuo nome.»
«Successo? Un colpo?» Il cipiglio di Alanna ricomprese Weiramon e Anaiyella prima di voltarsi di nuovo verso Rand. «Hanno attraccato alle banchine della Pietra con una nave, ma hanno fatto sbarcare la maggior parte dei loro armigeri e tutti i mercenari che hanno assoldato a Cairhien a monte del fiume rispetto al resto. Con ordini di entrare in città e attaccare i ribelli.» Emise un suono di disgusto. «L’unico risultato è stata la morte di moltissimi uomini e i nostri negoziati con i ribelli tornati al punto di partenza.» Il sorrisetto di Anaiyella assunse una curva malsana.
«Il mio piano era di effettuare una sortita dalla Pietra e attaccarli da entrambi i fianchi» protestò Weiramon. «Darlin ha rifiutato. Rifiutato! »
Darlin non stava sorridendo ora. Se ne stava a gambe divaricate e pareva un uomo che desiderava avere in mano una spada invece di un calice. «Te l’ho detto allora, Weiramon. Se anche avessi privato la Pietra di tutti i suoi difensori, i ribelli sarebbero stati comunque in netta superiorità numerica. Troppo netta. Hanno ingaggiato spade prezzolate dall’Erinin fino alla Baia di Remara.» Rand prese una sedia, facendo volteggiare un braccio sopra lo schienale. I braccioli non avevano supporti sul davanti, perciò la sua spada non era un problema. Caraline e Min parevano essere tornate alla loro conversazione sui vestiti. Perlomeno si stavano tastando le giacche a vicenda, e lui aveva udito parole come ‘punto indietro’ e ‘punto diagonale’, qualunque cosa significassero. Lo sguardo di Alanna vagava tra lui e Min, e Rand percepì incredulità che lottava con il sospetto lungo il legame. «Ho lasciato voi due a Cairhien perché vi volevo a Cairhien» disse. Non si fidava di nessuno dei due, ma a Cairhien non potevano fare grossi danni, essendo stranieri senza potere. Rabbia fomentata dalla nausea si fece strada nella sua voce. «Farete progetti per tornare lì il prima possibile. Il prima possibile.»
Il sorrisetto di Anaiyella si fece ancora più malsano e lei si rannicchiò un poco.