La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
Tuttavia assieme a saidin giunse l’inevitabile nausea violenta, il desiderio quasi soverchiante di piegarsi in due e di svuotarsi di ogni pasto che aveva mai mangiato. Le ginocchia gli tremavano. Lottò contro quella sensazione con la stessa forza con cui lottava contro il Potere, e saidin doveva essere combattuto sempre. Un uomo doveva piegare saidin alla sua volontà oppure l’avrebbe distrutto. Il volto dell’uomo da Shadar Logoth gli fluttuò nella testa per un momento. Pareva furibondo. E prossimo a vomitare. Senza dubbio era consapevole di Rand in quel momento, e Rand di lui. Se solo avessero fatto una minima mossa in qualunque direzione si sarebbero toccati. Una minima mossa.
«Che ti succede?» domandò Nynaeve, avvicinandosi a lui e scrutandolo con aria preoccupata. «Il tuo volto è diventato cinereo.» Allungò una mano verso la sua testa e a Rand venne la pelle d’oca. Allontanò le mani di Nynaeve. «Va tutto bene. Sta’ lontano.» Lei rimase lì scoccandogli una di quelle occhiate che le donne portavano nei loro borsellini. Questa diceva che sapeva che lui stava mentendo anche se non poteva provarlo. Esercitavano quelle occhiate davanti allo specchio? «Sta’ lontano, Nynaeve.»
«Sta bene, Nynaeve» disse Min, anche se pure il suo volto aveva un pizzico di grigiore e teneva entrambe le mani guantate di rosso premute contro l’addome. Lei sapeva.
Nynaeve tirò su col naso e poi lo arricciò dallo sdegno, ma infine si fece da parte. Forse Lan ne aveva avuto abbastanza di lei ed era scappato via. No, non era quello. Lan non l’avrebbe lasciata a meno che non gliel’avesse detto lei, e anche in quel caso solo per lo stretto necessario. Dovunque fosse, Nynaeve lo sapeva ed era probabile che ce l’avesse mandato lei per le sue motivazioni. Le Aes Sedai e i loro dannati segreti.
Rand incanalò, Spirito con un tocco di Fuoco, e il familiare squarcio argenteo verticale comparve ai piedi del letto e parve ruotare in una fioca visuale di massicce colonne nell’oscurità. La luce dalla stanza della locanda forniva tutta l’illuminazione. L’apertura, sospesa a pochi pollici dal pavimento, non era più grande della porta dalla camera, tuttavia tre delle Fanciulle, già velate, vi scattarono dentro appena aperta del tutto liberando le loro lance e a Rand la pelle si accapponò di nuovo quando Alivia balzò dietro di loro. Proteggerlo era un compito che si era autoimposta, ma lo prendeva seriamente quanto le Fanciulle.
Lì non ci sarebbe stata nessuna imboscata, però, nessun pericolo, perciò lui attraversò il passaggio e scese. All’altro capo, il passaggio era posto a più di un piede sopra le enormi lastre di pietra grigia che lui non aveva voluto danneggiare più di quanto avesse già fatto. Questo era il Cuore della Pietra e, col Potere dentro di lui e la luce che si riversava attraverso il passaggio dalla stanza nel Drago, riusciva a vedere lo stretto buco in una di queste rocce dove aveva conficcato Callandor nel pavimento. Chi la evirami gli succederà. Aveva pensato a lungo e duramente prima di mandare Narishma a prendere Callandor e portargliela. Comunque le Profezie intendessero che l’uomo doveva succedergli, Narishma era occupato altrimenti quel giorno. Una foresta di immense colonne di pietra rossa lo circondava, estendendosi su fra l’oscurità che nascondeva le lampade dorate spente, il soffitto a volta e la grande cupola. I suoi stivali riecheggiarono nella vasta camera, e perfino sussurri di quelli più morbidi delle Fanciulle. In quello spazio il senso di ristrettezza svanì. Min balzò giù proprio dietro di lui — con un coltello da lancio in ciascuna mano e la testa che ruotava, gli occhi che ispezionavano il buio —, ma Cadsuane, in piedi al bordo del passaggio, disse:
«Io non salto a meno che non sia assolutamente necessario, ragazzo.» Protese una mano, aspettando che lui la prendesse.
Rand la aiutò a scendere e lei annuì in segno di ringraziamento. Poteva essere interpretato come un ringraziamento. Avrebbe potuto dire anche: ‘Ce ne hai dannatamente messo di tempo.’ Una palla di luce comparve sopra il palmo sollevato di Cadsuane e, un attimo più tardi, anche Alivia stava tenendo in equilibrio un globo luminoso. Quelle due sfere crearono una pozza di chiarore che rese ancora più profonda l’oscurità circostante. Nynaeve richiese la stessa cortesia ed ebbe la buona creanza di mormorare un grazie — si affrettò a creare il proprio globo di luce —, ma quando Rand porse la mano a una delle Fanciulle — pensò che si trattasse di Sarendhra, una degli Shaido, anche se tutto quello che riusciva a vedere del suo volto erano occhi azzurri sopra il suo velo nero — quella grugnì dallo sdegno e balzò giù, la lancia in mano, seguita dalle altre due. Rand lascio che il passaggio si richiudesse, ma trattenne saidin nonostante il fastidio allo stomaco e nella sua testa. Non si aspettava di aver bisogno di incanalare di nuovo prima di lasciare la Pietra, ma d’altro canto non voleva dare a Lews Therin un’altra opportunità di afferrare il Potere.
Devi fidarti di me, ringhiò Lews Therin. Se vogliamo riuscire ad arrivare a Tarmon Gai’don in modo da poter morire, devi fidarti di me.
Una volta mi hai detto di non fidarmi di nessuno, pensò Rand. Incluso te.
Solo i pazzi non si fidano di nessuno, sussurrò Lews Therin. Tutta un tratto iniziò a piangere. Oh, perché ho un pazzo dentro la mia testa?, Rand scacciò via la voce.
Nell’attraversare l’alto arco che conduceva fuori dal Cuore, fu sorpreso di trovare due difensori della Pietra con elmi sbalzati e corazze luccicanti, le maniche a sbuffo delle loro giacche nere colorate a strisce nere e oro. Con le spade sguainate, stavano fissando l’arcata con espressioni che combinavano perplessità con torva determinazione. Senza dubbio erano rimasti sbigottiti nel vedere delle luci e sentire dei passi riecheggiare in una stanza con un solo ingresso, un ingresso che loro stavano sorvegliando. Le Fanciulle si accucciarono, sollevando le lance e allargandosi da entrambi i lati, curvandosi lentamente verso i due.
«Per la Pietra, è lui» disse uno degli uomini precipitandosi a rinfoderare la spada. Tarchiato, con una cicatrice frastagliata che gli partiva dalla fronte e viaggiava lungo il ponte del suo naso e giù fino alla mascella, fece un inchino profondo, con le mani guantate d’acciaio che si allargavano.
«Mio lord Drago» disse, «Iagin Handar, mio signore. La Pietra resiste. Ho ricevuto questa quel giorno.» Si toccò la cicatrice sulla faccia.