Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La lama dei sogni
La lama dei sogni - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
1 ... 145 146 147 148 149 150 151 152 153 ... 251
Перейти на страницу:

Il dodici di Harine superò la pesante muraglia del frangiflutti, ricoperta di melma scura e lunghe alghe filamentose che le onde che si infrangevano contro la pietra grigia non riuscivano a rimuovere, e l’ampio porto grigioverde di Illian si aprì davanti a lei, attorniato da profonde distese di paludi, che stavano appena variando a chiazze dal marrone invernale al verde, dove sguazzavano uccelli dalle zampe lunghe. Piccole imbarcazioni da pesca stavano tirando le loro reti lungo i margini delle paludi, con dozzine di tipi di gabbiani e sterne che volteggiavano sopra di loro per rubare quello che potevano. La città non le interessava oltre ai lunghi moli di pietra, fiancheggiati dalle imbarcazioni mercantili, ma la baia... Quell’ampia distesa d’acqua quasi circolare era il più grande ancoraggio conosciuto, e pieno di navi fluviali e da trasporto, molte delle quali attendevano il loro turno ai moli. Era davvero pieno, con centinaia di vascelli di ogni forma e dimensione, e non tutte quelle navi appartenevano ai terricoli. Qui c’erano solo perlustratori, quelle snelle imbarcazioni a tre alberi che potevano andare più rapide delle focene. Perlustratori e tre di quelle sgraziate mostruosità seanchan. Erano i vascelli delle Maestre delle Onde e delle Maestre delle Vele che formavano le Prime Dodici di ogni clan, quelle che potevano essere ospitate nella baia prima che non ci fosse più spazio. Perfino l’ancoraggio di Illian aveva i suoi limiti, e il Consiglio dei Nove, per non parlare di questo Sovrintendente per il Drago Rinato a Illian, avrebbe creato problemi se gli Atha’an Miere avessero cominciato ad accalcare i loro commerci.

All’improvviso un vento forte e gelido si levò da nord. No, non si levò; fu semplicemente tutt’a un tratto a piena forza, sferzando la baia in ondate incostanti e portando un odore di pini e qualcosa di... terroso. Lei sapeva poco sugli alberi, ma molto sul legname usato per costruire navi. Anche se non pensava che ci fossero molti pini vicino a Illian. Poi notò la linea di foschia. Mentre le navi ondeggiavano e si impennavano sotto quella raffica diretta a sud, la foschia continuò a strisciare lentamente verso nord. Tenere le mani sulle ginocchia le richiese uno sforzo. Aveva davvero voglia di asciugarsi l’umidità dai capelli. Aveva pensato che dopo Shadar Logoth nulla l’avrebbe scossa mai più, ma aveva visto fin troppe... stranezze... di recente, stranezze che dicevano che il mondo si stava alterando.

Tanto repentino com’era giunto, il vento scomparve. Si levarono dei mormoni, la vogata si fece incerta e il remo di babordo numero quattro colpì un granchio, facendo schizzare acqua nella barca. L’equipaggio sapeva che i venti non si comportavano a quel modo.

«Alla via così» disse Harine con fermezza. «Alla via!»

«Rallentate assieme, stracciaioli terricoli» gridò la sua maestra del ponte dalla prora. Snella e coriacea, Hadein aveva anche dei polmoni di cuoio. «Devo battervi io il tempo?» Quegli insulti fecero tendere alcune facce dalla rabbia, altre dalla mortificazione, ma i remi ricominciarono a muoversi in modo regolare.

Shalon stava studiando la foschia ora. Chiedere quello che vedeva, quello che pensava, avrebbe dovuto attendere. Harine non era certa di volere che la risposta venisse udita da qualcuno dell’equipaggio. Avevano visto abbastanza da essere già spaventati.

Il timoniere fece virare il dodici verso una delle massicce navi Seanchan, dove qualunque barca traghetto che vi si avventurava vicino veniva cacciata via prima che l’ambulante potesse dire due parole. Era una delle più grandi, con un castello Torreggiarne dotato di ben tre livelli. Tre! E quella cosa aveva addirittura un paio di balconi a poppa! A lei non importava vedere cosa avrebbe fatto a quelle navi un mare di poppa sospinto da un cemaros oppure uno dei soheen dell’Oceano Aryth. Altri dodici e qualche otto attendevano il loro turno per accostarsi al vascello nell’ordine di precedenza dei loro passeggeri.

Jadein si erse a poppa e chiamò a gran voce: «Shodein! » La sua voce fu trasportata a dovere e un dodici che si stava avvicinando alla nave virò per allontanarsi. Gli altri continuarono la loro attesa. Harine non si alzò finché l’equipaggio non ebbe ritirato remi e li ebbe rimessi in barca a tribordo, facendo fermare senza scosse il dodici proprio dove Jadein poteva afferrare una fune penzolante e mantenere la piccola imbarcazione accanto a quella più grande. Shalon sospirò.

«Coraggio, sorella» le disse Harine. «Siamo sopravvissute a Shadar Logoth, anche se, che la Luce mi aiuti, non sono certa a cosa siamo sopravvissute.» Proruppe in una risata. «Cosa più importante, siamo sopravvissute a Cadsuane Melaidhrin, e dubito che chiunque altro qui potrebbe farlo.»

Shalon sorrise debolmente, ma almeno sorrise.

Harine si inerpicò su per la scala di corda con la stessa facilità di vent’anni prima e fu salutata col fischio dal maestro del ponte, un tizio tarchiato con una recente cicatrice che correva sotto la benda di cuoio che copriva l’orbita dove era stato il suo occhio destro. Molti avevano subito ferite nella Fuga. Molti erano morti. Perfino il ponte di quella nave le sembrava strano sotto i suoi piedi nudi, le assi disposte in uno schema particolare. Il fianco della nave era presidiato a dovere, però, con dodici uomini a torso nudo alla sua sinistra e dodici donne con vivaci bluse di lino alla sua destra, tutti che si inchinarono fino a guardare dritto il ponte. Attese che Shalon e i portatori di parasole si unissero a lei prima di avanzare. La Maestra delle Vele e la Cercavento di quel vascello, al termine delle file, si inchinarono in modo meno profondo mentre si toccavano cuore, labbra e fronte. Entrambe indossavano bianche stole a tutto lunghe fino in vita che nascondevano del tutto le loro molte collane, così come per lei e Shalon.

«Il benvenuto della mia nave su di te, Maestra del le Onde» disse la Maestra delle Vele, inspirando dalla sua scatoletta di sali «e che la grazia della Luce sia su di te finché non lascerai questi ponti. Le altre ti aspettano nella cabina grande.»

«La grazia della Luce sia anche su di voi» replicò Harine. Turane, in pantaloni di seta azzurra e una blusa di seta rossa, era tanto tarchiata da far sembrare snella Serile, la sua Cercavento, invece che normale, e aveva uno sguardo penetrante e una torsione aspra della bocca, ma nessuna di quelle due cose né l’aver usato i sali era intesa come una scortesia. Turane non era così audace. Lo sguardo era lo stesso che rivolgeva a chiunque, il suo vascello giaceva sul fondale del porto di Ebou Dar e la baia puzzava davvero dopo l’aria pulita del mare aperto.

La cabina grande comprendeva quasi l’intera lunghezza dell’alto castello di poppa, uno spazio libero da qualunque mobilio tranne tredici sedie e un tavolo contro la paratia su cui erano posate caraffe di vino dall’alto collo e calici di porcellana gialla, e due dozzine di donne in sete broccate non sarebbero andate vicino a riempirla. Lei era l’ultima delle Prime Dodici degli Atha’an Miere ad arrivare, e la reazione nei suoi confronti tra le altre Maestre delle Onde fu quella che si era aspettata. Lincora e Wallein le voltarono le spalle di proposito. Niolle le rivolse un’occhiataccia dal suo volto tondo, poi andò a grandi passi a riempirsi il calice. Lacine, così esile che il suo seno pareva immenso, scosse il capo come domandandosi il perché della presenza di Harine. Lo altre continuarono a chiacchierare come se lei non fosse lì. Tutte indossavano le loro stole a tutto, naturalmente.

1 ... 145 146 147 148 149 150 151 152 153 ... 251
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)