La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
Weiramon era di una pasta più dura. «Mio lord Drago, obbedirò ai tuoi ordini, ma potrei servirti meglio sul mio suolo natio. Conosco questi ribelli, so in cosa ci si può fidare di loro e in cosa...»
«Il prima possibile» sbottò Rand, vibrando il pugno sul bracciolo della sedia tanto forte da far scricchiolare udibilmente il legno.
«Uno» disse Cadsuane, in modo piuttosto chiaro e altrettanto incomprensibile.
«Suggerisco fortemente di fare come dice, lord Weiramon.» Nynaeve scoccò un’occhiata blanda a Weiramon, poi prese un sorso di vino, «lì piuttosto collerico di recente, peggio che mai, e non vorrai che quella collera sia diretta contro di te.»
Cadsuane esalò un pesante respiro. «Sta’ fuori da questo, ragazza» disse bruscamente. Nynaeve la guardò torvo, aprì la bocca, poi fece una smorfia e la richiuse. Afferrando la treccia, scivolò lungo il tappeto per unirsi a Min e Caratine. Era diventata molto brava a scivolare.
Weiramon studiò Cadsuane per un momento, inclinando all’indietro la testa fino a ritrovarsi a fissare giù per il proprio naso. «Come il Drago Rinato ordina» disse infine «così Weiramon Saniago obbedisce. La mia nave può essere preparala per partire domani, scommetto. Sarà sufficiente.»
Rand annuì in modo secco. Sarebbe dovuto bastare. Non aveva intenzione di sprecare nemmeno un momento per creare un passaggio e mandare quei due sciocchi dov’era il loro posto. «C’è fame in città» disse, scrutando l’orso dorato — per quanti giorni quell’oro avrebbe nutrito Tear? Il pensiero del cibo gli fece serrare lo stomaco — e attese una risposta che giunse rapida, anche se non dalla direzione che si era aspettato.
«Darlin ha fatto inviare vacche e pecore in città» disse Caraline con notevole intensità. Adesso era Rand il bersaglio di quello sguardo tagliente. «Questi giorni...» Vacillò per un momento, anche se il calore non lasciò mai il suo sguardo. «Questi giorni la carne è immangiabile due giorni dopo essere stata macellata, perciò ha fatto portare gli animali e carri pieni di grano. Estanda e i suoi compagni li hanno presi per loro.»
Darlin le rivolse un sorriso affettuoso, ma la sua voce aveva un tono di scuse. «Ho tentato tre volte, ma pare che Estanda sia avida. Non vedo lo scopo di continuare a rifornire i miei nemici. I tuoi nemici.»
Rand annuì. Almeno l’uomo non stava ignorando la situazione in città. «Ci sono due ragazzini che vivono fuori dalle mura. Doni e Com. Non conosco altri nomi tranne questi. Di circa dieci anni. Una volta sistemati i ribelli e lasciata la Pietra, apprezzerei se li trovassi e li tenessi d’occhio.» Min emise un suono nella gola e il legame trasmise una tristezza così tetra che quasi sovrastò lo scoppio d’amore che giunse con essa. Allora doveva essere stata morte quella che aveva visto. Ma si era sbagliata su Moiraine. Forse quella visione poteva venire cambiata dall’essere un ta’veren.
No, mugugnò Lews Therin. Le sue visioni non devono cambiare. Noi dobbiamo morire! Rand lo ignorò.
Darlin apparve perplesso da quella richiesta, ma acconsentì, poiché cos’altro doveva fare quando era il volere del Drago Rinato?
Rand stava per tirare in ballo lo scopo della sua visita quando Bera Harkin, un’altra delle Aes Sedai che aveva inviato a Tear per trattare con i ribelli, entrò nella stanza accigliandosi come se le Fanciulle le avessero creato qualche difficoltà. Era possibile. Gli Aiel consideravano le Aes Sedai votate a lui come apprendiste delle Sapienti e le Fanciulle coglievano ogni opportunità per ricordare a quelle apprendiste che non erano ancora delle Sapienti. Era una donna tarchiata, con capelli castani tagliati compatti attorno a un volto squadrato, e nonostante le sue sete verdi, senza l’aspetto senza età da Aes Sedai sarebbe sembrata una contadina. Una contadina che governava la propria casa e la fattoria con mano ferma, però, e avrebbe detto a un re di non lasciare impronte di fango nella sua cucina. Era dell’Ajah Verde, dopotutto, con ogni loro brandello di orgoglio e alterigia. Si accigliò anche verso Alivia, con tutto lo sdegno da Aes Sedai per una selvatica, e si attenuò a una freddezza solo quando posò gli occhi su Rand.
«Be’, devo dire che non dovrei essere sorpresa di vederti, considerando quanto è successo questa mattina» disse lei. Slacciandosi la semplice spilla argentea del suo mantello, la assicurò al borsello da cintura e ripiegò l’indumento sopra il braccio. «Anche se potrebbero essere state le notizie che gli altri non sono a più di un giorno a ovest dell’Erinin.»
«Gli altri?» chiese Rand con calma. Con calma e con voce dura come l’acciaio.
Bera non parve impressionata. Continuò a sistemare le pieghe del suo mantello. «Gli altri Sommi Signori e Signore, ovviamente. Sunamon, Tolmeran, tutti quanti. A quanto pare stanno viaggiando in tutta fretta per raggiungere Tear quanto più veloce possono andare i cavalli dei loro armigeri.» Rand fece un balzo in piedi così rapidamente che la sua spada si incastrò sotto il bracciolo della sedia. Solo per un attimo, poiché il legno dorato, indebolito dal suo colpo precedente, si spezzò con uno schiocco sonoro e il bracciolo cadde sul tappeto. Non lo degnò neanche di un’occhiata. Quegli idioti! I Seanchan erano al confine con l’Altara e loro stavano tornando a Tear? «Qualcuno si ricorda come si fa a obbedire?» tuonò. «Voglio che vengano mandati loro dei messaggeri all’istante! Devono tornare a Illian più rapidi di quanto sono venuti oppure li farò impiccare tutti quanti!»
«Due» disse Cadsuane. Cosa stava contando, per la Luce? «Un piccolo consiglio, ragazzo. Chiedile cos’è successo stamattina. Sento odore di buone notizie.»
Bera ebbe un piccolo sussulto nel rendersi conto che Cadsuane si trovava nella stanza. Scrutandola di lato e con cautela, smise di armeggiare con il suo mantello. «Abbiamo raggiunto un accordo» disse come se la domanda fosse stata posta. «Tedosian e Simaan erano titubanti come al solito, ma Hearne era quasi irremovibile quanto Estanda.» Scosse il capo. «Penso che Tedosian e Simaan avrebbero potuto cambiare idea presto, ma alcuni tizi con degli strani accenti hanno promesso loro oro e uomini.»
«Seanchan» disse Nynaeve. Alivia aprì la bocca, poi la richiuse senza parlare.
«Può darsi» concesse Bera. «Si tengono lontani da noi e ci guardano come se fossimo cani rabbiosi che potrebbero mordere a ogni momento. Non suona affatto come quel poco che ho sentito dei Seanchan. In ogni caso, meno di un’ora fa, Estanda all’improvviso ha cominciato a chiedere se il lord Drago avrebbe ripristinato il suo titolo e le sue terre e tutti sono crollati dietro di lei. L’accordo è questo. Darlin verrà accettato come Sovrintendente a Tear per il Drago Rinato, tutte le leggi che hai promulgato rimarranno immutate e loro pagheranno per nutrire la città per un anno come multa per la ribellione. In cambio riceveranno una piena riabilitazione, Darlin verrà incoronato redi Tear e loro gli giureranno fedeltà. Merana e Kafela stanno preparando i documenti per le firme e i sigilli.»
«Re?» chiese Darlin incredulo. Caraline gli si avvicinò per prendergli il braccio.
«Riabilitazione?» mugugnò Rand, gettando da parte il suo calice in uno spruzzo di vino. Il legame trasmise cautela, un avvertimento da parte di Min, ma lui era troppo arrabbiato per prestarle attenzione. La malattia che gli torceva le interiora aveva lo stesso effetto anche sulla sua rabbia.
«Sangue e maledette ceneri! Li ho privati delle terre e dei titoli per essersi ribellati contro di me. Possono rimanere cittadini comuni e giurarmi fedeltà!»
«Tre» disse Cadsuane e la pelle di Rand si accapponò un attimo prima che qualcosa lo colpisse sul sedere come un frustino vibrato con forza. Le labbra di Bera si schiusero per lo sconcerto e il mantello scivolò dal suo braccio sul pavimento. Nynaeve rise. Lo soffocò in fretta, ma rise! «Non costringermi a ricordarti le buone maniere, ragazzo» proseguì Cadsuane. «Alanna mi ha detto i termini che hai offerto prima di andar via — Darlin come Sovrintendente, le tue leggi mantenute, tutto il resto sul tavolo — e sembra che siano stati rispettati. Puoi fare come vuoi, naturalmente, ma un altro piccolo consiglio. Quando le condizioni che offri vengono accettate, onorale.»