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I fuochi del cielo

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I fuochi del cielo
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Edorion rise. «Fatto, Aiel. E vale ogni centesimo se perdo. Mi viene in mente che non vivrò abbastanza a lungo per raccoglierla, se sopravvivo. Andiamo, Meresin, Daricain.» Sembrava ancora che stesse chiamando dei cani. «Noi cavalcheremo.»

Rand attese finché i tre ebbero terminato con gli inchini e non furono neanche a metà strada verso i cavalli prima di rivolgersi alla Fanciulla dai capelli bianchi. «Cosa intendevi quando hai detto che ho mille corone d’oro? Non le ho mai viste, né mille né tantomeno diecimila.»

Le Fanciulle si scambiarono delle occhiate come se Rand fosse un demente. La stessa cosa fecero Rhuarc e Mangin. «Un quinto del tesoro che era nella Pietra di Tear appartiene a quelli che l’hanno presa e verrà reclamato quando potranno portarlo via.» Sembrava che Sulin parlasse a un bambino, spiegandogli i semplici fatti della vita. «Come capo e condottiero, un decimo di quel quinto è tuo. Tear ti ha accettato come capo per diritto di trionfo, per cui un decimo di Tear è tuo. E hai detto che possiamo prenderci il quinto in queste terre, una... tassa, l’hai chiamata così.» Si impicciò su quella parola, gli Aiel non avevano tasse. «Anche il decimo di quella parte ti appartiene, in quanto Car’a’carn.»

Rand scosse il capo. Nel corso di tutte le sue conversazioni con Aviendha, non aveva mai pensato di chiederle se il quinto valeva anche per lui, non era un Aiel, Car’a’carn o no, e non sembrava che la faccenda lo riguardasse. Be’, forse non si trattava di una tassa, ma poteva usarlo come un re faceva con i tributi. Sfortunatamente aveva solo una vaga idea di come funzionasse. Avrebbe dovuto chiedere a Moiraine, era un aspetto che aveva omesso durante le sue lezioni. Forse lo riteneva un argomento così ovvio che dava per scontato che Rand lo conoscesse.

Elayne certamente avrebbe saputo come venivano usate le tasse; era stato più divertente accettare consigli da lei che da Moiraine. Avrebbe voluto sapere dove fosse Elayne. Ancora a Tanchico probabilmente. Egwene gli forniva poco più che notizie superficiali. Desiderava sedere con Elayne e farle spiegare quelle due lettere. Fanciulle della Lancia o eredi al trono di Andor, le donne erano strane. Eccetto forse Min. Aveva riso di lui, ma non gli aveva mai dato da pensare che stesse parlando una strana lingua. Adesso non avrebbe riso. Se mai la avesse vista di nuovo sarebbe corsa lontana chilometri per sfuggire al Drago Rinato.

Edorion fece smontare tutti i suoi uomini, prendendo uno dei loro cavalli e legando gli altri assieme per le redini, con quello di Estean. Senza dubbio stava risparmiando il suo per la corsa finale attraverso il territorio degli Shaido. Meresin e Daricain fecero lo stesso con i loro uomini. Anche se significava che i Cairhienesi avevano solo due cavalli di riserva, nessuno sembrava ritenere che dovessero avere alcuni dei cavalli tarenesi. Si diressero verso occidente al trotto con una scorta di Jindo.

Prestando attenzione a non guardare nessuno, Estean cominciò ad avanzare verso i soldati in piedi, che erano manifestamente a disagio, circondati com’erano dagli Aiel all’inizio del ponte. Mangin lo afferrò per la manica a strisce rosse. «Potrai darci le tue condizioni una volta giunti a Cairhien, abitante delle terre bagnate.» L’uomo dal viso butterato sembrava sul punto di svenire.

«Sono sicuro che risponderà a qualsiasi domanda intendi rivolgergli» disse duro Rand, sottolineando l’ultima parola.

«Verranno solo interrogati» intervenne Rhuarc, afferrando l’altro braccio del Tarenese. In mezzo a lui e Mangin, quell’uomo molto più basso sembrava tenuto sospeso. «Avvisare i difensori della città va bene, Rand al’Thor,» proseguì Rhuarc «ma dovremmo inviare dei perlustratoli. Correndo possono raggiungere Cairhien assieme a quegli uomini a cavallo e incontrarci mentre tornano indietro per informarci su come Couladin ha disposto gli Shaido.»

Rand sentiva gli occhi delle Fanciulle puntati su di lui, ma guardò dritto Rhuarc. «Camminatori del Tuono» suggerì.

«Sha’mad Conde» concordò Rhuarc. Lui e Mangin si rivolsero a Estean, lo stavano davvero sollevando, e si diressero verso gli altri soldati.

«Chiedete!» gridò Rand alle loro spalle. «È vostro alleato e mio vassallo.» Non era sicuro del ‘vassallo’, era un’altra cosa da domandare a Moiraine, o in che maniera fosse anche ‘alleato’. Suo padre, il sommo signore Torean, aveva complottato a lungo contro Rand, ma non avrebbe permesso che si comportassero come Couladin.

Rhuarc si girò e annuì.

«Ti prendi ben cura della tua gente, Rand al’Thor» la voce di Sulin era piatta come un’asse «Ci provo» le disse Non avrebbe abboccato all’amo Fra tutti quelli che andavano in perlustrazione tra gli Shaido, qualcuno non avrebbe fatto ritorno, e questo era tutto. «Credo che adesso mangerò qualcosa E dormirò un po’.» Non potevano mancare più di due ore a mezzanotte, e l’alba giungeva presto in quel periodo dell’anno. Le Fanciulle lo seguirono, guardando con sospetto le ombre come se si fossero aspettate un attacco, comunicando con il linguaggio delle mani Ma in fondo gli Aiel si aspettavano sempre un attacco.

31

Le nevi lontane

Le strade di Eianrod erano dritte e si incontravano ad angolo retto. Quando serviva le colline venivano scavate ed erano comunque terrazzate con roccia. Gli edifici dal tetto di ardesia sembravano spigolosi, come se fossero pieni solo di linee verticali. Eianrod non era caduta nelle mani di Couladin, quando erano passati gli Shaido non c’era nessuno. Molte delle case erano ridotte a un cumulo di travi carbonizzate e carcasse in rovina, inclusi molti dei grandi palazzi di marmo a tre piani con i balconi che, come Moiraine gli aveva detto, erano appartenuti ai mercanti. Mobili rotti e indumenti erano disseminati per le strade, insieme a piatti spezzati e frammenti di vetro delle finestre, stivali scompagnati, oggetti vari e giocattoli.

Gli incendi si erano succeduti in tempi diversi, Rand riusciva a rendersene conto da solo, dall’usura del legno bruciato e dall’odore di carbone nell’aria; ma Lan era stato in grado di ricostruire l’andamento delle battaglie con cui la città era stata conquistata e riconquistata. Da differenti Casate che si contendevano il Trono del Sole probabilmente, anche se a giudicare dall’aspetto delle strade gli ultimi ad avere preso Eianrod erano stati briganti. Molte delle bande che vagavano per Cairhien non erano fedeli a nessuno e a nulla, tranne che all’oro.

Rand si diresse verso la casa di un mercante su una delle piazze più grandi della città, tre piani quadrangolari di marmo grigio con dei pesanti balconi e ampie scalinate con grossi corrimano di pietra che davano su una rotonda fontana silenziosa colma di polvere. La tentazione di dormire di nuovo in un letto era troppo forte per essere ignorata e sperava che Aviendha avrebbe scelto di rimanere in una tenda. Che fosse la sua o quella delle Sapienti non gli importava, a patto di non dover tentare di dormire sentendo il respiro della donna a pochi passi di distanza. Di recente gli sembrava di avvertire il battito del cuore di Aviendha anche senza afferrare saidin. Ma se non voleva stare lontana, avrebbe comunque preso delle precauzioni.

Le Fanciulle si fermarono in fondo alla scalinata, alcune girarono di corsa attorno all’edificio per posizionarsi su tutti i lati. Rand temeva che lo avrebbero dichiarato Tetto delle Fanciulle, anche per una sola notte; per questo, non appena scelto l’edificio, uno dei pochi in città con un tetto solido e la maggior parte delle Mestre integre, aveva comunicato a Sulin di averlo dichiarato il tetto dei Fratelli della Fonte del Vino. Non poteva entrare nessuno che non avesse bevuto alla Fonte del Vino, a Emond’s Field. Dallo sguardo che gli aveva rivolto sapeva molto bene cosa aveva in mente Rand, ma nessuna di loro lo seguì oltre le ampie porte che sembravano composte di sottili pannelli verticali.

All’interno le vaste stanze erano spoglie, anche se i gai’shain vestiti di bianco avevano disteso per loro alcune coperte nel grande ingresso, con gli alti soffitti intonacati decorati con un severo motivo a quadrati. Tenere fuori i gai’shain era al di là delle sue forze anche se lo voleva, così come tenere fuori Moiraine se non stava dormendo altrove. Qualsiasi ordine di non essere disturbato desse, la donna trovava sempre il sistema di far sì che le Fanciulle la lasciassero passare e doveva ogni volta impartirle un comando diretto prima che se ne andasse.

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