I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Estean batté gli occhi sorpreso mentre si alzava, ma Edorion si fermò a malapena mentre si voltava per gridare, «Meresin! Daricain! Venite qui!» Proprio come si chiamavano i cani. Le bandiere dei Cairhienesi si mossero mentre smontavano da cavallo lentamente.
«Mio lord Drago» esitò Estean inumidendosi le labbra come se avesse sete. «Ha inviato... gli Aiel contro Cairhien?»
«Hanno attaccato la città?»
Rhuarc annuì e Mangin disse: «Se dobbiamo credere a questi qui, Cairhien ancora resiste. O almeno lo faceva tre giorni fa.» Di certo non credeva che ancora resistesse e meno ancora che gli importasse degli assassini dell’albero.
«Non li ho inviati io, Estean» rispose Rand mentre venivano raggiunti dai due Cairhienesi che si inginocchiarono, levandosi gli elmi per rivelare un volto della stessa età di Estean ed Edorion, i capelli rasati in perfetto accordo con gli occhi sospettosi. «Quelli che hanno attaccato la città sono miei nemici, gli Shaido. Intendo salvare Cairhien se è possibile.»
Dovette invitare i Cairhienesi ad alzarsi. Il tempo trascorso con gli Aiel gli aveva fatto dimenticare le abitudini di questo lato della Dorsale del Mondo, di inginocchiarsi e inchinarsi a destra e a manca. Dovette anche chiedere loro di presentarsi e i Cairhienesi eseguirono. Luogotenente lord Meresin della casata Dagarned — il suo ‘con’ era composto di linee verticali rosse e bianche — e luogotenente lord Daricain della casata Annalin, il suo ‘con’ coperto di piccoli quadrati rossi e neri. Fu una sorpresa scoprire che erano lord. Anche se essi comandavano e guidavano gli eserciti, a Cairhien non si rasavano il capo per diventare soldati. O forse lo facevano, molte cose probabilmente erano cambiate.
«Mio lord Drago» Meresin si impuntò nel pronunciare queste parole. Lui e Daricain erano entrambi pallidi, snelli, con i visi sottili e i nasi lunghi, ma il primo era leggermente più pesante. Nessuno dei due sembrava avesse mangiato molto di recente. Quindi proseguì velocemente come per paura di essere interrotto. «Mio lord Drago, Cairhien può resistere. Ancora per pochi giorni, forse dieci o dodici, ma devi sbrigarti se intendi salvarla.»
«Questo è il motivo per cui siamo usciti» aggiunse Estean, lanciando a Meresin un’occhiata torva. Entrambi i Cairhienesi la ricambiarono, ma la sfida nei loro occhi era , colma di rassegnazione. Estean si allontanò i sottili capelli dalla fronte. «Per cercare aiuto. Delle truppe sono state inviate in ogni direzione, mio lord Drago.» Fu scosso dai brividi malgrado il sudore sulla fronte, e la voce divenne distante e vuota. «Eravamo di più all’inizio. Ho visto Baran morire con un grido mentre una lancia lo trapassava. Non alzerà più nessuna carta a ‘taglio’. Vorrei un bicchiere di acquavite forte.»
Edorion teneva l’elmo fra le mani guantate con lo sguardo corrucciato. «Mio lord Drago, la città può resistere un altro po’, ma anche se questi Aiel combatteranno contro quegli altri, la domanda è, riuscirai a portarli a Cairhien in tempo? Credo che dieci o dodici giorni sia più di una generosa previsione. In verità sono venuto solo perché ho pensato che morire trafitto da una lancia era meglio che essere preso vivo una volta che fossero riusciti a scavalcare le mura. La città è piena di rifugiati che sono fuggiti davanti agli Aiel. Non ci sono rimasti cani o piccioni e dubito che presto si troveranno anche i topi. La cosa buona è che sembra nessuno si preoccupi molto di chi prenderà il Trono del Sole, non con questo Couladin in giro.»
«Il secondo giorno ci ha detto di arrenderci a Colui che viene con l’Alba» intervenne Daricain, guadagnandosi un’occhiata severa da Edorion per averlo interrotto.
«Couladin si diverte con i prigionieri» proseguì Estean. «Non a tiro d’arco, ma in punti dove tutti dalle mura siano in grado di vedere. Possiamo anche sentirli gridare. Che la Luce folgori la mia anima, non so se sta cercando di spezzare la nostra volontà o semplicemente gli piace. A volte lasciano che i contadini fuggano verso la città, quindi li bersagliano di frecce quando sono quasi in salvo. Per quanto possa essere sicura Cairhien. Solo contadini, ma...» Si interruppe e deglutì, come se si fosse appena ricordato che opinione avesse Rand dei ‘solo contadini’. Rand si limitò a guardarlo, ma l’altro uomo pareva abbattuto mentre borbottava qualcosa su quel bicchiere di acquavite.
Edorion approfittò del momentaneo silenzio. «Mio lord Drago, il fatto è che la città può resistere fino alla tua venuta, se riesci a farlo velocemente. Ci siamo opposti al primo assalto solo perché il Passaggio Anteriore ha preso fuco...»
«Le fiamme hanno quasi avvolto l’abitato» aggiunse Estean. Il Passaggio Anteriore, una cittadella al di fuori delle mura di Cairhien, era stata costruita prevalentemente in legno, come Rand ricordava. «Sarebbe stato un disastro se il fiume non si fosse trovato lì.»
L’altro Tarenese si unì alla conversazione. «Ma lord Meilan aveva preparato delle ottime difese e i Cairhienesi sono rimasti uniti per il momento.» Questo gli procurò occhiate torve da Meresin e Daricain, che non vide o finse di non vedere. «Sette giorni se siamo fortunati, forse otto. Se puoi...» Un sospiro pesante sembrò far afflosciare Edorion. «Non vedo un solo cavallo» disse come se parlasse da solo. «Gli Aiel non cavalcano. Non sarai mai in grado di far muovere così velocemente degli uomini a piedi da arrivare in tempo.»
«Quanto ci vuole?» chiese Rand a Rhuarc.
«Sette giorni» fu la risposta. Mangin annuì ed Estean rise.
«Che la mia anima sia folgorata, ci abbiamo messo di più noi a raggiungerti a cavallo. Se credi di riuscire a impiegarci lo stesso tempo a piedi devi essere...» A un tratto consapevole degli Aiel che lo circondavano Estean si allontanò i capelli dal viso. «C’è dell’acquavite in questa città?» mormorò.
«Non è il tempo che possiamo impiegare» rispose Rand con calma, «ma la vostra velocità, se fate smontare alcuni degli uomini e usate i loro cavalli come riserva. Voglio che Meilan e Cairhien siano informati che stanno arrivando gli aiuti. Ma chiunque vada deve essere in grado di tenere la bocca chiusa se gli Shaido lo catturano. Couladin non deve sapere più di quanto possa scoprire da solo.» Estean divenne più pallido dei Cairhienesi.
Meresin e Daricain si inginocchiarono, ognuno afferrando una mano di Rand per baciarla. Lui li lasciò fare con tutta la pazienza che riuscì a trovare. Come gli aveva consigliato Moiraine, doveva avere il buon senso di non offendere le usanze altrui, anche se gli sembravano strane e repellenti, a meno che proprio non fosse costretto e anche allora pensandoci due volte.
«Andremo noi, lord Drago» disse Meresin senza fiato. «Grazie, lord Drago. Grazie. Per la Luce, giuro che morirò prima di rivelare una sola parola ad altri che mio padre o il sommo signore Meilan.»
«Che la grazia sia con te, lord Drago» aggiunse l’altro. «Che la grazia sia con te e la Luce ti illumini per sempre. Sono il tuo uomo fino alla morte.» Rand lasciò che anche Meresin pronunciasse la stessa formula prima di prenderli entrambi per le mani e invitarli ad alzarsi. Non gli piaceva il modo in cui lo fissavano. Edorion li aveva chiamati come fossero dei cani, ma gli uomini non dovevano guardare nessuno come cani che guardano il padrone.
Edorion sospirò gonfiando le guance rosee ed espirò lentamente. «Immagino, se riesco a uscirne tutto intero, di poter anche essere di ritorno. Mio lord Drago, perdonami se ti reco offesa, ma non vorresti scommettere, diciamo mille corone d’oro, che puoi davvero farcela in sette giorni?»
Rand lo fissò. L’uomo era della peggior specie, come Mat. «Non ho cento corone d’argento, tantomeno mille d’oro da...»
Sulin li interruppe. «Li ha, Tarenese» disse con fermezza. «Accetterà la tua scommessa, se la trasformi in diecimila pezzi al peso.»