Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » I fuochi del cielo
I fuochi del cielo - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

I fuochi del cielo

Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:

I fuochi del cielo
1 ... 121 122 123 124 125 126 127 128 129 ... 264
Перейти на страницу:

Gareth Bryne e quel grosso Custode illianese uscirono per primi dalla stanza sul retro. Nel silenzio circospetto sentì Bryne raccontare, «Di’ loro che vi ha mandati una cameriera di Ebou Dar, o infilzeranno la tua testa su un picchetto.»

L’Illianese esplose in una risata fragorosa. «Una città pericolosa, Ebou Dar.» Sfilando i guanti di pelle da dietro al cinturone uscì all’esterno, facendo strada.

La conversazione riprese quando apparve Siuan. Min non riuscì a sentire cosa le dicesse Bryne, ma la donna si avviò appresso al Custode fra le proteste. Aveva la terribile sensazione che l’Aes Sedai avesse deciso di onorare quello stupido giuramento di cui era così fiera, proprio ora. Se fosse stata sicura che i due Custodi appoggiati alla parete non si sarebbero accorti che usciva, sarebbe stata in groppa a Rosa selvatica in un momento.

Sheriam e le altre Aes Sedai se ne andarono per ultime, con Leane. Myrelle la fece sedere a uno dei tavoli e incominciarono a parlare di qualcosa, mentre il resto circolava nella stanza, fermandosi a parlare con ogni Aes Sedai. Qualsiasi cosa dicessero, generava reazioni che variavano dall’aperto stupore ai sorrisi compiaciuti, malgrado la famosa impassibilità delle Aes Sedai.

«Resta qui» disse Min a Logain, facendo scivolare indietro la sedia. Sperava che l’uomo non avrebbe creato problemi. Stava fissando i volti delle Aes Sedai, uno per uno, e sembrava scorgere più di quanto avesse visto per giorni e giorni. «Resta a questo tavolo finché non torno, Dalyn.» Min non era più abituata a essere circondata da gente che conosceva il suo vero nome. «Per favore.»

«Mi ha venduto alle Aes Sedai.» Fu un colpo sentirlo parlare dopo il lungo silenzio. L’uomo rabbrividì, quindi annuì. «Aspetterò.»

Min esitò: se due Custodi non potevano evitare che facesse qualcosa di stupido, una stanza piena di Aes Sedai ci sarebbe certamente riuscita. Quando raggiunse la porta un robusto castrone baio veniva portato via da un uomo che sembrava uno stalliere. Il cavallo di Bryne, supponeva. Le loro cavalcature non erano in vista. Questo avrebbe trovato in un tentativo di fuga. Onorerò la maledetta faccenda! pensò. Ma adesso non possono tenermi lontana da Rand! Ho fatto quello che Siuan voleva. Devono lasciarmi andare da lui. Il solo problema era che le Aes Sedai decidevano per conto loro su quanto dovevano fare, e di solito anche per gli altri.

Siuan quasi la gettò in terra, tirandosi indietro con un’espressione tetra, una coperta sul braccio e le bisacce da sella sulla spalla. «Stai attenta a Logain» sibilò fra i denti senza rallentare. «Fai in modo che nessuno parli con lui.» Quindi si diresse ai piedi delle scale, dove una donna con i capelli grigi, un’inserviente, stava facendo strada a Bryne e si accodò. A giudicare dallo sguardo fisso nella schiena dell’uomo avrebbe dovuto pregare che non estraesse il pugnale.

Min sorrise all’alto Custode slanciato che l’aveva seguita fino alla porta. Si trovava a tre metri dall’uscita, guardandola a malapena, ma Min non si faceva illusioni. «Adesso siamo ospiti. Amici.» L’uomo non contraccambiò il sorriso. Maledetti uomini dalla faccia di pietra! pensò. Perché non potevano almeno far trapelare una traccia di quello che avevano in mente?

Logain stava ancora scrutando le Aes Sedai quando Min tornò al tavolo. Siuan aveva scelto davvero un bel momento per volere che Logain rimanesse in silenzio, proprio mentre stava iniziando a mostrare segni di vita. Aveva bisogno di parlare con lei. «Logain» bisbigliò, sperando che nessuno dei Custodi appoggiati al muro potesse sentire. Sembrava che nemmeno respirassero da quando avevano preso posizione, tranne quando quello l’aveva seguita. «Credo che non dovresti dire niente fino a quando Mara ti riferirà i suoi piani. A nessuno.»

«Mara?» L’uomo sogghignò tetro. «Intendi dire Siuan Sanche?» A quel punto rammentò che cosa aveva sentito mentre era in preda allo stordimento. «Ti pare che qualcuno, qui, voglia parlare con me?» Quindi ritornò ai suoi pensieri.

Nessuno sembrava aver voglia di parlare con un falso Drago domato. Tranne i due Custodi, nessuno sembrava prestare loro attenzione. Avrebbe detto che le Aes Sedai nella stanza fossero eccitate. Prima erano apparse letargiche, ma adesso l’impressione era che avessero più energia, parlavano in piccoli gruppi, distribuendo ordini decisi ai Custodi. Le carte che avevano studiato così attentamente erano state abbandonate quasi tutte. Sheriam e le altre, che avevano portato via Siuan, ritornarono nella stanza sul retro, ma adesso, insieme a Leane, c’erano due impiegate al tavolo, ed entrambe scrivevano il più velocemente possibile. Un flusso regolare di Aes Sedai entrava nella locanda, scomparendo per quella porta di assi rozze senza uscirne di nuovo. Qualsiasi cosa fosse accaduta lì, Siuan le aveva sicuramente risvegliate.

Min avrebbe voluto che Siuan fosse al tavolo con lei, o meglio, da sole in un altro posto, per cinque minuti. Senza dubbio in quel momento stava picchiando Bryne sulla testa con le bisacce da sella. No, Siuan non si sarebbe ridotta a quello, malgrado tutti gli sguardi furiosi che gli rivolgeva. Bryne non era come Logain, più grande nella corporatura, nei movimenti. Logain era riuscito a dominare Siuan per un po’ con la sua sola imponenza. Bryne era calmo, riservato, di certo non un uomo piccolo, ma nemmeno così alto. Non avrebbe mai voluto come nemico l’uomo che si ricordava dalle Sorgenti di Kore, ma non credeva che avrebbe resistito a lungo contro Siuan. Poteva pensare che la donna lo avrebbe servito remissiva per il tempo stabilito, ma Min non aveva dubbi su chi avrebbe finito per cedere. Doveva solo parlare con lei.

Come se i pensieri di Min l’avessero richiamata, Siuan si fece avanti con passi pesanti scendendo le scale, con un fagotto bianco sotto al braccio. Passi giganti verso il basso era più realistico. Se avesse avuto una coda adesso starebbe scodinzolando furiosamente. Si fermò per un istante fissando Min e Logain, quindi si diresse verso la porta che immetteva nelle cucine.

«Resta qui» raccomandò Min a Logain. «E per favore, non dire nulla fino a quando... Siuan ti possa parlare.» Doveva abituarsi a chiamare di nuovo la gente con il vero nome. L’uomo non la guardò nemmeno.

Raggiunse Siuan in un corridoio poco distante dalle cucine, il rumore delle pentole e lo scroscio dell’acqua mentre le stoviglie venivano lavate provenivano da fessure sulla porta della cucina laddove le assi si erano asciugate.

Siuan spalancò gli occhi, allarmata. «Perché lo hai lasciato? È ancora vivo?»

«Vivrà in eterno, per quel che vedo. Siuan, nessuno vuole parlare con lui. Ma io ho bisogno di farlo con te.» Siuan si infilò il fagotto bianco sotto un braccio. Camicie. «Cos’è questo?»

«Le camicie di quel maledetto Gareth Bryne» rispose furiosa l’altra donna. «Visto che anche tu sei una delle sue inservienti, puoi lavarle. Devo parlare con Logain prima che lo faccia qualcun altro.»

Min l’afferrò per un braccio mentre cercava di allontanarsi. «Credo che tu possa perdere un minuto per ascoltarmi. Quando Bryne è entrato ho avuto una visione. Un’aura, un toro che strappava delle rose dal suo collo, e... niente ha importanza tranne l’aura. Non l’ho capita benissimo, ma qualcosa posso intuirla.»

«E cioè?»

«Se vuoi restare in vita sarà meglio che gli rimani vicino.»

Malgrado il caldo Min fu scossa dai brividi. Aveva avuto solo un’altra visione che contemplava un ‘se’ ed entrambe erano potenzialmente mortali. Era già brutto a volte conoscere cosa sarebbe accaduto, se incominciava a vedere cosa poteva accadere... «Questo è tutto quello che so. Se ti è accanto, vivrai. Se si allontana troppo o troppo a lungo, morirai. Tutti e due morirete. Non capisco perché ho visto cose che ti riguardano in quest’aura, ma sembravi farne parte.»

Il sorriso di Siuan avrebbe sbucciato una pera. «Piuttosto mi metterei a navigare con uno scafo marcio pieno di anguille morte da un mese.»

1 ... 121 122 123 124 125 126 127 128 129 ... 264
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)