Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)
- Автор: Вазари Джорджо
- Язык: итальянский
- Жанр: Картины, альбомы, иллюстрированные каталоги
Электронная книга - «Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)». Краткое содержание книги:
Cum hoc templum Marco Evangelistae dicatum magnificis sumptibus Cl. V. Cosmi Medicis tandem absolutum esset, Eugenius Quartus Romanus Pontifex maxima Cardinalium, Archiepiscoporum, Episcoporum, aliorumque sacerdotum frequentia comitatus, id celeberrimo Epiphaniae die, solemni more servato, consecravit. Tum etiam quotannis omnibus, qui eodem die festo annuas statasque consecrationis ceremonias caste pieque celebraverint, viserintve, temporis luendis peccatis suis debiti, septem annos, totidemque quadragesimas, apostolica remisit auctoritate. A. M.CCCC.XLII.
Similmente fece far Cosimo col disegno di Michelozzo il noviziato di S. Croce di Firenze, la capella del medesimo e l'entrata che va di chiesa alla sagrestia, al detto noviziato et alle scale del dormentorio. La bellezza, comodità et ornamento delle quali cose non è inferiore a niuna delle muraglie, per quanto ell'è, che facesse fare il veramente magnifico Cosimo de' Medici, o che mettesse in opera Michelozzo; et oltre all'altre cose, la porta che fece di macigno, la quale va di chiesa ai detti luoghi, fu in que' tempi molto lodata per la novità sua e per il frontespizio molto ben fatto, non essendo allora se non pochissimo in uso l'imitare, come quella fa, le cose antiche di buona maniera.
Fece ancora Cosimo de' Medici col consiglio e disegno di Michelozzo, il palazzo di Cafaggiuolo in Mugello, riducendolo a guisa di fortezza coi fossi intorno; et ordinò i poderi, le strade, i giardini e le fontane con boschi attorno, ragnaie e altre cose da ville molto onorate; e lontano due miglia al detto palazzo, in un luogo detto il Bosco a' Frati fece, col parere del medesimo, finire la fabbrica d'un convento per i frati de' Zoccoli di S. Francesco, che è cosa bellissima. Al Trebbio medesimamente fece, come si vede, molti altri acconcimi. E similmente, lontano da Firenze due miglia, il palazzo della villa di Careggi, che fu cosa magnifica e ricca; dove Michelozzo condusse l'acqua per la fonte che al presente vi si vede. E per Giovanni, figliuolo di Cosimo de' Medici, fece a Fiesole, il medesimo, un altro magnifico et onorato palazzo, fondato dalla parte di sotto nella scoscesa del poggio con grandissima spesa ma non senza grande utile, avendo in quella parte da basso fatto volte, cantine, stalle, tinaie et altre belle e commode abitazioni; di sopra poi, oltre le camere, sale et altre stanze ordinarie, ve ne fece alcune per libri e alcune altre per la musica. Insomma mostrò in questa fabrica Michelozzo quanto valesse nell'architettura; perché oltre quello che si è detto fu murata di sorte, che ancor che sia in su quel monte non ha mai gettato un pelo. Finito questo palazzo, vi fece sopra, a spese del medesimo, la chiesa e convento de' frati di S. Girolamo, quasi nella cima di quel monte. Fece il medesimo Michelozzo il disegno e modello che mandò Cosimo in Ierusalem per l'ospizio che là fece edificare ai pelegrini che vanno al sepolcro di Cristo. Per la facciata ancora di S. Piero di Roma mandò il disegno per sei finestre, che vi si feciono poi con l'arme di Cosimo de' Medici, delle quali ne furono levate tre a' dì nostri e fatto rifare da papa Paulo III con l'arme di casa Farnese. Dopo, intendendo Cosimo che in Ascesi a Santa Maria degl'Angeli si pativa d'acque con grandissimo incommodo de' popoli che vi vanno ogni anno, il primo dì d'agosto al Perdono, vi mandò Michelozzo, il quale condusse un'acqua che nasceva a mezzo la costa del monte alla fonte, la quale ricoperse con una molto vaga e ricca loggia posta sopra alcune colonne di pezzi, con l'arme di Cosimo, e drento nel convento fece a' frati, pur di commessione di Cosimo, molti acconcimi utili, i quali poi il Magnifico Lorenzo de' Medici rifece con maggior ornamento e più spesa, facendo porre a quella Madonna la sua immagine di cera, che ancor vi si vede. Fece anco mattonare Cosimo la strada che va dalla detta Madonna degli Angeli alla città. Né si partì Michelozzo di quelle parti, che fece il disegno della cittadella vecchia di Perugia. Tornato finalmente a Firenze, fece al canto de' Tornaquinci la casa di Giovanni Tornabuoni, quasi in tutto simile al palazzo che aveva fatto a Cosimo, eccetto che la facciata non è di bozzi, né di cornici sopra, ma ordinaria. Morto Cosimo, il quale aveva amato Michelozzo quanto si può un caro amico amare, Piero suo figliuolo gli fece fare di marmo, in S. Miniato in sul monte, la capella dov'è il Crucifisso, e nel mezzo tondo dell'arco dietro alla detta cappella, intagliò Michelozzo un falcone di basso rilievo col diamante, impresa di Cosimo suo padre, che fu opera veramente bellissima. Disegnando dopo queste cose il medesimo Piero de' Medici far la cappella della Nunziata tutta di marmo nella chiesa de' Servi, volle che Michelozzo, già vecchio, intorno a ciò gli dicesse il parer suo, sì perché molto amava la virtù di quell'uomo, sì perché sapeva quanto fedel amico e servitor fusse stato a Cosimo suo padre. Il che avendo fatto Michelozzo, fu dato cura di lavorarla a Pagno di Lapo Portigiani scultore da Fiesole, il quale in ciò fare, come quello che in poco spazio volle molte cose racchiudere, ebbe molte considerazioni. Reggano questa cappella quattro colonne di marmo alte braccia 9 in circa, fatte con canali doppii di lavoro corinto e con le base e capitegli variamente intagliati e doppii di membra; sopra le colonne posano architrave, fregio e cornicione, doppii similmente di membri e d'intagli, e pieni di varie fantasie, e particolarmente d'imprese e d'arme de' Medici, e di fogliami; fra queste et altre cornici fatte per un altro ordine di lumi, è un epitaffio grande intagliato in marmo, bellissimo. Di sotto, per il cielo di detta cappella, fra le quattro colonne è uno spartimento di marmo tutto intagliato e pieno di smalti lavorati a fuoco e di musaico in varie fantasie di color d'oro e pietre fini; il piano del pavimento è pieno di porfidi, serpentini, mischi e d'altre pietre rarissime con bell'ordine commesse e compartite. La detta cappella si chiude con un ingraticolato intorno di cordoni di bronzo con candelieri di sopra, fermati in un ornamento di marmo che fa bellissimo finimento al bronzo et ai candellieri, e dalla parte dinanzi, l'uscio che chiude la cappella è similmente di bronzo e molto bene accommodato. Lasciò Piero che fusse fatto un lampanaio intorno alla cappella, di trenta lampade d'argento, e così fu fatto; ma perché furono guaste per l'assedio, il signor Duca già molti anni sono diede ordine che si rifacessero, e già n'è fatta la maggior parte e tuttavia si va seguitando; ma non perciò si è restato mai, secondo che lasciò Piero, di avervi tutto quel numero di lampade accese, se bene non sono state d'argento da che furono distrutte in poi. A questi ornamenti aggiunse Pagno un grandissimo giglio di rame, che esce d'un vaso, il quale posa in sull'angolo della cornice di legno dipinta e messa d'oro, che tiene le lampade; ma non però regge questa cornice sola così gran peso, perciò che il tutto vien sostenuto da' due rami del giglio che sono di ferro e dipinti di verde, i quali sono impiombati nell'angolo della cornice di marmo, tenendo gl'altri, che sono di rame, sospesi in aria. La qual opera fu fatta veramente con giudizio et invenzione, onde è degna di essere, come bella e capricciosa, molto lodata. A canto a questa capella ne fece un'altra verso il chiostro, la quale serve per coro ai frati, con finestre che pigliano il lume dal cortile e lo dànno non solo alla detta capella, ma ancora, ribattendo dirimpetto in due finestre simili, alla stanza de l'organetto, che è a canto alla capella di marmo. Nella faccia del qual coro è un armario grande, nel quale si serbano l'argenterie della Nunziata; et in tutti questi ornamenti e per tutto, è l'arme e l'impresa de' Medici. Fuor della capella della Nunziata e dirimpetto a quella, fece il medesimo un luminario grande di bronzo alto braccia cinque, et all'entrar di chiesa la pila dell'acqua benedetta, di marmo, e nel mezzo un San Giovanni, che è cosa bellissima. Fece anco sopra il banco, dove i frati vendono le candele, una mezza Nostra Donna di marmo di mezzo rilievo, col Figliuolo in braccio e grande quanto il naturale, molto divota. Et un'altra simile nell'Opera di Santa Maria del Fiore, dove stanno gl'Operai.