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La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
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«Il titolo è suo per nascita» disse Cadsuane senza alzare gli occhi dal suo ricamo. Lei lo sapeva; aveva contribuito a catturarlo quando si era definito il Drago Rinato, sia lui che Taim. Gli ornamenti fra i suoi capelli dondolarono quando annuì fra sé. «Puah! Un lord minore con un appezzamento di terra fra le montagne, perlopiù in verticale. Ma re Johanin e l’Alto Consiglio della Corona lo hanno privato delle sue terre e del suo titolo dopo essere diventato un falso Drago.»

Piccole chiazze di colore comparvero sulle guance di Logain, tuttavia la sua voce rimase fredda e misurata. «Hanno potuto prendere il mio possedimento, ma non mi hanno cambiato.»

Ancora apparentemente concentrata sul suo ago da ricamo, Cadsuane rise piano. I ferri da maglia di Verin si erano fermati. Stava esaminando Logain, un passero grassoccio che studiava un insetto. Anche Alivia aveva spostato il suo sguardo intenso sull’uomo, e Harilin ed Enaila parevano solo far finta di giocare. Min sembrava ancora intenta nella lettura, ma le mani erano appoggiate ciascuna vicino al polsino opposto delle maniche della sua giacca. Lì teneva nascosti alcuni dei suoi coltelli. Nessuna di loro si fidava di quell’uomo.

Rand si accigliò. Logain poteva chiamarsi come voleva sempre che facesse quanto doveva, ma Cadsuane pungolava lui e chiunque altro indossasse una giubba nera quasi quanto faceva con Rand stesso. Anche lui non era certo su fino a che punto fidarsi di Logain, tuttavia doveva lavorare con gli strumenti che aveva a disposizione. «È fatta?» Con Logain lì, Loial stava stappando di nuovo la sua boccetta di inchiostro.

«Più di metà della Torre Nera è nell’Arad Doman e a Illian. Ho mandato gli uomini con delle Aes Sedai vincolate tranne quelli qui, come tu hai ordinato.» Logain si diresse al tavolo mentre parlava, trovò fra i piatti egli avanzi una caraffa smaltata di blu in cui c’era ancora del vino e si riempì una coppa smaltata di verde. C’era pochissimo argento in quella casa. «Avresti dovuto lasciarmi portare più uomini qui. I numeri pendono troppo a favore delle Aes Sedai per i miei gusti.»

Rand mugugnò. «Dal momento che parte di questo è opera tua, puoi conviverci. Anche altri dovranno farlo. Vai avanti.»

«Dobraine e Rhuarc manderanno un Soldato con un messaggio non appena troveranno qualcuno che abbia la responsabilità di qualcosa di più di un villaggio. Il Consiglio dei Mercanti sostiene che re Alsalam regna ancora, ma non vogliono o non possono mostrarlo o dire dove si trova, e loro stessi paiono essere l’uno alla gola dell’altro, con Bandar Eban più che semideserta e in balia della folla.» Logain fece una smorfia nella sua coppa. «Bande di bruti forniscono il poco ordine che c’è, estorcono cibo e denaro dalle persone che affermano di proteggere e prendono tutto quello che vogliono, incluse le donne.» Tuffa un tratto il legame divenne incandescente di rabbia e Nynaeve ringhiò nella propria gola. «Rhuarc si accingeva a mettere fine a questo, ma si stava già tramutando in una battaglia quando me ne sono andato» terminò Logain.

«Dei bruti non resisteranno a lungo contro gli Aiel. Se Dobraine non riesce a trovare qualcuno che comandi al posto suo, dovrà farlo lui per adesso.» Se Alsalam era morto, e sembrava probabile, Rand avrebbe dovuto nominare un Sovrintendente per il Drago Rinato nell’Arad Doman. Ma chi? Doveva trattarsi di qualcuno che i Domanesi avrebbero accettato.

L’altro uomo prese una lunga sorsata di vino. «Taim non è stato molto contento che abbia portato via così tanti uomini dalla Torre senza dirgli dove stavano andando. Pensavo che avrebbe fatto a pezzi il tuo ordine. Ha tentato ogni trucco per apprendere dove sei. Oh, brucia dalla voglia di saperlo. I suoi occhi erano praticamente in fiamme. Non avrei escluso che potesse sottoporre a un interrogatorio se fossi stato tanto sciocco da incontrarlo senza andare accompagnato. Di una cosa è rimasto soddisfatto, però: che non gli abbia portato via nessuno dei suoi fidati, gli si leggeva chiaro in volto.» Sorrise, un sorriso cupo, non divertito. «A proposito, di quelli ce ne sono quarantuno, adesso. Ha dato a oltre una dozzina di uomini la spilla del drago negli ultimi giorni e ne ha più di altri cinquanta nelle sue classi ‘speciali’, molti dei quali reclutati solo di recente. Sta progettando qualcosa, e dubito che ti piacerà.»

Ti avevo detto di ucciderlo quando ne avevi la possibilità, ridacchiò Lews Therin con folle allegria. Te l’avevo detto. E ora è troppo tardi. Troppo tardi.

Rand emise con rabbia uno sbuffo di fumo grigiazzurro. «Smettila» esclamò, rivolto sia a Logain che a Lews Therin. «Taim ha costruito la Torre Nera in modo tale da eguagliare nei numeri la Torre Bianca, e cresce ogni giorno. Se è un Amico delle Tenebre come tu affermi, perché mai lo farebbe?»

Logain incrociò il suo sguardo privo di espressione. «Perché non può fermarlo. Da quello che ho sentito, perfino all’inizio c’erano uomini in grado di Viaggiare che non erano suoi adulatori e lui non aveva scuse per compiere tutto il reclutamento da solo. Ma ha creato una Torre di suoi uomini nascosta all’interno della Torre Nera, e quelli lì dentro sono leali a lui, non a te. Ha emendato la lista dei disertori e manda le sue scuse per un ‘errore in buona fede’, ma puoi scommettere tutto quello che hai che non si è trattato di uno sbaglio.»

E quanto era leale Logain? Se un falso Drago era recalcitrante a seguire il Drago Rinato, perché non un altro? Rand poteva pensare che ne avesse motivo. Era stato molto più famoso come falso Drago di Taim, aveva avuto molto più successo nel radunare un esercito che si era fatto strada fuori da Ghealdan e aveva quasi raggiunto Lugard sulla strada per Tear. Mezzo mondo aveva tremato al nome di Logain. Eppure Mazrim Taim comandava la Torre Nera mentre Logain Ablar era solo un Asha’man qualunque. Min vedeva ancora un’aura di gloria attorno a lui. Ma come quella gloria sarebbe stata ottenuta andava oltre le sue visioni.

Rand prese la pipa di bocca e il fornello era caldo contro l’airone marchiato nel suo palmo. Doveva averci soffiato dentro con violenza senza rendersene conto. Il guaio era che Taim e Logain erano problemi minori. Dovevano aspettare. Gli strumenti a disposizione. Fece uno sforzo per mantenere calma la propria voce, «Taim ha tolto i loro nomi dalla lista. Questa è la cosa importante. Se sta mostrando dei favoritismi, vi porrò termine quando avrò tempo. Ma i Seanchan devono venire per primi. E forse anche Tarmon Gai’don.»

«Se?» mugugnò Logain, schiantando la sua coppa sul tavolo così forte che si ruppe. Il vino si riversò sul tavolo e colò oltre il bordo. Accigliandosi si asciugò la mano bagnata sulla giacca.

«Pensi che me lo stia immaginando?» Il suo tono si fece più acceso a ogni parola. «O che me lo stia inventando? Pensi che tutto questo sia gelosia, al’Thor? È questo che pensi?»

«Ascoltami» esordì Rand, sollevando la voce contro il fragore di un tuono.

«Ti ho detto che mi aspettavo che tu e i tuoi amici in giubba nera foste rispettosi verso di me, i miei amici e i miei ospiti» affermò Cadsuane severo «ma ho deciso che questo dev’essere ampliato per includere ciascun altro.» Teneva ancora la testa china sopra il suo tombolo da ricamo, ma parlava come se stesse agitando un dito sotto i loro nasi. «Almeno quando io sono presente. Questo significa che se vuoi due continuate a bisticciare, potrei dovervi prendere a sculacciate.»

Harilin ed Enaila iniziarono a ridere così forte che ingarbugliarono tutta la corda del loro gioco. Anche Nynaeve rise, pure se cercò di nasconderlo dietro la mano. Per la Luce, perfino Min sorrise! Logain andò in collera, serrando la mascella finché Rand non pensò che avrebbe sentito i denti dell’uomo grattare. Lui stesso stava cercando con forza di non arrabbiarsi. Cadsuane e le sue dannate regole. Le sue condizioni per diventare sua consigliera. Faceva finta che fosse stato lui a chiederle, e ogni tanto ne aggiungeva un’altra alla sua lista. Quelle regole non erano precisamente onerose, anche se il solo fatto che esistessero lo era, ma il suo modo di presentarle era sempre come pungolare con un bastoncino appuntito. Rand aprì la bocca per dirle che ne aveva abbastanza delle sue regole, e anche di lei, se necessario.

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