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La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
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Era consapevole di me, disse Lews Therin. Una volta tanto suonava sano di mente. A volte lo faceva, ma la follia tornava prima o poi. Come può un imito che mi appare nella mente essere consapevole di me?

Se non lo sai tu, come pretendi che lo sappia io? pensò Rand. Ma anch’io ero consapevole di lui. Era stata una sensazione strana, come se stesse... toccando... l’altro uomo in qualche modo. Non solo fisicamente. Rimaneva un residuo. Pareva che gli bastasse muoversi di un minimo in qualunque direzione per toccarlo di nuovo. Penso che nuche lui abbia visto la mia faccia.

Parlare a una voce nella sua testa non gli sembrava più singolare. Per la verità era così da un po’ di tempo. E adesso...? Adesso poteva vedere Mat e Perrin semplicemente pensando a loro o udendo i loro nomi, e aveva quest’altra faccia che gli veniva in mente non richiesta. Più di una faccia, a quanto pareva. Cosa stava facendo conversazione dentro il suo stesso cranio accanto a quello? Ma quell’uomo era stato consapevole, e Rand di lui.

Quando i nostri torrenti di fuoco malefico si sono toccati a Shadar Logoth, questo deve aver creato una sorta di connessione tra noi. Non riesco a pensare a nessun’altra spiegazione. Quella è stata l’unica volta in cui ci siamo mai incontrati. Lui stava usando il loro cosiddetto Vero Potere. Dev’essere stato quello. Non ho sentito nulla, non ho visto nulla tranne il suo Torrente di fuoco malefico. Non gli sembrava più strano nemmeno avere frammenti di conoscenza che sembravano suoi quando sapeva che provenivano da Lews Therin. Era in grado di ricordare i Giardini di Ansaline, distrutti nella Guerra dell’Ombra, così come la fattoria di suo padre. La conoscenza si spostava anche nell’altra direzione. Lews Therin a volte parlava di Emond’s Field come se ci fosse cresciuto. Questo ha qualche senso per te?, pensò Rand.

Oh, per la Luce, perché ho questa voce nella mia testa? gemette Lews Therin. Perché non posso morire? Oh, Ilyena, mia adorata Ilyena, voglio unirmi a te. Le sue parole si spensero in un pianto. Lo faceva spesso quando parlava di sua moglie che aveva assassinato nella sua follia.

Non aveva importanza. Rand soffocò il suono dell’uomo piangente, lo ridusse a un flebile rumore ai margini del suo udito. Era certo di avere ragione. Ma chi era quel tizio? Un Amico delle Tenebre, di sicuro, ma non uno dei Reietti. Lews Therin conosceva le loro facce bene quanto la propria, e ora le conosceva anche Rand. Un pensiero improvviso gli contrasse il volto in una smorfia. Quanto era consapevole di lui l’altro uomo? I Ta’veren potevano essere trovati grazie alla loro influenza sul Disegno, anche se solo i Reietti sapevano come. Lews Therin di certo non aveva fatto menzione di esserne al corrente — le loro ‘conversazioni’ erano sempre brevi e l’uomo di rado dava informazioni volentieri — e da lui non era venuto fuori nulla sull’argomento. Almeno Lanfear e Ishamael avevano saputo come fare, ma nessuno l’aveva trovato a quella maniera da quando loro erano morti. Questo collegamento poteva essere usato allo stesso modo? Potevano essere tutti in pericolo. Più in pericolo del solito, come se il solito non fosse già abbastanza.

«Stai bene, Rand?» chiese Loial in tono preoccupato, avvitando il tappo d’argento con incisa una foglia sulla sua boccetta di inchiostro. Il vetro di cui era fatta era talmente spesso che avrebbe resistito a qualunque cosa tranne essere scagliata contro la roccia, ma Loial la maneggiava come se fosse fragile. Nelle sue grosse mani lo sembrava davvero. «Pensavo che quel formaggio fosse stantio, ma tu ne hai mangiato un bel pezzo.»

«Sto bene» disse Rand, ma naturalmente Nynaeve non gli badò. Si alzò dalla sedia e attraversò la stanza in un lampo, le sue gonne azzurre che turbinavano. A Rand venne la pelle d’oca mentre lei abbracciava saidar e si allungava ad appoggiargli le mani sulla testa. Un istante più tardi un brivido si diffuse attraverso di lui. Quella donna non domandava mai! A volte si comportava come se fosse ancora la Sapiente di Emond’s Field e come se lui dovesse tornare alla fattoria la mattina dopo.

«Non sei malato» disse in tono sollevato. Il cibo guasto stava causando ogni genere di malattie fra i servitori, alcune delle quali serie. La gente sarebbe morta se non fosse stato per la presenza di Asha’man e Aes Sedai che fornivano la loro Guarigione. Riluttanti a costare al loro signore del denaro gettando via il cibo, malgrado tutti gli ammonimenti da parte di Cadsuane, Nynaeve e le altre Aes Sedai, si nutrivano con cose che avrebbero dovuto gettare nella pila dei rifiuti. Un diverso pizzicore si concentrò brevemente sulla sua doppia ferita al fianco sinistro.

«Quella ferita non è migliorata» disse lei aggrottando la fronte. Aveva cercato di Guarirla, non ottenendo più successo di Flinn. Quello non le stava bene. Nynaeve prendeva il fallimento come un insulto personale. «Come riesci anche solo a stare in piedi? Devi essere in preda al tormento.»

«Lo ignora» disse Min in tono piatto. Oh, sì, avrebbero scambiato un po’ di parole.

«Non la più male in piedi che da seduto» disse lui a Nynaeve, togliendole con delicatezza le mani dalla sua testa. La semplice verità. Così come quello che aveva detto Min. Non poteva permettersi di lasciare che il dolore lo rendesse un prigioniero.

Una delle doppie porte si aprì con un cigolio per lasciar entrare un uomo canuto con una giubba gialla orlala di rosso e blu e che gli pendeva floscia sulla corporatura ossuta. Il suo inchino fu esitante, un problema alle giunture e non mancanza di rispetto. «Mio lord Drago» disse con una voce cigolante quasi quanto i cardini. «Lord Logain è tornato.»

Logain non attese alcun invito, entrando praticamente subito dopo il servitore. Un uomo alto con capelli scuri che si arricciavano fino alle spalle, e dalla carnagione scura per essere un Ghealdano; probabilmente le donne lo consideravano bello, tuttavia c’era una vena di oscurità anche dentro di lui. Portava la sua giubba nera con la spada e il drago sull’alto colletto e una spada dall’elsa lunga al fianco, ma aveva fatto un’aggiunta: una spilla tonda laccata sulla spalla che mostrava tre corone dorate in campo azzurro. L’uomo aveva adottato un sigillo? Le sopracciglia del vecchio schizzarono in su dalla sorpresa e guardò verso Rand come per chiedere se volesse che Logain fosse allontanato.

«Le notizie dall’Andor sono piuttosto buone, suppongo» disse Logain, infilando i suoi guanti d’arme neri dietro la cintura portaspada. Offrì a Rand un minimo inchino, il piegamento più lieve della schiena. «Elayne conserva ancora Caemlyn e Arymilla mantiene ancora il suo assedio, ma Elayne è avvantaggiata dal momento che Arymilla non riesce a impedire l’afflusso di cibo, men che meno dei rinforzi. Non c’è bisogno di corrucciarsi. Mi sono tenuto fuori dalla città. Le giubbe nere non sono esattamente le benvenuto lì, in ogni caso. Gli uomini delle Marche di Confine sono ancora nello stesso posto. Sei stato saggio a tenerti alla larga da loro, pare. Si dice che abbiano tredici Aes Sedai con loro. Corre voce che ti stiano cercando. Bashere non è ancora tornato?» Nynaeve gli rivolse un’occhiataccia e si allontanò da Rand tenendo stretta la treccia. Il fatto che le Aes Sedai vincolassero degli Asha’man a lei stava bene, ma non il contrario.

Tredici e che lo stavano cercando? Si era tenuto alla larga dagli uomini delle Marche di Confine poiché Elayne non gradiva il suo aiuto — interferenza, l’aveva chiamata; e Rand aveva cominciato a capire che lei aveva ragione al riguardo; doveva conquistarsi il Trono del Leone, non riceverlo da lui — ma forse era meglio così. Tutti i governanti delle Marche di Confine avevano legami con la Torre Bianca e senza dubbio Elaida era ancora desiderosa di mettere le mani su di lui. Lei e quel suo folle proclama sul fatto che nessuno gli si avvicinasse se non tramite lei. Se credeva che quello lo avrebbe costretto ad andare da lei, era una sciocca.

«Grazie, questo è tutto, Ethin. Lord Logain?» domandò mentre il servitore usciva con un inchino e con un ultimo sguardo contrariato a Logain. Rand pensava che, se gli avesse detto di buttare fuori Logain, quell’uomo ci avrebbe provato.

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