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READ-E-BOOK » Космическая фантастика » Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]
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Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]

Электронная книга - «Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]». Краткое содержание книги:

Ogni 76 anni ritorna uno dei più affascinanti e misteriosi visitatori che l’umanità ricordi: la Cometa di Halley. Il suo passaggio più recente è ancora fresco nella memoria, ma questo straordinario romanzo ci parla del prossimo appuntamento, e della spedizione di un gruppo di scienziati su Halley, non solo per scoprirne i misteri, ma per trasformarla in un luogo adatto alla vita. Tra meraviglie tecnologiche e sforzi sovrumani di adattamento, i segreti sepolti nel cuore della cometa (tutt’altro che priva di forme di vita) trasformano un immane progetto di colonizzazione in una spietata lotta per la sopravvivenza. Tuttavia, le minacce non vengono solo da un ambiente irriducibile, ma anche dagli stessi membri della spedizione, un complesso microcosmo che riproduce tensioni, conflitti e pregiudizi che hanno portato la Terra sull’orlo della catastrofe; ma soprattutto c’è il drammatico confronto tra due “forme” umane, quella naturale degli Orthos, e quella manipolata geneticamente dei Perceli. Uno sfondo da cui emergono tre grandi protagonisti, dai quali dipende il futuro della missione: Carl Osborn, Saul Lintz e, soprattutto, Virginia Kaninamanu Herbert, impegnata ad esplorare le frontiere fra l’intelligenza umana e quella artificiale. E il lungo viaggio della cometa nelle profondità dello spazio procede fra eventi memorabili e tremende avversità, in un alternarsi di trionfi e delusioni. Esperienze però che ogni volta lasciano appena intuire le incredibili prospettive che ancora attendono la colonia di Halley. Un grandioso affresco, che ha pochi eguali per ricchezza d’idee ed efficacia narrativa, dove si ritrovano tutti i più grandi temi della fantascienza.
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— Il Controllo Terrestre dice che la loro stima di quattro ore è esatta. La sonda si trova sul giusto corridoio di decelerazione.

— Non può essere — borbottò Carroll.

— Ma loro dicono…

— Le loro informazioni sono vecchie di quattro ore! La velocità della luce, ti dico! Qualcosa sta…

— Chiudi il becco, Andy. — Per un po' ci fu silenzio nella stanza. Soltanto il sommesso ronzio dei ventilatori e il debole clic tutte le volte che qualcuno di loro azionava un interruttore. Poi Lani parlò:

— Sta girando la sua torcia, Virginia.

— Quadra. Era ora. Sto mandando fuori la pastoia.

Virginia non tradiva nessun sintomo di tensione, ma tutti i presenti nella stanza erano afferrati dalla suspense. Gli schermi in alto mostravano le due parti dell'inviato della colonia, le due porzioni collegate da un cavo teso spesso meno di un dito e lungo più di cinquanta chilometri. I razzi avvamparono, e il corpo collegato cominciò a vorticare, come un lento, grande boia nell'oscurità stellata.

— Adesso il propellente della sezione B è esaurito — annunciò Andy Carroll. — La sezione A è pronta a ricevere il trasferimento di velocità fra trecentodieci secondi.

Lani si girò e spiegò a quelli che stavano osservando: — La nostra sonda era un razzo a due stadi. La parte B ha fornito la spinta iniziale. La parte A ha risparmiato il proprio carburante per la collimazione finale con il Pacco Assistenziale.

— Allora, come mai la parte B è ancora attaccata? — chiese uno degli uomini di Quiverian.

Lani mosse i due pugni uno intorno all'altro, imitando un boia. — Stiamo utilizzando una pastoia a vortice per sottrarre ancora più velocità dallo stadio del booster, il razzo di spinta. Scagliando la parte B di nuovo verso Halley, trasferiamo la sua porzione d'energia all'altro pezzo, il nostro vero inviato.

Gli astanti ascoltavano appena. Tutti gli occhi erano sullo schermo centrale, dove il Pacco Assistenziale cominciava a ruotare. Quello che era stato un puntino caldo sull'orlo della cupola a specchio s'illuminò mentre ruotava verso il vorticante messaggero in due parti dei coloni.

L'immagine era troppo confusa. Le loro telecamere a bordo della sezione A che ruotava rapidamente non riuscivano a rimanere fissate in modo continuo sulla nave della Terra. Elaborando quei rapidi scorci, JonVon riusciva a stento a mantenere la simulazione d'un punto di vista fisso.

Saul si chiese se non avesse dovuto venirgli in aiuto. Conosceva JonVon meglio di chiunque altro, salvo la stessa Virginia. Per lo meno avrebbe potuto aiutare il computer organico a stabilizzare ancor più l'immagine.

Ma non si offrì di farlo. In tutta sincerità, temeva che Virginia potesse rifiutare, e rendere in tal modo esplicito ciò che era già tacito fra loro.

Mi manca talmente… Le ho fatto torto, restando lontano, non confessandole quello che ho fatto…

Così si era già detto più e più volte. Ma questo non l'aveva aiutato a trovare il coraggio di parlarle di quella piccola creatura deforme, che era cresciuta nella vasca della clonazione nel suo laboratorio segreto, un tentativo di farle un dono… ma che invece era risultato un crudele memento… l'ammonimento che Dio poneva dei limiti perfino ai profeti, e imponeva severamente il rispetto di quei confini.

Mi è stato posto in mano il potere di plasmare animali e perfino uomini… ma mi è negata qualunque maniera di dare alla donna che amo il bambino che lei tanto disperatamente vorrebbe, una cosa che la maggior parte degli uomini dà per scontata.

Doveva esserci una ragione, ma finora l'Infinito non si era degnato di confidarsi con lui.

— Che razza di clape oscena sta cercando di fare quel coso? — Saul sentì Jeffers mormorare quelle parole.

— Credo… — Carl Osborn scivolò avanti d'un passo, la sua voce improvvisamente rigida. — Credo stia cercando di colpire la nostra sonda.

— Impossibile! — gridò uno degli ortho moderati della caverna di Almondstone. — Perché dovrebbe?

Ma la lancia fiammeggiante del propulsore del vascello della Terra avvampò accecante quando la sua immagine giunse più vicina alla visuale fornita dalla telecamera. Andy Carrol gridò: — Sta manovrando! Accelera la virata! — E poi fu il caos totale.

— La pastoia si è separata! — urlò Lani.

— Ho perso il contatto con la sezione B! — gridò un altro spaziale.

— State indietro tutti! Lasciateli lavorare. Dategli spazio! — imprecò Carl, mentre spingeva via la gente dai controllori. Sopra le loro teste gli schermi erano una macchia confusa di sensori sovraccarichi.

Quando Saul si fece largo tra la folla urlante, gli occhi di Carl incontrarono i suoi, scivolando fra le braccia intrecciate degli hawaiani di Anuenue per avvicinarsi alla consolle. C'era un silenzioso guizzo d'emozione sul volto di Osborn, poi lo spaziale fece scattare la testa. — D'accordo — disse Carl. — Aiutali. Ma se li intralci ti spacco il culo.

Saul annuì e balzò in avanti per atterrare leggero sulla ragnatela accanto a Virginia. Tirò fuori un casco neurale dalla consolle e l'infilò sopra i punti scortecciati del suo cranio.

Il maelstrom era ancora peggiore nel regno delle immagini e dei flussi dei dati. Senza gli anni di pratica sotto la tutela di Virginia, si sarebbe smarrito in un attimo in mezzo a quel rumore.

Filtrò i dati cercando soltanto i centri per l'elaborazione della visione. Le cose veramente importanti, i vettori e i rapporti sulla condizione meccanica e sui dati della rotta, non le toccò neppure. Probabilmente, se avesse cercato di portare aiuto in quel settore, avrebbe fatto più danni che altro. Ma poteva dare a Carl e agli altri una miglior visuale di ciò che stava accadendo. Valutò che quel tanto fosse nelle sue capacità.

Richiamò quella sezione della memoria di JonVon riservata al proprio lavoro, recitando il suo codice segreto di accesso: Simon dice, apriti Kelly.

La risposta parve impiegare alcuni millisecondi, mostrando quanto il professore fosse impegnato:

Buon pomeriggio, dottor Lintz. Ho notizie da riferire circa lo stato dell'ultimo esperimento. Le camere di clonazione stanno operando secondo le indicazioni previste. C'è…

Non adesso lo interruppe. Scavalca tutto salvo la funzione fondamentale per il mantenimento della vita. Trasferisci le altre risorse all'elaborazione dei dati in arrivo in immagini chiare ed esibiscile secondo i seguenti formati.

Visualizzò la consolle lì davanti, e vi si «tuffò» con la sua mente, tracciando sentieri e nominando blocchi elettronici pulsanti per permettere a JonVon di accedervi. Il torrente dei dati era per lui un caos quasi totale, ma lavorare con JonVon sembrava aprire altre possibilità. Gli offriva uno scorcio, e così spesso pensava, delle meraviglie con cui Virginia aveva a che fare, come surrogati per quella parte d'infinito che avrebbe potuto essere sua.

Cattivo argomento. Concentrati, vecchio sciocco!

Le telecamere bruciacchiate, che rotolavano via sulla sonda A, stavano trasmettendo ancora. Se soltanto lui e JonVon fossero riusciti a sincronizzare ed a mettere in fase quel rotolare… ad accedere alla sonda facendo in modo che trasmettesse immagini in rapida pulsazione…

Sì! Macchina intelligente. La mamma ti ha insegnato bene.

Gradualmente, con lo scorrere dei secondi, quella macchia confusa si risolse, guizzò, si stabilizzò. Saul vide che la torcia fiammeggiante della nave della Terra era stata lasciata indietro, la sua vampa non ardeva più in maniera accecante.

La pastoia che si è spezzata l'ha colta di sorpresa. Si rese conto che il vascello della Terra non era stato capace di seguire dei pezzi che volavano via in direzioni tanto rapidamente alterate. Una delle sezioni stava adesso sfrecciando verso il Pacco Assistenziale ad angolo obliquo, ancora più velocemente di prima.

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