Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]
- Автор: Бенфорд Грегори, Брин Дэвид
- Год: 1987
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0182-2
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]». Краткое содержание книги:
— Stava soltanto cercando di difendersi! — gridò qualcuno in mezzo al pubblico. — Dobbiamo aver attivato una difesa antimetoeoriti!
Un altro degli osservatori fu d'accordo. — Dobbiamo smetterla con questa stupida interferenza. Lasciatela arrivare come hanno previsto i suoi progettisti. Qualunque cosa faremo, sarà come un'azione da selvaggi che interferiscono con una macchina complicata che non capiscono. Ci causerà soltanto un disastro.
Vi fu un sordo brontolio di assenso, ma Saul riuscì a sentire, al di là del succedersi delle correnti dei dati, il chiaro sapore del trionfo che s'irradiava da Virginia.
— Beccato! — la sentì bisbigliare, non molto lontano. Girò brevemente la testa, cercando di vederla. Ma il pulsante connettore neurale e il suo sistema di visione naturale si scontrarono, minacciandolo con un'ondata di vertigini. Chiuse di nuovo gli occhi e si concentrò per stabilizzare l'immagine per Carl.
— Ecco — sentì borbottare allo spaziale, alle sue spalle. — Piano. Andy, Virginia, cercate di restringervi delicatamente alla base di quelle filiere. Adesso, Lani, aiuta Virginia a introdursi nel computer di quell'affare. Scoprite perché non ha ancora stabilito contatto.
— D'accordo, Carl — rispose Lani. Saul percepì il vascello della Terra come un'immagine incombente d'oro e argento bruniti… un globo troppo liscio, ancor più di uno specchio, per essere d'una quaisivoglia sostanza. In quella superficie una forma minuscola ondeggiò e crebbe, illuminandosi di tanto in tanto quando il robot della colonia sbuffava e avvampava per far collimare le velocità. Il loro piccolo inviato era sminuito contro quella curva che rifletteva il bagliore delle stelle, una grossolanità fusiforme che osava spingersi fuori per toccare quella bellezza angelicata.
— Contatto! Ci siamo fissati su una filiera — annunciò Carroll.
— Sto pulsando un codice di comunicazione sonda a sonda — riferì Lani.
— Vedremo cos'ha da dire…
Poi Virginia gemette.
— Quei pazzi figli di puttana!
Come se la lama di un coltello fosse calata e avesse reciso le mani di Saul. Un tsunami di rumore e di dolore lacerò i suoi ormeggi come un uragano, strappando via frammenti di lui stesso in mezzo ad una tempesta di dati impazziti. Provò la sensazione di affogare, e non aveva più nessuna idea di dove fosse l'alto. Il dolore e il caos lo travolgevano.
A questo punto accadde una cosa che salvò la mente di Saul. Starnutì.
Quell'esplosione sussultante fu così violenta che il casco con il connettore neurale gli volò via dalla testa e andò a sbattere contro la consolle. D'un tratto il mondo tornò di luce, aria, e di vero rumore: un timulto di voci umane che pareva, al confronto, il sussurro d'una brezza mattutina.
— Cos'è successo…
— … saltato in aria!
— Mio Dio, annichilamento puro…!
— Itaka, inserisciti sul canale di allarme! Di' alle squadre di superficie di mettersi subito al riparo! — ordinò la voce di Carl sopra quel lievitare di panico. — Falli scendere giù prima che i neutroni li colpiscano!
Delle mani afferrarono Saul per le spalle, cercando di tirarlo indietro. Sbatté le palpebre e in mezzo alle macchie che gli danzavano davanti agli occhi vide la forma afflosciata di Andy Carroll. Stavano recidendo la rete per liberarlo. Keoki Anuenue stava armeggiando dietro al collo ciondolante di Virginia, tirando via il suo connettore neurale mentre altri stavano accorrendo in fretta reggendo barelle.
— No! — urlò Saul. Afferrò il polso di Keoki con tanta forza che il grosso hawaiano cacciò fuori un rantolo di sorpresa.
Saul gracidò: — Non lasciare che nessuno la tocchi. Nessuno! — Prese su il casco che aveva appena buttato da parte. — Lasciala stare! — Con mano tremante se lo rimise in testa.
In un istante si ritrovò in quella turbinante, ribollente marea di elettroni, il ruggito di un'esplosione forte abbastanza da infrangere un piccolo mondo.
Stavolta meglio preparato, Saul cavalcò quelle onde impetuose, cercando uno scoglio, un vortice, un punto qualunque dove fermarsi e raccogliere i fili.
Un frammento del programma di mimesi della personalità di JonVon gli sfrecciò accanto, mormorando qualcosa sul rifiuto di un «Academy Award»… qualunque cosa fosse. Lo ghermì e collegò il frammento ad una subroutine per cercare i database delle biblioteche, e ad un'altra che conteneva informazioni sull'allevamento del bestiame nell'isola di Wight.
— Virginia — bisbigliò. — Dove sei?
Quale istinto gli aveva detto, con certezza più profonda d'una pura consapevolezza, che Virginia era smarrita in qualche punto di quel maelstrom…? Che scollegarla avrebbe significato lasciarla, se non allo stato di vegetale, comunque a qualcosa di basilare perduto per sempre nel caos? Saul cercò intorno a sé, raccogliendo un costrutto sbrindellato, una truppa di frammenti e di relitti, e mandò fuori degli esploratori a cercare.
Un sussurro di aria tropicale, laggiù!
Un profumo di crisantemi, qui!
Un ricordo segreto dell'infanzia… un imbarazzo con un ragazzo del vicinato… portatelo dentro!
Tracce, tutte, che si precipitavano fuori da un guazzabuglio turbinante. Ad uno ad uno, ci sarebbero volute mille vite per riconoscerle, o anche soltanto per ammucchiarle tutte, per non parlare di riordinarle e riportarle a ciò che erano state. Non ci provò. Tutto quello che poteva fare era amarle.
Paura e dolore… un'imprecazione sussurrata.
— … quei pazzi figli di p…
Gli sfrecciò accanto. Ma Saul la raggiunse e l'afferrò.
Ti amo, Virginia invocò. Difetti e tutto il resto… Stupido e cieco come sono, ti amo e ti amerò per sempre…
… per sempre…
La parola echeggiò.
… sempre…?
Sì, lungo la strada del tempo fino a quando perfino il Caldo sbiadirà e tutto il ghiaccio rivivrà… Non ti lascerò mai…
… mai…?
Oh, Saul…
Oh…
— Oooh. — La sua voce del mondo reale sussurrò accanto a lui. — Oh, Saul…
La ragnatela vibrò di movimento, e d'un tratto… ecco… la mano di lei rinserrava la sua, con tanta forza che quel gradito dolore si aggiunse al libero scorrere delle lacrime nei suoi occhi.
CARL
Carl digrignò i denti per l'irritazione, ma non lasciò trasparire la cosa. Quattro ore erano trascorse dall'esplosione. Il cauterizzante calore dell'esplosione avvenuta lì vicino aveva fatto evaporare in un lampo uno strato di ghiaccio da una delle facce di Halley. C'erano stati estesi danni ai mech e agli strumenti diagnostici sulla superficie, e alcuni feriti. I dati arrivavano con lentezza, ma ciò non aveva impedito a uomini e donne di discorrere e avanzare ipotesi.
Joao Quiverian stata diventando insopportabile. Usava tutto l'impatto della sua altezza, torreggiando sopra gli altri, con la sua voce che risuonava cavernosa, imperiosa e autoritaria.
— Abbiamo sbagliato in una maniera che trovo ingiustificabile. Questo infortunio è la diretta conseguenza della nostra bramosia di immischiarci in cose che non capiamo, invece che riporre la nostra fiducia negli esseri umani nostri simili. È ovvio che in qualche modo il mech ha dato fuoco alla camera a fusione del…