Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La lama dei sogni
La lama dei sogni - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
1 ... 112 113 114 115 116 117 118 119 120 ... 251
Перейти на страницу:

17

Un orso di bronzo

Lasciando comare Harfor e mastro Norry, Elayne si diresse impaziente verso la Sala della Mappa ancora trattenendo saidar. impaziente ma non affrettata, Deni e tre donne della Guardia la precedevano, le loro teste che ruotavano alla ricerca costante di minacce, e le altre quattro procedevano a passi pesanti dietro. Dubitava che a Dyelin sarebbe occorso molto tempo per le sue abluzioni, che avesse notizie buone o cattive. Volesse la Luce che fossero buone. Birgitte, le mani serrate dietro la schiena e con la fronte aggrottata, pareva immersa nel silenzio mentre camminavano, anche se esaminava ogni corridoio che intersecavano come se si aspettasse che da lì provenisse un attacco. Nel legame c’era ancora preoccupazione. E stanchezza. Uno sbadiglio disserrò le mascelle di Elayne prima che lei potesse fermarsi.

Una riluttanza a generare dicerie non era l’unica ragione per cui manteneva un passo misurato. C’erano più servitori nei corridoi, ora. La cortesia aveva richiesto che lei offrisse delle stanze a palazzo ai nobili che erano riusciti a raggiungere la città con gli armigeri — considerandoli come armigeri a grandi linee: alcuni erano ben addestrati e maneggiavano la spada ogni giorno, altri avevano condotto l’aratro prima di essere chiamati a seguire il proprio lord o lady — e un buon numero di loro aveva accettato. Perlopiù quelli che non avevano una residenza a Caemlyn o, lei sospettava, che erano un po’ a corto di denaro. Contadini o operai potevano pensare che tutti i nobili fossero ricchi, e di certo parecchi di loro lo erano, anche solo a paragone, ma le spese richieste dalle loro posizioni e dai loro obblighi costringevano molti a contare le monete con la stessa attenzione di qualunque moglie di contadino. Elayne non sapeva cos’avrebbe fatto con gli ultimi arrivati. I nobili già dormivano in tre o quattro per letto quando questi erano abbastanza grandi; tutti tranne i più stretti ne potevano ospitare almeno due, e così era. Molte donne della Famiglia erano state relegate a pagliericci sul pavimento negli alloggi dei servitori, e che la Luce fosse ringraziata poiché la primavera l’aveva reso possibile. Pareva che tutti quanti i suoi ospiti nobili fossero in giro per i corridoi a passeggiare, e quando le offrivano le loro riverenze, lei doveva fermarsi e scambiare almeno qualche parola. Sergase Gilbearn, piccola e magra in un abito verde per cavalcare, con i capelli scuri appena punteggiati di bianco, che aveva portato tutti e venti gli armigeri al suo servizio, e l’anziano e irascibile Kelwin Janevor, asciutto nella sua giacca di lana blu discretamente rammendata, che ne aveva portati dieci, si intrattennero in un cortese scambio così come il dinoccolato Barel Layden e la tarchiata Anthelle Sharplyn, anche se erano Sommi Signori, seppure di casate minori, tutti quanti avevano cavalcato in suo aiuto con tutti gli uomini che erano riusciti a radunare e nessuno aveva voltato le spalle dopo aver appreso qual era la situazione. Molti quel giorno parevano a disagio, però. Nessuno disse nulla al riguardo — erano tutti pieni di auguri e speranze per un’imminente incoronazione per quanto erano onorali di seguirla —, ma la preoccupazione era evidente sulle loro facce. Arilinde Branstorm, di solito così esuberante che si poteva pensare che credesse che i suoi cinquanta armigeri avrebbero cambiato da soli le sorti della battaglia a favore di Elayne, non era l’unica donna a mordicchiarsi il labbro, e Laerid Traehand, robusto, taciturno e di solito impassibile come una roccia, non era l’unico uomo con la fronte aggrottala. Perfino la notizia di Guybon e dell’aiuto che aveva portalo provocò solo brevi sorrisi, rapidamente inghiottiti dal disagio.

«Pensi che abbiano saputo della baldanza di Arymilla?» chiese durante uno dei brevi intervalli in cui non stava rispondendo a inchini e riverenze. «No, non sarebbe stato sufficiente a turbare Arilinde o Laerid.» Arymilla all’interno delle mura con trentamila uomini probabilmente non avrebbe turbato quei due.

«No, è vero» convenne Birgitte. Si guardò attorno come per vedere chi, a parte le donne della Guardia, poteva sentire prima di proseguire. «Forse sono preoccupati per quello che turba anche me. Non ti sei persa quando siamo tornate. O meglio, qualcosa ha contribuito.»

Elayne si soffermò per scambiare un paio di rapide parole con una coppia dai capelli grigi e abiti di lana che sarebbero stati adatti ad agricoltori benestanti. Il maniero di Brannin ed Elvaine Martan era molto simile a una fattoria, che si era allargata a ospitare diverse generazioni. Un terzo dei loro armigeri erano loro familiari, figli, nipoti o altro. Solo quelli troppo giovani o troppo vecchi per cavalcare erano stati lasciati indietro per provvedere alla semina. Elayne sperò che quella coppia sorridente non si fosse sentita trattato in modo sommario, ma si rimise a camminare poco dopo essersi fermata. «Cosa intendi con ‘qualcosa ha contribuito’?»

«Il palazzo è... cambiato.» Per un momento nel legame ci fu confusione. Birgitte fece una smorfia.

«Sembra folle, lo so, ma è come se l’intero edificio fosse stato costruito secondo un progetto lievemente diverso.» Una delle guardie davanti mancò un passo, ma si riprese. «Ho una buona memoria...» Birgitte esitò, il legame carico di un groviglio di emozioni rapidamente represse. Buona parte dei suoi ricordi del passato era svanita come neve al sole. Non rimaneva nulla prima della fondazione della Torre Bianca, e le quattro vite che aveva vissuto tra allora e la fine delle Guerre Trolloc stavano iniziando a diventare frammentarie. Poco sembrava spaventarla, eppure temeva di perdere il resto, in particolare i suoi ricordi di Gaidal Cain. «Non dimentico una strada dopo averla percorsa» proseguì «e alcuni di questi corridoi non sono gli stessi di prima. Alcuni si sono... spostati. Altri non ci sono più e ce ne sono alcuni nuovi. Non sono riuscita a scoprire nessuno che ne stia parlando, ma penso che le persone anziane non dicano nulla perché temono di star perdendo l’intelletto, mentre i giovani temono di perdere il posto.»

«Questo è...» Elayne chiuse la bocca. Chiaramente non era impossibile. Birgitte non soffriva di improvvise allucinazioni. La riluttanza di Naris a lasciare i suoi appartamenti tutt’a un tratto acquisiva un senso, e forse anche la precedente perplessità di Reene. Quasi desiderò che essere incinta l’avesse davvero confusa. Ma come? «Non i Reietti» disse con fermezza. «Se potessero fare una cosa del genere, l’avrebbero già messa in atto da molto tempo, e peggio ancora... Una buona giornata anche a te, lord Aubrem.»

Snello, scavato e calvo tranne per una sottile frangia bianca, Aubrem Pensenor se ne sarebbe dovuto stare a dondolare i bambini dei suoi nipoti su un ginocchio, ma la sua schiena era dritta, gli occhi limpidi. Era stato fra i primi a raggiungere Caemlyn, con quasi cento uomini e le prime notizie che era Arymilla Marne a marciare contro la città, con Naean ed Elenia ad appoggiarla. Lui iniziò a ricordarle di quando aveva cavalcato per sua madre durante la Successione, finché Birgitte non mormorò che lady Dyelin la stava aspettando.

«Oh, in tal caso non lasciare che ti trattenga, mia signora» disse l’anziano di cuore. «Ti prego di presentare i miei omaggi a lady Dyelin. È stata così occupata che non ho scambiato nemmeno due parole con lei da quando sono giunto a Caemlyn. I miei migliori omaggi, se ti piace.» La casata Pensenor era stata alleata con la casata Taravin di Dyelin da tempo immemorabile.

«Non i Reietti» disse Birgitte una volta che Aubrem fu fuori portata d’udito. «Ma cosa l’ha causato è solo la prima domanda. Succederà di nuovo? E se sì, i cambiamenti saranno sempre benigni? Oppure potresti risvegliarti e trovarti in una stanza senza porte o finestre? E cosa succede se stai dormendo in una camera che scompare? Se un corridoio può svanire, così può fare una camera. E se coinvolgesse più del palazzo? Dobbiamo scoprire se tutte le strade conducono dove portavano prima. E se la prossima volta parte delle mura cittadine non fosse più lì?»

1 ... 112 113 114 115 116 117 118 119 120 ... 251
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)