La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
«Mi odiano, loro, mia signora» disse Hark con voce imbronciata. Le sue mani si strinsero a pugno attorno alla catena. «Stavo raccogliendo prove di come stavano rubando dal buon padrone — la sua stessa figlia, bada! —, ma lui è morto prima che potessi fornirgliele e sono stato gettato in strada senza referenze o un penny, io. Hanno bruciato quello che avevo raccolto, mi hanno picchiato e mi hanno cacciato via.»
Elayne si picchiettò il mento pensierosa. «Un impiegato, dici. Parecchi impiegati parlano meglio di te, mastro Hark, ma ti offrirò una possibilità per provare quanto affermi. Vuoi far mandare una scrivania portatile, mastro Norry?»
Norry esibì un lieve sorriso. Com’era possibile che quell’uomo riuscisse a far sembrare distaccato un sorriso? «Non ce n’è bisogno, mia signora. Il magistrato del caso ha avuto la stessa idea.» Per la prima volta da quando lo conosceva, lui prese un foglio di carta dalla cartella che teneva stretta al petto. Elayne pensò che le trombe avrebbero squillato! Il sorriso di Hark scomparve del tutto quando i suoi occhi seguirono quella pagina dalle mani di Norry alle sue.
Le bastò un’occhiata. Poche righe irregolari ricoprivano meno di metà del foglio, la grafia ristretta e sgraziata. Non più di una mezza dozzina di parole erano effettivamente leggibili, e anche quelle a malapena.
«Non certo la mano di un impiegato» mormorò lei. Restituendo la pagina a Norry, cercò di rendere il proprio volto severo. Aveva visto sua madre dispensare giudizi. Morgase era stata capace di assumere un’espressione implacabile. « Temo, mastro Hark, che rimarrai in una cella finché i magistrati ai Quattro Re non saranno consultati e, subito dopo, verrai impiccato.» Le labbra di Hark si arricciarono e lui si portò una mano alla gola come se sentisse già il cappio. «Ameno che, naturalmente, tu non sia disposto a seguire un uomo per me. Un uomo pericoloso a cui non piace essere seguito. Se puoi dirmi dove va di notte, sarai esiliato a Baerlon. Dove farai bene a trovare un nuovo mestiere. Il governatore mini informato del tuo arrivo.»
All’improvviso Hark sorrise di nuovo. «Ma certo, mia signora. Sono innocente, ma posso capire come le cose appaiano losche per me, io. Seguirò ogni uomo che vorrai. Ero un sostenitore di tua madre, io, e lo sarò anche per te. Leale, ecco cosa sono, mia signora, leale anche se devo soffrire per questo.»
Birgitte sbuffò in tono derisorio.
«Disponi affinché mastro Hark veda il volto di Mellar senza essere notato, Birgitte.» L’uomo non dava nell’occhio, ma non era il caso di correre rischi. «Poi lascialo andare.» Hark pareva pronto a danzare, ceppi di ferro o no. «Ma prima... Vedi questo, mastro Hark?» Elayne sollevò la mano destra in modo che non potesse non vedere l’anello del Gran Serpente. «Puoi aver udito che sono una Aes Sedai.» Con il Potere già dentro di lei, le risultò semplice intessere Spirito. «È vero.» Il flusso che appoggiò su fibbia, stivali, giacca e brache di Hark era in qualche modo simile a quello per il legame del Custode, anche se molto meno complesso. Sarebbe svanito dai suoi abiti in poche settimane o mesi al massimo, ma il metallo avrebbe trattenuto un Tracciatore per sempre. «Ho posato un flusso su di te, mastro Hark. Ora puoi essere rintracciato ovunque.» In realtà solo lei sarebbe stata in grado di trovarlo — un Tracciatore era accordalo a colei che lo intesseva —, ma non c’era ragione di dirglielo. «Solo per essere certa che tu sia davvero leale.»
Il sorriso di Hark pareva congelato sul suo volto. La sua fronte si era imperlata di sudore. Quando Birgitte andò alla porta e fece entrare Hansard, dandogli istruzioni di portar via Hark e tenerlo al sicuro da occhi rapaci, Hark barcollò, e sarebbe caduto se il robusto uomo della Guardia non l’avesse sostenuto nel l’usci re dalla stanza.
«Temo di aver appena dato a Mellar una sesta vittima» borbottò Elayne. «Non pare nemmeno in grado di seguire la sua stessa ombra senza inciampare sui propri stivali.» Non era tanto la unirle di Hark ciò che rimpiangeva. Quell’uomo sarebbe stato impiccato di sicuro. «Voglio chi ha piazzato quel maledetto uomo nel mio palazzo. Lo voglio così tanto da farmi dolere i denti!» Il palazzo era infestato di spie — Reene ne aveva scoperte oltre una dozzina a parte Skellit, anche se credeva che fossero tutte —, ma che Mellar fosse stato mandato per spiarla o per facilitare il suo rapimento, era peggio del resto. Aveva disposto la morte di alcuni uomini o li aveva uccisi lui stesso per poter ottenere il suo posto. Che quegli uomini avessero pensato di dover uccidere lei non faceva differenza. Un omicidio era sempre un omicidio.
«Fidati di me, mia signora» disse Norry, appoggiando un dito contro il suo lungo naso. «I tagliaborse sono... ehm... furtivi di natura, tuttavia di rado durano a lungo. Presto o tardi tagliano la borsa di qualcuno che corre più veloce di loro, qualcuno che non se ne sta ad aspettare le guardie.» Fece un rapido gesto come per accoltellare qualcuno. «Hark è durato almeno ventanni. Diversi dei borsellini tra... uhm... la sua collezione erano ricamati con preghiere di ringraziamento per la fine della Guerra Aiel. Quelli passarono di moda molto rapidamente, a quanto ricordo.»
Birgitte si mise a sedere sul bracciolo della sedia accanto e si mise a braccia conserte. «Potrei arrestare Mellar» disse con calma «e farlo interrogare. Non avresti bisogno di Hark, così.»
«Una pessima battuta, mia signora, se mi è permesso dirlo» affermò comare Harfor in tono severo, mentre allo stesso tempo mastro Norry diceva: «Quello sarebbe... ehm... contro la legge, mia signora.»
Birgitte balzò in piedi, il legame sommerso di oltraggio. «Sangue e maledette ceneri! Sappiamo che quell’uomo è marcio quanto il pesce di un mese fa.»
«No.» Elayne sospirò, sforzandosi di non sentirsi a sua volta oltraggiata. «Abbiamo sospetti, non prove. Quei cinque uomini potrebbero essere stati vittima di tagliagole. La legge è piuttosto chiara su quando qualcuno può essere sottoposto a interrogatorio e i sospetti non sono una ragione sufficiente. Servono prove solide. Mia madre diceva spesso: ‘La regina deve obbedire alle leggi che fa, oppure non esiste alcuna legge.’ Non inizierò infrangendo la legge» Il legame trasmise qualcosa di... ostinato. Elayne fissò Birgitte con uno sguardo saldo. «Né lo farai tu. Mi hai capito, Birgitte Trahelion? Non lo farai neanche tu.»
Con sua sorpresa, l’ostinazione durò solo qualche altro momento prima di scemare, rimpiazzata da mortificazione. «Era solo un suggerimento» borbottò Birgitte debolmente.
Elayne si stava domandando come ci fosse riuscita e come farlo di nuovo — a volte nella mente di Birgitte sembrava esserci qualche dubbio su chi tra loro era al comando — quando Deni Colford scivolò dentro la stanza e si schiarì la gola per attirare l’attenzione su di sé. Un lungo randello borchiato di ottone equilibrava la spada che pendeva alla cintura della donna tarchiata, parendo fuori posto. Deni stava migliorando con la spada, ma preferiva ancora il randello che aveva usato per mantenere l’ordine in una taverna di carrettieri. «Un servitore è venuto a dire che lady Dyelin è arrivata, mia signora, e sarà al tuo servizio non appena si sarà rinfrescata.»
«Riferite a lady Dyelin di venire a incontrarmi nella Sala della Mappa.» Elayne avvertì un’ondata di speranza. Finalmente, forse, poteva udire delle buone notizie.