La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
La rabbia montò dentro Elayne. Pensavano che fosse così disperata da tenerseli stretti, ecco cosa pensavano! Peggio ancora, avevano ragione. Quei tre uomini ne rappresentavano più di altri mille. Perfino con quelli che Guybon le aveva portato, quella sarebbe stata una perdita atroce. In particolare se avesse indotto altri mercenari a pensare che la sua era una causa persa. Ai mercenari non piaceva stare dalla parte perdente. Sarebbero fuggiti come ratti dal fuoco per evitarlo. La sua rabbia crebbe, ma lei la tenne a bada. Per un soffio. Non riuscì a trattenere lo sdegno nella propria voce, però. «Pensavate che non avreste subito vittime? Vi aspettavate di montare la guardia e prendere l’oro per quello senza sfoderare la vostre spade?»
«Avete firmato per un certo quantitativo d’oro al giorno» si inserì Birgitte. Non disse quanto poiché ogni compagnia aveva negoziato il proprio accordo. L’ultima cosa di cui avevano bisogno era che le compagnie di mercenari diventassero gelose l’una dell’altra. Allo stato attuale pareva che metà delle zuffe da taverna che la Guardia fermava fossero fra uomini di diverse compagnie. «Un ammontare fisso. Per metterla in modo crudele, più uomini perdete, maggiore è il vostro profitto.»
«Ah, capitano generale,» disse in tono blando l’uomo corpulento «ma ti dimentichi l’indennità che va pagata alle vedove e agli orfani.» Gomaisen emise un rumore strozzato e Cordwyn fissò Bakuvun con aria incredula, poi cercò di mascherarlo tracannando di nuovo il suo vino.
Elayne fremette, con le mani che si serravano in pugni sui braccioli della sua sedia. Non avrebbe ceduto alla rabbia. Non l’avrebbe fatto! «Intendo farvi mantenere fede ai vostri patti» disse freddamente. Be’, almeno non era in collera. «Verrete pagati quanto pattuito, incluso il consueto premio per la vittoria dopo che avrò ottenuto il trono, ma non un penny di più. Se cercate di tirarvi indietro, supporrò che stiate facendo un voltafaccia e stiate passando ad Arymilla, nel qual caso farò arrestare voi e le vostre compagnie e verrete estromessi dai cancelli cittadini senza spade o cavalli.» La cameriera che stava riempiendo ancora una volta la coppa di Cordwyn all’improvviso cacciò un urletto e saltellò via quando lui le sfregò il fianco. La rabbia che Elayne aveva trattenuto si riversò fuori incandescente. «E se qualcuno di voi osa ancora mettere le mani addosso a una delle mie donne, lui e la sua compagnia verranno cacciati senza spade, cavalli o stivala Sono stata chiara?»
«Molto chiara, mia signora.» Nella voce di Bakuvun c’era un gelo evidente. «Davvero molto chiara. E ora, dato che la nostra... discussione... sembra conclusa, possiamo ritirarci?»
«Pensate attentamente» disse Sareitha all’improvviso. «La Torre Bianca sceglierà una Aes Sedai sul Trono del Leone oppure una sciocca come Arymilla Marne?»
«Contate le Aes Sedai in questo palazzo» aggiunse Careane. «Contate le Aes Sedai dentro Caemlyn. Non ce n’è nessuna nell’accampamento di Arymilla. Contate e decidete dov’è riposto il favore della Torre.»
«Contate» disse Sareitha «e ricordatevi che lo scontento della Torre Bianca può essere fatale.»
Fura molto difficile credere che una di loro fosse dell’Ajah Nera, eppure doveva essere così. A meno che non si trattasse di Merilille, ovviamente. Elayne sperava che non fosse così. Le piaceva Merilille. D’altro canto le piacevano anche Careane e Sareitha. Non quanto Merilille, tuttavia le piacevano. In qualunque modo la vedeva, una donna che lei apprezzava era un Amico delle Tenebre e già sotto pena di morte.
Quando i mercenari se ne furono andati, offrendo riverenze affrettate, e comare Harfor ebbe mandato via le sue cameriere con quello che restava del vino, Elayne si appoggiò contro lo schienale della sua sedia e sospirò. «L’ho gestita molto male, vero?»
«Con i mercenari c’è bisogno di una mano forte sulle redini» replicò Birgitte, ma c’era dubbio nel legame. Dubbio e preoccupazione.
«Se posso permettermi, mia signora,» disse Norry con la sua voce asciutta «non riesco a immaginare altro modo in cui avreste potuto agire. La mitezza non avrebbe fatto che imbaldanzirli per ulteriori richieste.» Era stato così immobile che Elayne si era quasi dimenticata che fosse lì. Sbattendo le palpebre senza guardare nessuno in particolare, sembrava un uccello lacustre che si stesse domandando dov’era finita l’acqua. In contrasto con la precisione di comare Harfor, alcune macchie d’inchiostro punteggiavano il suo tabarro e le sue dita. La prima cameriera osservò la cartella di cuoio tra le sue mani con evidente disgusto.
«Per favore, volete lasciarci, Sareitha e Careane?» disse. Loro esitarono un poco, ma non c’era nulla che potessero fare tranne chinare il capo e scivolare fuori dalla stanza come cigni. «lì anche voi due» aggiunse sopra la spalla rivolta alle donne della Guardia. Quelle non fremettero nemmeno!
«Fuori!» sbottò Birgitte con uno strattone della testa che fece dondolare la sua treccia. «Ora!» Quelle due sobbalzarono per lei, davvero! Si diressero verso le porte con tanta rapidità che pareva avessero fatto una corsetta.
Elayne si accigliò quando la porta si richiuse dietro di loro. «Che io sia folgorata, non voglio sentire altre dannate brutte notizie, non oggi. Non voglio sentire quanto del cibo portalo da Illian e da Tear è già guasto quando arriva. Non voglio sentire di incendi, di farina nera di larve, di fogne che generano ratti più velocemente di quanto possano essere uccisi o di mosche così numerose che si potrebbe pensare che Caemlyn sia una lurida stalla. Voglio sentire qualche dannata buona notizia, tanto per cambiare.» Che fosse folgorala, suonava petulante! A dire la verità, si sentiva petulante. Oh, come la irritava! Stava cercando di conquistare un trono e si comportava come una bambina in una culla!
Mastro Norry e comare Harfor si scambiarono delle occhiate, il che non fece che peggiorare le cose. Lui accarezzò la sua cartella con un sospiro di rammarico. A quell’uomo piaceva recitare le sue cifre, perfino quando erano terribili. Perlomeno non recalcitravano più nel dare i loro resoconti in compagnia l’uno dell’altra. Be’, non molto. Gelosi delle rispettive responsabilità, ciascuno stava attento che l’altro non travalicasse i suoi compiti ed era rapido a far notare dove qualche confine immaginario era stato attraversato. Tuttavia riuscivano ad amministrare il palazzo e la città con efficienza, con poche incomprensioni.
«Siamo al sicuro da orecchie indiscrete, mia signora?» chiese Reene.
Elayne trasse un respiro profondo ed eseguì esercizi da novizia che non parvero calmarla in alcun modo, poi provò ad abbracciare la Fonte. Con sua sorpresa, saidar andò da lei facilmente, riempiendola con la dolcezza di vita e gioia. E tranquillizzando anche il suo umore. Era sempre così. Rabbia, tristezza o la gravidanza potevano interferire con la sua capacità di abbracciare il Potere, ma una volta che la riempiva, le sue emozioni la smettevano con i loro sbalzi. Intessé con abilità Fuoco e Aria, senza esitazioni, con tracce di Acqua, ma quando ebbe finito non lasciò andare la Fonte. La sensazione di essere colma del Potere era meravigliosa, eppure non quanto il sapere che non avrebbe pianto o urlato per nessuna ragione il momento successivo. Dopotutto non era tanto sciocca da attingere troppo a fondo.
«Lo siamo» disse. Saidar toccò la sua protezione e poi scomparve. Qualcuno aveva tentato di origliare e non era la prima volta che accadeva. Con così tante donne in grado di incanalare radunate nel palazzo, sarebbe stato sorprendente se nessuna avesse tentato di ficcanasare, ma desiderò poter sapere come rintracciare chi stava facendo quei tentativi. Allo stato attuale, lei era restia a dire qualcosa di importante se non era attiva una protezione.
«Allora ho poche buone notizie» disse comare Harfor, spostando la sua cartella senza però aprirla «da Jon Skellit.» Il barbiere era stato parecchio assiduo nel portare da Arymilla i suoi rapporti, approvati da Reene, per poi riferire quello che riusciva ad apprendere negli accampamenti fuori dalla città. Era al soldo di Naean Arawn, ma Naean, che appoggiava la rivendicazione di Arymilla, avrebbe di certo condiviso con lei i rapporti di Skellit. Purtroppo quello che era riuscito ad apprendere fino a quel momento non era stato di molta utilità. «Dice che Arymilla e i Sommi Signori che la appoggiano intendono essere nel primo gruppo che entrerà a Caemlyn. Se ne vanta di continuo, a quanto pare.»