Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La lama dei sogni
La lama dei sogni - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
1 ... 106 107 108 109 110 111 112 113 114 ... 251
Перейти на страницу:

Anche Elayne voleva correre dietro ad Aviendha, per afferrare ogni momento che poteva con lei, ma le parole di Nadere la trattennero. «State lasciando Caemlyn, Dorindha? Dove state andando?» Per quanto a Elayne piacessero gli Aiel, non voleva che se ne andassero a vagare per la campagna. Con la situazione instabile com’era, erano già un problema semplicemente quando si avventuravano fuori dal loro accampamento per cacciare o commerciare.

«Stiamo lasciando l’Andor, Elayne. Entro poche ore saremo lontani oltre i tuoi confini. Per quanto riguarda il dove, devi chiederlo al Car’a’carn.»

Nadere si era diretta a esaminare quello che Naris stava disponendo, e lei aveva iniziato a tremare tanto da far quasi cadere più di un piatto, «Può andar bene, ma non riconosco alcune di queste erbe» disse la Sapiente. «La tua levatrice ha approvato tutto questo, Elayne?»

«Convocherò una levatrice quando il tempo sarà prossimo, Nadere. Dorindha, non penserai che Rand vorrebbe che la vostra destinazione fosse un segreto per me. Cos’ha detto?»

Dorindha si strinse un poco nelle spalle. «Ha inviato un messaggero, una delle giubbe nere, con una lettera per Bael. Bael mi ha permesso di leggerla, naturalmente.» Il suo tono diceva che non era mai stato messo in discussione che lei non la leggesse. «Ma il Car’a’carn ha chiesto a Bael di non rivelarlo a nessuno, quindi non posso dirtelo.»

«Niente levatrice?» disse Nadere incredula. «Chi ti dice cosa bere e mangiare? Chi ti da le giuste erbe? Smettila di guardarmi a quel modo, donna. La collera di Melaine è peggiore di quanto potrà mai esserlo la tua, ma lei ha abbastanza buonsenso da lasciare che sia Monaelle a controllarla in queste faccende.»

«Ogni donna a palazzo controlla quello che mangio» replicò Elayne aspramente. «A volte penso che lo faccia ogni donna a Caemlyn. Dorindha, non puoi almeno...»

«Mia signora, il tuo cibo si sta raffreddando» disse Essande in tono mite, ma con appena quel tocco di fermezza che era concesso a una servitrice anziana.

Digrignando i denti, Elayne scivolò verso la sedia dietro alla quale stava Essande. Non camminò stizzita, per quanto volesse farlo. Scivolò. Essande tirò fuori una spazzola col manico d’avorio e, togliendole l’asciugamano dalla testa, cominciò a spazzolarle i capelli mentre mangiava. Elayne lo fece perché non mangiare significava solo che a qualcuno sarebbe stato detto di andare a prendere altro cibo caldo, poiché Essande e le sue stesse guardie del corpo, assieme, potevano fare in modo di tenerla lì finché non l’avesse fatto, ma tranne per qualche mela che non era andata a male, il pasto era decisamente poco appetitoso. Il pane era crostoso ma punteggiato di larve nere, e i fagioli secchi in umido, dato che tutti i fagioli che conservavano si erano guastati, erano duri e insipidi. La mela era mischiata in una scodella di erbe — radice di bardana a fette, bacche di biancospino nero, viburno palla di neve, dente di leone, foglia d’ortica — con un tocco d’olio, e di carne aveva un pezzo di capretto bollito in un brodo leggero. Con poco o niente sale, a quanto poteva capire. Avrebbe ucciso per del manzo salato che colava grasso! Sul piatto di Aviendha c’era del manzo a fette, anche se pareva duro. Poteva anche bere vino, lei. La scelta di Elayne era fra acqua o latte di capra. Voleva del té quasi quanto un pezzo di carne untuosa, ma perfino quello più blando la faceva correre a fare un goccio d’acqua, e lei aveva già abbastanza difficoltà così com’era. Perciò mangiò in modo metodico, meccanico, cercando di pensare a qualunque cosa eccetto i sapori nella sua bocca. Tranne la mela, almeno.

Cercò di estorcere qualche informazione su Rand alle due donne aiel, ma pareva che ne sapessero meno di lei. Per quanto volevano ammettere, comunque. Potevano essere così reticenti quando lo volevano. Almeno lei sapeva che Rand si trovava in qualche luogo distante a sudest. Da qualche parte a Tear, sospettava, anche se poteva essere facilmente sulla Piana di Maredo o sulla Dorsale del Mondo. A parte quello, sapeva che era vivo e nulla più. Cercò di mantenere la conversazione su Rand nella speranza che potessero lasciarsi sfuggire qualcosa, tuttavia era come squadrare mattoni con le dita. Dorindha e Nadere avevano il proprio obiettivo: convincerla a trovarsi una levatrice all’istante. Continuarono a parlare di come stesse mettendo a rischio sé stessa e i suoi bambini, e nemmeno la visione di Min riusciva a dissuaderle.

«Molto bene» disse lei infine, posando di colpo coltello e forchetta. «Comincerò a cercarne una oggi.» E se non ci fosse riuscita, be’, loro non l’avrebbero mai saputo.

«Ho una nipote che fa la levatrice, mia signora» disse Essande. «Melfane prepara erbe e unguenti in una bottega a via della Candela nella Città Nuova e ritengo che sia piuttosto esperta.» Le rimise a posto gli ultimi ricci e fece un passo indietro con un sorriso compiaciuto. «Mi ricordi così tanto tua madre, mia signora.»

Elayne sospirò. Pareva che avrebbe avuto una levatrice, che lei lo volesse o meno. Ancora un’altra persona a controllare che i suoi pasti fossero pessimi. Be’, forse la levatrice poteva suggerire un rimedio per quei dolori notturni alla schiena e per il seno morbido. Grazie alla Luce le era stata risparmiata la voglia di rimettere. Le donne in grado di incanalare non ne soffrivano durante la gravidanza.

Quando Aviendha tornò era vestila di nuovo in abiti aiel, con il suo scialle ancora umido drappeggiato sopra le braccia, una sciarpa scura legala attorno alle tempio per tenerle indietro i capelli e un fagotto sulle spalle. Diversamente dalla moltitudine di braccialetti e collane che Dorindha e Nadere portavano, lei aveva un’unica collana d’argento, dischi lavorati in modo intricato con uno schema complesso, e un braccialetto d’avorio intagliato fitto con rose e spine.

Porse a Elayne il pugnale smussato. «Devi tenerlo, così sarai al sicuro. Cercherò di farti visita più spesso che posso.»

«Potrebbe esserci tempo per qualche visita occasionale,» disse Nadere con severità «ma sei rimasta indietro e devi lavorare sodo per rimetterti in pari. Strano,» meditò scuotendo il capo «parlare di visite occasionali da tali distanze. Coprire leghe, centinaia di leghe, in un passo solo. Abbiamo imparato strane cose nelle terre bagnate.»

«Su, Aviendha, dobbiamo andare» disse Dorindha.

«Aspettate» disse loro Elayne. «Per favore, aspettate, solo un momento.» Tenendo stretto il pugnale, corse nel suo spogliatoio. Sephanie si interruppe mentre appendeva l’abito blu di Aviendha per rivolgerle una riverenza, ma Elayne la ignorò e aprì il coperchio istoriato del suo portagioie d’avorio. Sopra a collane, braccialetti e spille nei loro compartimenti c’era un fermaglio a forma di tartaruga che pareva d’ambra e una donna seduta, avvolta nei suoi stessi capelli, apparentemente intagliata in avorio scurito dal tempo. Entrambi erano angreal. Mettendo il pugnale col manico di corno nello scrigno, prese la tartaruga e poi, d’impulso, afferrò il contorto anello del sogno di pietra, tutto rosso, blu e marrone. A lei sembrava inutile da quando era incinta, e se fosse riuscita a tessere Spirito aveva comunque l’anello d’argento, lavorato in spirali intrecciate, che era stato recuperato da Ispan.

Precipitandosi di nuovo nel soggiorno, trovò Dorindha e Nadere che stavano litigando, o perlomeno avendo una discussione animata, mentre fissando fingeva di controllare se ci fosse della polvere, facendo scorrere le dita sotto il bordo del tavolo. A giudicare dall’angolazione della sua testa, però, stava ascoltando avidamente. Naris, nel rimettere i piatti di Elayne sul vassoio, stava fissando apertamente le Aiel a bocca aperta.

1 ... 106 107 108 109 110 111 112 113 114 ... 251
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)