La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
Un fuocherello ardeva nel caminetto di marmo dell’anticamera, ma pareva emanare poco calore. I tappeti erano stati rimossi per la primavera e sentiva le piastrelle fredde sotto le suole delle sue scarpe, per quanto robuste fossero. Fissando, la sua cameriera, allargò gonne grigie" orlate di rosso ancora con sorprendente grazia, nonostante la donna dai capelli bianchi soffrisse di artrite alle articolazioni, cosa che lei negava e per cui rifiutava la Guarigione. Avrebbe rifiutato ogni suggerimento di tornare al suo pensionamento con altrettanta veemenza. Il giglio dorato di Elayne era ricamato in grande sul suo petto, e lei lo indossava con orgoglio. Due donne più giovani erano ai suoi fianchi un passo indietro, con una livrea simile ma con gigli più piccoli, sorelle tarchiate e dal volto squadrato di nome Sephanie e Naris. Dagli occhi timidi e ben addestrate da Essande, fecero riverenze molto profonde, arrivando quasi a sfiorare il pavimento.
Per quanto Essande potesse essere fragile e muoversi lentamente, non perdeva mai tempo in inutili chiacchiere o in affermazioni di ovvietà. Non ci furono esclamazioni su quanto Elayne e Aviendha fossero inzuppate, anche se senza dubbio le donne della Guardia l’avevano avvertita. «Metteremo entrambe al caldo e all’asciutto, mia signora, e in vestì appropriate per incontrare dei mercenari. Il vestito di seta rossa con gocce di fuoco al collo dovrebbe impressionarli a dovere. E poi dovreste anche mangiare. Non ti affannare a dirmi che l’avete già fatto, mia signora. Naris, va’ a prendere i pasti dalle cucine per lady Elayne e lady Aviendha.» Aviendha abbozzò una risata, tuttavia era passato molto tempo da quando aveva smesso di obiettare quando veniva chiamata lady. Con le servitaci c’erano cose che ordinavi e altre che semplicemente dovevi tollerare.
Naris fece una smorfia e trasse un respiro profondo per qualche motivo, ma si incurvò in un’altra ampia riverenza, questa a Essande, e una solo poco più ampia a Elayne lei e sua sorella erano entrambe del tutto in soggezione rispetto all’anziana donna quanto all’erede al Trono di Andor — prima di raccogliere le sue gonne e precipitarsi noi corridoio.
Anche Elayne fece una smorfia. Le donne della Guardia avevano detto a Essande anche dei mercenari, a quanto pareva. E che lei non aveva mangiato. Odiava che le persone parlassero di lei alle sue spalle. Ma quanto di quello era dovuto ai suoi umori altalenanti? Non riusciva a ricordare di essere rimasta turbata in precedenza perché una cameriera sapeva in anticipo quale abito preparare o perché qualcuno sapeva che lei aveva fame e mandava a prendere un pasto senza che l’avesse chiesto. I servitori parlavano tra loro — chiacchieravano costantemente, per la verità: quello era un dato di fatto — e comunicavano qualunque cosa potesse contribuire a servire meglio la loro padrona, se erano bravi nel loro lavoro. Ed Essande lo era davvero. Tuttavia la irritava, ancora peggio poiché sapeva che era irrazionale.
Lasciò che Essande conducesse lei e Aviendha nello spogliatoio, con Sephanie che le seguiva. Ormai si sentiva così depressa, fradicia e tremante, per non parlare del fatto che era arrabbiata con Birgitte perché se n’era andata, spaventata per essersi persa nel luogo dov’era cresciuta e imbronciata poiché le sue guardie del corpo sparlavano di lei. In verità si sentiva davvero in pessimo stato.
Molto presto, però, Essande la fece uscire da quegli indumenti bagnati e la avvolse in un grande asciugamano bianco che era stato appeso a riscaldare su una rastrelliera di fronte all’ampio caminetto di marmo all’estremità della stanza. Quello ebbe un effetto calmante. Quel fuoco era tutt’altro che piccolo e la stanza sembrava sufficientemente calda, un tepore benvenuto che le penetrò nella pelle e scacciò i tremori. Essande asciugò i capelli di Elayne mentre Sephanie eseguiva lo stesso compito su Aviendha, cosa che ancora mortificava sua sorella, anche se quella non era certo la prima volta. Lei ed Elayne si spazzolavano spesso i capelli a vicenda la sera, eppure accettare quel semplice servizio da una cameriera faceva arrossire le guance scurite dal sole di Aviendha.
Quando Sephanie aprì uno dei guardaroba addossati a una parete, Aviendha si lasciò sfuggire un profondo sospiro. Teneva un asciugamano avvolto mollemente attorno a sé — un’altra donna che le asciugava i capelli poteva essere imbarazzante, ma la quasi nudità non presentava alcuna difficoltà — e un secondo più piccolo avvolto attorno ai capelli. «Pensi che dovrei indossare vestiti come quelli degli abitanti delle terre bagnale, Elayne, dato che stiamo per incontrare questi mercenari?» domandò in tono davvero riluttante. Essande sorrise. Le piaceva vestire Aviendha di seta.
Elayne stessa mascherò un sorriso, un compito non facile dal momento che voleva ridere. Sua sorella fingeva di disdegnare gli abiti di seta, ma di rado mancava un’opportunità per indossarli. «Se puoi tollerarlo, Aviendha» disse in tono grave, aggiustandosi il proprio asciugamano con attenzione. Essande la vedeva nuda ogni giorno e anche Sephanie, ma non era il caso di farlo accadere senza motivo. «Per ottenere un effetto migliore, dovremmo stupirli entrambe. Non ti seccherà troppo, vero?»
Ma Aviendha era già al guardaroba, col suo asciugamano incautamente aperto mentre passava in rassegna i vestiti. Diversi completi aiel erano appesi in un altro dei guardaroba, ma Tylin le aveva dato cassapanche di vestiti di seta e di lana dal taglio elegante prima che lasciassero Ebou Dar, abbastanza da riempire quasi un quarto degli armadi. Quella breve esplosione di ilarità tolse a Elayne ogni voglia di discutere su tutto, perciò lasciò senza difficoltà che Essande le infilasse l’abito di seta rossa con gocce di fuoco delle dimensioni di un dito cucite assieme in una fascia attorno all’alto colletto. Quel vestito avrebbe fatto di sicuro la sua figura, senza bisogno di albi gioielli, e in realtà l’anello del Gran Serpente alla sua mano destra era già un gioiello sufficiente. La donna canuta aveva un tocco delicato, ma Elayne sussultò comunque quando iniziò ad allacciare i minuscoli bottoni lungo la sua schiena, stringendo il corpetto sul suo seno delicato. C’erano opinioni discordanti su quanto quello sarebbe durato, ma tutti erano d’accordo che doveva aspettarsi che si ingrossasse di più. Oh, quanto desiderava che Rand fosse abbastanza vicino da condividere il pieno effetto del suo legame con lui. Quello gli avrebbe insegnato a metterla incinta così incautamente.