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L'anno del contagio [Doomsday Book - it]

Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:

Per la giovane Kivrin, che si prepare a studiare dal vivo una delle epoche più oscure della storia, regno della paura, della superstizione e di tremendi flagelli, viaggiare nel tempo è un'esperienza unica e affascinante, ma in fondo non troppo difficile: l'importante è prepararsi con cura e osservare scrupolosamente tutte le regole perché il suo improvviso arrivo nel XIV secolo risulti plausibile e, soprattutto, passi inosservato. Il resto è compito di una straordinaria tecnologia che rende possibile un simile trasferimento temporale. Tuttavia il suo viaggio nel Medioevo, dove l'esistenza quotidiana è un'avventura per la sopravvivenza e dove si sta scrivendo un nuovo libro dell'Apocalisse, sarà molto più che la realizzazione di un sogno.
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Il che spiegava, naturalmente, perché stesse per sposare proprio una bambina, apparentemente con l'approvazione di tutti. Nel 1320 il portare avanti una dinastia era la preoccupazione dominante, e quanto più la donna era giovane tanto maggiori erano le sue probabilità di produrre un numero di eredi tale che almeno uno potesse sopravvivere fino all'età adulta, anche se sua madre non lo avesse fatto.

La zitella con gli sbiaditi capelli rossi era… orrore degli orrori… la famosa Lady Yvolde, la sorella non sposata di Bloet. Yvolde viveva a Courcy con il fratello e nel guardarla inveire contro la povera Maisry perché aveva fatto cadere un cesto, Kivrin si accorse che aveva alla cintura un mazzo di chiavi, il che significava che era lei a dirigere la casa, o almeno lo avrebbe fatto fino a Pasqua. La povera Rosemund non avrebbe avuto la minima possibilità di vincere quella battaglia.

— Chi sono gli altri? — chiese ancora Kivrin, sperando che in mezzo a loro ci fosse almeno un possibile alleato per la ragazza.

— Servitori — replicò lei, come se fosse una cosa ovvia, e tornò di corsa dalle altre ragazze.

I servitori erano almeno una ventina, senza contare gli stallieri che erano impegnati a sistemare i cavalli, e nessuno pareva sorpreso dal loro numero, neppure la nervosa Eliwys. Kivrin aveva letto che le famiglie nobiliari avevano dozzine di servitori, ma aveva supposto che quelle cifre dovessero essere sbagliate, e in seguito nel vedere che Eliwys e Imeyne non avevano praticamente servitori di sorta e avevano dovuto requisire la manovalanza dell'intero villaggio per i preparativi natalizi, si era convinta che il numero di servitori nei manieri rurali riferito dai testi dovesse essere esagerato. Evidentemente, non lo era.

I servi sciamarono per tutta la sala, servendo la cena. Kivrin si era chiesta se avrebbero mangiato anche soltanto qualcosa per cena visto che la Vigilia di Natale era un giorno di digiuno, ma non appena il pallido cappellano ebbe finito di recitare i vespri… senza dubbio dietro ordine di Imeyne… la mandria dei servitori venne avanti con un pasto a base di pane, vino annacquato e merluzzo secco che era stato messo a mollo nell'acqua e poi arrostito.

Agnes era così eccitata che non mangiò un solo boccone, e dopo che i servi ebbero sparecchiato rifiutò di sedere tranquilla vicino al fuoco e si mise invece a correre per la sala, agitando la sua campanella e tormentando i cani.

I servi di Sir Bloet e il castaldo portarono poi dentro il ceppo di Natale e lo lasciarono cadere nel focolare, sparpagliando scintille da tutte le parti. Le donne si ritrassero ridendo e i bambini strillarono di gioia. Come figlia maggiore della casa, Rosemund accese il ceppo con una fascina ricavata dagli avanzi del ceppo di Natale dell'anno precedente, accostandola con cautela ad un'estremità delle radici contorte. Quando il fuoco attecchì ci furono risa e applausi, e Agnes agitò selvaggiamente le braccia per far trillare la sua campanella.

In precedenza Rosemund aveva detto che ai bambini era permesso di restare alzati per la messa di mezzanotte, ma Kivrin aveva sperato di riuscire almeno ad indurre Agnes a sdraiarsi per un po' sulla panca accanto a lei in modo da fare un sonnellino. La bambina divenne invece sempre più sfrenata con il passare della sera, strillando e facendo tintinnare la campana al punto che alla fine Kivrin dovette sequestrargliela.

Le donne sedevano invece intorno al focolare, conversando in tono sommesso mentre gli uomini erano in piedi, raccolti in piccoli gruppi con le braccia conserte sul petto; più di una volta si recarono all'esterno in massa, con la sola eccezione del cappellano, tornando poi dentro ridendo e battendo i piedi per liberarli dalla neve. Dal rossore che avevano sul volto e dall'espressione colma di disapprovazione di Imeyne era chiaro che erano andati nella birreria ad aggredire un barilotto di birra, spezzando cosi il digiuno.

Quando rientrarono per la terza volta, Sir Bloet sedette dall'altra parte del focolare e protese le gambe verso il fuoco, osservando le ragazze che stavano giocando a mosca cieca. Allorché Rosemund, a cui toccava in quel momento essere bendata, si avvicinò troppo alle panche, Bloet si protese e se la tirò in grembo fra le risate generali.

Imeyne trascorse la lunga serata seduta accanto al cappellano e intenta a recitare tutte le proprie lamentele nei confronti di Padre Roche… che era ignorante, goffo, e durante la messa della domenica precedente aveva detto il Confiteor prima dell'Adjutorum.

Kivrin pensò però che in quel momento Padre Roche era in ginocchio nella chiesa gelida mentre il cappellano si stava scaldando le mani al fuoco scuotendo al tempo stesso il capo con disapprovazione.

Il fuoco si ridusse ad un mucchio di carboni ardenti e Rosemund si liberò dalla stretta di Sir Bloet per tornare al suo gioco. Adesso Gawyn stava raccontando la storia di come una volta avesse ucciso sei lupi, senza distogliere un momento lo sguardo da Eliwys; poco lontano, il cappellano narrò invece di una donna morente che aveva reso una falsa confessione… quando il cappellano le aveva toccato la fronte con l'olio santo la sua pelle aveva emesso del fumo e si era tinta di nero sotto i suoi occhi.

A metà della storia del cappellano Gawyn si alzò, si massaggiò le mani protendendole sul fuoco e andò a sedersi sulla panca dei mendicanti, togliendosi gli stivali.

Dopo un minuto Eliwys lo raggiunse; Kivrin non poté sentire cosa gli disse, ma Gawyn si alzò in piedi con lo stivale in mano.

— Il processo è stato rimandato ancora una volta. — Le parole di Gawyn arrivarono fino a Kivrin. — Il giudice che doveva dirigerlo si è ammalato.

Di nuovo la risposta di Eliwys sfuggì all'udito di Kivrin.

— Sono buone notizie — replicò però Gawyn, annuendo. — Il nuovo giudice viene da Swindone ed è meno disposto a favore di Re Edoardo.

Nessuno dei due dava però l'impressione di pensare che fossero buone notizie… Eliwys era pallida quasi quanto lo era stata quando Imeyne le aveva detto di aver mandato Gawyn a Courcy e stava tormentando il pesante anello che le ornava la mano.

Gawyn si rimise a sedere, pulì il fondo della calzamaglia dai pezzi di giunco e si infilò di nuovo lo stivale prima di sollevare la testa e di dire qualcos'altro. Eliwys distolse il volto e le ombre impedirono a Kivrin di scorgere la sua espressione… ma quella di Gawyn era ben visibile.

Ai suoi occhi come a quelli di chiunque altro nella sala, si disse Kivrin, e si lanciò intorno un'occhiata affrettata per vedere se la coppia fosse stata notata. Imeyne era concentrata sulle lamentele che stava esponendo al cappellano, ma la sorella di Sir Bloet stava seguendo la scena con la bocca tesa in un'espressione di disapprovazione, e al di là del fuoco lo stesso stavano facendo Sir Bloet e gli altri uomini.

Kivrin aveva sperato di poter avere l'opportunità di parlare con Gawyn quella notte, ma era evidente che non poteva farlo in mezzo a tutta quella gente così attenta. Una campana si mise a rintoccare ed Eliwys sussultò, guardando verso la porta.

— È il rintocco del Diavolo — sussurrò il cappellano, e perfino i bambini smisero di giocare per ascoltare.

In alcuni villaggi era usanza suonare un rintocco per ogni anno trascorso dalla nascita di Cristo, ma in genere la campana suonava soltanto per tutta l'ora precedente la mezzanotte e comunque Kivrin dubitava che Roche, o anche il cappellano, fossero in grado di contare fino ad un numero tanto elevato… comunque cominciò a tenere lo stesso il conto dei rintocchi.

Tre servitori entrarono nella sala portando ceppi per il fuoco ed esca, e riattizzarono le fiamme che si levarono vivide e luminose, proiettando enormi ombre distorte sui muri. Agnes balzò in piedi indicando, e uno dei nipoti di Sir Bloet proiettò con le mani l'ombra di un coniglio.

Il Signor Latimer aveva detto che la gente di quell'epoca era solita leggere il futuro nelle ombre proiettate dal ceppo di Natale, e adesso Kivrin si chiese cosa il futuro avesse in serbo per quella gente, considerati i guai in cui versava Lord Guillaume e il fatto che erano tutti in pericolo.

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