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L'anno del contagio [Doomsday Book - it]

Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:

Per la giovane Kivrin, che si prepare a studiare dal vivo una delle epoche più oscure della storia, regno della paura, della superstizione e di tremendi flagelli, viaggiare nel tempo è un'esperienza unica e affascinante, ma in fondo non troppo difficile: l'importante è prepararsi con cura e osservare scrupolosamente tutte le regole perché il suo improvviso arrivo nel XIV secolo risulti plausibile e, soprattutto, passi inosservato. Il resto è compito di una straordinaria tecnologia che rende possibile un simile trasferimento temporale. Tuttavia il suo viaggio nel Medioevo, dove l'esistenza quotidiana è un'avventura per la sopravvivenza e dove si sta scrivendo un nuovo libro dell'Apocalisse, sarà molto più che la realizzazione di un sogno.
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I servi, che ovviamente avevano anche loro indosso i vestiti della festa, trasportarono in cucina parecchie ceste coperte e un'enorme oca, poi portarono i cavalli nelle stalle. Gawyn, ancora in sella a Gringolet, era proteso in avanti e stava parlando con Lady Imeyne.

— No, il vescovo è a Wiveliscombe — gli sentì dire Kivrin, ma Imeyne non parve contrariata, segno che lui doveva essere riuscito a recapitare il suo messaggio all'arcidiacono.

Imeyne si girò quindi per aiutare una giovane donna dal mantello di un azzurro ancora più vivido di quello dell'abito di Kivrin a scendere da cavallo e la accompagnò da Eliwys con un sorriso. Anche Eliwys stava sorridendo.

Kivrin cercò di capire chi fosse Sir Bloet in mezzo a tutta quella gente, ma c'erano almeno una mezza dozzina di uomini a cavallo, tutti con le briglie decorate in argento e il mantello bordato di pelliccia. Per fortuna nessuno di essi appariva decrepito e un paio erano decisamente presentabili. Si girò verso Agnes per farsi indicare Sir Bloet, ina la bambina era ancora nella stretta della donna con la cuffia inamidata.

— Sei così cresciuta che quasi non ti riconoscevo — commentò la donna, accarezzandole la testa, e Kivrin soffocò a fatica un sorriso… certe cose erano proprio una costante universale.

Parecchi fra i nuovi venuti avevano i capelli rossi, compresa una donna vecchia quasi quanto Imeyne, che però portava lo stesso gli sbiaditi capelli di un rosso ormai quasi rosa sciolti sulle spalle come una ragazza; la vecchia aveva un'espressione contrariata ed era evidente che non era soddisfatta del modo in cui i servitori stavano scaricando i bagagli. D'un tratto la donna strappò un cesto troppo carico dalle mani di un servo che stava lottando per trasportarlo e lo protese verso un uomo grasso che indossava una tunica di velluto verde.

Anche lui aveva i capelli rossi, come pure il più attraente dei visitatori più giovani, un uomo sul finire della ventina ma con il viso aperto e lentigginoso che aveva se non altro un'espressione piacevole.

— Sir Bloet! — strillò Agnes, e oltrepassò Kivrin per stringersi contro le ginocchia dell'uomo grasso.

Oh, no, gemette interiormente Kivrin. Aveva supposto che quel tizio grasso fosse il marito della zitella con i capelli rosa o della donna con la cuffia inamidata. Quell'uomo aveva almeno cinquant'anni, non pesava meno di centoventi chili e quando sorrise ad Agnes esibì denti scuri e marci.

— Mi hai portato un regalo? — stava chiedendo Agnes, continuando a tirargli il bordo della tunica.

— Certo — rispose lui, guardando verso Rosemund, che era ancora intenta a parlare con le altre ragazze. — Per te e per tua sorella.

— Vado a chiamarla — si offrì Agnes, e saettò verso Rosemund prima che Kivrin potesse fermarla, mentre Bloet le andava dietro con passo pesante.

Le altre ragazze ridacchiarono e si ritrassero al suo avvicinarsi, e dopo aver scoccato ad Agnes un'occhiata omicida Rosemund si costrinse a sorridere e a protendere la mano.

— Buon giorno, signore, e sii il benvenuto — disse.

Il suo mento era sollevato il più in alto possibile e sulle sue guance pallide c'erano due chiazze di rossore febbrile, ma a quanto pareva Sir Bloet interpretò quei segni come una manifestazione di timidezza e di eccitazione.

— Di certo — commentò, prendendo le piccole dita di lei nelle proprie mani grasse, — a primavera non saluterai più tuo marito con tanta formalità.

— È ancora inverno, signore — ribatté lei, arrossendo ancora di più.

— Ma la primavera arriverà molto presto — rise Bloet, mettendo in mostra i suoi denti marrone.

— Dov'è il mio regalo? — chiese Agnes.

— Non essere tanto avida, Agnes — la rimproverò Eliwys, venendo a fermarsi in mezzo alle sue figlie. — Non si accolgono gli ospiti chiedendo loro dei doni — aggiunse, rivolgendo un sorriso a Sir Bloet… se davvero temeva quel matrimonio non lo stava certo dando a vedere e appariva più rilassata di come Kivrin l'avesse mai vista.

— Avevo promesso un regalo alla mia futura cognata — dichiarò Bloet, infilando una mano nella cintura troppo stretta e tirando fuori un piccolo sacchetto di stoffa, — e alla mia fidanzata un dono nuziale — aggiunse, armeggiando con i lacci del sacchetto e tirando fuori una spilla decorata da pietre preziose. — Un nodo d'amore per la mia sposa — spiegò, aprendone la chiusura. — Dovrai pensare a me ogni volta che la porterai.

E venne avanti ansando per appuntare la spilla sul mantello di lei mentre Kivrin si augurava che gli venisse un infarto. Rosemund rimase assolutamente immobile, con le guance di un rosso acceso, per tutto il tempo che le mani grasse dell'uomo le armeggiarono vicino al collo.

— Rubini! — esclamò Eliwys, in tono deliziato. — Non ringrazi il tuo fidanzato per questo dono generoso, Rosemund?

— Ti ringrazio per la spilla — affermò Rosemund, con voce atona.

— Dov'è il mio regalo? — strillò Agnes, saltellando ora su un piede ora sull'altro mentre il nobile infilava di nuovo la mano nel sacchetto e tirava fuori qualcosa che tenne chiuso nel pugno serrato. Con il respiro sempre più affannoso si chinò fino a portarsi al livello di Agnes e aprì la mano.

— È una campanella! — strillettò Agnes, deliziata, tenendola in alto e scuotendola. In effetti era una campanella rotonda d'ottone come quelle delle slitte per cavalli, con un cappio di metallo alla sommità.

Agnes insistette quindi perché Kivrin l'accompagnasse nella stanza di Rosemund per prendere un nastro da passare nel cappio di metallo in modo da poter indossare la campanella intorno al polso come un bracciale.

— Mio padre mi ha portato questo nastro dalla fiera — spiegò, tirandolo fuori della cassapanca in cui erano stati riposti i vestiti di Kivrin. Il nastro in questione era tinto in maniera irregolare ed era così rigido che Kivrin ebbe difficoltà a farlo passare nel buco… perfino i nastri più economici in vendita da Woolworth o anche quelli di carta usati per incartare i regali di Natale erano migliori di questo, pure considerato tanto prezioso.

Kivrin infine riuscì a legarlo intorno al polso di Agnes e tornarono insieme dabbasso, scoprendo che l'andirivieni e la confusione si erano spostati all'interno, con i servitori che trasportavano casse e coltri da letto e quelle che avrebbero potuto essere versioni primitive di borse di stoffa nella sala. Kivrin si rese conto che non avrebbe dovuto preoccuparsi che Sir Bloet potesse portarla via di lì, dal momento che dava l'impressione di essere venuto da loro per svernare.

Ed era anche stata sciocca a preoccuparsi che la sua sorte potesse essere oggetto di discussione, considerato che nessuno la degnava sia pure di un'occhiata e che continuò ad essere ignorata anche quando Agnes insistette per andare a mostrare il suo bracciale alla madre. Eliwys era immersa in una conversazione con Bloet, Gawyn e l'uomo attraente che doveva essere un figlio o un nipote di Bloet… e dal modo in cui si stava torcendo le mani di nuovo era chiaro che le notìzie da Bath dovevano essere spiacevoli.

In fondo alla sala, Lady Imeyne stava invece parlando con la donna massiccia e con un uomo pallido che portava una tunica clericale, e dalla sua espressione era evidente che si stava lamentando di Padre Roche.

Kivrin approfittò della rumorosa confusione presente nella sala per separare Rosemund dalle altre ragazze e chiederle di identificare per lei gli ospiti. L'uomo pallido era il cappellano di Sir Bloet, cosa che lei aveva già più o meno dedotto, mentre la donna con la cuffia inamidata era la moglie del fratello di Sir Bloet, venuta in visita dal Dorset. I due giovani con i capelli rossi e le ragazzine ridacchianti erano tutti suoi figli. Sir Bloet, dal canto suo, non aveva bambini.

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